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Le 8056 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Una messa
tenebre...
un'anonima nota
sola stonata
tutta bianca nel passaggio si disfa
viene a parlare un prete la sua omelia
non tratterà da re
quel che un giorno le fuggì
l'illusione la gloria svanita
straniero
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E piangere dicendo un Padre Nostro.
E tirare oggetti, vortici
- ma non ho voce, non più. -
E rabbia, e ovatta,
e cielo non più blu.
- E piangere,
dicendo un Padre Nostro.-
Le punizioni non sono che gli occhi,
- ti hanno
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Arde di sete la gola dei demoni,
soldati senza cuore
senz'anima,
la falce della morte in loro.
Ninnoli piccini
profumati corpicini
rosa e celesti,
tra bianche nuvole
Angioletti, ora.
Argentea notte dolcemente
li culla al pianto di
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Cieli lividi gonfi di nembi grigiastri, risucchiano avidi,
bramosi pezzetti d’azzurro incontaminati, non più aquiloni
veleggiano liberi per la gioia dei bambini, la morte noncurante
ha reciso i fili.
Occhi spenti come laghi dalle torbide
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"Sparigliai gli occhi
come semi infuocati
nei solchi del dovere.
S' ammutolirono all'istante
giovani,
capelli bianchi,
protoumani."
Un branco sfida l'escluso,
recluso, nel suo petto.
È un cuore che piove spesso
ma
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 | Mi hanno detto che ogni anno
fai portare dei fiori laddove sono caduto!
Ed io che, non ti degnai nemmeno di un saluto...
ma tu lo sapevi, lo sai quanto ti ho amato
mio Signore, sempre, attraverso i tuoi figli
e nelle piccole azioni quotidiane
o
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Ci sono stanze
-fuori dal vento-
in menti obliate
ove tutto è statico.
Futile il tempo che si decompone
in spazi ristretti e inaccessibili
varcando la soglia d’un mondo a sé
fuori dalle strade a libero accesso.
Eppure
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 | Due occhi ed orecchie, una bocca
diversi i costumi, e le storie
Le nostre, le loro salvare,
ma inclusione contenere.
Ben comprendo sofferenza
presso lor da debellare,
valor buon da conservare,
ma siam troppi qua, in coscienza.
Tutto non si
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Un rullio di tamburi battenti
saranno i nostri passi lucenti
affilati come falce che tuona.
Oblieremo il vociare dei teleutenti
che l'informazione festante ci dona
tra armature serrate e cervelli spenti.
Ammaineremo così l'odioso
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Splendore del Sol Nascente
l'Ara Pacis
le gesta ardimentose di te canta,
a te inneggiano i popoli ardenti:
-Vivi!-
All'unisono i cuori in te speran gridando:
-Pace!
La Pace ti chiama:
-Figlio!-
E Pace tu stesso sei e Pace doni,
Principe e
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Riesci a vedere il buio nulla
che è davanti ai tuoi occhi impauriti?
Miralo col giusto interesse
del fanciullo dentro la culla.
Noterai ben presto senza indugio
che è l'ormai negletto passato,
è il presente, nostra
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Il falso signore che dipingeva
il buio delle stanze tue
prima che venisse notte
e la tenebra regnasse ovunque
Non aveva mai una parola
e nemmeno il gesto di una sera
per dimenticare il male
o le poche vie della cancrena
Qualche carezza per
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Volto triste ed emaciato, provato nell’ anima
e nel cuore, trasforma il suo dolore, elargendo
solidarietà e comprensione.
L'animo non si perde deve fare in fretta, il sorriso
non aspetta, volontario dell’amore naso rosso,
bocca a cuore.
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La mia "Dyane" celeste un po’ sbuffava
per salire sui colli molisani
con quei due amici miei napoletani,
mentre a Trivento allora si recava.
Andavamo a trovare un caro amico
dell’Università, senza sapere
dove fosse la strada in cui vedere
si
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Cadono i tristi angeli
Nelle folli battaglie
Bisbigliano clamori di pace
In mezzo alla violenza audace
Gridano le vite oppresse
Stanche di tanta negligenza
Indifese si lamentano
Tristi senza meta vagano
Supplicano i poveri
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Vorrei perdermi nell'oblio
dell'inconsapevolezza.
Un dì la verità rendeva liberi,
oggi schiavi
prigionieri dell'impotenza.
