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Le 23888 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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 | Tremavi
impaurita dalla luna
che ti guardava
con amore di mamma.
Impietosita
ti prese le mani
per farti
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 | Desiderio di calura
Dita palmi e palpiti
Dal freddo sboccia
Un alito d'afa continentale
Spuntano alberi e frutti
All'estremo delle mani
Rena bionda a carezzar
Le gambe
Nella mente
Un oceano quieto
Incendia speranze e desideri
Mi
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Oggi va un po' meglio...
ma tornerà poi,
il freddo vento
e la ghiacciata neve
che non fa respirare.
Ma,
oggi fa meno male
questo dolore
che non ha mai un nome
e come un cancro
lui, ti scava dentro...
Però
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d’assenza veste poi scioglie le vele
-ho visto come il tempo al volto cede
quasi rinuncia-
e corre e gela
cristalli di fola che sbocca
dimentica
d’aver avuto giogo e vena;
rivedo
del getto la gola quando già promesso al ramo
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La notte abbandona aspri sorrisi
sulle falde spugnose del cielo
e gli echi delle foglie lasciate libere
supplicano timorose la fine.
Scoprirà nude ginestre, il domani.
Arroventate mani si dimenano
come in un ospizio di ossa bramose
di
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Caprioli al mare
a brucare la poca erba
tra la sabbia e le conchiglie
ad annusare l'aria
a bagnare intrepidi le zampe
capendo presto
che non possono bere.
Una donna
li fotografa
con la gonna arrotolata
in acqua
per non distrubarli
e
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Scende il buio sui lauri monchi.
Li hanno recisi, dicevano,
a fine di bene.
E danno un vuoto sul selciato,
adesso,
e mettono tristezza
al vacillare delle stelle.
Ho aspettato la sera sul porto
e poi sono salito a Trecase.
Fendevano
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Sei la rovina del mio blu
asfissia di un mare calmo
annegata nel volo nero
che corrode il cielo
graffiando incontri
che si abbracciano
voltandosi le spalle.
Rimani
dietro il bianco sporco
incrostato di nuvole
ad eclissare ombre
proiettando
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Sorridendo
ascolta,
il peso insostenibile del vento
il respiro
cade dalla luna
nell'aroma altero della notte
s'anima l'estate
a sera
poco lontano dall'efelidi di sale
difese
da briciole di neve
La vidi, ieri
nell'iridi di vetro
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eccola
tra mattoni in cucina
sotto una porta
prima del caffè
cede (sovente ricorda)
s'inzuppa di
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 | Quando la zolla
Si muta in brina
Col gelo d'inverno.
Celeste palpito bianco
Di neve,
Calligine che avanza
In un acuto candido
Le rondinini sono al sole
A volare
Ed io trasmuto nel niente
Pennuto silente
Un idolo
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| Quando chiaro è il pensiero
il cuor nostro ne è lieto
rimbombante e tonante
sprizza gioia da ogni parte.
Quando il dolore si fa sentire
ecco il cuore che patisce
solo l’animo rinfranca
e allevia la sostanza.
E’ una pena per il corpo
il dolore
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Sulla penombra
delle cime di tue catene
ho visto il volto profondo
di un pianto dimenticato
scavato su tua pelle
come seni curvi e creste
di mare mosso
sfiorando tuoi contorni
come scultore e carta vetrata
sulle luci dei giorni
riflessi in
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Te ne eri andato via
con quel mio bacio sulle labbra
sapore inconfondibile
era rimasto
imprigionato nell'anima.
Teneramente la mia mente
riviveva intensamente
il calore di quell'attimo
travolgente era la passione
che rendeva unico
quel
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Oh grand’uomo d’Italia dal nembo,
tempra l’arpa degl’astri fuggenti
sovra l’Alpi che cantan ridenti
le canzoni che scrivi in sul Ciel!
I confini dell’abile Patria
stringon lodi all’eccelso tuo nome
e l’affetto de’i posteri è come
una
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 | Hai presente le costole?
Ma le senti trafitte,
sepolte, nel polmone,
e corrode... fino alle gambe,
sulle sedie... a rotelle.
Hai presente i piedi...
Diciottenni, e gli autoreggenti
che indossano i sogni.
