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Le 23858 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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 | Sotto le foglie
un cumulo di pensieri
sparute e gialle, le pagine dei sogni
colorano il giardino
vermiglio del vicino
sospesa attesa, volge sguardo lontano.
Si leggono nelle tue parole
fibre di poesia accanto alle domande sole
raccolte nel
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 | Ricordo -camminavo nel barbaglio
d’un meriggio afoso e autunnale
sulle vestigia delle antiche mura
ansimando all’odore del sale
oro bianco del Rodano e abbaglio
dove il mare e la terra si mistura.
Mi sovvenivano gesta vetuste
di prodi operai,
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| Era per inteso gustarci
un po' di pace,
erano maldestri
i nostri ripensamenti
utili, ma di sicuro
assenti, nel rincorrere
gli oscuri
diademi.
Usammo una tazza da tè
per operare
diversamente
su di un lieto avere
di grande
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Con occhi innocenti,
sotto la pioggia,
i cipressi accompagnano
i miei passi dove eterno
è il tempo,
dove i fiori frofumano
d'incenso.
Quanto silenzio!
Nella morente fiaccola
del cero,
i colori si annullano.
I nembi
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Frutto d'ingegno
fu l’eros mascherato,
rappresentando Zeus in un cigno,
l'idea imprevista del raffigurare,
tra uomo e donna,
l’atto puro sessuale.
Rannicchiata al cigno Leda,
è innocenza che s’adagia nel mito
dove il legame erotico si
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Ma che allieti, oh cantor, nel ciel che splende
nel mare delle gemme e agli arboscelli?...
Succube e impervio d’un sogno che attende
Morte, non è che ‘l cantar degli augelli;
e tu perennemente al Sol che fende
i nugoli pallenti or voli, e a’
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Si squarciarono le ombre
che lambivano silenziose il giorno,
abbattendo la mia confusa penna...
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Triste vigore tra pagine appassite!
.
E si arrostirono le ore,
bruciando sogni, anni e armonia,
qual falce segando la
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Dal silenzio in crescendo andante
entran fiati e si palesan violini
d’ingresso il violoncello è amante
assonanze in sei ottavi divini
solista crea eterea melodia
con archi su sfondo in arpeggio
fanciulla e gloriosa armonia
chiama il
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 | Dentro gli occhi
due brillanti.
Per spolverino.
il ventaglio delle ciglia.
Due rosse colline.
Le gote ammirare.
Montagne di panna.
Le labbra gustare.
L’ovale viso bianco.
L’uovo della gallina.
Mangiare.
Il naso come una vela.
Navigare,
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 | Nel grigiore dell’inverno
voglio guardare
solo il mare, e il nudo scoglio
mi apparirà
vestito di salsedine
mentre guarderò
la vela che danza
tra le onde azzurre
L’emozione
chiuderà i miei occhi
mi baceranno le ali del
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| Gli istanti di malinconici sorrisi accesi
tra i filiformi incantesimi di sofferenze
forse, si frammentano nelle foschie dell’angoscia.
Censuaria delle confusioni di questo vivere.
Svuotamento di questa malinconia
Ecco... forse... o per caso ...
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Attraverso i sogni
incantevoli viaggi notturni.
Nuda l’anima, si spoglia, notte dopo notte,
abbandonandosi a ciò che di fantasioso
si nasconde in ogni istante
tra i desideri del giorno.
Si perde il cuore, tra i battiti
di un corpo inerme,
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Mille luci accese
liquidi occhi gialli
spalancati sulla notte,
voci frenetiche
si rincorrono, si cercano,
si intrecciano,
si perdono lontano.
Rumore
di passi frettolosi
sui marciapiedi consumati,
stridio assordante di ruote
sull'asfalto
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 | un giardino delizioso questo raggio di sole
viaggia caldo, calmo, su nuvole d'aria
abbraccia il silenzio e la terra arsa
dal gelo, dal morbo, dalla tempesta
(cingolata la tempesta, sputava fuoco e rame)
tutte le cose del mondo sono
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 | È come il selciato asfaltato
l'idea del vivere
si schianta l'anima
al vento forte, e l'amore,
l'amore aspetta sotto i piedi
percorre strade senza senso
ti accorgi, e non ti vedi.
