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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973 |
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Le 89347 poesie dei soci sostenitori |
In penombra son rapito,
quando mal bussa inviperito
e mi pone in castigo,
ché da tal cattivi pensieri son sfinito
La mente mi va in subbuglio
e rabbia romba in ingarbuglio
ché parmi ogni cosa contro
e con me medesimo mi scontro
Allor fuggo
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Resto in ascolto alla sera
nel leggere in quella melodia
che piano m’assale dal suo scranno,
è musica ad accompagnare parole
in quella sinfonia della pazienza
dove ogni cosa, a ragione
diventa concerto
d’idee e pensieri di speranza
seppure ci
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L’Eterno non abita l’errore del mio passo
ma il trono di chi si fa re della verità.
Ho visto angeli finti tessere nebbia
per imprigionare il respiro
vestire la paura di canti sacri
e fare del cielo una prigione.
Ma la mia luce è una sposa
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Lievita lentamente il tempo
cuoce nello spazio d’un forno
sta nel mistero d’un vampo
l’inizio del gradito giorno
passato ombra di storia
presente dono per memoria
futuro incerta speranza
vita al passo di danza
la cresta croccante di
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Pe’ certi cose e pure grazie a te
‘A vita è cchiù cianciosa piccerè...
Sorgente ca arrefonne e porta l’acqua
quaterna ca te regne ‘a capa stracqua
urchesta ca nun sona maje patacche...
Ajere chesta stanza era ricamo
luntano ‘a chistu munno stritto e
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Abbassare la soglia della porta,
farsi piccoli come il solco nel fango,
perché l’altro non trovi una scorta
ma un prato che accoglie il suo fango.
C’era un muro di vetro e disgusto,
una scorza che chiudeva il respiro;
ma il bacio
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 | Ci vestiamo di parole altisonanti,
come cappotti pesanti a mezza estate,
per nascondere il tremore dei giganti,
per cucire le bandiere calpestate.
È una colpa antica dire: «Ti desidero»,
senza la maschera sacra dell’amore,
come se la carne fosse
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| La notte si apre
solo per ghermirmi
e voglio sparire
nel buio che nasconde
ogni dolore del giorno
ogni goccia di nostalgia
che cade nella terra
per scavare parole
sussurrate dal cielo.
La tenebra si muove
verso il mio cuore
e ferma i suoi
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Nello spazio di luglio il cosmo cammina
nel respiro profondo che nutre la vita,
la Via Lattea risplende vigorosa e divina
coi suoi vividi astri nella volta infinita.
Il cielo di stelle ammantato non è raro,
Vega nella Lira e Deneb nel Cigno fanno
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Di bruma il lago si riveste,
sopito da nubi maldestre,
cheta acqua s’infrange
su sponde riflesse
Su d’un pino solitario
odo cantar un augello,
impavido risuona il suo canto
ad echeggiar il dì novello
Ancora s’abbruma l’avito
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Nel silenzio rivivo le note della sera
quasi fosse musica mai sbiadita
in cui rimane l’eco della vita
se pur lontana è già la mia primavera.
E si leva e m’accompagna
a visitare i volti che ho incontrato,
fotogrammi e scene del passato
impresse
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Languide carezze al cuore!
Ad illanguidir il cuor distese d’acqua limpida,
chiaror vitale a divenir ebbrezza solare,
volanti sogni e real visioni ad indugiar
tra pensier e azione.
Ad immensità di cielo anima ad estender ali,
farfalle a mimetizzar
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Asfaltata
sui margini storti
siderale parvenza
che deforma il pensiero
nell’apatia
del tuo sguardo.
Trasudando
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ogni volta, alla sera
mi addormento da solo
e nella mano una matita,
non so come mai capita lì
nella mia mano, so solo
che a ogni risveglio
cambia colore
ecco che nelle notti grigi
così piene di dolore
io mi addormento
con in mano una
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Ho visto paure gigantesche
diventare polvere.
E allora qualcosa è cambiato.
Non il mondo.
Lo sguardo.
Ora riconosco il valore calmo delle cose.
