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Le 37993 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Se a’ Sogni tua Fè or volgi, e il cuòr, o sei
folle, o spettro o dolòr truce inumano...
se dimoràr tu credi ove gli Dei,
l’Erinni tèssono ogni àttimo arcano.
Sogna Prosèrpina, e il seno e i capèi
che di lei Ade si placa! Ahi, Sogno
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Pargoli morti
lacrime incessanti
di madri disperate...
indesiderate guerre.
Un eterno conflitto
lentamente si spegne...
cerino consumato
nell’incendiare terre.
Nuovi territori
privi d’umanità...
immane tragedia
ovunque mostrata.
Padri
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Spesso preferisco la compagnia dei muri
a quella delle persone.
Il silenzio assordante del niente,
al posto del rozzo colloquiare dei bifolchi.
Porte e finestre chiuse,
per non far entrare i volti di catrame.
Persiane serrate
per non permettere
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Li vedi uscire dagli angoli bui
dove il sole della conoscenza
non arriva quasi mai...
Da prima spauriti, li vedi guardarsi attorno
senza che il cuore rimanga stupito
dai richiami del giorno
che danzano fra i colori dell’onnipotente io.
Li vedi
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Forse sarà ancora estate
col suo profumo di basilico,
col sole raggiante, le risate
di gioventù che sta in bilico
tra l’innocenza e la malizia.
Ma no, cosa spero oramai
che possa tornar propizia
l’età che da tempo lasciai?
Adesso è l’ora dei
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Passata l’ora del dolore
che tutti risucchia nel suo vortice come piovra
e rende buoni generosi anime pie
si torna al vivere dei pugni chiusi
di ventose sberle di piogge impetuose
ognuno a seguire il suo binario
nel turbinio della corsa
l’occhio
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Se al cièl si brinda a Pasqua il cuòr, non sente
Primavera irto nembo, e piove forse.
Lìbati, Aprile! E Vanità asseconda
il brìndis tuo, che l’Ebe versa e ardente
Bacco che muore! E sia gioia ove ti morse
questo verno che geme or fatto d’onda!...
E
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Amo ascoltare i poeti
e il loro decantare,
a volte vedo anche la morte
in questo tempo galoppare.
Tempo che è lento ad unire
e tiranno a volere spartire,
se vedo il mare, sale
e penso a ciò che non vale.
Al cuor mio nacque l’uomo
che non
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Sull’orizzonte, il sole
che non so mai, se è un’alba o un tramonto
se mi aspetta il giorno, o la notte
non so mai, se sarai presente o già partita.
Ma nel silenzio, si spengono le nostre vite
lentamente, come le candele nelle chiese
che nessuno sa
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Attenta luna per ogni effusione
sotto il suo manto
innamorata del mondo
e dei sogni di giovani amanti.
Promesse scambiate
e stelle in attesa
accompagnano cuori sinceri
e muti sospiri.
Ogni notte
va in scena la replica
come fosse la
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Si destano di notte
le anime dei morti
ed escon dalle tombe
lasciando i corpi assorti.
Camminano nel buio
in cerca dei motivi
che l’hanno rese inermi
nei corpi non più vivi.
Si recan nell’ufficio,
crudele e sibillino,
del dirigente
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Il nostro futuro è difronte a noi;
un soffio battente a seguire un sole
luminoso, rovente, che divora
col suo crepitio ogni cosa sul mondo.
L’inizio fu come una rosea luce
or lontana sul mio tenero volto;
e son del tutto certo d’aver chiesto
una
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M’inverno
in arabeschi di marmi e grafiti
perché è un attimo che mai, l’estetica di sensi,
o come un filo per caso, sostanza di Maggio
se stretta è la cruna del dharma
- così la gozania nel suo cachepot non sapendo che pioggia -
Nei brividi di un
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Lia |
27/03/2018 21:02 | 1125 |
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Pastorella del Fortore
docile e garbata
porti al pascolo le pecorelle
sui verdi monti e la radura,
scendi verso il rivo,
serena e canticchiando
pria dell’alba vai,
al cinguettar lieve e armonioso
delle festose allodole.
Sarà la tua roccaforte
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Non è la poesia che ti ruba l’anima
ma quello che in te si riaccende,
quando leggi nel silenzio,
quando ami e non sai perché succede
perché succede ancora, e ancora
quando non ti sai fermare, non ci riesci
anche se tutto questo ti spezzerà il
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Non sono i vestiti colorati
né la forma del tuo orgoglio
a nascondere i peccati che piano piano
arrivano alla gola
e nel parlare
l’evidenza è la tua immagine.
