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Le 70144 poesie con accompagnamento multimediale
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Lascia che sia di Maggio
e dei suoi temporali,
la luna sulle cortecce
e le foglie, nel mare
Del cielo, che spiove
oltre il buio del fiume,
ci penserà il vento
Adesso c’è un rumore
in ogni pietra, nella voce
che schiara sopra i
leggi

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Il destino degli alberi
nati sul bordo del fiume
è quello di legarsi alla terra
e non crescere troppo
Per non strappare le rive
con le proprie radici
quando il vento infuria
e il cielo diventa tempesta
Il profumo delle foglie
verso sera
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Mossa dall’istinto...
come a voler sentire l’ebbrezza d’un tuo dono...
Ma ingannai la mente e a lungo andare il cuore ne fu offeso
Nei tuoi occhi solo c’era l’universo.
Oltre, cose ammucchiate che annoiano
che passano che mutano.
Oltre solo le
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 | Giocavo ed era notte
quando il vento spogliava le foglie
e l’ombra rapace del buio
catturava le pallide stelle,
ai bordi della fantasia.
Accucciata davanti al camino
di una preghiera
scavalcavo le mie inquietudini
tenendo in braccio un
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Un disperato sussurro
di grazia e misericordia
tacita preghiera rivolta a Dio
mi è giunto dal tuo sguardo indifeso e azzurro
posato sul mio.
Ultima foglia nel giardino d’inverno
scossa dal vento d’oblìo
tremante al gelo sul calvario
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Quando nel sospiro etereo
d’un cielo assopito
l’oscurità irrompe
cacciando via gli ultimi bagliori
d’un giorno incandescente
La luna, nel suo abito frangiato
di luccicanti petali stelle
come regina appare
a cullare dentro
un abbraccio senza
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Mentre
l’ acqua del fiume gorgheggia, io
mi siedo sulla riva, e penso.
Penso alla vita mia, che scorre
ove
le foglie sono gialle,
gli affanni molti, e molto e‘,per me,
dolore...
Balsamo mi rende
la poesia, ed il pensare
che il Sogno
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emozione figlia di un sogno
rimasta orfana alla nascita
hai seminato con le parole
hai innaffiato con gli sguardi
e la tua assenza il sole
crescere nel ricordo
e nel ricordo vedersi aprire un fiore
aspettare la pioggia
per dipingere nuovi
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Midesa |
04/02/2018 07:47 | 2715 |
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Venezia, la domenica mattina...
Dopo quel suon di campane frugale,
mi sveglio e di te, amata colombina,
odo il tuo tubare dal davanzale.
Poi mi svii, con il luccicar di un gioco,
tra le fessure delle imposte; quasi
volessi far giorno, a poco a
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 | A volte inseguo lontano
quello che è prossimo
ma il troppo fugge
e mai avvolge
quel senso atroce
che solo il momento
allontana l’amor mio
ferito e punito.
Adulo il mondo
con l’immaginazione tua
tergo quell’inquietudine
che sfiora l’aspetto
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 | E’ amaro questo tempo
come le tue lacrime
che scendono sul tuo viso
sono gocce d’acqua cristallina
che profumano di tristezza.
Lacrime che inondano di dolore
rabbia e sofferenza
l’anima tua.
Parole che volano lontano
trasportate dal
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 | Parole di un momento
che mi sento dentro
insieme camminiamo
in corsa e controvento.
A volte il cielo imbiancano
a volte il sole toccano
portano colore
sui bianchi fogli intatti,
completano la mente
al ritmo d’una fantasia
dorata e senza
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Nessuno poteva dire
quante parole fossero state pronunciate
prima dell’aurora
quando la luce era ancora viva
Qualcuno avrebbe potuto tremare
pensando ai respiri
ed alla pelle appena spogliata
dello stupore delle fate
Ma la notte era stata
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Dalla parola cuore, alla parola amore
tutto così semplice, a volte puerile
ma vere nel loro accarezzo, emozione
da lasciare il segno per l’avvenire.
L’arte del crescere
L’arte dell’incastonare pensieri
del voler elargire con uniche voci
di
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Dentro di me son solchi crepe fossi
onde e dune ruvidi scogli levigati sassi
Sono aria fuoco acqua
impronta che la sabbia svela
filo d’Arianna trama che si disfa
punto che rotola lampo ch’esplode
rischiarando abissi. Vergine tela.
