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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 8056 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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dall'ombra delle tue catene esplode il mio swing
frusta di versi che sanguina secoli d'oblio
cadavere d'amaro cotone sfranto di sole
destino di schiavo
sconsolato orpello tatuato di morte
nettare d'un corpo avvizzito bevuto dalle stelle
ombre
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La grande bellezza era
salutari al mattino,
la lentezza dei gesti
che assaporano la vita.
Era la storia delle pietre antiche,
radici de passato,
energia del futuro.
La grande bellezza era
il lavoro, fatica dura dell'oggi,
speranza nel
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| Mavec |
02/01/2014 19:14 | 670 |
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D'intorno il nulla,
controllo il respiro,
piano, lentissimo,
ancor più lento
è il battito
dell'involontario
muscolo.
Silenzio, follia,
sazietà, fame,
avida dei tuoi abbracci
dissacro la mia fame,
per
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Occhi ciechi negano dissesti:
il prima e il dopo.
Impietoso evolversi d'inascoltate invocazioni
sprecate in evoluzioni dall'esito prevedibile.
E se non ci fosse più tempo?
Lui si,
inesorabile compare
e ratificare ogni ciclo
Pure
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Non appare più nitida nella memoria
la strada che dal Ponte in ghisa sul Ticino
portava alla bella Arona festaiola
quando s'andavano a trovare i nonni
che ci attendevano nei giorni di vacanza
con in. tavola pesci in. carpione e verdure
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Nei cieli senza stelle
dormono sogni di ingrate solitudini
girano lenti pensieri ormai impalpabili
preghiere urlate ad ogni latitudine.
Mosaici di giorni accantonati ai margini
di vite e di speranze sempre in bilico,
voglie perdute, malinconie
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Poche ore ancora
e poi tutti lì
alla televisione
a iniziar la processione
a raccontarci quanto sono bravi
che siamo fuori dalla recessione
che finalmente è iniziata
una verde e prospera stagione
ce lo dice da tre legislature il
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Turan |
30/12/2013 09:59| 522 |
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Siamo anime disperse
in un mondo annoiato
che animiamo commettendo ogni singolo peccato
Ci sappiamo divertire
come se col mondo oggi
noi dovessimo per qualche caso insolito sparire
Siamo anime disperse
in un mondo ubriaco
che continua a girare
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Sanno di sonno,
i treni della notte,
di sogni interrotti dagli scambi,
di braccia strette al corpo
per il troppo freddo.
Sanno la stanchezza,
questi treni,
che fan troppo rumore,
nebbiosi di fumo,
odorosi di membra sfatte.
E gli sguardi, oltre i
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| Mavec |
28/12/2013 18:35 | 910 |
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Dovesse il cielo cadere
addormentato da anni
applaudiranno gli angeli
colando lacrime rosse sulle nebbie terrene
e senza
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Essere e non apparire,
ogni secondo un bimbo muore
Angeli che su questa Terra
restano meno di niente
e quel meno di niente
è solo dolore.
Dell'apparir faccio ammenda:
incapacità quasi culturale
retaggio di una storia che agli
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 | Aprendo gli occhi
al grigio cielo
che mi scruta, anche stamani
al di sopra dei cartoni
mi consolo
il freddo nelle ossa è sempre uguale
la fame m'attanaglia
eppur sorrido
non son neanche sicuro d'esser vivo
seppure a stento ancor
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Sussulta la strada,
allo scorrere delle tue mani
sul dorso di un'idea da pub,
nei salotti delle donne sole
senza uomini da odiare
senza figli da indottrinare
allo schema delle strade di certezza
che portano sempre lì,
allo sbando delle
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L'abisso non spaventa
e tanto meno, a me pare, dissuada
l'arsura sahariana.
Non c'è mare che tenga
né croci ignote,
fossi ed alte muraglie
che contengano l'orda africana.
Quando la fame morde
ed è il nulla che stringe
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 | Mondo in scatolette,
in dispensa scordate,
emozioni in manette
bendate e imbavagliate,
sguardo che trafigge,
oltrepassa,
senza arrivo nell'infinito.
Che gli altri stranisce.
Parole scolorite
in poche gocce,
una musica lontana,
zoppicante
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| S’avvicendano involucri scarni,
scrutando vette d’innevati pensieri.
L’insopportabile silenzio,
scandiva, ora, un vuoto endemico,
da cui s’ergevano prigioni.
