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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Luglio 2026 |
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Le 70134 poesie con accompagnamento multimediale
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Percorriamo
l’amore di un tempo,
come se fossero giorni
non interminabili anni
non lacrime di dolore
ma gioia infinita.
E ritorni a dirmi t’amo,
Quanto desiderato!
quanto l’ho sussurrato
nelle mie notti,
nei miei giorni d’attesa
forse te
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Nel cielo azzurro volare
come uccello senz’ali
sfidare il vento tormentoso
le nuvole ondose.
Sulla cima del monte stare
voglia di precipitare
nel baratro profondo
del mondo.
Rotolare come pietra
infondo alla scogliera
ove l’onda del mare
sbatte
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Che sia neve o pioggia o ninfa, amici
noi giungeremo lassù
mentre canticchiamo nella stessa auto
musiche di Vasco
sdrucciola l’asfalto in fiocchi bianchi.
Sfidando il tempo incauto
proseguiamo nel nevoso piovasco
protetti da malefici
stringiamo
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Sembra così facile
attraversare il giorno
per arrivare alla sera
e conservare i pensieri
Congelare i sogni
ed i passi oltre la luna
che già teme le nubi
nel velo del tramonto
Sembra così semplice
non pensare più
ed essere ancora felici
di
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 | Mani come piume leggere
carezzano i tasti di un piano.
Sette note si uniscono,
componendo una musica dolce e soave
che regala quell’intima pace,
che spesso si perde nel frenetico mondo.
Resto affascinato, in silenzio l’ascolto
e mentre il pianista
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Abitudini e strani vizi
e si corre inutilmente
verso mete provvisorie.
Fumi di nebbie e parole
nell’aria infreddolita,
divelte dal pensiero
migrato dove il verde
e il rosso sono l’alfabeto.
Intorno solo cose che appassiscono,
come le voci
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Sotto la terra
opaca
braccia protese
verso i raggi
Albero
Ti vesti e ti spogli...
l’inizio e la fine...
La
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Passami le promesse
quelle che non hai riposto
fra le scatole vuote
di questa vita così felice
Che non nega sorrisi
a nessuno se non al vento
e a qualche sguardo passato
dimenticato sui sassi
Parlami dei silenzi
che mi regalavi al
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Sardina
anche se non mi parli più
io ti voglio bene lo stesso
hai svegliato con la tua presenza
qualcosa che si era assopito
pensavo di non averlo più
un Eros primordiale fermo
in mezzo al mare bloccato
dalle bottiglie di plastica
tu hai
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 | Ferma il tempo
e intrattiene la mente
fra due lampioni,
erta e corrusca,
così che si staglia
la mia betulla
di sera
nel cielo bruno d’inverno.
Ricamo fantasma i suoi rami
col vento ululante
tra foglie volanti
nell’aria frizzante.
Le case a
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Se ho una meta non so,
vago in vortici bui
e mi ritrovo spesso
al punto di partenza.
Discendo abissi
e risalgo chine.
Non
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Cresciamo
note di pietra
scolpite da un’angoscia
e abbracciamo
dolori in carne e ossa,
lacrime di ossidiana
dietro un vento
importuno.
Parole
scarnite
da voci fuori campo
avvolgono
sofferenze
e gesti
di proscenio,
annusando la
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Prima della pioggia
non avevi mai pronunciato
quella parola morta
con un suono che sapeva di follia
Prima che il cielo si oscurasse
sembravi vera
una di quelle persone
che hanno lo sguardo fra le nubi
E non temono mai
di raccontare la verità
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Ti guardo
e
mi lascio rapire
dall’ universo infinito
che il tuo sorriso
sa scolpire
nei miei occhi...
Il sole di scie luminose
al tramonto
che unisce cielo e mare
come le mie labbra
alle tue.
L’azzurro dell’ onde
che di luce mi
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Eppur si fanno scelte,
ardue e sofferenti.
É un tiro alla fune.
Mani che cedono
e
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Quel giorno
che ho incrociato i tuoi occhi
un lampo è balenato
tra noi.
