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Le 23879 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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Immersa nella profondità
della mia Essenza
ricordo con
immensa nostalgia
tutte le emozioni
che il tempo
ha consumato
portandosi via
le mie illusioni,
ceneri ormai spente,
e mentre il sole
ruota lento nel cielo
sento la mia
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 | Sotto un cielo d’aurora
tra sfumature di colori
s’allontanava il sole da quel colle
Intenso prevalse l’azzurro
bianca la Luce illuminava la volta
sfera di fuoco occhi curiosi accecò
Irrequieti erano i miei cigli
sfidare osarono laser
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Ruota lento il sole nel cielo
e le nuvole fluttuano leggere
come piume e si dissolvono.
In quel cielo indifferente
allo struggere dei giorni,
al declino degli immutati battiti
di un cuore ...dove arde ancor la fiamma.
Distratto il sole disperde le
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 | Si apre il canto del giorno
tra i rami dei giardini
e volano le note
nell'insperata gioia
che annuncia primavera.
È un richiamo al
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| - Quel venditore ambulante di fiori
che aveva i migliori garofani
non si è fatto più vivo!... -
Sempre tornano i merli
a chioccolare, turlupinanti,
puntuali al primo chiarore,
sulle mura di cinta
al di là dei reticolati.
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Oltre il muro bianco di calce ove
china placida l'azzurra ombra
dell'ulivo, sanguina il tramonto
versando stille di nostalgico dolore
sul ramo di una rosa dove
piangendo la quieta fine del giorno
un merlo offre generoso il canto
all'ombre vive
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Della luna che ride
e strega di polvere di stelle
tutti i mie sogni
del sole che ruota lentamente
travolge per sguardi
e appanna la retina
dell'amore senza limiti
che resta a colmare il cuore
del bello, il vero che passa
dal semplice
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Bagliore intenso si posò
su aridi contorni
E coi suoi raggi rischiarò
le tenebre di un volto
illuminando d’amore
estatiche creature
che lentamente
sul solco logoro
di un fulgido tramonto
Ricadono nel baratro
di una
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 | Tra bianchi fogli
che troppo spesso han conosciuto
l'acre sapore delle lacrime
scorre riflessa la mia vita
su un pannello di porpora
che nonostante le intemperie
conserva inalterato il suo colore
scorrono gli attimi
traditi dai fremiti del
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Come farfalle stuccate
Dalle loro proprie sensazioni
Pronte a verniciare
Le scrostate amicizie
Mentre il sole ruota
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suicida bellezza
ubriaca il mio silenzio
sbattuto d'inverno
sfinita carcassa
affogata di parole
impazzite di
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Goccio d’alito corteggiato
dal travaglio di nuove idee
si fa adulto e sgomitando
regge l’esordio.
Rischia la morte l’audace sussurro
di belle figure
dell’anima che pensa,
per arricchirsi con pensieri
che salvano.
Un vuoto in mezzo
ai
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S'aggrappò alla ragnatela,
labile speranza
in tarda primavera.
Con gesto schivo,
senza alcun timore,
toccò le sue emozioni:
rose sfiorite,
dallo stelo pungente,
ancor olenti.
Corolle e stami assopiti,
intrisi di tempo,
di
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Io ero vento
spiravo nelle gole
nascevo sul mare
e poi mi incamminavo lungo la riva.
Io ero vento
protavo i miei pensieri al porto
al pescatore di sogliole
levavo il cappello
alla donna del re
sollevavo le vesti.
Io ero vento
muovevo la
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 | Didascalia immaginativa:
solo, depresso, malato, povero.
Un giovane medico
con qualche accenno
di baffetti circensi
fissa lo schermo
la sua voce è una palla
che rimbalza in cantina
e si perde nell'oscurità di un ripiano:
abbiamo
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 | Scrosto l'inchiostro nero di queste fatue parole
per sfumare l'oscurità che ha scritto di me.
