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♦ Anna Grazia Di Martino | |
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Giugno 2026 |
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Jo Kondelli Ghezzi
Le 127 poesie di Jo Kondelli Ghezzi
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 | Invento quel che vuoi
coi voli messi in fila
cercando il capofila
che segue lupi e buoi.
Fantastico improvviso
tra il banco e la lavagna
e come la cuccagna
mi adombro in un sorriso.
Creare un altro mondo mio del tutto
mi fa toccare intero il
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C’è una torbida chiarezza
dentro il tempo equivalente
una fragile certezza
sopra un corpo inobbediente
che respira assai giocondo
nella nobiltà perduta
con negli occhi quel confronto
che lo spirito rifiuta.
E se ti vanti più non
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 | Sei amico per diletto
magnifico furetto
in questo corsa viva
mutante ed espressiva.
Non conto le parole
se magiche o tagliole
ma i voli da noi fatti
non stringono mai patti.
Ti trovo e poi ti scopro ogni momento
nella tempesta quando ci sei
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 | Se vuoi la solitudine
la trovi giù al mercato
sopra le bancarelle
dal volgo preparato.
La trovi bene in mostra
tra il tempo perso e ornato
e il prezzo è ridottissimo:
è puro artigianato.
E se giocondamente la coltivi
tu scopri che si apparta
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 | Mamma mia mamma mia
sei una candida bugia
e il mio canto disperato
non sa quando ti ha incantato.
Mamma mia mamma mia
non sei Eva né Maria
e le gemme di smeraldo
dal mio cuore io ti dissaldo.
E gli occhi tuoi non vedono che il niente
il cielo
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Se mi chiedi le parole
son finite in un convento
io l’amore non lo sento
sono un vuoto girasole.
Quelle vecchie non mi vanno
sono morte e ormai abusate
cose d’altri rubacchiate
figlie solo dell’inganno.
E il nostro amore morto appena nato
ha
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 | Non pensare all’elefante
a quel fiore in te nascosto
tanto sai che ad ogni istante
paghi pena dazio e costo.
Non guardare il male dentro
al suo crescere latente
tanto appena c’è il rientro
lui risulterà impotente.
Questo sole non darà che
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 | Tremendo è il mio conforto
in questo cielo torto
dove l’amore gracchia
con l’essere cornacchia.
Sospeso il mio cammino
col cuore tuo vicino
lo splendido brillante
giocondo ed invitante.
E qui l’amore s’alza e va lontano
sopra il tuo ramo
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 | Salta e canta marionetta
che la vita tua è perfetta
ben gioconda nei suoi giri
che più apprezzi e più respiri.
Canta e salta marionetta
non avere troppa fretta
tanto il tempo non si ferma
se sei bravo con la scherma.
Respiri con il sole e non
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Era un re ma tanto buono
che donava il suo perdono
a chi il male predicava
a chi il tempo castigava.
Era un re dal cuore d’oro
grande amante del decoro
ed amava con ardore
con la fede di un cantore.
Stretta la via se larga è la strada
questa
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Se la vergogna si veste
sopra il volto ha un’altra faccia
dentro il cuore si sfilaccia
e si adegua per le feste.
Se la vergogna è un mito
non prepara mai un programma
e gioconda la sua fiamma
entra in casa senza invito.
E come la vergogna fa
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 | Come il sole e la luna
come il mare e la terra
come fede e fortuna
come fame che afferra.
Come il cielo e le stelle
come occaso ed oriente
come il sangue e la pelle
come un sogno latente.
Cielo mio cielo con la sola stella
che illumina le
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Il mio tempo la tua voce
il mio fiore il tuo cammino
tu montagna ed io giardino
mallo dolce di una noce.
Il tuo sole la mia luna
stelle vere sopra un prato
tra una nota ed un gelato
spazio aperto alla fortuna.
Ed io confido al piano le mie
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Sempre appeso a questo filo
tra la luna e la mia terra
come il tappo di una stilo
chi mi lascia e chi mi afferra.
Sempre appeso e mai abbracciato
una magra ostentazione
mezzo figlio in comodato
tra una zebra ed un leone.
E sedicenne canto a
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 | C’è una pallida chiarezza
nel tuo canto da mercato
e reclami la saggezza
che appartiene a un altro stato.