Rubano l'azzurro
dei nostri cieli velano l'aria
di invisibili veleni, tracciano arabeschi
tra finte
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Siamo diventati robot
guidati da un santone
della gran televisione
nell’attesa di Godot.
Siamo solo macchiette
maneggiate dall’istinto
dall’essere dipinto
siamo le marionette.
Siamo frutto del caso
e se ci manca un credo
è colpa del
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 | Quello che
non si sa, e si dovrebbe
sapere; ci sono sempre delle
responsabilità, scriverli sulla
lavagna, per tutto il tempo
che ognuno vive.
Guarda cosa
è successo ... oggi, è
quello che era successo
ieri; deluso?
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| Non son quelli l’occhi
che fissi dovevan scoprir guerra,
proiettili e bombe.
Piccoli occhi di piccoli uomini
or non giocate per strade
ma siete alle finestre
a guardar arrivo dal cielo
della prossima bomba.
E cosa son quelle luci,
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 | Di cammino pesante
è il popolo latente,
di tanti agi si fa ancor portante.
Ma il terreno si fa incostante,
man man che cresce
la crisi dilagante.
Ogni tanto grida una piazza,
la gente diventa pazza,
ma i media non ne ampifican
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Su questo legno e ferro
il grigio dell'aria
confonde un presente apparente
nascosto da fumi di fuochi lucenti
voci urlo fumo
sirene pianto lamenti
distruzione
concerto di voci mute
evaporate col fumo negli occhi
tra bende marroni di
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Tra le tue manine scure ed i miei occhi
il luccichìo di poche squallide monete;
tra i tuoi occhi "grandi" e queste mani vuote
il dolore della mia impotenza.
Avrei voluto "rubarti", portarti via da te...
mi resta
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 | A tenere i ricordi
non basta la mente
un passato diverso
la gioia che si perde
sibila nel cuore una voce
intesa assente, anima scuoce.
I sogni svaniti
in un miscuglio recisi
e l'alba regala attese
non è più tempo, è
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 | Resta a mezz'aria la parola "pace"
quando non puoi non sentire
l'urlo soffocato d'una bimba che giace...
Lì,
su quell'ignominioso letto di morte,
la sua anima
-ignara-
non potrà più librarsi su
per quei cieli
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 | Va con le sue ferite aperte il mondo
chissà se mi appartiene o
attendo solo il suo richiamo
morsi di speranza
insieme agli altri di cambiarlo
mentre inutilmente si sosta
nell'imperdonabile indifferenza
avviene guerra tra le genti
a
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| Nell'alternarsi di lune sono grigi i cortili
s'infettano le parole
sui nodi dell'intolleranza
odio cieco
nel cielo statico delle ore
si fa azzurro e poi rosso il cielo
dove muto si riflette il sole
passano nubi scure o forse sono rondini
poi
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Può esserci un filo
fatto d'amore
ad unire l'anime del mondo.
Può esser un gesto
fatto col cuore
a riscaldare il gelo del momento.
Ma va a lungo passo
lontano dalla Fonte
a seppellir speranza
cattiveria e non curanza
e non
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Negli occhi ancora quel sapore amaro
le sigarette qui non c’entrano
ho spento migliaia di mozziconi
nell’aria ho asperso le mie ceneri
eppure – forse – sono viva .
Benedico la pioggia
le luci delle auto m’illuminano a tratti
poi m’ignorano,
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Sento echi di spari
dietro quella collina,
bambini innocenti diventano angeli
tra urla di madri che si strappano il petto.
E' rimasto ben poco
della flebile tregua
che ardeva tra i popoli
tenendoli stretti in un coro amico.
Non c'è
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Basta spalancare lo sguardo
oltre le montagne
e il sole sale alle labbra
bacia ogni passo
e ogni fiore
firma la sua giovinezza
basta un sorriso
per visitare il paradiso,
dipingere il cielo
ritornato a splendore
l'amore felice
elevato
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| Julie |
03/08/2014 17:21 | 2167|  |
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 | Eva la donna mela
Penelope la tela
Elisabetta Prima
Madre Teresa in cima.
E dentro le sue onde
il mondo fatto femmina
si agita e si fonde
all'acque più profonde.
E con gli abbracci semina
vita passioni e doglie
e mentre il
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8056 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2881 al n° 2910.
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