Scongiurando schiaffi,
senza regalare
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| Quante lacrime sono rimaste
dietro le palpebre chiuse,
sospese tra ciglia e gote scavate
da lunghi e provati digiuni.
Quanti corpi lasciati all'addiaccio
alla candida neve pietosa
che avvolse le colpe dell'uomo,
e quell'uomo non chiese
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| Senti vicino
le onde del mare
è melodia che prende il cuore,
l'azzurro colore rallegra l'anima
dopo giornate faticose.
Viene la voglia di evadere
da questa vita
dai tanti problemi.
Un vento forte
soffia i pensieri
oggi non sarà
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felino che ferisce l'aria
ruggisce il mare
come i piedi sulla sabbia
gli occhi sulla cresta dell'onda
orma sovrappone
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Midesa |
26/01/2013 17:35 | 3798 |
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Rigida brezza penetra vorace le ossa,
lungo l'Arno controcorrente
in quell'offuscato chiarore,
il passo si fa stanco e un vociar intenso
cattura il pensiero sognatore:
sotto l'Arginale quel solito evento è in azione.
Salito di vedetta
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Angelo che voli leggero
accanto a me che sono trasparente,
e che non abbandoni i miei passi
neanche quando io abbandono te,
e spieghi le tue ali
quando vuoi proteggermi,
e mi ricordi che la vita è gioia
quando mi assale il dubbio,
e mi
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| India |
26/01/2013 10:10| 2367 |
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un libro mi divora
è una macchina pensante
soppesa le parole
la mano tua che cerca
accarezza il buio
ferma al capitolo successivo
gli eccessi svuotano
hanno mani forti
prese che assicurano ancoraggi
perché non
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E' questa vita
che ritrovo tra le mie dita
a lasciare impronte sul cuore
vigliacchi baci
si impongono alla mia mente
che si ribella
rubo gli spazi che ti appartengono
mentre credo di lasciarti
sono tua senza esserlo.
Opaca mestizia
si
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Libera ascesa
d'un sogno,
tra cielo e mare
il suo rifugio
Senza fine osa.
Sarà aldilà dell'azzurro
il nuovo orizzonte,
un ponte di desiderio
sul labirinto della sua anima.
Che un dì l'aspetta,
un pertugio,
sul
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Il buio inghiotte la gente
che ha seppellito
il suo paesaggio interiore
tra i sentimenti rimescolati
nel grigiore della cattiveria...
La luce deturpa
i lineamenti dei volti
che si nascondono all'esistenza
solo per paura di esaltarsi alla
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Scolpita
dal vento caldo
come carezze
indelebili sul viso
ascoltando
il racconto
di dolci musiche
suonate
da raggi di luna
su manti innevati
di rosa tramonto
abbracciando
il ricordo
profumato di magnolia
su labbra disegnate
vorrei
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Non son di casa in quel bar,
altra strada, altre luci,
volti che non saprei disegnare,
a parte il tuo che sa di cielo e di luna.
Ma son sicura vi tornerò,
se non altro, per quella stretta di mano,
per la voglia di sfuggire alla tacca,
con la
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 | Ahimè l’ignavia ti colse
ed ora d’anodino abbigliata
colmi di roboante nulla
quel vuoto che aderendo strozza
misconoscendo il vero
e recalcitrando la bisogna
L’ombra tua tace l’anima
nell’assenza
nei lampioni spenti
nell’eclissi
e nella
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 | Vent'anni di sera
di quei tuffi nel mare
in quell'età spensierata
dove scompariva ogni male
quando effimera diventava
ogni ebbrezza rubata
ogni singhiozzo, ogni emozione
un unico bacio che impregnava quei giorni
nella fresca
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siamo diversi noi, siamo diversi
fingiamo noi stessi negli eventi
lasciando che la vita ci reclama
siamo diversi noi, siamo diversi
scopriamo le stesse ombre dei rami
offrendo a Dio ciò che noi abbiamo
ma lo stesso siamo diversi
le mani
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esco.
verticale
banalmente senza annuncio (non questo) – esco
andare tornare
nel mezzo: un viaggio – gratuito
di rossi neri, i gialli faranno capolino;
quel bimbo con i capelli – e occhi (anche mani) gambe – ha i suoi anni
e una cartella
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23888 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 12511 al n° 12540.
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