Una parola mantenuta,
un volto che sceglie di restare,
il respiro di una mattina senza
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Scherni discesi d’ilarità sottese
Menti diatoniche del nulla genitrici
Colori disarmonia d’offese
Compendio lor di luci meretrici
Disumano sostegno d’intelletta nebbia
Arrogo di vestale salsata di morte
Umana inutilità di chi ne abbia
Noi d’estremo
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Ho per dimora
i campi infiniti del Campidano
l’orizzonte immenso
che trema sotto il sole cocente
dove le strade di terra
si perdono nel grano
e le colline in lontananza
sono solo un profilo leggero.
Bevo la luce accecante
che brucia le stoppie
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Eppur
è sempre lì
Bianco il suo vestito
veli a sfiorar attingono
l’anima smarrita
Il vento
con eterna maestria
le porge le ali
le insegna a volare
Sovrasta
su per i cieli...
Qualcuno alza gli occhi con bramosia
altri la ignorano
non anelano
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S’apre la soglia di un’antica aurora,
dove il silenzio si trasforma in oro
e la parola, che il cuore dimora,
svela nel canto il suo segreto coro.
Dieci le chiavi e dieci i passaggi,
varchi scolpiti tra il tempo e la mente,
come riflessi di
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 | Sono fragile come una farfalla,
che di fiore in fiore adagia
la sua beatitudine, sono
come il vento leggero che
soffia fra le fronde dei sogni,
inseguendo la libertà del nudo
dei miei pensieri.
Spoglia la mia carne affamata
del tuo divino
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| Forse un giorno capiremo che ogni azione avrà una storia
che possa esser l’ultimo di un vagare nel nulla
od anche il primo di una vanagloria
mai ricorderemo che l’amore nasce in una culla
ora che le mani si muovono d’inconsistenti pensieri
vuoti e
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I
Efeso respirava il ferro di Decio
tra altari spenti e fumi senza nome.
Sette giovani non piegavano il passo
stringendo una luce viva.
La città li seguiva con occhi inquieti
come un presagio che tace il suo destino.
II
Sul monte la grotta aprì
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Dorme l’universo in un grumo di nebbia
fino al crollo improvviso della palpebra.
Nulla ha nome
nessuno ha profilo
prima che l’occhio si tiri dietro il filo
di un’aurora nuova.
Cammino nel vuoto delle cose taciute
basta il tendersi di una
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In tutto fui rappreso d’antiche vestigia,
da muri cadenti d’arbusti aggrediti,
da vecchie storie d’operosi contadini,
da legni esausti nel tempo
d’umidità impermeati,
da immobili fonti di gelida acqua
ancor viva nel ventre,
da muri ispessiti e mai
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Terra madre
d’ognuno di noi
ti calpestiamo
senza capire il perché
del dolore che ti opprime
ogni qualvolta vieni violata
Madre terra nostra
a te confidiamo
ogni nostra paura
e il corpo futuro
quando saremo
alla fine
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Il mio silenzio non è affatto d’oro
anzi è un prodotto scarso a basso costo
lo puoi trovare anche se supposto
ma si dimostra a volte un gran tesoro.
Preziosamente attivo e da decoro
ti segue attentamente e se proposto
continua a non parlare come
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Scorre il tempo, silenzioso e fiero,
non guarda indietro, non attende preghiera,
porta con sé il canto e la bufera,
la ruga, il riso, la notte, il mistero.
È fiume che corre tra sponde lontane,
sfiora i ricordi, li muta in rugiada,
lascia nel
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Tento di ignorare
il tempo che passa
le tossine evaporate
sul viso stanco
che riempie di viola
l’aria del passaggio
fra le stagioni malate
e qualche rovina
di troppo da rubare.
Tento di lasciare
le strade abbandonate
nel sole che
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Cirri graziosi che venite dal mare,
avete visto stasera la Luna transitare?
<< È or Falce d’astro Crescente
decisa con Venere all’incontro
e si tengon basse sull’orizzonte. >>
Forse con Regolo farann triangolo,
ma l’altro appare a distacco
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Scrosci di pioggia cadono
sullo specchio del lago.
Violenti.
Insistenti.
Con il loro ritmo
creano un’armonia di suoni:
gli strumenti, il maestro,
al mio guardare, sono assenti.
Non alla mia mente.
Gli occhi fissi sull’altra sponda,
seguono i
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