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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Ribellione
Le 7047 poesie pubblicate sull'argomento 'Ribellione' Poesie di ribellione |
Ciò che ho vissuto in te
non è verità ...
era la mia tristezza
che si portava fra le onde
d’un burrascoso mare,
era il mio desiderio
che sbocciava dai dubbi
di visioni eleusine.
Ciò che ho vissuto in te
non è
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 | IO SONO MIA X...
Io sono mia, gridavano le femministe
sommerse sovranità
scalpitavano su tacchi bassi e occhi innalzati.
E dopo trenta anni di pensieri febbricitanti
dopo lo spartirsi del maschio
metà per uno
e lo sfaldarsi dei
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| Ove un illustre, un illusorio ululato
mi strugge obbligato,
nelle tragedie dei suoi maligni, corrisposti stadi.
Ove un ipotetico lupo mannaro
si distingue a me dannato.
Nel censimento aggravato
di un totalitario mio, morale deperimento,
(coinvolto
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E tu che non capisci,
forse lambisco il tuo stupore,
ma la fretta incalza, é meglio andare.
Per una strada oscura,
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 | Il tempo si prende la maggior parte
nè spirito né arte
il dolore sta ferendo
non è l'amore che sento
l'umanità non è perdonata
prima che sia dannata
anima errante senza tetto
nella ricerca affannosa d' un
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| Devo seguire la vostra sapienza.
Lasciare che la polvere
ricopra le mie ali
fino a renderle sassi.
Avere
occhi
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 | Di fierezza cinto lo sguardo
nuda di me vestita
senza scudo mi offro
pura nella polvere
senza vacillare
Astante invitta
al giudizio di pugnali
fedele a me stessa
fragile nelle inezie
titanica nelle avversità
Colpire senza sfiorare
-
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| Non guardateci
senza speranza.
Con compatiteci.
Non ci guarite.
Puntateci piuttosto
l'indice addosso.
Lasciatevi andare
alla vostra morale.
Spiateci
da dietro la tenda pesante.
Mormorate
alle nostre spalle.
Fate correre
voci di
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| Zada |
06/04/2014 11:24 | 964 |
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a volte vorrei cancellare le nuvole
strappare le ali al vento
squarciare il Tempo
scrostare le onde del mare
e urlare al sole il mio dolore
senza voce
strangolando memorie di male
che mi logorano il cuore
e mordere il nerbo
di questo padrone
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Il peso specifico delle parole
offende l’onda oceanica
e affonda nel liquido amniotico
che stanco di accogliere e nutrire
disgustato rifiuta
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 | Era amore
era perduto
era passione
infinita estasi...
Gaio quel tempo di coccole e carezze
il cuore sfiorato e succhiato
morì come foglia in autunno...
Era violenza
era marcio
era sesso
senza amore...
Oblio di me stessa
bisogno
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| Dimena i fianchi
il giorno.
Nella città di cenere
fra dedali di sentieri invisibili
regalo orecchie al
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| Urla e grida
morenti rigagnoli avvelenati
ossidano le parole.
Nastri e veli
avvolgono
il rumore dei cuori
il torpore dei muscoli
La giusta rabbia
fino a qui trattenuta
oscilla pesantemente
e lancia i suoi lapilli.
Battono colpi
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Ho visto stelle illuminare il cielo
profanando il nero della notte
Ho ascoltato l’aria della sera
che pizzicava piano le mie gote
Tutto lineare, addolcito
dal bianco sepolcrale della luna (lei sa)
Visione e prospettiva assai più ampia
dalla
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I
Se di morte si tratta
del coriaceo scarafaggio senza testa,
del bozzolo di ragno o più docile
del lepidottero: venga
non la temo -
il cinguettare indefettibile appassiona
il mio abbaino
chissà come
familiare
nella
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così dannatamente
profondo il pensiero crudo
che scava nelle ferite
e riemerge cavalcando
tutto inzuppato di blasfemie posticce
accenti contrastanti
nelle tetralogie del palcoscenico
lungi dall'essere tutto vero quanto
minimamente
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 | Feroce l'attesa
silente la vita
ascolto la pioggia scrosciante
sento il vento parlare
aspetto!
