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Le 7967 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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Mentre i fili d'erba annaspano
un rigagnolo diventa un filo teso
sa di sposa quel fiore nel campo
un si farà ricami di follia.
Sono i primi giochi nei dintorni
ancora ebbra è l'ape nella via
vaneggia sui mandorli gonfi
di
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Un raggio di sole che obliquo scendeva
accanto a finestre chiuse
io dietri i vetri pensavo al domani
A quella luce che sempre tornava
e sapeva di vita
Era un tempo che al suo tempo tornava
quel poco
a vivere del suo sistema
Era un giorno
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| Veitla |
09/02/2011 15:16 | 1706 |
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E' quasi di dolore il travaglio terreno
che genera di te il dettaglio atteso
primogenito fiore!
E' ninna nanna di padre inverno
che in voce rauca di gelo come commosso pianto
ti sollecita il parto al lamentoso andar dei mesi freddi
quasi a farsi
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Cotica gelata la terra
avverte aghi di letargo
Nei boschi la linfa
gonfia porri ai rami
e ai piedi s'alzano
baveri di foglie
al collo di ciclamini
Andirivieni di merli
rigattieri d'insetti
sensori di bocche affamate
Nelle valli
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Rosseggiano
le foglie
sugli alberi
nelle vigne.
Sentore du frutti
riposti
e già raccolti.
La fine verrà...
Ma pur qualcosa
nasconde
il cuore
della terra.
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Un raggio di sole
Un'idea luminosa
Che brilla in eterno,
anche nelle oscure notti
dove regnano le tenebre,
dove riposano i rami pesanti.
Un raggio di sole,
segno di vita,
che brilla a ciel sereno,
per contemplare
la letizia del
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| lary |
08/02/2011 21:42| 1060 |
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Bagliori rosso fuoco
annullano il cielo
lo Jonio sorride di rossore
accarezzando tratti di sole.
Rossi son diventati
i lontani scogli
lungo la costa il Capo
s'addormentano le ultime lingue.
A poco a poco il buio
confonde le pause
dell'ultimo
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Due farfalle nel mite febbraio
litigavano alla riva dell'Arno
a chi fosse tra loro più bella.
Vide un merlo codesta contesa
e propose di mettersi arbitro
pregustando un cibo sì ghiotto.
Ma capì l'intenzione un'apina
e
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E' caldo il vento vicino al mare
par che lo sguardo, al di là non possa andare,
fissando, ora guardo le sue bavose creste,
con le quali spoglia spiagge e poi subito le riveste
Quante passioni e amori ingurgita quel mare,
senza riguardi
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Sei tu la stellina odorosa
tappeto da centomila fioretti
nel bosco misterioso,
dove si trovano cervi innamorati
e nidi lasciati del vento rauco.
Nel bosco nascosto del verde riarso,
sei tu il vestito legnoso della quercia
nel bosco abbracciato
di
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La sera invade il bosco,
le strade completamente buie,
corrono tra i campi
salgono tra le nude praterie.
Lì riposa il Vecchio Fiume
che resto a guardare.
Scorre rapido,
lontano,
in fondo al bosco,
formando semicerchi nell'acqua.
Le mani
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| lary |
07/02/2011 19:20| 852 |
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 | Ruscello che scorri quieto,
fra verdi germogli
e che ti fai torrente
nei giorni gravidi
di pioggia;
rugiada ch'evapori,
in impalpabile nebbia,
al tepore del primo sole;
canta l'allodola,
messaggera del mattino,
nel dolce brusio del
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| Filo di luce sgorgante dall'Alba
penetra attraverso la finestra.
Parla d'amore
usando linguaggio sottile.
Prepara i cuori più puri
presto non più prigionieri del buio.
Barlume di candida aurora
si luminosa che occhio non regge.
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| Al diavolo l'inverno.
Ho le finestre spalancate
ed il sole entra gaio
Le gemme sono pronte,
i gerani crepitano,
le lucertole si svegliano.
Tutti stiamo meglio:
le donne sono più belle,
mostrano timidamente
le gambe e sfoggiano
seni
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 | Inesorabile come un fiume
cavalco montagne
scendo sorgente
nel declivio
mentre la notte m'avvolge
in una coperta di stelle.
Un richiamo agli
albori dei tempi
nel canto dell'allodola
e mi tuffo
tra muschio e radici
immersa nel profumo
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Falce di Luna
solitaria nel cielo
guarda la Terra,
osserva e sospira.
