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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’965Autori attivi: 7’425
Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione |
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Le 73869 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Sotto il velo di una nube scura
e di ghiaccio oberata,
arpionata al terrore,
umida di necessità disattese
e mancate occasioni,
ora appesa a separare
i respiri e gli affanni,
scàlpita.
Ha le sembianze del tuo danzare
per libera passione,
per
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Apro la finestra
e la luna mi cerca,
mi dona un sorriso,
da tempo mi mancava,
leggero sono sceso
nella corte addormentata,
tutto era in attesa
della nuova luce,
io la volevo,
come mai la desideravo,
mi sentivo che con lei
sarei stato una
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Le rose si aggrappano all’ultimo tramonto.
Si adagia il tuo respiro sul viola
dei ricordi già sfumati e lontani.
Alle tue radici si sgretola il suono dell’acqua,
non più uno scroscio ma lunga onda
di una infinita voglia di vita.
Nel turchino pozzo
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Sempre più restringente il momento
non riesce a donare quella tranquillità
che in questi giorni tanto vorremmo
corri di qua corri di là
onde arrivare dappertutto
sembra proprio non poterne fare a meno
guardarsi attorno è lecito
entrare tra
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Tempo di pandenia ma oggi esco
dalla reclusione con mia moglie:
un giro di mezzora strade isolate
di periferia fabbriche luci spente
mute nudità di alberi qualche verde
arbusto canti nell’aria solitari
degli uccelli accompagnati da di una
roggia
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Lontano
struggente ricordo
non di trucchi non di smalti
non di appuntamenti (oddio non faccio in tempo)
con parrucchiere estetiste
Dolce sorriso di donna
Con i pochi capelli sulla nuca
in una magica crocchia
E l ‘affanno,
del fare,
del
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I morti senza nome
non hanno un luogo
dove riposare
e rimangono in attesa
di un fiore a primavera
un petalo rubato
dalla tomba di qualcuno
che giace nella luce
I cuori mai nati
non hanno poesie
sulla lapide di marmo
ma solo gesti
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Nel vuoto che non sento
un po’ come se fosse di altri,
la stanza è così ampia che
di te ne ho trattenuti tanti
e intorno
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Oltre le siepi
della mente imperfetta,
al di là dei sogni impossibili,
lego alle creste
di una roccia eterna
una pace sconosciuta
che ancora non ho
e non fermo il passo.
Regali dal vento non ho,
nemmeno mi sento arrivato,
mi sdraio distratto
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Di giorno in giorno rincorro il mio destino
nel segreto incontro tra presente e passato.
I pensieri si stringono sopra affetti sbiaditi
strati compressi di tempo tra svaghi senili,
ciò che oggi è inutile ieri era un’arte.
Ora uno spiraglio
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 | Scende repentina la sera,
ti scrivo da questa mia
solitudine buia e mesta,
che sconsola il gemito
del vento di tempesta.
E’ quasi Natale
perché non torni mamma
stanotte che il vento
corrode le cime, si lamenta,
nelle gole dei monti?
Si
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| Perché cancellarlo dal calendario
motivo non sussiste
senza di lui niente avrebbe avuto senso
bene e male non avrebbero reagito
in quel combattimento
quando tutto sembrava avere fine
oggi più che mai
seppur nel freddo più intenso
ad oltranza
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| È nel primo disegno d’un bambino.
La nuvoletta,
la faccetta
con la casina il ruscelletto
ed il fiorellino.
Tutto ha un sapore fresco candido genuino
È il bambino con la mamma ed il papà
e poi anche il fratellino
Testa grande
gambe e braccia a
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Ricordati di sorridere, quando la vedrai...
ricordati che a niente servono le preghiere
già tutto era stato deciso,
e soprattutto rammentati il perché
ti trovi lì, dove il passo tuo è ora lieve
come sono leggere le nuvole sul monte...
e non sarà la
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Solo due rintocchi
il legno nella tomba
il buio che risuona
dal fondo della terra
Solo una promessa
la luna che si oscura
e poche stelle spente
nel tempo della strada
Non ho mai pregato
con le mie parole
ma ora temo il segno
le nuvole del
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E’ nasce int’a sti core
‘o canto ca ’mparanza
se ‘ntrocchia chianu chiano
pe’ fraveca’ ‘a dimane
‘a voglia ‘e semmena’
‘a forza ‘e accumincia’.
