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Fuori,
attenta al primo bocciolare di nuovi fiori
l’incanto e
silenziosamente piango
Che della vita al giorno che passa
cerco
cerco sui rami della vita del mondo
ma povero di pure gemme
è l’ombra del suo domani
E piango
Ma
se al principio
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Lesta corre nella notte
sulla neve una rossa slitta
trainata da miti renne
e stracarica di strenne.
S’alza snella anche in volo
lascia scia di stelle in cielo
perché occorre fare in fretta,
in quella casa un bimbo aspetta.
Tanti i riccioli
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| Vivì |
16/12/2020 07:36 | 843 |
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Quanto manca quel poter rifugiarsi nei tuoi consigli
il poter spartire momenti sì e momenti no
vuoto e freddo intorno unici veri amici
surreale la danza con cui si muovono
sembrano divertirsi
in un suggestivo valzer
senza fare i conti con
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L’ascensore s’è bloccato
proprio in cima, al nono piano,
non mi sono spaventato,
ho cercato con la mano
di chiamare dei
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Nulla di male
mai potrà accadere
pensavi tu, illuso,
certo dell’immortalità
del tuo sentire.
Ed ecco che la casa
è prigione ora
e come carcerato
sulla porta
il cibo ti trova.
Attraverso il dolore
si desta
la consapevolezza
d’una realtà
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Arretra la luce
nello scudo della notte;
i monti l’ingoiano
aggrappati
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Con l’anima e il pensiero,
avvolto nella quiete stellare
di spazi siderali, ascolto il silenzio
di notti
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Ogni tanto vengo attraversata da una gentilezza,
quel raggio di sole che trapassa il vetro dell’auto
o una melodia lontana che trasmette sicurezza,
rilassando ogni mio pensiero incauto.
Ogni tanto vengo attraversata da un ricordo
che somiglia a una
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Odori, colori, umori,
gocce di rugiada
nel bosco mattutino.
Ricordi vivi di un tempo che fu.
La pancia avvizzita della terra
oggi, partorisce rovi e foglie secche.
Nei campi inospitali il grano marcisce,
i frutti di plastica prendono il suo
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Lei incontravo
ermetico universo
mentre la bramavo
in
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È tempo di alzarsi in piedi
di far misurare la statuaria mole
in tutta l’imponenza della postura...
È arrivato il momento
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Queste parole sono per te
che amavi i miei occhi
e sorridevi quando la neve
cadeva sul buio del mondo
Questo fiore appassito
è il mio ricordo del profumo
che sfiorava la tua pelle
mentre le labbra morivano
Di un dolore leggero
appena più
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Sotto stelle giganti
trema la mia piccola notte,
vorrebbe esplodere
il bene che io porto.
ma i sentieri sono stravolti
perché mirano il cielo
mentre io ho gli occhi
nella nera terra
e non basta una preghiera
perché si appiani il pensiero.
Ho
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si dissolvono le scogliere
alla vista degli aironi fluttuanti
tra le scie luminose
di corpi celesti
incontaminati ricordi
s’ annebbiano velate
tra le grida di giubilo
di vedove innamorate dell’apocalisse
mentre assorto nei pensieri
giaccio
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Suona chitarra,
chitarra mia,
dal primo istamte
che ti ho presa in mano
non ti ho mai
abbandonata,
perché tu sei il mio
più gran tormento.
Tu mi accompagni
in mille e più serate
per risvegliare cuori
tristi e soli
che senza te
io non
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Vattene,
va via
da questo buco di cuore
allontanati
dalla mia carne malata
scappa
dai miei sguardi stanchi
porta via le tue braccia
dalle mie braccia ossute
non lasciarmi niente
né gioia
né pelle
né sangue
Lasciami il vuoto
e il silenzio
in
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Non so se piange o ride,
se un sorriso la illumina
o una nuvola cupa
le copre il cuore.
Non so dove sia
perché è solamente
un’immagine.
Ma sento il tepore
della sua figura
ne sento la vita.
So che esiste e che ama,
che ogni mattina
si sveglia
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 | Eri tutto per me
tutto il mio mondo
eri per me l’amore
più profondo.
Eri tu che i miei sogni
facevi avverare
eri il mio porto sicuro nel mare,
ora non s’asciuga il pianto
io volevo solo restarti accanto.
Ma tutto passa,
in un attimo è
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Albero dalla folta chioma ad espander il
suo potere e vigorose foglie ai rami salde,
vento ad accarezzar la chioma
ed ondeggiar in libero canto.
Foglie nuove a rinnovar vita
e foglie a morir in pegno alla terra.
Vita in giro di prosa,
anno a
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-
.
Voglio arrivare a te, nel modo dove nessuno ha mai tentato.
Voglio spargermi nel tuo sangue, come una infezione, un grammo di ossigeno, un veleno.