Nuvole grigie
sospinte dal Vento
le rapiscono la vista.
Falce di Luna
intanto con la Terra
e tutto il Sistema
continua il percorso.
Spazza il Vento le Nubi
e si
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Esco
Nel mattino ovattato
Comparsa
Nella magia
Che si sta compiendo
Il mondo
Trattiene il fiato
Mentre
Stelline morbide e gelide
Danzano
Nell'aria spettrale
Amo
Questo silenzio austero
Lo assaporo
Avanzo
Offrendo il volto
I miei
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 | Tuoni tetri e boccioli di incendi
il saggio legno osserva paziente
attendendo la sfida sì struggente
tra cielo e fango, boati tremendi
germogli di un fulmine candido
oltrepassarono il vasto orizzonte
squarciando il cupo cielo innocente
e
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Inizia il suo dialogo, la primavera,
con parole taglienti, affetta le nebbie,
usa strane lusinghe, per sembrare sincera,
ed abbindola ancora i fiori e le fronde.
E' cosi convincente, nel suo subdolo inganno,
che non deve, mai dare
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 | Nell'infinito orizzonte
sospesa fra il cielo e il mare
taciturna... soave
tra miriadi di stelle
in tutto il tuo splendore
ti lasci ammirare.
Dea della notte
stupenda
nel tuo abito da sera immacolato
ambiziosa, suadente
ti specchi nel mare
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| Il soffio di Dio
Ti accarezza
Svegliandoti dal sonno
Della notte.
Il fuoco eterno
del primo mattino
illumina le tue
fluenti chiome.
Le lacrime dei monti
Ti dissetano
E ti donano nuova vita.
Lo sguardo di un poeta
Ti fa dono
Di pochi
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 | Ondeggian
le cime lucenti
dei pioppi
in frenetica danza.
trepidanti
sussurran le foglie,
è autunno,
gli abiti eleganti
di luce e di foglie
vedo danzare,
mentre una musica
sembra il vento
tra i rami intonare.
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Si spegne la sera
lentamente scorre
per posarsi sul ramo
che l'alba attende.
Si accendono le stelle
penetra la luce
nel cuore impietrito
dell'uomo che più
il sole non scorge.
Il pensiero è greve
e l'orizzonte
più
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Lo sguardo vacilla
nell'aere si perde
non trova riposo
vagando nel vuoto.
Continua a cercare
non lo so più fermare.
Ma ecco che al cielo
lo sguardo indugia
un solo colore
un'unica forma.
Né tempo né spazio
comincio a
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Luce densa bianca.
Delle ombre, corte, sottili,
quasi non ti accorgi .
Una casa rossa nel mare
trasparente, turchese,
inscurito a tratti
da cespi di posidonia.
Stupisco dell'essere altrove
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Un tumulto di esaltazioni,
emozioni non codificate.
Tante bandiere mai alzate,
porte mai aperte
solo prigioni, labirinti
celle sotterranee.
Come aver tante caramelle,
ma aver paura che finiscano,
così il mondo:
Milioni di luoghi
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Tifavo
Per te ieri
Mentre lottavi
Per un alito di blu
Trepidavo
Nel vederti sommerso
Dal grigio
Di nubi ostili
Rassegnata
Guardavo
La tempesta avvolgerti
Mi incoraggi oggi
Che brilli e scaldi
Foglioline ammaccate
Che di verde più
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C'è sempre una stella
nel mio cielo,
brillante
nel primo mattino,
rallegra il mio sguardo
e il mio cuore.
Alla sinistra
della signora Luna
mi segue propizia
nel cammino.
Insieme,
nel loro candido
splendore,
prima
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si fa sera,
tra rosa e arancio
che non avevo ancora visto
Il cielo è un connubio di sole e tramonto
tra questi campi che bevono luce.
Cantano tortore nei cortili vuoti
di bambini diventati grandi.
L'erba si mescola a rami già
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Sa ascoltare,
il bosco
decifra i gesti
conosce i miei silenzi
si incanta nei miei occhi
risuona dei pensieri
eco da origine
terra nel vento
sussurro di linguaggi mistici
di legno alla foglia congiunto
orante discreto
s'appella alla luce
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Il leprotto correva
tra zolle dismosse
la frenesia della fuga
sangue suo scorreva senza freno
paura negl'occhi
la vena giugulare pulsava
per ansia e stremo.
Stesse zolle
sfrecciava raso un levriero
fiuto sulle tracce
addestrato e
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7967 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6061 al n° 6090.
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