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Le 8061 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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 | E mi sembra di sentirlo
Lampedusa... Lampedusa... Lampedusa
Come un mantra recitato
che libera corpo ed anima dalla paura
E mi sembra di sentirlo
Lampedusa... Lampedusa... Lampedusa
Voci di madri e bambini
Tant'è forte il loro
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| EnzoL |
23/03/2011 21:16 | 4715 |
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Vanno veloci, ancora più veloci
schiudendo le finestre del futuro
sospiri, lacrime, notti di singhiozzi
sogni divenuti incubi
figli della disperazione
di umiltà rannicchiata per terra
Mentre si sfalda il tempo
di un popolo folle
pietre
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 | La tua esistenza
è un mare in tempesta.
Ti osservo,
vorrei dirti
che ho paura dei tuoi "viaggi".
Forse non lo sai
ma esisti
oltre l’infinito,
oltre l’orizzonte.
E’ difficile capirti...
Sprechi la tua vita
Per il "viaggio" di
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Si vestono cadaveri
illividiti dalla rabbia
tumefatti dalla guerra
con gli abiti della festa.
Aspetto pompose esequie
nella cattedrale dell'ipocrisia.
E che non manchi
l'Inno nazionale
che nessuno sa cantare.
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Voglio vivere
senza il bisogno di optare
senza cercare gli odori
senza aspettare il giorno migliore.
Voglio vivere
guardando il sole sorgere,
senza lo stimolo ad altro,
e nel limpido
vederlo tramontare.
Voglio vivere
guardando il mare e
come
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Abduzione cinereea,
la sacra sinagoga sgocciola
ineluttabilità,
illusione teocratica d'eternità
Essere uomo non basta?
essere uno e non molti,
fedelmente legati a sè stessi
Le armate santificazioni al
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| Nero |
22/03/2011 14:28 | 1314 |
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Africa grande
nel nome tuo.
Fiore scarlatto
è vivo rosso.
Colore,
rumore.
Di tradizioni odor.
E del tempo.
E dei millenni
nel tempo.
Pietra dura e sabbia
e fonde radici
del baobab maestoso
dal sangue attingono.
Poeta del
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 | Ci hanno insegnato ad amare
su questa terra dove tutto passa
hanno mostrato frutti polposi
e la tenerezza che nasce sulle labbra.
Il desiderio unisce le genti
tattile sentimento bagnato di rugiada
non scorderemo i giorno e le notti
ad inseguire
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obiettivo non centrato
schegge impazzite d'orizzonte
formano cerchi sull'acqua
tornando alla base vomitano
festeggiano cicogne non lontano
ignare
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Napoli, Napoli pazzariella
culla di Eduardo e Pulcinella,
quella Napoli milionaria
oggi rischia di ammalarsi di malaria.
Di storia atavica
l'oscuro potere vuole trasformarla in una sudicia discarica.
Della città di mandole e liuti
ora
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Il tuo bel volto
e lo splendore del sorriso
han tradito
un cuore disperato
Complici
del tuo folle gesto
l'amore in cui credevi
e il mondo che ti ha beffato
hai tovato la pace
in un sentiero tortuoso
ma fatica
non è
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Volti acerbi
spauriti su stecchini
timbrati a pizzi e fiorellini
lingerie primavera
mercanzia meteora
binario lucro
Credo sottrazioni
anoressia, ossa DOC
tenerezza, miraggi e incertezze
leccornie d'allupate fauci
Madri a capolinea
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 | Il giorno è morto,
la folla si accalca,
il vento caldo soffia
sugli esili corpi dei soldati,
gendarmi di un tempo minaccioso.
Sulla terra rossa
il fuoco brucia la vita,
mentre la misericordia
esala l'ultimo respiro
sul rogo del delirio.
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 | Colori aggrovigliati
al ritmo di flauti e tamburi
canti di uomini, donne
bambini.
Danzano veloci
lì sotto il sole
delle verdi Ande.
Frenesia intrisa
d' antiche leggende
impresse nei templi millenari.
E' la febbre
delle antiche
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 | I suoni del mondo
vibrano
su corde d'orchestra,
breve scenario
d'ultracorpi
lanciano un appello,
di polvere
il suolo
che li accoglie.
E i suoni
infrangono una promessa,
s'appiattiscono
a terra
senza eco.
