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♦ Mario Bugli | |
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Luglio 2026 |
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Le 70141 poesie con accompagnamento multimediale
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Tu che sei stata la mia luna
non vedi più la nebbia
che sale dal mare
e annuncia la notte più buia?
Tu che hai tremato il tramonto
e le altre rovine perdute
nel cuore che arranca
il suo ultimo giorno di buio
Perduto ormai è il cielo
e fra le
leggi

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Rosse bacche
ci son oggi
nel mio giardino delle viole.
Cerspugli e rovi
vi son d’intorno...
Quanto tempo e’ passato!
Il silenzio della notte
mi invita a pensare...
Se essere una foglia
che si lascia andare, o
un virgulto che
leggi

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Spegni questo giorno
perché la luce è un dolore
che stringe il petto
fra le stelle della sera
Non ho che un respiro
uno solo da spendere
sulle fragili promesse
del cuore in attesa
Accendi questa luna
perché la notte ha solo buio
e l’argento
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Ci sono giorni che vivo aliena da me stessa
non odio non amo non cerco riparo
non ho inchiostro nel calamaio e il pennino
è un aratro nei solchi che riposa
non attendo il crepuscolo la sera la fine brezza
e il cielo generoso di diademi
Ci sono
leggi

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Puoi sentire la terra
che scivola via un mattino
e rende il cielo
un oceano di silenzio
Puoi vedere la notte
scorrere in un attimo
quando il sole cala
e lascia i suoi raggi al buio
Tutto intorno è pace
e il marmo lucido
accoglie i
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Nel giardino è cresciuto un fiore
all’ombra dei rimpianti
e le falene non piangono più
la luce che brucia ancora
Nella terra c’è un seme di rimorso
la piccola foglia morta
che ha dimenticato il suo respiro
una mattina di stella caduta
Niente
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 | Alla frangente il pericolo indossa un’armatura.
Non teme ma è cosciente del sangue che va’ per temporali.
Nel sua burrasca beve e ride di noi.
Infernali umani e spaventosi poteri silenziosi.
Tempeste di mare e scheletri che tornano a
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| Un oscura
persistente
illusione
che nello stesso pensiero di se
spudoratamente
si mostra
per converso
informa
questo castigato
sbieco
sguardo sul Mondo.
Assurdo
schizofrenico retaggio
che
la nudità di noi stessi e delle
leggi

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Respirano il cielo i convolvoli ai cancelli
la notte stilla diamanti
una scia annega nel mare. E’ tempo di sogni
Vuota ora è la gerla di affanni
Parole in fuga: fuochi che accendono l’aria
bagliori di breve durata
Indossa il pensiero le vesti del
leggi

