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Le 70134 poesie con accompagnamento multimediale
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Ho le mani sulla pelle
il ricordo del profumo
e la luna sfregiata
da un vento maledetto
Ho le labbra sulla lingua
il segno delle dita
e le ombre rassegnate
alla fine del cielo
Il buio che scivola
via da una carezza nera
tenuta in vita
da
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Felce sempreverde
pianta antica
folta la tua chioma
lunghi rami ondeggiano nel vento
ami l’aria umida,
ombreggiata dal sole.
Le spore tue spargi nell’aria
sul terreno nascono piccole felci.
Felce madre sorridi felice
son tutte figlie
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Nessuno si è fermato qui
per vedere se vivi
e qualche erba è cresciuta
troppo lungo le strade
Mentre gli anni passavano
come lune segrete
nascoste nel tempo
e ingannate dal cielo
Nessuno si è domandato
se eri triste
fra quelle mura
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Si è spenta una stella in cielo
la più luminosa
brillava di luce pura,
meravigliosa.
Ora la notte è buia
un buco nero si è formato,
dove brillava quella stella dorata.
Scintilla profumata d’amore
scorre nell’aria
nel ricordo di te,
stella
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E poi ci sono attimi che ci strappano alla vita
e ci si accorge che anche il quotidiano affanno è vita
e il muro dinanzi, insormontabile, e il sole nascosto,
pur se nel sogno per altri lidi andiamo
e la vita ci appare con altre vesti, il viso
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 | Un quadro amato non lede
lo trovi sempre là appeso
per chi sente e chi lo vede,
l’armonia è dentro e fuori
dipinge il profondo
e tocca forte i cuori
dipinti fatui e infatuazioni
non ispirano,
nel trittico delle emozioni
le stigmate son
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Non so se potrai amarmi
quando mi chiudo in me stesso
e non rispondo alle nubi
di questo stesso cielo
Quando insisto nel silenzio
di lunghe sere fuggite via
senza salutare la luna
e le stelle che tremano sogni
In un orizzonte troppo nero
per
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V’erano segnali disseminati ovunque
tra impronte anonime e parole mute
come se le labbra avessero imparato
una nuova sorta di avarizia.
Le macerie dentro. Il cuore inerte,
come adombrato dal baluginio
di un’idea malsana...
Per affogare in una
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Pregate per me
per le mie perdute memorie
per tutto quello che
non voglio più ricordare
Per le labbra rosse
che ho chiuso in una bottiglia
ed affidato al mare
alle onde del tempo che uccide
Sussurrate una cantilena
qualche nota
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E scriviamo a volte come a trovare sollievo
ai patimenti dell’anima
quando il cerchio si stringe e dentro le cose
si contano sulle dita d’una mano sola.
La solitudine allora si fa mestizia
l’eco risuona negli antri e nelle stanze
e i volti cari
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Io le sento
quando viene la sera
e c’è solo morte fra le ombre
lasciami al mio silenzio
Io le vedo
mentre la tenebra si avvicina
dimenticami fra le nuvole
i sogni sono già svaniti
Chiudi quella porta
forse il rumore resterà
fuori per sempre
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Senza
averne contezza
quei gradini
fatti di nulla
che
all’Ipogeo dell’Essenza conducono
innumerevoli volte
ho disceso.
Con
le mani vuote
della mia disperazione
a cercarvi conforto.
Ripercorrendo
ogni volta
a ritroso
il cammino
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Se non era amore
avreste potuto dirmelo
e togliere di mezzo
le luci della strada
Le nuvole del tramonto
che ferivano il cielo
con le loro speranze
di vento distratto
Se non era calore
avreste potuto spegnere
l’estate che bruciava
la pelle
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e per un gesto fugace
come arde la brace
nel fuoco lento che
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Col silenzio negli occhi... pregare
ampiezza di momenti vissuti in prostrata attesa
su panche l’indugio del pensiero, l’osare
tra i brividi a scendere con delizia presa
Ampiezza del tempo a circondare le parole
aloni di serenità tra i muti
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Dondolìo d’aromi
tra le ritmiche labbra
divorate di baci.