Ho sentito su di me
quel tuo strano sguardo maliardo
che scioglieva anche le vesti.
Ho percepito
il tuo respiro
come un’onda
sulla mia pelle
e già assaporavo
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Cerca di non pensare
a quante stelle hai perduto
e a quanti cieli hai accarezzato
prima della pioggia
Stasera qualche luna
si sarà distratta al tuo passaggio
ed il vento si sarà chiesto
chi era quella bellissima ombra
Cerca di non
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Chiaro
e profondo
era il pensiero
ma
non aveva parole
o sintassi
da rispettare.
Molti
i significati
racchiusi
in frazioni infinitesimali di tempo
nell’esiguità
d’un sospiro.
Come
lampi ripetuti
che
rischiarino la
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La voglia non manca
di giacere insieme,
nell’alcova calda del piacere.
Sotto le lenzuola di seta rosa
bocche vogliose
sesso sfrenato
cercano
godono guardare
corpi nudi d’amanti,
tremanti ansimanti.
Nell’alcova
coppie tramano
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Suona il carillon,
quasi ci fosse quell’emergenza,
nel trattenere con manine,
in una mente sopita,
tra i risvolti delle nuvole,
e le lenzuola turchine,
una polvere briosa.
Prima che spunti il giorno,
prima che si sciolgano
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Nera fuliggine ha sul viso il minatore
nel cuore pulsante del monte
lavora incessantemente
fra la cenere e il carbone
ha la torcia sul cappello,
illumina
scava
buca la roccia.
Spera e prega il signore
venga il momento migliore
di tornar dal
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Ti stringo
fra le mie ombre
come non ho fatto mai
allora
Ti penso
quando il buio mi circonda
ed ogni cosa
sembra abbandonarmi
Non ci sono altre voci
e le nubi nere
restano in questo cielo
per interi giorni
Ti perdo
mentre respiro la
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Era una sera di nuvola
la prima volta che ti ho toccata
ed esitavo come la pioggia
quando il vento sfiora la terra
Era una notte di luna nera
con la luce appena accennata
di una carezza concessa
e poi rubata alle gote
Appena segnate
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C’erano più papaveri che spighe all’orizzonte
vermigli erano i tramonti accesi in un calice
nelle sere d’inverno come le cruente
innumerevoli battaglie con noi stessi
quando abbandonata la leggerezza del sogno
si finiva nella trappola più crudele
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Tutto è fermo
nella solitudine del vento
e i confini
di ciò che chiamavamo notte
Non mutano la distanza
fra noi
e le cose che sono finite
in un velo di luna
Tutto si scolora
anche il tempo che passa
e che cancella i nostri ricordi
fra una
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E arrivò gennaio con il mantello
la gerla colma di gelo
fiocchi di neve caddero dal cielo,
sul mondo intero.
Venne febbraio piccoletto
caldo abbraccio festoso
odore di frappe castagnole,
leccornie buone.
Marzo avanzò danzando
un mazzo di
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Se tutto lascia un segno in egual misura
è vero anche che l’ipocrisia sa ogni percorso
Gli occhi come pozze straripanti
per ogni anima negletta
il cuore un favo ed in ogni cella un’icona
note e silenzi nel vento e noi,
spettatori con l’illusione
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Maschere celate
su visi gioiosi
bocche chiuse
celar zanne da lupi.
Intrighi velati
falsi sorrisi,
cuori chiusi.
Cancelli sbarrati
su prati arati
grovigli di serpi attorcigliate
lingue taglienti,
pugnalate alle spalle.
False
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I ricordi di una vita avara
celano desideri di donna
confinati all’ombra di un amore amaro
mai del tutto vero, mai davvero amore.
Restano carezze mai avute
e sorrisi a luce spenta
sulla notte che avanza,
più buia del nero dell’anima
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Non mi dicevi mai addio
ma io ogni volta non sapevo
se ti avrei rivista ancora
o se quelle ombre scure
Sarebbero state le ultime
nuvole fra noi e il cielo
dei mattini di temporale
che l’autunno sussurrava
Dolcemente fra una stella
e una luna
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70134 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 3421 al n° 3450.
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