Voglio spendere i miei confini, darli al vento per conquistarti, per unirmi a te di dentro,
in
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Ora, ricominci a cantare
la tua storia di nuovo a narrare
cantastorie solitario
non ti curi di essere ascoltato
e le
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Poche le bacche nel giardino
nessun insetto sulle gelate
foglie coltre di brina dure
son le zolle a vermi e lombrichi
a pace e quiete da predatori dare
passeri merli pettirossi delusi
spauriti introvabil la pastura
or della tua mano il gesto in
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Ma lo sai che non bisognerebbe mai
essere sicuri di noi stessi
vorrebbe dire adagiarsi sugli allori
e non fare niente per migliorare
soluzione che non convince
nemmeno agli albori della vita
quando il desiderio di essere indipendenti è più
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Il bambinello, il giorno di Natale,
quest’anno nascerà alle ventidue,
Giuseppe con Maria son distrutti,
non vedon
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Leggo non leggo
Guardo non vedo
Ascolto non sento
Sorrido non si vede
facce inutili
prive del poco che sapevano esprimere
occhi spenti, che non sanno parlare
Movimenti costruiti
per essere uguali
tutti automi,
per pascolarci come
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Bastava una parola
e le stelle del cielo
bastava un attimo
le labbra ed il tuo seno
Tremava il canto
delle nuvole del bosco
e il buio della valle
il fiume già nascosto
Bastava una carezza
lo sguardo senza luce
le corde ed una foglia
caduta
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Risuonano le vecchie mura e i bastioni
di calpestii fugaci
mentre il pungente odore salmastro
schiaffeggia e scuote
quel che resta di antiche pietre
e finestre chiuse.
Fiore aggrappato a scogli e zolle
tra terra e mare,
scrigno di sogni e
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Natale del 2020
E’ di notte che inebrianti profumi
confodono la realà.
I sogni svaniscono alle prime luci dell’alba.
C’era una volta...
In un tempo non molto lontano...
emozioni incantavano il cuore,
si aspettava con fervido amore, il mese più
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Li amo tutti questi vecchi
che hanno già negli occhi
grande parte del cielo
e nelle mani ancora
la paziente attesa
come un bimbo attento
che con una nuova conchiglia
ha scoperto il mare.
Abbandonati su questa panca
illuminata dal sole.
Vorrei
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Posso scorgervi
guardando in basso
voi non tremate al vento
non temete il calpestìo
orme fatali
non vi danno
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Nevica
fuori le finestre
dei miei occhi bambini
nelle stradine accese di meraviglia
e questa foschia tinteggia i ricordi.
Sono lettere profumate di famiglia
di abeti addobbati e regali da scartare.
Il tempo non parla l’eterno
non ferma la sua
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Felicità
Evanescente figura...
Ai miei occhi ti mostri,
poi nascondi
la tua essenza...!
Mi offri
il tuo profumo,
mi
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A volte mi vergogno di me stesso
quando un orpello si trasforma in fiore
illudendo con l’arte il creatore
con frasi da parata senza nesso.
E spesso faccio parte di un processo
che chiude gli occhi e vaga nell’agrore
mettendo in bella luce
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 | LA LUNA Y EL RIO
La luna està acostada
sobre el lecho del rio
pero èl ni siquiera la mira
està contemplando una
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| L’aria si raffredda nei viali piovosi dell’anima
ed io mi congelo in questa solitudine che sa di morte e foglie volate via
senza neanche un arrivederci o un addio nel rimpianto di una carezza
raggomitolata dentro la tristezza
tra i presagi di un
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 | Aspro e fragrante quel profumo
di terre bagnate e muschiate
che quando notte alza il suo velo
scopre l ‘odorosa umida terra.
Forti odori espansi invadono sensi,
brividi intensi scuoton la pelle.
umidi umori portati da brezze lontane,
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| Pinsamu già a lu Natali
ma sta festa ‘mpurtanti un putemu scurdari
oggi è lu tririci ricembri
e a Santa Lucia nna priera unn’ava mancari
La pesti purtò la carestia
tutta la nostra città suffrìa
ri luntanu nna navi arrivò
lu ranu senza macinatu
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| Pallido lume sei
nelle notti d’inverno
quando timidamente fuggi tra le
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 | Nell’attesa che nasca
Gesù Bambino
il mondo vive
un triste destino.
La nostra vita
appare sospesa,
siamo in ansia,
in trepida attesa.
Porterà doni
Babbo Natale
o lo fermerà
il nemico letale?
Brillerà l’albero
di mille colori?
Avrà il
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| L’oblio mi travolge e mi trascina,
la notte diventa mattina,
la luce non rischiara più,
i fiori si tingono di blu.
Lo sguardo di pietra rimane,
Il cuore non comprende l’amore,
le parole pesano come massi,
gli abbracci non sono più gli
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| Si torna tutti lassù!
