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Le 70134 poesie con accompagnamento multimediale
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La luna non mi può chiedere
di pulire le gocce
sul finestrino
se tu mi guardi respirare
E lontano si vedono già
i lampioni accesi
che attendono il mattino
dopo che la notte ha taciuto
Per molte ore prima
di schiudere le labbra
in un velluto
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Pregami
di non girarmi dall’altra parte
quando sarai nuda
e la notte chiuderà la gabbia
Se sentirò il tuo dolore
crescere come un vento
che sfiora la terra
non fingerò una falsa pietà
E ti colpirò con i miei sguardi
profondi come il buio
che
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Le luci del Luna Park
cadono in una lacrima amara
e i fumi della nebbia
a veli densi come mille puntini ...
Visioni in una strada di falsità
si consumano come una sigaretta spezzata
ma ancora la cenere a brillare.
Urla il silenzio
di un paese
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Margheritine
nel prato dove
non volano farfalle,
sotto i lampioni
svolazzano zanzare
col suono
di un violino
scorre il fiume,
accanto le case
prive di mura,
la strada
illuminata da un fuoco
c’è chi tende la mano
per il pane,
nel
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Lasciatela dormire
perché sulle ciglia ha il buio
delle lacrime di ieri
e le lune più scure del cielo
Lasciate che si svegli
quando la notte avrà pregato
un’ultima stella nera
prima dell’aurora
E non chiedetevi il motivo
di tante
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Automi
di carne
sguinzagliati tra la gente
che
dell’umanità
null’altro conservano
se non biologiche assonanze
lontane
reminiscenze.
Burattini
indemoniati
sghignazzanti alla luna
che
avvinghiati
ai più alti scranni del potere
della
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Stringimi fra le foglie
che quest’autunno deve ancora
morire in un fiato di vento
e rendimi polvere fra le dita
Fingiti ombra nel buio
perché io non ti veda
strisciare leggera e colpire
la pelle che sussulta in amore
Distratto dai colpi di
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Ti attendo ancora (ma)
Non in questo luogo
non nelle stanze chiuse
che bramano la pioggia
ed i lamenti del cielo
Non fra queste ciglia
dove le lacrime
sono rimaste prigioniere
di una nuvola malata
Non fra queste dita
dove la saliva ha
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Caronte mi traghetta da riva a riva?
Oppure un angelo nocchiero?
Dell’inferno non ho che un lampo,
altro ignoro se non per mezzo
di vie narrate in stato di lucidità
o in preda a follia creativa.
I miei gironi sono ancora troppo lievi
ed il
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La solitudine
veste i sogni
in cerca di strade
che non riesce a trovare
come la luna in un pozzo.
Ti sveglia il guaito di un cane
che un uomo strattona,
saluti un amico
col suono muto di un ciao.
Per la solitudine
il passato è l’attimo
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Cannila dopu cannila
spardu lu tempu appressu a tia
sira dopu sira
nuttata dopu nuttata
cercu sulu ‘na tò carizza
manu ca cumanna
cu lu pinzeru ca s’adduma
ammentri lu disiu acchiana.
A cìra ca si squàgghia
ncapu a peddi sciddica e
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Quando la nostra era
si rivelasse un’ombra
già calata su tutte le cose
e indistinta dalla realtà
Qualora questo segreto
si staccasse dal vento
delle sere rubate al dolore
e non dipingesse che buio
Da spargere sulle ferite
aperte dalla punta
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Forse non basta una parola
per ricomporre immagini
distorte e scavare nelle incrinature.
Non è curiosità ma consapevole sostanza,
quell’esserci in un’impronta del pensiero.
Ora possiamo condividere i silenzi
e comprendere l’amarezza di ogni
leggi

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Labbra viola
e umetto di ciliegia
a punteggiare
un viso
divino di plebea
e promettere
vestiti fianchi
di generoso allure
e uno spingersi oltre
quella carezza a Velia.
Rigetti
quella pulsione
ritardando
mea culpa
e lacrime,
disagio con
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Non parlare
non dire nulla finché
stringerò queste catene
attorno alle tue labbra
E nel silenzio crescerà
il desiderio di svanire
fra un gemito e un’ombra
ormai schiava del buio
Non muoverti
perché questo spazio
è solo il segno della
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Con i lacci ho le caviglie gonfie
i passi imbrigliati dentro binari storti.
