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Le 70138 poesie con accompagnamento multimediale
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 | Roma adulata, Roma confusa,
Roma senza pietà, Roma delicata,
Roma perversa, Roma puttana.
Ne ricordo ancora le immagini
in bianco e nero
tristi periferie fangose
dove il tempo scorreva
senza cedere alle intemperie di un fato
ostile.
Granelli
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Le mie ali sporche di fango
mi hanno seguito
al culmine del cielo dove il buio
non potrà mai arrivare
Qui l’alito di Satana
è un punto molto lontano
quasi un vento
che non conclude mai il suo giro
E soffia via l’oro
divenuto argento
con le
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 | Appena giunta l’alba
i colori circondano il cielo
come acquerelli schizzati da tele
si mescolano parole alla rinfusa
in spazi sovrapposti, il niente.
Nascono tra i cirri sospesi
i rai formati dal nero aspetto
velati intorno, volano
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E’ un punto saldo pur se provvisorio
Nel divenire delle cose è certezza
sostanza che se non fosse...
non subirebbe metamorfosi
Fissa che ha ragione d’essere
in un gioco di variabili
E’ osservatorio trampolino ricovero
Stabiliti i confini
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 | Je suis à Paris!
Passeggiando un pensiero s’intrufolò
la ricerca di quell’Entità mistica mi sospinge
perplessa scruto un ingrsso in un luogo sentito
Entro come fossi in bilico...
Dio mio difendimi dal mondo
dalla navata principale una voce
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| Io
guardo il cielo
e tra le nuvole
cerco
il significato
delle cose della Terra.
Di questa
mia
incerta vita
sospesa a mezz’aria
come
tirato tra due estremi
che tali
però
potrebbero non essere.
Che
dunque
debba spingermi
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 | La guazza nella palla
il rosso squame che scintilla
il seguito rimesta che sottrae.
Bacio il silenzio dei tuoi occhi
mentre fissi un tramonto
e mi disegni con le mani il viso.
Chissà cosa pensi
mentre si colorano le ombre in
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 | Ti contemplo così come sei,
bella
nella penombra che incornicia
il tuo risveglio.
E assaporo i silenzi dei tuoi occhi
che mi scrutano
accostando il mio viso
sulle tue gote
che hanno l’aroma
del marzapane di Sicilia.
Adagiato sul tuo
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| Su
di un livido
cielo grigio
candide nuvole
veloci scivolavano
come
a dissipare
quel velo di tristezza
e dolore
che
tra le cose aleggiava.
In lontananza
il clamore della tempesta
che altrove
scaricava
la sua rabbiosa
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 | Odio il nero e il volger fugace
d’improvvise oscure giornate
mi raggelo nel bianco
ove il silenzio tiene banco
il temporale è breve
e torna il sereno
quieto, dolce e greve
nella brezza delle sere
la pioggia mi tenta
irregolare, a
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Mi taglio la pelle
perché il giorno di domani
abbia meno dolore
e apro schegge di sabbia
Sulle dita
perché il sangue scorra
lentamente
fino ad invadere il cuore
Mi spoglio dei sogni
ed attendo la notte
sperando che sia l’ultima
tenebra
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L’ attimo
privo di nome,
è illusione
paura, muraglia
da cui non potrai
prendere il volo.
Guardandoti intorno
penserai:
dove è il confine?
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Non voltarti. Il segno della croce sulla fronte
come quando tra gli ultimi all’uscita contempli
la Chiesa immensa che si svuota.
E’ l’ora di prendere coscienza di distanze
che cancellano luoghi solo dai normali itinerari
perché sai che non ha senso
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 | Amami
come solo tu puoi,
ho bisogno d’amore,
la mia anima ti desidera.
Tu sei balsamo
per le mie ferite,
sei collante per le crepe,
respiro per le strette al cuore,
luce che illumina il mio buio.
In te mi rifugio
quando tremo ed ho
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Mani d’aria a reggere cielo
dove cerca aquila l’arco ch’io tendo
volando al trotto su nero destriero
ammiro mari a sinistra e monti altrove,
ma solo anima ondeggia impetuosa
mentre i monti si inchinano
ove opposti cavalieri si battono
nell’ombra
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Sono nell’oscurità più profonda,
un bagliore di luce vedo,
è sempre più forte.