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Se potess’io essere foglia
che sfida le acque più tortuose
sapendo di non soccombere,
guarderei i tuoi occhi di ghiaccio
senza aver paura dei suoi profondi abissi
e li porterei con me...
tra le onde tumultuose dei miei ansimanti giorni,
che
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 | Del parlar si fatto amore
caduche parole, si lasciano sole
sospese nel giorno, tieni
come ‘l vento osa tempesta
e dicer di me, corre poesia
di te lascia una follia
dondola ne’ sogni
e poi, ritorna, ne’ versi, e giunge.
Del sentire ogni cosa
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Avrebbe dovuto essere il primo passo
un piccolo sogno scuro
senza la possibilità di recedere
dalle vetrine e dalle luci del centro
Avrebbe potuto essere il nulla
oppure un suono leggero
propagato a metà del cammino
verso la sera che schiudeva
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Ci sono momenti da capolinea
soglie che si chiudono
anime spente su binari morti
Il dilemma torna furente
Sacrificio o premio?
Dono o condanna _la vita_
I tramonti parlano di conquiste
battaglie perse nuove speranze
Vivono... mentre la luce
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S’accalcano
i giorni
come compressi
in uno stampo
che arbitrariamente taglia via
ciò che
contenere non può.
Mi chiedo
se ciò che rimane
potrà mai rendere giustizia
a tutto quello
che
pur trascorso
per nulla ricordo.
Lucenti
parole
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Lucido l’arco della luna
tagliente come un diamante
appena prima dell’aurora
quando la notte è un ricordo
E i respiri sono lenti
come il fiume che scorre
verso una meta ignota
nera sul bordo del mondo
Argento il riflesso dei sogni
immaginati
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 | All’alba avrei bussato
alle porte e finestre
del tuo cuore
a quella finestrella con le imposte
sconnesse in più punti
dove la luce filtra.
Il primo raggio del mattino
(il mio)
ti colpisce
ti sveglia.
In alternativa
mi trasformo in
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Noi non siamo qui
a pretendere il nulla
dalle stanze vuote
nel buio che avanza
Una carezza perduta
per tutte quelle sere
trascorse in compagnia
di lacrime amare
Noi non pronunciamo
parole per innamorare
la luna o i suoi dolori
aperti per
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Forse gli occhi saranno il cielo
il colore d’un’impalpabile aria
e le parole il limite da oltrepassare
in sintonia di pensiero
Siamo noi l’orizzonte
L’abbraccio è dove non vedremo più il filo...
Saremo un dì spettatori delle nostre
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M’assale, la paura,
di perdermi dentro l’oblio, in cerca dei tuoi occhi
e di quello scricciolo di carne,
d’eterna bambina.
Il sole risplende mamma,
prendi la mia mano,
guidaMi,
allontana col tuo amore, ogni ombra.
Con la tua
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Lungo il corso
del fiume, io
mi soffermo a pensare.
Quante volte
ho cercato
di vivere, senza
guardarmi dentro.
Eppure,
sapevo
dei giorni miei...
Quante volte
ho cercato
di dirmi
che nulla, se e’ solo ombra,
puo’ portare
alla
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 | Anomalo il mio vivere,
latente un vuoto nella mente.
Desiderio di lasciarmi andare,
non so dove né quando.
Attendo che qualcosa
mi svegli dal torpore,
mi riporti sulla strada maestra
per raggiungere
ed afferrare per la coda
la vita che mi
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Temo il momento del distacco
perché tu non ci sarai
a contare le nuvole del cielo
con il respiro della sera
E vago le mie illusioni
quasi fossero perle di fiume
abbandonate sulla riva
dopo che il temporale ha tremato
Ho paura del silenzio che
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Quell’accento
è uno scrigno
dov’è riposto l’incanto
di un misterioso sogno.
D’amor custodito intanto
resta il dolce segno
mai affranto
dì ciò che fu quel giorno.
Non temerà il rimpianto
per non esser stato degno
di avere te accanto
perché
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C’è una nuvola di fumo tra l’incedere e l’inerzia
in quest’algido cammino che qualcuno chiama vita
e uno spirito beffardo proprio in cima alla salita
sempre pronto a intervenire con indomita solerzia.
Sento il peso del peccato che mi grava sulle
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Nella
circonferenza ideale
che
tutt’attorno a me
attraverso lo spazio della Mente
si distende
il Centro d’ogni cosa
percepisco.
Per la ragione
che
al di fuori di se
il Mondo
ancora s’affanna a concepire
un astruso
paradosso
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Ti avevo sussurrato
una parola all’orecchio
ma tu non avevi capito
il mio gioco d’oltremare
Ti avevo promesso la luna
ma tu non avevi compreso
che il mio difetto era un volo
verso le stelle della notte
Il tempo passava
e non sapevi coltivare
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Non posso dormire,
non queste notti
che squarciano la mia carne
senza ferite lasciare.
Non posso ignorare
che oltre la frontiera
il conflitto dilania umanità sorella
e il vento dissolve il suo dolore
contro le montagne.
Qui, alle porte,
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Nel cocente sapore di un tramonto di fuoco
una lacrima brucia
scivolando lungo il volto provato
di una pallida luna.
Barcolla l’anima, con le ali spezzate,
in un mondo minaccioso
dove la paura di riprendere il volo
l’affonda nei meandri d’un
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Vedesti mai,
Madre, le volte in cui gli uomini
ti tradiron?
E quante volte, Tu, con dolcezza,
mostrasti il Tuo amore?
Eppure, lo sai, gli uomini
han bisogno, per credere,
di vedere...
Eppur Tuo Figlio, con grandissimo dolore
si immolo’
su
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Nel muto tempo dei sospiri
l’osservo di te... la bellezza,
gli occhi a seguire le tue movenze...
l’ammiro,
dalla emanata tua fragranza...
l’inebriato:
Amore mio appassionato.
Istanti, momenti
sguardi a sfiorarsi... sempre,
sguardi che han
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70141 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 5341 al n° 5370.
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