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Le 38015 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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 | Roma sei una città
vestita a festa,
sei stupenda
ricca d'amore,
di bellezze amene.
Nell'autunno d'oro
le cime gialle degli alberi
e gli stranieri entusiasti
le tue bellezze
restano a guardare:
il Colosseo, i Fori
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 | - Tutto sembra tranquillo -
quel raggio di sole
invita a sperare
in un giorno luminoso
di sereno e appassionato
lavoro,
a scandir la giornata
non è il ticchettio
dell'orologio a muro
ma raffiche di kalashnikov,
che improvvise
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 | Gira la ruota all'infinito.
Sollevando l'acqua
da mille bolle
per cadere nella gora.
Fu così sempre.
La macina,
con prepotenza frantumava
il grano da un raccolto
misero, l'abbondanza
per sfamare quelle bocche
venne meno.
Ma il ciclo
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 | Quanto tempo
in un delirio incompreso.
Azioni senza risveglio
portano alla cecità.
Inducano la quiete a sbriciolarsi,
a non resistere al fuoco
d’un incendio che divampa.
Il tempo non ascolta,
non ferma un orologio,
non sconfigge la
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Fiume in piena straripa,
nella Città Eterna,
rompe argini esonda confine,
trangugia sentiero e voglia porpora,
alimenta verità stilla d’acqua pura.
Tuoni e saette squarciano il cielo,
luce di stelle si spegne al rimbombo,
il mondo
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 | Io no! Bugiarde parole ed illusorie,
imprudenti e premature al sol pensiero!
L’umana natura resta quella
e rende uguale ogni persona simile
a chi pur si proclama differente.
Non v’è specchio che neghi la realtà
ugualmente dirà
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 | S'increspa il pensiero
e suppliche in rima
nell'affanno sfiora
tra sinuose movenze
che le nebbie conducono
testimoni il miracolo inatteso...
racchiudono tormenti... veri
nel ripiego intimo
in ghirigori di tiepide emozioni
al mondo
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Un filo di brina sfiora la pelle,
immenso tuo,
di luna diamantina ti ricopri.
Con sorriso grande; resto ad ammirare
lo splendido sfilare d'emozioni.
Mi ritrovo a rimirar la tenue guancia,
con docile carezza sfiorarla pura;
il profumo tuo intenso
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 | Tra le giornate spente,
io non mi affliggerò
e nulla muterò
di quello che mi resta
per questi tempi stretti
della mia età che avanza.
Piacevole è per me
adesso contemplare
il mondo, se profuma
d’amore
e le montagne
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Fragile tempo d’un battito di ciglia
come carezza su tenera guancia,
come un viso bagnato da lacrime
per un abbraccio senza un addio,
agile il moto d’esile corpo sfugge
alla presa d’appannati pensieri
velati dalla nebbia di ricordi persi
negli anni
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Nel grigio cemento
di giorni qualunque
marionette amorfe e incolori
si affannano per rispettare orari e doveri.
Come reduci da una battaglia,
persa in partenza,
si defilano agli angoli delle strade
scomparendo anonimi tra la folla.
Anime
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Dove finiranno i fiori,
il polline delle farfalle,
i pensieri
evaporati coi sospiri,
il cinguettio degli uccelli,
il volo delle aquile ...
Forse in un archivio
dove nessun albero
è reciso!
Tutto sarà visibile
a chi ha amato
o
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lento scorre il tempo
l'infinito scivola
tra i granelli di sabbia
della clessidra
un moto perpetuo
che incanta
mai si arresta
lento scorre
ipnotica danza
nell'ampolla rinchiuso
ricordando che ognuno
è prigioniero del tempo
ma lui
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 | A ritroso volge il pensiero mio
e rivedo lustri passati a volo,
in quella ruga di travaglio d'artigiano
muovevo i primi passi da impresario.
Storie e ricordi che non han riempito
l'otre di pingui somme ma d'esperienze utili,
primi approcci di
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Come corre
e sputa
il giudizio venefico
altrui...