Ora la luce mi colpisce gli occhi,
mi acceca,
cosa succede?
...Sto nascendo.
Un vagito mi esce dalla bocca,
ho paura,
sono entrata in un tunnel profondo,
un vortice
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Nell’innocenza
dei gesti
di allora
che come acqua sorgiva
senza ripensamenti o esitazioni
limpidi
scorrevano
la Fonte della mia vita
ora
contemplo.
Obbedendo
alla sola legge
che
verso il Mare
incessantemente m’attira
tra le cose e gli
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Le luci un po’ ambrate
che si diffondono
fra i freddi sorrisi del nord
non scuotono il cielo
Ma rendono le nubi
un po’ inclinate verso l’orizzonte
specialmente quando il sole
inizia a tramontare
Le case hanno i mille colori
delle favole mai
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Tu non hai tempo. Il tempo è per chi
si volta indietro. Per i rimorsi ed i rimpianti
Non muti, non rinneghi, tu credi.
Il tuo tempo è nelle cose mute
nel vortice dell’onda e nel vento
Hai silenzi profondi dove le parole
talvolta scavano un
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Sono nel mare
e ho la vela negli occhi
Tutto scompare mentre gli specchi
affondano i sorrisi delle stelle
e di chi le vuole belle
Nel buio
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Brilla di luce la fugace vita
accarezzata nell’olimpo della esistenza
fulgido pensiero, correre nell’accoglienza
all’offrir sicurezza di velluto circondata.
Vigile, la disciplina accompagna
là ove ogni segno compare
nel proferir d’un cammino,
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Anche essere qui senza certezze lasciando fiorire speranze
che moriranno sotto il gelo dell’inverno e rimanere
nel grembo dei pensieri sgranando un melograno
sognando un sapore a metà tra il dolce e l’aspro...
labbra lontane spesso dischiuse nel
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Sei un’eterea Creatura fra le foglie
quando sfiori nell’autunno i miei sogni,
portando senza rimorsi, in silenzio,
un’ala oblunga di malinconia.
Evochi certo, una driade assopita
sul giaciglio di una terra incantata;
in quell’erba a sprazzi
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Molti femminei sguardi
incontrarono i mie occhi
ed in alcuni d’essi mi persi
Come il timoniere perde di vista il faro
o come il viandante smarrisce il sentiero
In molti femminei sguardi mi persi
e fu turbamento dei sensi
palpitazione del cuore
e
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Colori
colori senza tempo
che attraverso
la luminescente bruma del mattino
tra loro
delicatamente si confondono
sussurrando
inattese speranze
e
la promessa
di un festosa ricorrenza.
Policroma certezza
che nel
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Non venite a me in questo dì.
È la festa dei vivi. Siatene degni
con un un gesto d’amore verso chi
in terra soffre, verso chi spera
ma in cuor suo sa d’avere poco tempo
Ho sentito Tizio che rivedendo Caio
e rallegrandosi dei tempi
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Io mi libro nell’aria,
mi getto sulle nuvole,
mi nutro di spazio, non spazio,
m’illumino di luce d’oro.
Quando dormi,
io sto sveglio,
perché sono puro spirito,
ma chiudo gli occhi per dormire con te.
Così entro nei tuoi sogni,
e ti faccio
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Ci sunu cristiani troppu sperti
ca panza china
e boni sulu a sparrari
spiritusi cu li paroli
e scarsi ri sentimenti
cu jirita sempri puntati
e cu vucchi vilinusi e sarbaggi...
sunu cristiani ca un si stancanu
picchì lu curtigghiu è nu
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Tremula voce, flebile respiro
le stanche pareti s’accostano inerte
aleggia il pensiero d’un terminato cammino
una meteora a scendere su membra sofferte
Giungono tra i mutismi di smarriti sguardi
i vuoti, i giorni del silenzio
con lenti movimenti a
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Il desiderio,
gioco bizzarro
che al chiaro di luna
apre le porte;
Fiore
che non appassisce
e
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70138 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 4891 al n° 4920.
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