Meglio un fantasma
che l’idea del vivo
che mente alla pura fantasia
e nel tacere
il
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Cos’è la poesia?
Quale suono
arriva da lontano?
È forse un pezzo di cielo specchiato?
Una parola nascosta in tasca?
Una domanda che apre una ferita?
una sosta nemica?
La poesia è una danza stramba
o un vestito in tempesta
è un tatuaggio fatto
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Ti ho ascoltato vibrare gesto d’amore
cadere giù sulla piccola gota fiorita
dove il colore dei prati
mossi dagli uccelli chiassosi
tracciava chiara l’innocenza.
Le tue piccole mani paffute
lucenti e vispe di grano maturo
segnano qui proprio al
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In divenire, ogni cosa è in divenire,
e la morte con la vita danzavano felici,
dimenticandosi di se stesse
alternandosi, al centro della scena,
come a scongiurarne l’equilibrio
l’apparente e tragica sintonia.
Le cose vere, sono spesso
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Un foglio bianco che brilla dove trovare rifugio
quel candore che cancella anche se per poco
ogni più piccolo problema
detergente che vorremmo avere sottopelle
barriera invisibile dove fare riferimento
un appiglio inconsueto affinché il nostro
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Il gabbiano è un uccello,
forse un po’ particolare,
ha le ali molto estese
e svolazza sopra il mare.
Io l’invidio, soprattutto,
perch’è lieto di volare
dove e quanto tempo vuole
senza leggi da osservare.
...Vorrei essere un gabbiano
e volare
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Dammi un libro,
professore,
ho bisogno di insegnare,
quel che anch’io
ho capito tardi,
quel che nessuno ti vuol far sapere.
Fa piacere a chi comanda,
legarti al giogo dell’ignoranza,
strattonare e frustare,
non sarà mai abbastanza.
Dammi un
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Si potrebbe incominciare dalle parole
Dal pronunciarle lente
e nella lentezza soppesarle
Continuare con lo sguardo
tenuto sempre alla stessa misura
quella che non disprezza e non soggiace
Importante poi vestire la pelle
dell’ altro
prima
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Amara |
25/03/2018 23:43 | 1985|  |
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Si aprono le porte
all’era genuina
del primato.
Tante aurore
passate tra sonni
torbidi e gioiosi.
Amor rinnova
luce al seme
rinasce il mondo
nel sentiero fiorito
di pensare al nuovo
giorno.
Rinvigorisce corpo
all’alba sublime
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Anche il silenzio mi offre la sua voce
per una compagnia che cerco spesso,
ora che il cielo si apre a dà l’accesso
ai respiri di un’ enfasi veloce.
Passato l’equinozio, nei sussulti
che gli alberi mi porgono al mattino,
colgo il risveglio dolce
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 | Quante madri dovranno ancora
versare lacrime disperate
quanti figli dovranno morire
sull’asfalto di sangue
quante spose dovranno
ascoltare il vuoto
delle loro anime
e dove stanno
gli sguardi dei bimbi
mentre corrono a piedi nudi
sui campi
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Nel porgere la guancia osserva me
ascolta attentamente i miei perché
risana le ferite e questa faccia
che lotta per il bene e il male taccia.
Nel calcolare il vento e la tempesta
attento a quell’orrore nella testa
che guida fede strada ed il
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Quali emozioni ho provato
davanti alla tua tomba,
in Ravenna,
divino Poeta.
Ancora adolescente
trascorrevo giorni a leggerti.
Quanta saggezza
si cela nel tuo scrivere,
scoprirlo solo adesso.
Ora nel silenzio, maturo,
rifletto.
Su quanto
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Indesiderate parole
proferite da indegni pensieri
ti incorniciano
come foto inaspettate...
scatti da imprevedibili gesti
d’una superficiale società.
Tessono impressioni
che racchiudono momenti
di spontanea gestualità.
Ti rinchiudono in
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Violento il mare quando gioca a dadi
col vento che s’inerpica alle stelle
con le sue onde dove tu ricadi
nella profondità che tutto svelle.
Violenza con violenza è la vendetta
parente di una rapida disfatta
bruciata dalla rabbia in tutta fretta
e
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 | No alla violenza
madre degli inganni
generatrice antica di malanni
seduta sopra il trono più infamante
convinta del suo essere imperante
decisa a ciondolare in alto appesa
tra il vanto del malessere da fiera
e il nero pece di una bandoliera.
No
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37993 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5731 al n° 5760.
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