Passa
traccia vigliacca
calcando...
impronta
che non puoi
alle spalle riconoscere
dritta la schiena procede
non tanta ammirazione
è per se stessi
forse intriso cordoglio
ma
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Rivedo quel bicchiere,
era lì, su quella tavola, ancora pieno di whisky
ocra la tovaglia, avvolge il dipinto
l'odor di sigaretta, ancora nell'aria,
mi stravolge, mi stringe la gola,
i posaceneri pieni,
dove la cenere vola, nell'aria
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Non so dove cercarti
eppure sei qui
in quest’isola di ghiaccio
ad abbracciare il disamore
a circondare
il mondo di parole
a costruire sogni
tra specchi di solitudine
a tramandare mistero
ad impensierire l’alba.
Mena pioggia il tuo
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Nelle tue braccia attese lascio
i miei segreti bagnati d'estate.
Nei tuoi pori la pelle mia ubriaca,
mille roseti maturi di rosso acceso
lego al baule dei nostri ricordi.
E sprofondo lentamente d'azzurro
fra i pastelli del mare dei tuoi
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Accogli nel tuo grembo ladri e amanti
e a me lasci il riposo che non prendo,
ai mille tuoi pensieri poi mi arrendo,
e cedo ai sogni incerti ed intriganti.
Mi suonano più forti anche i rumori
e mi assorda un insolito timore,
se spandi nel
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Lo stesso gesto
dell'animale,
la sapienza inconsapevole della verità
antica,
lo sfruttamento totale
di se stessi
senza infingimenti,
senza paramenti,
senza stereotipati accorgimenti;
dove nudo sono onesto
libero compio l'atto
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Sono un foglio di carta,
se prendi una penna ciò che scrivi prende vita,
una faccia un colore, la forma di un cuore
e se vuoi scrivi pure una storia d'amore.
Un foglio di carta dove puoi scarabocchiare un aeroplano volare,
disegnare
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 | Se solo ci fosse un terzo occhio
a sorvegliare ogni gesto – ogni crudeltà
e cancellare tutto il fango
che lentamente ricopre
ogni angolo di tutti gli angoli
se solo il cuore si spezzasse in due
dando alla luce una rapida
così da
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Ma arriverà il vento,
l'eterno vento da noi amato
arriverà e sarà forte, forte come le mie mani
che ti presero un giorno
per alzarti al cielo.
Sarà un vento dolce, una carezza antica
un pensiero mite, che la nebbia
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Sul corpo i giorni
diventano edera,
tu vorresti essere
una rosa.
T'’involi
con l’ ultimo bacio
tra le lucciole
ascolti il canto dei gufi.
Ogni farfalla
nell'ultimo volo,
ferma il battito delle ali,
non tra verdi rami,
si posano sulle
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Toglimi
la forma delle nuvole,
incostante,
dammi i colori
dell'istante dell'alba
d’ogni giorno
e il
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Ed ora che ha nuove ali il sogno
sosto nel gioco delle ipotesi,
- l’anima mia ad esplorare
l’ebbrezza di falsi paradisi -
Senza i tuoi cieli sul capo
sovente tersi, talvolta foschi
avrei perso il sentiero
ora lo so, ora che ti respiro
e mi sei
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Dove si perde l'ombra all'infinito
ora tu vaghi e più non sei con noi
ma ci guardi e ci segui nel cammino
faticoso ch'è nostro e fu pur tuo.
S'attenua nel pensiero ogni memoria
cancellata dal vento di stagioni
eppure tu rimani
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L’alba ha spento un’altra notte,
con i suoi sogni, le sue storie nei viaggi dell’infinito
a ricordare le favole d’un tempo antico
per riempire il giorno
di tenere carezze uniche e sospese
di un’anima serena e feconda che sa gioire.
L’alba ha
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Che sia ancora il prima
dell'ignoto su valli d'asfodeli
per il giallo che di polline non sa
né di redenzioni d'ombre
e che di nuovo s'alzi lento
il canto chiaro della galaverna
con il "comunque" più remoto di una
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Lia |
10/11/2015 22:34 | 1918 |
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Non c’è pace in questa notte inventata
nell’incanto mistico di bagliori astrali
dove ristanno attoniti di muto sgomento,
uomini e cose.
Mastico la cenere di ricordi allucinati
per estrarre il succo dalle foglie d’oleandro
sul guanciale
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E addento i libri,
e butto chiodi dai finestrini,
e passeggio senza sosta
da un muro ad un altro.
Ho un’età che si conta sulle dita,
parole sperimentate
e fuse all’acqua
delle bottigliette ingabbiate
ai distributori.
Prendo treni tutti
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38015 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 10681 al n° 10710.
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