Un forte sentore di dolore
irradia il cuore addormentato
faccio un passo sull'orlo del cuore
sento franare il desiderio
mi vesto con il
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| Non vale la pena
neanche di buttar giù due righe
martellante preme accusando depredando
vicoli incandescenti respirano veleno
parole gettate al vento
saturano il baratro
becchime ove estirpare
ingredienti di fuoco
due passi per
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In angoli nascosti
di occhi semi chiusi
tra fessure di labbra, dove la voce si piega
s’annida l’ansia, in parole negligenti
urlate
da soldati allineati nell’ovattato mondo
fra foglie morte e vento caldo
Neppure una goccia di pioggia
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 | Luna nella mente
non spegne sole dal sorriso
cristallo nel fango
fiamme negli occhi
sguardo guizzante
di folletto felino
cacciatrice d'emozioni
fiuto e catturo
impercettibili sfumature
imponderabile istinto
irrefrenabile impulso
astuta
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 | il prezzo da pagare
non si discute
e quanta vita con le ginocchia sbucciate
si ride per un minuto
poi è tempesta – orme di sabbia bollente -
il tempo sovversivo e terrorista
prende la mira dispensando anatemi
e fiori avvizziti
in
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 | Che ne sai tu
- perso in vaniloqui -
del mio fiato contro il muro,
dei respiri contro tempo
quando l'alba spegne il fuoco
e accende un giorno da morire.
Che ne sai tu
delle mie corse contro i vetri,
delle chiavi senza porte
di quel ghiaccio
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 | Non è così...
che riaffiorano i pensieri
in questo mondo ormai morto,
non è così...
che vorrei morire.
Se solo il creatore
avesse dato luce ai miei occhi,
non è così...
che il grembo mi ha
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| c'era la luce
tra le tende delle tenebre
le antiche dimore
apparivano lontane
c'erano tante di quelle persone
all'orizzonte da oscurare il sole
le pareti erano nude
i bambini dipingevano con le mani
e nella notte nasceva il sole
c'era la
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Chi sei tu che ostenti
l'indicibile gesto
che mai troverà ragione.
Chi merita di finire solo
nella morsa dell'abbandono
nell'abisso senza luce e respiro
divorato da paure e dolore.
Che sia uomo o il suo cane
cucciolo o bambino
non
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e voragine si aprì nel ventre
al pianto d’un guaito
Oscuramento fu il mio cuore
Sotto il ponte della morte
la vergogna di un ghetto
desolazione eterna
la nebbia ingiallita
dalla luce fioca
in una notte deserta
tra rifiuti e sguardi
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Osservo scomparire le stelle
e il cielo schiarirsi
per scordare e poter ritornare...
come duole la lontananza
che raffredda il sangue
senza più il mio orizzonte
il sogno della mia terra
dove il pensiero non sboccia
con il profumo di
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| Marial |
23/03/2014 23:49 | 2456|  |
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Abbandono
mi lasci perire di schiena
sotto stelle bucate dalla flebile luce
al mormorio di lampioni
nelle strade fuggite
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Futuro ignaro e pane amaro a contrastar l’ ipocrisia
in un mondo alla deriva
E la speranza del già ora diventa sempre
un non ancora
Mi costa tanto aver creduto...
Valle Giulia il Nino Bixio il sacco a pelo e un ciclostile,
“lotta dura
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Uno stordito passero,
così,
derelitto,
emaciato essere,
figlio muto
di un tempo malato.
Guardo
una madre vuota,
vuota di lacrime
anche
e la sua culla vuota,
vuota di tutto,
anche di più.
Mentre
gemmano fiori,
questa
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7047 poesie pubblicate sull'argomento Ribellione.
In questa pagina dal n° 2311 al n° 2340.
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