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♦ Jack Pastore | |
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Le 23881 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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 | É rosso acceso che sazia il cuore
É preludio sul miracolo dell'amore
É scioglimento di tendini
sui pannelli dell'anima
che incalzano la fiamma
a tallonate l'emozione.
Al di la del cammino
c'é il ricordo che
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| Rosa rosae rosae
mia madre
cantava il valzer delle candele
e Vercingetorige
canarino disinibito
l'accompagnava con gorgheggi di lattuga
dove cresceva la lumaca
dopo ogni acquazzone di quel maggio
già profumato di esami
e di vita.
Rosa
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Ecco l'uomo
che umile e sincero
sveste la croce d'oro
e con un sorriso vero
svela la parola...
...dolce vento
che spira e allieta
colmando i cuori inquieti
di nuova speranza
Ecco l'uomo
franco padre della concordia
e figlio della
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| Vivì |
24/03/2013 18:08 | 3697 |
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Le mani presumibilmente.
Le mani dei figli dei figli
che non hanno ossa:
quelle pause impronunciabili nella parola quelle scoperte sillabe
le mani punti di
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Calze strappate
rossetto sbiadito
la donna del borgo
curva la schiena
nel sottopasso dei muli.
Fazzoletto scolorito
a coprire i radi bianchi capelli
le rughe blasfeme
urlano di un dio che non c'è.
La busta del pane
tre pacchi di
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Corde di violino
vibrano l'anima
al calar della sera.
Gitana selvaggia
distesa
su spicchio di luna,
raccoglie fantasie
sperdute.
Destini sfiorati
mai colti d'audace;
sepolti in cornice
di rughe
profonde, di dentro
e di
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Sorgeva agli angoli
della malferma penombra
spiegandosi aria
nella bellezza di quegli istanti.
Innalzava e inabissava il petto,
ostaggio della sfiducia,
alloggiata nelle ceneri
di bugie e delusioni.
Tempestiva
esaminava il crepuscolo
che
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Siamo barche
sul mare che ci accoglie
e navighiamo
verso l'orizzonte
ognuno con la forza del pensiero
e un bagaglio da portare
remando a volte in compagnia
per allontanarsi dalle ombre
dell’amara inquietudine
e non credere al
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Era lì
placata nell'ora
del non spolvero
ché talvolta cessano
anche i mestieri alla domenica
Granello
che non attende l'ospite
e naif s'adagia
su crateri di Marte
semmai in un tonfo
Quanto più é lungo il
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Alors que je m’ achemine
dans les bras du couchant,
devant moi,
Naples
lentement s’illumine.
Une petite brise
chasse les nuages
qui dérangent le ciel
laissant
qu’ une lune de soie
échauffe l’
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 | Legata ad un tenue ricordo sale la luce dei tuoi
occhi quando l'ombra della sera avanza e lenta
consuma la speranza.
O sguardo già d'amor ricolmo ove ogni ardore
ormai è spento!...
Più non sei chiaror di giovinezza che
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| fotografo pozzanghere e luci al neon
posizionato sul marciapiede opposto
-il mio tre piede ha mani salde
chi entra e chi esce
ha sempre la stessa faccia
la stessa profondità di campo
l'agire circoscrive il momento, l'evento...
son io
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undici foglie
nessuna che abbia voglie
che mi spogli ...
ah, l'amore che cos'è!
mi tocca rinverdire ad ogni primavera
ad ogni toccata e fuga
ah, la vita!
dieci foglie
orfane della gemella
caduta a terra ...
nove
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Cresce in me,
si erge su delle funi,
appare inutile
ma resta efficiente.
Varia di dimensione,
si espone al vacuo
il mentitore si fa onesto.
Urla da dentro,
appisolato su cesti
d'alloro e coriandoli,
ma non si nasconde.
Nientemeno, che un
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 | Resta qui ti prego,
ove sento il tuo respiro
in esile calmierar d'attimi.
È così che vivo.
Fammi compagnia questa notte,
indugia ancora a me accanto
e ogni festosa goccia,
sarà mio pianto.
Soffice è il
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La sera di marzo
spremuta come un limone
è una dissetante attesa,
fra le mani, un po' stanche.