Scrivi
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Dal binario suona la campanella
e la nostalgia porta i pensieri alla deriva
al viavai scanzonato di vita
alla stazione di Santa Maria Novella,
all’autunno a Firenze,
al tuo abbraccio,
al calore della tua mano.
Dal binario desolato
in solitudine
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Nubi gravide di gelo e chiodi
calvalcano Cieli
-Minacciosi e oscuri-
Stormi d’Ali Nere
-Volano nell’ombra bassa-
A terra danzano Primule
già umide al suono del
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Nei sax notturni poggiati ai riflessi
triplicati ai lampioni randagi. Sotto la notte
stanno lì, attaccati alle fila di stelle. Silenti.
(Generazione spontanea di organismi viventi)
Perché sai
i paesi del mondo narrano le vite dei cieli
i
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Non si è poeta per scelta
ma per disperazione, sopravvivenza
per quel tarlo che corrode nelle viscere
fino a far scorrere il sangue dei versi
Non si è poeta per caso
altri hanno sacrificato le loro vite alla malinconia
senza neppure una
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 | Un vento caldo e silenzioso,
che porta via la bruma,
riempie di braci gli spazi vuoti
e mi scalda
nelle notti più fredde.
In quelle notti,
tempro il mio respiro
con aliti di vento ...
e poi mi perdo
in uno scorcio d’eterno.
Il vento corre
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Visione o suggestione
indosso inversi panni.
Specchiato nei miei anni
mi avvalgo di compagne capricciose
che fiere e ardimentose
si dannano a lustrare il vecchio petto
rollando tra la causa e l’effetto
per solamente bere
a quella fonte avita del
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 | Non andare via nel tuo sonno
aspettami...
questa notte
cercati
con le tue calde mani
su di te
come se a bramare del contatto
fossero le mie mani
respira delicatamente
il tuo alito
sulla tua pelle
e immergiti nei brividi...
come se
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Lasciateci morire in pace
con il silenzio
appeso sulle labbra
ed un ultimo vento d’aprile
Fateci lasciare
le nostre povere cose
a qualcuno che ne abbia cura
e basta con le parole
Oggi il cielo era grigio
ed ho messo in ordine la stanza
sulle
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Nessun prestito... Gennaio ha finito il suo tempo in un mite tepore
ed il vento ardimentoso ha spazzato le vie.
Ma non tornerà bianca la merla come quando lamentarsi soleva
dell’assenza del gelo e il suo verso sarcastico diffondeva
in un limpido
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Quando la nostalgia avanza
e il desiderio strattona
indossa le mie mani
quando corpo e cuore
bussano alla porta della tua anima
indossa i nostri sguardi...
...se il piacere reclama
non aver paura del buio che t’inganna.
Quando la
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Dal capezzale il singulto
della genitrice
s’infrange nel silenzio
nell’ardente camera
pregnante di dolore,
versa lacrime
sul verde stelo
dell’amata
mescolate di sofferenza
e tristezza.
Lo sgomento
aleggia sul corpo immobile
della giovane
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Una ferita
dolente
una deviazione oscura
nel sacro circuito
del cuore
all’incompiutezza del Sapiens
inesorabilmente
mi costringe.
Di maldestri dei
pernicioso
retaggio
che la Verità e la Vita
dai nostri giorni
crudelmente
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 | Lui era sempre lì, in attesa,
tutti i giorni, tutte le notti
e all’alba ... quando il sole
sorgeva ad est ... e tu c’eri.
Era sempre lui
che sussurrava il suo canto
con note a volte basse,
a volte su di tono,
ma sempre melodiose
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L’errore era mio
quando ti muovevi in controluce
e non c’era nulla da dire
alle nuvole stanche
Il silenzio era rotto dalle stelle
con il davanzale graffiato
sui muri in pena
per la scarsa speranza
Eppure la colpa era mia
perché non sapevo
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Era,
una bambina timida,
lei...
Non osava
guardar negli occhi
la gente.
Rosse divenivan
le sue guance, quando
la maestra la chiamava... Amava
danzare, nella danza
si sentiva lieta...
Era
come nuotar
fra le onde...
" Libera, voglio
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