E nasce int’a sti vene
‘o canto ‘e na mancanza
ca nun s’arrenne maie
ca scorre po’ addò vaie
pecché
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 | Trasparenze sottili di
muti fantasmi nella stagnante
quiete delle tombe.
Passi solitari lasciano
dietro un rumore felpato,
un’ombra s’avvicina, s’ode
del defunto una voce
con tono alterato:
“Dimmi ragazzo perché
mi hai
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| Mentre la macchina corre io osservo e penso
verde è lì quel prato un poco acquitrinoso
di bianche piccole figure puntinato, di garzette
bianche è una colonia qui ferme in attesa
forse di migrare e che tuffan ripetutamente
nel limo il nero becco in
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Non riusciremo mai
a dimenticare il tuo sorriso festoso,
la tua straordinaria voglia di vivere
e la tua gentilezza.
La notizia della tua scomparsa
ci ha sconvolto.
Ti ricorderemo per sempre raggiante
anche se la tua esistenza
non è sempre
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Mi han detto che l’inverno
è il nido dei ricordi.
Beh devo riconoscere ch’è vero,
tra questi una ciabatta rivedo.
Strumento pedagogico,
da mia nonna usato,
per il mio fare
talvolta esagerato.
Il suo metodo vedevo volare
e talvolta i vetri
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ti ho cercato tante volte
tra le onde del mare
nella nuvola più lontana
e rincorrere il tempo
per avvicinarmi a te
ti ho cercato tante volte
tra le pagine di un giorno
inchiostro le emozioni
i tuoi occhi scrivevano nitide parole
ti ho cercato
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Fuori,
attenta al primo bocciolare di nuovi fiori
l’incanto e
silenziosamente piango
Che della vita al giorno che passa
cerco
cerco sui rami della vita del mondo
ma povero di pure gemme
è l’ombra del suo domani
E piango
Ma
se al principio
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Quanto manca quel poter rifugiarsi nei tuoi consigli
il poter spartire momenti sì e momenti no
vuoto e freddo intorno unici veri amici
surreale la danza con cui si muovono
sembrano divertirsi
in un suggestivo valzer
senza fare i conti con
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Con l’anima e il pensiero,
avvolto nella quiete stellare
di spazi siderali, ascolto il silenzio
di notti
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Odori, colori, umori,
gocce di rugiada
nel bosco mattutino.
Ricordi vivi di un tempo che fu.
La pancia avvizzita della terra
oggi, partorisce rovi e foglie secche.
Nei campi inospitali il grano marcisce,
i frutti di plastica prendono il suo
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Lei incontravo
ermetico universo
mentre la bramavo
in
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È tempo di alzarsi in piedi
di far misurare la statuaria mole
in tutta l’imponenza della postura...
È arrivato il momento
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Queste parole sono per te
che amavi i miei occhi
e sorridevi quando la neve
cadeva sul buio del mondo
Questo fiore appassito
è il mio ricordo del profumo
che sfiorava la tua pelle
mentre le labbra morivano
Di un dolore leggero
appena più
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Sotto stelle giganti
trema la mia piccola notte,
vorrebbe esplodere
il bene che io porto.
ma i sentieri sono stravolti
perché mirano il cielo
mentre io ho gli occhi
nella nera terra
e non basta una preghiera
perché si appiani il pensiero.
Ho
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Vattene,
va via
da questo buco di cuore
allontanati
dalla mia carne malata
scappa
dai miei sguardi stanchi
porta via le tue braccia
dalle mie braccia ossute
non lasciarmi niente
né gioia
né pelle
né sangue
Lasciami il vuoto
e il silenzio
in
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Non so se piange o ride,
se un sorriso la illumina
o una nuvola cupa
le copre il cuore.
Non so dove sia
perché è solamente
un’immagine.
Ma sento il tepore
della sua figura
ne sento la vita.
So che esiste e che ama,
che ogni mattina
si sveglia
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73869 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 14641 al n° 14670.
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