La sera di marzo
bevuti i fiocchi del prato
con gli occhi sgargianti sull'erba,
cancella l'aspro del fiato.
La sera di marzo
scioglie
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 | Un po' di rose
qualche viola:
ecco tutto ciò che mi manca
e si potrà dire profumata ogni sozzura.
Qualche ramo fiorito sulla morte
e via
col cuore in pace.
Corriamo la festa è finita!
Anche per oggi qualcuno ha perso
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| Mi son tolto un sassolino
quando ho visto quel cretino
che girava intorno al mondo
senza mai capirci un corno.
Mi son detto, il girar non è suo diletto
perché nel modo imperfetto
in cui gira intorno al mondo
non rispetta il mappamondo.
Da
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 | Sciolte le chiome,
muovono e ondeggiano
baciate dal vento
ricolmo di suoni.
A volte sembran lamenti
che dispersi lontano
scemano e muoiono,
svaniscono piano.
Armoniosi suoni
inzuppati d’essenze,
di vibrazioni speciali
e presenze
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| Le onde dell'erba
al prato delle villanelle
disegnano scintille del tuo sguardo.
Oggi, è il sole, ad accarezzarlo,
i
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| verboso niente
ubriaco d'un potere
affamato di lupi
disprezzo d'uno sguardo
schiacciato di figli
disperati silenzi
uccisi
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 | Oh solitudine!
Compagna dolce al vago mio pensare.
In questa notte calda, all'improvviso,
ecco, con te, venire, novella compagnia,
l'allegro zampillar di una fontana,
il lento rintoccar di una campana.
Nel mio silenzio resto ad
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Nei vicoli
c’è storia
che si racconta
nei ciottoli sbiaditi
dai raggi di un sole
che già era splendente
al chiaro di una luna
audace e a volte spenta
tra bimbi che cantavano sovente
nenie smarrite al vento
che soffiava a
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L'insostenibile
silenzio dell'inverno scivola
nelle grondaie nei viali
nel gregoriano delle navate
deserte
avvolge in un assedio di nevischio
e dilaga
nella pigrizia delle stanze
troppo riscaldate
però non ci si sente soli
nella
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sognerò luce
se la notte tremerà
ruggine e miele (D)
La luce è svelata nella sua fragilità
e la spada che affilavi è antica ruggine
di cuore assopito nella sua speranza.
Nuvole di metallo nel cielo
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 | Ben oltre la materia del tuo sorriso
avanzi
con la bocca un segreto
e cuci aspettative
rimaneggiando cuori di pietra
levigati al sole
uno strisciare lento e asimmetrico
d'ombra recalcitrante
ha il vantaggio d'esser per poco
mai
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| Solitudine nei silenzi
niente parole
sguardi
solitudine
inquieta
senza speranze
solo i tuoi passi
rompono il silenzio
due corpi
si aggirano nelle stesse stanze
evitando di incontrarsi
ascolto la tua musica passiva
tu il mio ciarlare da
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| Ha tende a strisce verdi la casa di fronte,
un piatto appeso alla parete
e vasi attaccati alla grata.
A volte una donna si affaccia
innaffia i suoi vasi,
toglie le foglie
e guarda il mare.
Ha capelli biondi
e occhi che guardano un acque
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| Senza sferze
nemmeno greve
terra e nuvole
in una leggera brezza
bolla iridescente
Scompare a ponente
velluto rosso sul proscenio e stelle
buio prospiciente
sull'amaca e luce pallida
dondoli.
Labbra e sospiri
spezzano i
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| Da quell’ultimo nido d’anime,
da quelle taglienti ferite nere
gronda una nuova voce
come un muscolo di primavera.
E noi, terra e pianto,
noi tempesta di fango
noi scorze di tempo vacillante
seminatori di pietre
rivoltose catene di
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Non avevi colori
a sussurrare primavere
ma il corso dei venti
imprigionati tra le radici antiche
Il volo lento
sull'andare d'un tramonto,
passaggio di pochi mesi brevi
abbandonati alle valli
Non più gelo a celare
i rami spogli
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23881 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 12121 al n° 12150.
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