Inseguo
frenesie di crumble
e riflessi dorati
d’occhiate di ginestra,
in volo col tuo spirito
di maestosa poiana.
Plano sul tuo sorriso
e m’accogli,
fiducioso grembo
di donna
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Il vento di stagione
sfoglia petali dallo stelo
l’allegria d’un
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Le stelle che ho messo
sul davanzale
si sono sbiadite col tempo
ma io attendo
Perché so che il buio
tornerà ancora
nelle sere più scure
mentre l’autunno prepara
I colori dell’inverno
e nulla potrà fermare
le foglie morte in volo
se non il
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In queste vigne non passerà ottobre brioso e festante,
il passo celere la voce gaia. Ed i filari rimarranno gremiti,
i nostri occhi ad interrogarsi muti, increduli sull’autunno
che sfiora talune cose altre le tralascia come fosse la mano
della sorte,
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Quella
luce radente
che
scompigliava i miei pensieri
quella
palpitante tavolozza
di colorati sentire
che
le più recondite
sfumature dell’anima
sembrava
poter rappresentare
un atto
di fede
mi chiedevano.
Nell’Amore
perenne
che
senza
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Resterei in questo chiaroscuro di bosco-
accecata dal sole del crepuscolo
a rimuginare che l’amore è esclusivo...
Ma chi lo dice? Io non so scegliere.
Amo con differente e uguale intensità il lago,
le fronde, l’usignolo, lo sciabordio della
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So che di notte vegli sul tuo calvario
talvolta la tua voce è un gemito
che a stento riesci a tacere.
Tu più non sogni non ascolti parole
ti spegni all’entusiasmo della vita
muovi i tuoi passi a fatica...
il viso segnato dalla sofferenza
le
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 | "M’accontentavo di poco
mi hai tolto anche quel poco.
Volevo solo respirare,
mi hai tolto l’aria.
Desideravo vederti,
ti sei nascosto.
Ora ho il sole che mi riscalda,
scioglie quel gelo
col quale mi hai coperto,
che quasi mi gelava anche il
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I ricordi sono per i vecchi
ed io non sono
vecchio né giovane
non voglio sogni da lucidare.
I rimpianti sono per i deboli
ed io non sarò mai
debole né forte
vivo nelle nubi del mio cielo
scuro quando il sole
nasconde le sue incertezze
e nero
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Ho tutto quello che mi serve
tra le righe che non hanno voce
se non dentro la mia testa.
Vesto la finzione...
Mi consumo
dentro un’altra illusione
fuori dalla mia pelle
là dove ho nascosto sorrisi
acerbi d’albicocche.
È il ticchettio
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Qui la gente se ne va
senza dire una parola
e le loro ombre compaiono
sul muro degli anni
Allineate come tombe
in un cimitero di campagna
con la polvere che copre
le croci di pietra nera
Qui le sere passano veloci
e il sole resta in
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 | Nella prossima vita
mi innamorerò di una donna kurda
anche lei farà lo stesso
mi chiamerò Dîyar
sarò per lei un regalo
lei si chiamerà Gona
sarà la mia
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Non ti ho mai raccontato
che nascondevo
le rose colte in riva al bosco
per poi gettare via le spine
Prima che tu arrivassi
a capire ogni cosa
al primo sguardo
dei tuoi occhi di mare
In tempesta al tramonto
quando l’orizzonte
è più scuro
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 | È spoglio il cielo di sorrisi
dei bambini stuprati
violentati o uccisi
in questo mondo infame
da guerre e fame.
Nella ferale luce di mattine
che si susseguono
prive di futuro
in un cielo oscuro,
penetra tra una nuvola
pesante e
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In silenzio rimase lì... ad aspettare,
all’osservo di fugaci pensieri, fievole respiro
seduto su d’una solitaria panchina il rimiro
d’un richiamo lontano, tanto lontano dall’ilare.
Un quaderno, pagine di poesia... il suo amare
la luce del mattino
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