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Introspezione
Le 46519 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
Le braccia cascanti come uno scialle
di pallida seta, scolpite come statue
avvolte al collo, carezzano le spalle
nel compiangere le mie pene fatue.
Con biglie cerulee scorro sul riflesso
rifratto nei mille specchi distorcenti:
una pianura di
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Nella memoria
lì, dove ogni treno
è un punto di passato.
È colpa dei miei occhi
che guardano in retrospettiva
che vomitano foto e fotogrammi
di barche in tempesta
che vanno alla deriva.
Oggi raccoglieró polvere di
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Muta la voce
reietta parola smorzata
allunga lo sguardo a capire
cosa è vero del vero
e l'irreale sogno sfumato
abborda cicatrici del soffiato vento.
Sento il cuore, e il battito
mi erge, assurge dal vivere
corona di rose la
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Sono una figlia di questa madre Terra.
Porto in me l'autunno sui sentieri,
cammino con scarpe di nuvole o piombo,
mi
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 | In sogno audace, tra ali di fantasia, immagino
di spingermi lontano, tengo le mani schiuse
per far fuggire vibrati di malinconia .
In sogno audace danzo assaporando il ritmo
del cuore come fosse amante, cuore ebbro
che batte solo per amore,
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 | Se si rinnovasse in armonia
oltre l'usuale giorno
il battito del cuore e mitigato
avvertisse nitide emozioni
penetrare nell'anima,
dal letargo si riprenderebbe il cuore.
In ripari spogli di tensioni
più non s'anniderebbero
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Stilla dopo stilla
il tempo
deglutisce
attimi di respiro
frugo nello sguardo
rugiada novella
essenza sui
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Vedo gli dèi che si divertono
hanno aperto la porta del destino
e mi hanno spinto al di là
poi l'hanno
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 | Gridano terra
- logore-
si acquattano intorpidite
d'imperituro silenzio...
non mi nascondo più
narro
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| Vita in tempesta,
inquietudine di stabilità,
sfugge al presente.
È un attimo: si perde
per l’ambiguo intreccio
della morale interiore.
Conflitti determinano
la battaglia dell’animo,
la dispersione del pensiero,
l’evocazione di un
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| io sono con te
quando l'ultima distesa di bianche nuvole
è il respiro di nuovi sguardi
l'attimo che di noi
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Quand vient la nuit,
l'atmosphère se fait avare.
Intrus,
seuls les spectres du passé
me hantent, me tourmentent...
Ils se plaisent à me caresser,
s’enorgueillissent de me posséder.
Soit!
brisez- moi,
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Non ho gli occhi.
Non ho più gli occhi,
per respirare il tuo sorriso,
per toccare la tua leggerezza
d’infinite dimensioni,
per rubare qualche carezza
alle tue mani sudate di candore
Non ho gli occhi.
Non ho più gli occhi,
per
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Cangiante d'umore lo stagno mio
oggi saluta coi colori rossi
domani chissà
di smeraldo la sua veste!
A volte sopraffatto dalla sabbia
si concede come distesa brulla
coi colori monacali.
Cambia spesso la sua maschera:
un attore
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Si fermò un attimo a osservare il cielo,
che pareva un mare, un mare tutto nero.
Pure il suo cuore era oramai
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Resta aperta la porta
dove entra, ed esce
il vento
e mi piego, verso il vuoto
nelle mani,
ramo contorto della
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C’eri già
e non lo sapevi,
non lo sapevo,
eppure tutto
parlava di noi
vibrava con noi
gioiva per noi.
Impossibile
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Qui sparano alle stelle.
No, non voglio partorire
una stella che danza:
voglio guardarne una
mentre
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Stremato
da estenuanti dèjà vu
m’arrendo
all’inganno emozionale
asimmetria
d’un passato dimenticato
appare
tra foschie
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 | Troveranno Anima e cancelli spalancati
proprio chi non se lo merita
e senza che io chieda loro nulla
lasceranno d'esperienza l'obolo
all'infinita passita mia indolenza
e pugno chiuso diverrà simbolo
di pura fermezza assoluta
nel
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Nel forte del mio cuore,
sono rientrato,
con le bisacce vuote,
d'un peso eterno mi sono liberato,
perdurava da troppo tempo
porto la gioia,
d'un fantomatico sentimento,
che fa sorridere, come un fiore da odorare
donami libertà, come una
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 | E’ forse una condanna
sentire l’esigenza
d’avvicinarsi al sole.
Soffrirne la distanza
nutrendo la mancanza
come un vuoto collocato
tra polmoni, petto
e milza
che ti brucia la sostanza
e crescendo ti consuma...
Cresce il vuoto
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| Sono stanco di questa vita
che sembra un'alchimia
di questi giorni così pesanti
di queste notti insonni.
Sono stanco della poesia
del rigirarsi nel letto
di quattro versi
e una menzogna
sussurrata piano.
Sono stanco del giudizio della
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Spesso mi affaccio al passato
gli rido in faccia la vittoria dell'oggi
apro l'anima allo sguardo del domani
...il più imprevedibile ospite
sorrido come sorride una spiga nel solletico del vento
fra i miei quattro muri di poesia
lacrimo
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Pensieri nudi e senza pelle
s’ infilano sotto alla finestra
e vanno nel buio della notte
non hanno una meta
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 | Era dell’aridità il solco esteso,
nell’anima una ferita atavica
e il giorno una lama di luce
a tatuare ogni sentiero
non era la quiete del mare
sulle memorie di giorni andati
ma il dilagare silenzioso
della morte sui pensieri
Anche se
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Imbrunisce la valle
nell'oscurità dei castagni.
Ho smarrito la mia ombra
al crepuscolo e
i girasoli mi guardano,
tristi.
Non chiedermi nulla,
non pensare a niente,
oggi, perché piove.
Non una voce
nella buia notte,
solo
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e rimane il barbone
col suo bagaglio di cartoni
a proteggere la notte
e un piccolo animale spelacchiato
a condividere il pasto e il giorno
e fogli di giornale e rifiuti
e il cuore altrove
in continua negazione
trafitto da pioggia e arsura
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Solco acque inconoscibili,
accanto, tutto si disgrega;
senza una rotta, veleggia
il mio vascello.
Esplodo in lucore di lucciole;
sento, il gelido oceano
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 | Al morire del giorno
scende il sole oltre
la linea di confine
un po' s'ammala la speranza
la solitudine è più sola...
Sul pentagramma note
senza musica, mia Tersicore!
Nell'arcana mia periferia turbata,
al centro il cuore,
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46519 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 13081 al n° 13110.
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