Il silenzio copre il
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del muto vociare
si ode nel vento
un desiderio di libertà
negli occhi e nella gola
polvere fitta
figlia di speranza di salvezza
s'avventa lo stormo
su un cielo terzo
disegnando brandelli di pace
un boato assordante,
un'aria
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 | ''Dio è morto sui campi di sterminio''
cantava una canzone di qualche tempo fa.
Gli uomini non cambiano
dalla lettiga d'oro alle limousin
le due eterne fazioni
straricchi e poveri.
Ha inventato le classi sociali
per avere per sé
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Confusa la mente,
in subbuglio l'anima,
troppo forte
pulsa il cuore
Siamo in guerra
Agitato mediterraneo
spettatore di guerre
e sangue
mare nostrum,
ove anime del passato
gridan il loro canto
di morte
Il perigeo lunare
ho
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Le colline tacciono...
La nebbia copre il silenzio
di questa terra che bagnata dal pianto
e sudore, lotta a mani nude...
Figli... o figli di queste vite
nate nella pioggia...
Tornate ancora a respirare
i giorni, nelle stanze illuminate
dai
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Ricami profumati di lavanda
per il kimono della festa nuziale.
Sogni profumati di neonato
chiusi in un cassetto
infecondo.
Soltanto assi di legno
in balia del mare.
Sogno infranto
in quel cassetto,
onde orlate di chicchi di riso.
In quel
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In mezzo una storia finita
e nel tempo impiccato al campanile
due opzioni che la primavera tentenna,
riparare la doccia e lavarmi
d'ogni tua carezza di ieri
e subire frode d'un idraulico
o rapina concordata in clinica privata
controparte a
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tu guerra ...
che della morte viscerale
sei l'asfittica compagna
dell'odio la purulenta ragione
desueto l'amore tra le vesti sgualcite
dell'uomo insita malattia mentale
demoniaco mendace antidoto
croste sanguinolenti
della sua eterna
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 | Silente silenzio
e d'improvviso
fugge il mare.
Scappa via,
sempre più lontano,
sempre più deciso, ma
adesso vuol tornare
in patria,
sempre più vicino,
sempre più furioso.
Spazza via ogni cosa,
spezza mille vite,
ma
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 | L 'umanità piange l'ennesimo misfatto
la natura non perdona
la sua mano crudele
un'isola martoriata da terremoti e dal mare
nel silenzio di un popolo
che guarda la sua gente morire.
Esplosioni nucleari inquinamenti radioattivi
zone
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 | Tra bollicine di reazioni atomiche
che respiriamo nostro malgrado.
Tra monnezza e amianto che ingoiamo in particole nel sud del paese,
con le tasche vuote per quadrare il cerchio della botte dello stato,
andiamo avanti trascinandoci nella tiri tera
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Nessun solo ama restare
che sia uomo oppure cane
ma con chi un po' gli somiglia
s'accompagna e si consiglia.
E coi mezzi che oggi abbiamo
è davvero molto raro
che si manchi un buon rapporto
in un modo oppur un altro.
Venne un giorno
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Volpi, lupi, iene, sciacalli
felici vanno promiscui a nozze
con vacche, pecore, galline, conigli
-sgomenti i macellai
fanno harakiri
Dal cielo
San Francesco sconcertato dice
mah! di buono c'è un giorno di riposo
e sollievo ai martoriati
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 | Occhi tristi
testa bassa
la coda tra le gambe
ed un guaito malinconico.
I morsi della fame
le malattie mangiano la pelle
le lacrime bruciano
ferite aperte.
A volte si mettono volutamente
al centro della strada
seduti sull'asfalto
ad aspettare
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 | Dentro scatole dipinte
coi colori del mare
un mondo che spinge
sul vento in tempesta
segnando un tramonto
che piange la riva
e un gabbiano volare
dal nido lontano.
Fiammeggia l'inverno
tra deserti di folla
cercando un abbraccio
che si
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Noi arenati
come sassi
all'uranio
noi resti,
dal mare
assegnati alla terra
identità limate
malate di solitudine
in un mondo al crepuscolo
atomi scissi
in scorie radioattive.
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Bicchieri di carta
mascherina
guanti
Così ti umiliarono
Quando i tuoi occhi si spensero
tolsero dignità alla tua morte,
buttarono materasso
e cuscino
te ne andasti
con una mela cotta sul comodino
una flebo al braccio
e con
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8061 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5761 al n° 5790.
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