Dal ghigno sul labbro e dal guizzo
all’angolo dell’occhio era evidente...
Peregrina attratta da un chiarore
nel buio d’una stanza, obbediente a Lei,
all’Anima. Una tela
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 | Neppure il vento più lieve
può afferrare le mie parole
e portarle a te
neppure il fiore più filato di sogni
può incantare i miei occhi
e confonderli con l’azzurro
delle nuvole
né il fiume tra i fogliosi canneti
far volare la luna
o
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 | Guardarsi e capirsi
come aquiloni nel vento
La voglia di scoprirsi
ma sono sempre
celle d’edera
che ci
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Era la stessa stella bianca
passata a morire
sui tuoi piedi
in quella sera di carne
Erano le stesse gocce
cadute sulla pelle
per un momento
e poi passate ad altri sogni
Piccole lune malate
che si erano aperte
fra i miei lividi lamenti
senza
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 | sassi bianchi di smalto
nel greto di un sogno
dove gorgoglia
un’ansa verde del fiume
e i rami alti del bosco ricamano
un arabesco di luce.
Bagliori d’acqua e cielo
che portano via l’anima.
E vi giocava un ragazzo
con gli occhi incantati
che non
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Cu l’occhi chini ri duluri
m’arritruvai ‘na matina
era nvèrnu, fora chiuviva...
‘u stissu scinnivano li sururi
’ntu pettu addivintavano cruci
pisanti e ri ferru
sururi friddi ri scantu vistuti
troppu ranni lu turmentu
nun riniscivu mancu a
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Non hai mai capito
che ti ho sempre mentito
durante le lune piene
per aprire le ombre
E bere il tuo sangue
in lunghi anni di follia
con una bugia ed un cielo
nero come il peccato
Non hai mai voluto
pensare che ero solo io
a tenere teso il
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Nel silenzio,
vedrai nel suo sguardo
la gioia che prova,
i suoi pensieri,
avrai la tentazione
di
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Ti sentivo volare
sulle nuvole del mare
la sera mi ha rubato
il fiato del ricordo
La pelle andava stretta
alle voglie della seta
il sottile velo intorno
stringeva il mio lamento
Ti volevo leccare
lo spazio fra il dolore
e il nero che
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E così l’irto percorso da sol s’appiana
quasi al volgere del giorno,
impedimenti e ostacoli muoiono.
Il caso il fato la rassegnazione?
Ma poi altro evento di nuovo
a sorte avversa l’anima consegna.
E muore ogni speme di quiete
d’amor, d’oblio,
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Rendere meno fragili
le attese
sarebbe stato più facile
se solo non avessi taciuto
Le ombre più scure
nel momento esatto
dell’abbandono al nulla
che cresceva nel buio
Sciogliere le catene
sarebbe apparso inutile
al mio orgoglio
ferito da
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Gli steli
d’avena fatua
svuotati
dall’ardore infuocato del sole
fremevano al vento
come
fremeva
il mio cuore.
Mentre
il silenzio
più profondo si faceva
le pieghe
dolorose
della mia coscienza
che
nel titanico sforzo
di
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E se un dì vedessi solo sciagure
barche arenate e pesci
travolti da flutti impetuosi?
Se temessi il vento o il fuoco
o indietreggiassi dinanzi ad un muro,
un colosso, per il facile riparo nel nido,
tra il fosco fogliame in assenza di luce?
Se
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I ricordi del mare
arrivavano verso sera
con le nuvole di ponente
nere come il temporale
Il vento mi parlava
di parole lontane
sussurrate nel cielo
quando la notte scura
Era una carezza lieve
data per gioco
mentre un sorriso
languiva sul
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Un roseto in fiore
profuma nel diurno spaziale
nel palpeggiar atomi
del mio placido respiro
nella pleiade del roseto
di casa mia
Essenza petalo di rosa
brilla curiosa nostalgica
respira luce
coriandoli di vita
e poi ... in cielo si
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70134 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 3721 al n° 3750.
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