L'occhio tremulo ricalca ogni tratto
dando un senso al dolore che l'opprime
girovago tra apostrofi accesi come lune
e piccoli grafemi in
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 | Fabbricar concetti sociali
compari di genietti birichini
musicando spartiti mediocri
in liste di note sospese
Fogli colorati fregiati
su paradossi di vita
comprano paradiso
con moneta fuori uso
Vuoti confini tracciati
tollerano ipocrisia
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 | Mi piace infilarmi il cappotto della vita
e stare a poltrire avvolta dal suo dolce tepore
La testa infilata sotto la trapunta a pensare
Stare in intimità col giorno
Col vento che sferza carezzevole
dalla tua finestra socchiusa
Con gli
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| del mondo
non ne capisco il dolore
venduto senza sconti
ne quell'amore
deriso, temuto
guardato con sospetto
nel cammino,
sempre di corsa
si schiacciano le anime
sotto tacchi troppo alti
si sbeffeggiano i sorrisi
e gli sguardi
ammiccano
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Alla fine del mare
il silenzio amorevole dell’orizzonte
inghiotte l’esistenza
annullando
cancellando
un quadro astratto che ho dipinto
dove aleggiano solitarie
le mie malinconie
bianchi e neri
sussurri del mio tempo nel blue cobalto
come
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erbe di giada
e sogni d'amaranto
su albe di malva (D)
Cieli di fango sul tepore d'incenso,
l'impero di malva è già stato acceso
sulle radure stanche di maggio,
timido raggio che accarezza sogni
La polvere del tempo non
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Sonno.
In assonanza, senza precedente accordo
placano in verticale le tende – ricompongono quadri attorno a tavoli fermi
sedie, ciascuna a modo;
l'arancia alla mela
nega le forme, un foglio scivolato a terra, si perde;
non esita, goccia a goccia –
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Azzannante respiro
Demarca lo spazio intorno
Una rondine solitaria
Tenta a cantare primavera
L’abbondante letargo
Ha scombussolato le mosche
E la luce trapassa a fatica
Nei vetri appannati dal madido respiro
La mente passa a setaccio
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 | Procede
e trasmigra
il vento d'occidente
mostrando il viso
Quasi
a tergo del tuo dire
unite piano
son le parole
dalla pronuncia fiacca
d'un esclamare spesso assai arso
ed il raggrinzirsi nell'anima
Scalzo cammino di sbieco alla
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Dorme ‘l palmizio. Un attimo
di quiete avvolge ‘l Nilo,
giace la palma immobile
e snella come un filo,
e ‘l sicomòro lagrima
e poi a dormir sen va;
e tra le foglie roride
della notturna pioggia
splende la Luna, e fievole
scorre una
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Nel calore del deserto
preavverto lo sconcerto
per assurdo mi dimentico
del peccato che ho commesso
nel lasciare nel cassetto
il sogno predetto
dal signor nottetempo
che ha il difetto d’esser stretto
e rivolto al mio diletto
di vagare e di
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Ed or che non ho niente più di fronte,
ché Morte colse ciò che luce vera
fu per me che vivevo di chimera,
mi sento rotolare giù dal monte.
Il cielo mio non ha alcun orizzonte,
il sole non tramonta più la
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Eravamo una furia
attorno a quel lumicino
spento da un soffio bambino.
Avremmo voluto
strangolare il nostro amore
per averci riportati nel buio
che a tutti i costi volevamo evitare.
E invece eccoci qui
a baciare mani e piedi
di quel minuscolo
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La notte è maledettamente lunga
quando da sveglio attendi
che ti accarezzi l’alba
mentre al cuore t'arrendi...
Conservami in una piega di dolore
una smorfia dell'animo
un attimo di domani col sole,
quello che si nascose ieri.
In
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Viaggia leggera la luna tra grumi di stelle e
nubi argentate e in ceruli squarci di luce regale
tranquilla risplende.
Bianca e ridente si apre la rosa di maggio al
chiarore azzurrino e nel folto della macchia,
ove echeggia dell'usignolo
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Giunge l’istante
accattivante
come mulinello attira a sé
coinvolgendo in situazioni
oltremodo scomode
tali da espropriare
quel che nel cuore
sovente palpita
relazioni se ne infischiano
traguardo desiderato
sale sul
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23879 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 11941 al n° 11970.
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