Perso
e senza dimora
lascia perdere ogni
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| Timbrature sfumano saluti ...
s’intuisce il gelo del cuore:
insincere voci cercano.
Vivendo senza tracce,
impercettibili passi
su tappeti di
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| a mani nude graffio la montagna che trema pensieri
chiodi d'una croce ferita di verità
demone disperato che fa l'amore coi respiri del cielo
versi sconfitti che ti scolano le ossa di parole
perse nei marciapiedi ubriachi di
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 | Giorno che piega tra le onde
arricciate di febbraio,
nel camminare consumato
delle mie suole su spiagge
che chiamano altre orme
lasciate più indietro
In un passeggiare luminoso
di passi brevi e lunghissime
fantasie profumate di
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| Adesso io scrivo un sonetto
per te superbiosa fanciulla
e tutto l'impegno ci metto
per dirti che non vali nulla.
Altèra qual fossi un galletto
tu passi, ma cosa ti frulla
in testa, di già ci scommetto
che manco il mio verso
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Leggera come piuma
si dissolve nel cuore.
Questa notte ritorna, la luna piena.
Mi è stato detto: che sibila agli occhi,
ed è amore, quando fiorisce.
Ma io, non la vedo specchiarsi.
E mi affido alla voce lontana
del vento che balena
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 | Galoppano le onde senza freni inibitori
cercando in un abbraccio di riva, approdo
al loro perpetuo fluttuare che arabesca
in fughe ampie sfatti rossori di un sole
ormai in declino dietro nembi ondulati
dal fresco vento di mezza sera...
E io sto
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 | Testimoni l'adorazione
alla cintura del Gigante
allineato mistero nel futuro cardinale
sorpresero i primi grandi
tra le sabbie ormai vissute
che tanto lungo fu loro il sonno...
Sepolcri senza scriba
scintillano dalla notte dei tempi
mostrando
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Quasi per caso
lo sguardo al petto cadde sul cielo,
senza frastuono precipitò lontano.
E tu, solo tu o mio pensiero
scivoli spezzato e vinto dal
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Mi porti con te ad ogni verso:
è un attimo che segue il rivivere
l’istante che precede l’infinito:
goccia dopo goccia cresce il mare.
E’ correre sul prato coi capelli
fluenti dentro l’alito del vento,
fermarsi per voltarsi ancora
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 | Nuda è questa notte che vibra
angoli di solitudine opprimono,
pensieri offuscati nel loro travaglio
nel tempo pagano lussurioso
e nubi malinconiche prendono il passo...
di un domani senza riferimento.
Albeggia ormai e si fa più
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| Ogni istante è la mia morte,
ogni istante rinasco.
E non rimane di questo interminabile sogno
che un accumulo di vana memoria,
e il tempo inesistente
batte il suo tamburo insistente
accompagnando la danza zingara di nessuno
nel nulla
e ogni
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| vento che trami nel buio
voce sommersa nel pianto
questo inverno non finisce mai
lascia sgomento
affisso sul muro è rimasto
frammento incerto
rumore di strappo
senza voce lo sguardo teso
si spezza il fiato
nuvole di pioggia galleggiano
nel
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| Non stupisce più il fiore
vivente nella ciotola
dimenticato fra i colori
della vita?
Non stupisce più
l’insignificante lume
scaldare una casa
nel freddo del consueto?
Non stupisce più
la voce della cuccuma
dove nere
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 | Ti ho amata tanto.
Forse ancor prima
che mi esplodessi dentro.
Forse ancor prima
che ti avessi dato un nome.
A volte eri onda.
Altre volte assedio.
Tu confidavi in ogni mia
più piccola emozione:
per la matta voglia
di prontamente
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Dalla grondaia una rondine cade
È tardo autunno e l'annata non gaia
(danza nel cielo il nero
il bianco tuona in stanza).
L'arida quiete scorre nel torrente,
nel nido prono un solo
palpito e mosto in sibilo tagliente.
Mugugna il vuoto
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Ho visto nascere un colosso
per tendere una mano
sotto il nome di un Servizio
Si dice ottocentomila
anima e corpo a distribuire
nell’era d’infamia antica
bisognosi sparsi nel mondo
Terreno fertile bontà e radicalismo
quest’umana follia
da
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23858 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8071 al n° 8100.
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