Gridi forte di ascoltare
la parola qui segnata
ma mi piace pascolare
dove l’orma è cancellata.
E la saggezza vera è
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 | Ci sei tu in questo specchio
malcostume di maniera
e se il canto nasce vecchio
resto io sulla barriera.
C’è il mio volto a farsi bello
dentro il lago della vita
che trasformi in gran bordello
sulla tavola imbandita.
E se ti guardi e
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Cerca la poesia:
Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Jo Kondelli Ghezzi.
Settembre e i suoi miracoli
a porte aperte ai Grot
Chiavenna che spettacoli
e tutto è come un bott.
Gioconda la mia festa
brindando allo Sfursat
che fa girar la testa
e tu diventi un mat.
Quei giorni nuovi incontri e bella vita
la mia
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Io mi accingo come un matto
col mio immenso girotondo
su due note da riscatto
a travolgerti giocondo
con le corde di un tenore
tra gli acuti bestiali
ritmati in fa maggiore
destinati a dei mortali.
E canto io un’astratta ragazzina
con la
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L'uccellino non fa il ragno
non fa il nido la scimmietta
per l'amico non ha fretta
lo coltiva nello stagno.
Non fa il ragno l'uccellino
tende solo a catturare
prede e cuori da stanare
che nasconde lì vicino.
E quando trova casa
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E come donna appari
nel sogno ricorrente
felice del tuo essere
il vecchio stratagemma
che nel segreto misero
si ascolta e non si sente
perché o mamma o Eva
rimani il mio dilemma.
E ti vedevo correre nel vento
come una foglia gialla
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 | Se l’osservo mi conforta
la mia terra punto e a capo
sembra il cuore di una porta
un giocondo rompicapo.
E’ il mio mondo tempo fa
colorato in bianco e nero
ricamato dal papà
del mio nonno battagliero.
E questa meraviglia è ancora
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Non si piega e indifferente
resta fermo in faccia al muro
coi suoi giorni da colmare
del suo tempo nudo e duro.
Nei suoi occhi indifferenti
brucia squallida la vita
e nel piatto dei perdenti
c’è una mano infingardita.
“Io non racconto
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Giocondamente bussa il re
alla mia porta chiusa a chiave
senza ragione né un perché
di questo giorno d'architrave.
Erroneamente si riaccende
all’orizzonte un altro sole
e assieme all’alba lui pretende
un cesto magico di pole.
E
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Nel suo letto tutto verde
sono nato e vezzeggiato
e il mio cuore se si perde
trova in lei il suo porto amato.
Sempre intatta tanto viva
la ritrovo assai gioconda
e mi abbraccia e fa la diva
come Venere sull’onda.
E’ la foresta madre dei miei
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Il mondo mio è assai fragile
giocondamente statico
a volte sembra agile
ed altre sintomatico
ma canta e suona a sprazzi
da questa mia avventura
che lancia voci a razzi
dalla sua impalcatura.
Mondo diverso piccolo e maestro
di questa vita
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Piccola non m'interessa
ma con un letto immenso
va bene anche compressa
il tutto avrà più senso
quando disteso enorme
io poserò le penne
ed anche se deforme
io ci starò perenne.
E’ la mia casa aperta ai sogni e al
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 | Se l’orgoglio è il mio blasone
questa vita ha una ragione
per lottare fino in fondo
per lasciarmi più giocondo
e combattere con forza
chi rinnega fede e scorza
tra gli affanni e tra gli inganni
per tradire cuore e panni.
E questo
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 | Io non so se le parole
sono pronte a catturarmi
se non sono tra le viole
io col fiore a trastullarmi
ma l’ardente desiderio
di mostrare il mondo mio
forse è figlio di un criterio
col suo cupo borbottio.
E sono solamente quel che vedi
un
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 | C’è il coraggio dei tuoi sogni
che accompagna la chitarra
e nel gioco dei bisogni
il silenzio muto narra
il piacere di volare
tra le nuvole ed il vento
con la voglia di cantare
questo tempo poco attento.
E il sogno più giocondo
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Mamma canto del mattino
io giocondo e piccolino
m'hai abbracciato giusto un giorno
solo andata e non ritorno.
Mamma volo della sera
conosciuta mezza vera
con tre padri a comandare
non sapendo con chi stare.
Fiore di maggio eliso e
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127 poesie trovate. In questa pagina dal n° 61 al n° 90.
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