Afonie, rendevano buchi neri,
restituendoli ad amorfi adentuli.
Ove, s’accalcavano
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| Il gioco rende anche soavi
Ma è una falce che miete
I diseguali aneliti vitali
E reperire correttori di sensazioni
Libera crepature nell'onore che duole.
Rovinare almeno quanto basta
I malcapitati umani che sibilano
Nell'ira che
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 | Un soffio di vita
dipinge i colori dell'anima
su muri di case tristi:
accantonate ai bordi di strade
senza direzioni.
Incontro un viandante
perso, nella pioggia
dei, non so!
Chiedo della vita
mi guarda, accenna
uno starnuto e
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| Fermati un poco a guardare questo giorno che nasce,
resta un poco a pensare a un bambino che cresce,
in un mondo che esplode come un grande big ben
in un caos dell’assurdo senza un senso e un perché.
In un mondo che ha perso tutti quanti i
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 | Quando la
neve si discioglie al
sole, per chi è
dietro e attende false
speranze; sono
lacrime.
L’abile luna,
che fa luce alle anime
di deserti, spinti
da bisogni
parlanti; scuotano
Le menti.
L’ascolto
di quei disperati,
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| Cechov mi deride tuttora...
insaponato nella mia coltre lubrica
infiammo ventri di ponente
sillabando su grandi labbra
parole circoncise
-danni collaterali prepuzianti-
dagli effetti poco afro molto disiaci...
dicono al bar delle tre statue
che ci
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 | Che poi m’accorsi
delle mie mattine glabre
E di come MulinoBianco - Orzobimbo
mi facessero da sfondo
O di quel bagno; di saponi profumati e nutrienti
e gel, per pelli ancora sensibili alla barba invecchiata
Delle parole sopra fogli di
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| EnzoL |
15/12/2013 19:45| 1699 |
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Ha un volto il presente
e un luogo dove stare
sarà l’io del tuono
e il forte alito
del lampo
a rimestare nel cielo
l’ordine cangiante del mondo;
i piccoli, sulle strade
nel frastuono dei bastoni
con suono d’arpa
battono il
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Sospinte da deboli venti
nuvole senza luce
fanno neri i pensieri
Disposizione dell'animo
di questi giorni in affanno
attraversano l'inverno
Inganna la speranza
annuncia tempesta
la folla mormorante
In silenzio tanta disperazione
cresce intorno
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E ti stupisci ancora
se il sole che oggi ti acceca
è lo stesso che ti scaldava il cuore.
Occhi smarriti dietro occhiali scuri,
foto sbiadite sopra stanchi muri
e di aspettare non è mai abbastanza,
Morire dentro, mentre il mondo
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 | Parole sdrucciolate
scivolano nello stomaco,
ancor prima,
strozzate,
si fermano in gola,
stretto un forte nodo
che soffoca,
miste a lacrime amare,
van giù di traverso
fino a toccare il fondo
della solitudine.
E' un cocktail
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In quest'aria di ricorrenza la piazza impazza,
dar fuoco al violento malumore con la mazza
per riprendersi i diritti di un popolo di sconfitti
dal maremoto affogati in sogni rubati e afflitti:
or che la pentola sbotta la rabbia dei giusti
il rumore
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Nel teatro degli orrori
vanno in scena
olezzi putridi, miasma
di rivalità e criminalità
plagiati dall'avidità
di poteri occulti.
Attori, Comparse,
sotto la maschera,
umiliano diversi
esigendo
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Nel mondo in ginocchio,
implacabile, torna Natale.
La solitudine rumorosa delle strade
penetra la pelle, invade le case.
C'è chi prega una sorte propizia
all'ultimo seme,
nutrito di neve e morti di mare.
Al rintocco delle sesta
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Le folate di vento ruggente hanno
sparso le tue grida di libertà, ed ora
il tuo popolo è orfano del tuo canto
d'amore.
Hai seminato la tua passione nella
tragica culla dei cuori prigionieri
della vergogna dell'apartheid, e
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Supera l’ostacolo con attenzione,
Rendi vigile la mente e il cuore.
Salta in alto; non far cadere l’asta
Che della vita ne è possanza.
Non chiudere gli occhi
Guarda la distanza
Un confine da cancellare
Per arrivare alla confluenza
Della
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8056 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3271 al n° 3300.
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