Tra cipressi familiari, paciosi
Accarezzati da un vento capriccioso
che spettinarli non può
Si torna tutti lassù!
Con vestiti di larice
Nelle giornate grigie, sudate di nebbia
che accorciano il giorno ma non il dolore
Si
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| Valori deformati
umiliazioni, impotenti,
per non dire degli accondiscendenti.
La storia trabocca
di giustizialisti, spergiuri,
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"- Dimmi chi se non tu
anela mio viso suadente
audace ad attender più su
luna che sorge sul monte?".
- Regina nei miei sogni ciò udivo
ai margini d’un folle mondo
tuo barlume il disincanto
sul letto senza tempo!
Chissà poi cos’è scritto
cielo
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“Non voglio essere amata
soltanto quando è notte,
così mi sento offesa
per queste tue condotte!
Il giorno tu
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Parole si ripercuotono
quando tutto lascia intendere
l’inutilità di appigliarsi al niente
lasciando spazio solo al desiderio
l’unico che può venire incontro
ad esaudire grandi piccolezze
che solo il cuore senza fatica
riesce a
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Pronto: “buonasera, sono il figlio di Mara
ho trovato una chiamata sul telefonino.
- “buonasera, sono Renata,
la mamma per ora sta bene
ma è risultata positiva al Covid
all’ultimo tampone molecolare”.
Non scorderò più, questa chiamata
e
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Mi piacerebbe arrendermi all’amore,
al tuo corpo, al silenzio di una stanza,
al calore di un abbraccio,
allo sguardo tenero della passione,
alle parole dette e da dire.
Mi piacerebbe arrendermi al tempo
che non vive di ricordi,
alle mani unite,
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Annaspo nei miei respiri che mi riempiono il petto
tanto da non lasciare spazio ai battiti del cuore,
non ho più controllo
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Sono nato in un deserto
dove non c’era niente
per accarezzare l’anima
sono rimasto in un cielo
di nuvole senza Dio
dove un temporale scuro
ha spazzato ogni cosa
con il suo vento disperato.
Sono nato nel buio
e nessuno mi ha
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Montagne di luce nei sentieri del cuore
illuminano la dimensione della vita.
Sale lo sguardo in alto verso il cielo
sconfina nel dono di una preghiera
anche oggi i miei occhi
si bagnano nel mistero della vita.
L’amore lievita nel respiro della
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Vivo in equilibrio su un filo
sospesa fra terra e cielo
Mi destreggio tra acrobazie e salti mortali
per raggiungere il
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ogni volta che una bruttura stonava le note felici delle mie giornate
incespicando fra cespugli e rovi di parole
correvo da te che lesta sfrondavi ogni male
e me lo rendevi figlio del sole
eri di sale e di terra
la mia casa
la mia stella
la
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Voglio cogliere il tuo amore
come colgo un fiore del prato,
ammiro il suo colore
e con le mani che accarezzano,
poi, nel vaso più bello
lo poso dove tutti
possano goderne la bellezza.
Io che vivo nella gioia
per il tesoro che colto,
mi faccio
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Fra scordati palazzi
d’una sterile città
passanti forse pazzi
ne colgon liricità!
Su panchina senza tempo
- lì pur un momento
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 | Antico borgo
arroccato sulla collina
maestoso appari.
Celato in parte tra sempreverdi
e alberi in fiore
ti riveli al mondo
attraverso una stretta via.
Vado alla ricerca di tracce
per esplorare cunicoli
assaporare il passato
rivivere epoche
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Una smisurata pagina nel bagliore della vita.
Pulsa di riti immaginosi
nei rintocchi lievi o nefasti
d’una memoria che
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Manca l’aria.
Tornare alla normalità.
Sentirmi voce tra le voci,
rumore tra i passi.
Mi manca abbracciare la noia.
E la solitudine
diventa costrizione.
Mancano i sogni
disorganizzati oramai nella mente.
Ogni certezza vive nell’ombra,
in un
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Non posso dirtelo...
non puoi uscire dal mio sogno
devo restare zitto, ma userò la fantasia
e ti giuro che inventerò un incontro...
un incontro di menti incastrate
con la mia pazzia che disegnerà le strade
e poi, con l’attrazione che cattura
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Accetta,
senza tentarmi,
il luccichio di queste notti insonni,
mentre il letto nudo e freddo
mi ospita senza riguardo.
Volano i pensieri
sulle penne nere e lucide
di un corvo appollaiato,
mentre l’impietoso vento
di tramontana,
spazza caduche
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Dietro ciascun battito c’è’ un incendio;
irruente nell’aggrapparsi al cielo
il fuoco d’amore risorge in me
come il sole nel petto dell’aurora.
Identico canto, nella stessa ansia
come allora; un riflesso fende l’aria
affiorando dal silenzio,
leggi

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338599 poesie trovate. In questa pagina dal n° 19111 al n° 19170.
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