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Le 70142 poesie con accompagnamento multimediale
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Non parlerò
delle maschere che indosso
per sembrare.
Ho nascosto
la mia faccia
con la terra color ocra
e sorrido a questo mondo
con un cremisi profondo.
Aspetto spesso
senza tregua
che la fragilità traspaia
e splenda e chieda aiuto
e
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Nell’incessante
rappresentazione
del folle
monologo con noi stessi
ogni legame
col Sacro
gradualmente
perdiamo.
Se
il dolore della carne
e l’angustia dello Spirito
non vegliassero
sui nostri fragili confini
che
in tal guisa
per il
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Ricordati sempre
che cercheranno di colpirti
con i loro errori
e che il cielo si chiuderà
Non avrai pace
finché l’erba del male
non seccherà
e vicino al bosco sarà radura
Ricordati ancora
che loro avranno torto
anche quando avranno
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E il prete è giudice per evitare il disagio
Il deforme reprime ogni pulsione.
Deluso dalla zingara.
E il
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se ogni onda fosse un pensiero
ed ogni nuvola una parola
che non la muove il vento
se ogni barca fosse un ricordo
dove il timone è affidato al tempo
se ogni spiaggia (anche la più piccola)
fosse un luogo dove abbiamo vissuto insieme
...chissà se ti
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Midesa |
24/06/2018 15:58 | 2800 |
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Colline di ulivi a distesa
e un ridente borgo arroccato sul belvedere
accanto al convento di San Martino.
Le vie accoglienti, balconi di rossi gerani in fiore,
e una piazza all’ombra della torre civica
dove si posa il primo sole del mattino.
Il
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vecchie gambe
che nel sentiero
dell’esistenza
il corpo mio portate
a veder quell’astro
tramontare
e il pensar
di un tempo
volato via
oltre il cammino
del ricordo e dell’amore.
Poesia mia
nel cuor di parole
la passione travolgente
e in
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Modulato
dalle innumerevoli
piccole voci
d’ogni vivente creatura
un unico
coerente messaggio
sempre
mirabilmente
veicola.
Invero
esitante si mostra
quando
cercando tra gli uomini
naturale risonanza
in vuote conchiglie
che del Mare
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La danza delle farfalle
trema con il vento
quando è sera
ed il sole muore fra le stelle
Il volo delle fate
sussurra i colori della notte
e niente importa
oltre le porte del buio
Fra le foglie
qualche piccola goccia di luce
è stata
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E c’è chi semina nella bruna terra
e chi nel vento. Chi raccoglie
chi guarda in alto e dice
è acerbo il frutto e per come
ho ragion di credere
non sarà mai buono
Tu sei l’anima viva che tiene unite
membra seppure stanche
che modula la voce ed
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 | Non smarrire mai
l’odore dei fogli bianchi, strappati all’inchiostro,
...le parole schiave del vento,
ed una voce taciuta sul giaciglio delle labbra.
Solo tu sai cosa ti toccava il cuore,
più delle mani, che ti porgevano calore sulla
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 | Sono abituato ai tuoi silenzi
ai tuoi cambi di indirizzo
eppure non sei in fuga
o forse sì.
Stai scappando?
Stai scappando da me.
Io sono il tuo inferno di peccatrice
io sono il tuo purgatorio di redenzione
il sono il tuo paradiso di
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La sera scivolava come fosse un fiume inerme
nessuna curva delimitava la sua riva
e nemmeno un arbusto a contenere
la sua fuga
Tu con me
guardavi il suo silenzio farsi nebbia
tra mille rumori interrotti soltanto dalla pioggia
e senza mai averne
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 | Sembrava la magia da tempo preparata
quella cornice da spostare per far posto
ad una foto di una bimba appena nata
uno spazio da trovare ad ogni costo.
Quei due cavalli dipinti da mio figlio
meritano il punto della miglior luce,
tolgo quel
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Qualcuno
ha ucciso i fiori del giardino
sono tornato
e non c’era più l’erba
Solo petali morti
ed il profumo dei ricordi
sparsi lungo il muro di pietra
la terra la terra fredda
Qualche stelo di rabbia
disteso a sabbia
e grani di polvere
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Un folletto
coricato su di un albero
col suo verde stivaletto
intuisce
ciò che la mente avvilisce
Troppo tardi
salta, si volta e se ne va
laddove
nessuno lo può trovar.
Fluttua per il bosco
saltando magicamente qua e là...
Ha perdonato già
ma
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E così te ne andrai, donna,
con la burrasca di dolore nel cuore
e le nere vesti che indossi
saranno lo sguardo della notte d’angoscia
fra le onde del naufragio alla deriva.
Novella Maria di Magdala al Sepolcro
cercherai nel tormento il
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Sentire mare e oceano
inchinati in un baciamano
e sorseggiare amore
in un mondo senza pudore
dissetarsi in quel mistero
che si schiude in un fiore
ritrovarsi uomo sedotto
sulle ali di un vento corrotto
testimone della debolezza di adamo
in
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 | Si, accetto tutte le prove
che man mano mi presenti,
le affronto, cerco di superarle
con pazienza e rassegnazione,
ma non senza dolore e spine
che pungono e fanno male.
Ogni anno una nuova prova
una novità in più, diversa.
Vita, sei bella,
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Della goccia che fa traboccare il vaso
vivo il tempestoso moto
e urlo divorando il vuoto
nella foga improvvisa
smisurata inconsueta
Dimmi degli occhi
Del guizzo che l’incendia
che delle parole fa un rogo
Dimmi della polvere che vedi
là dove
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Indossa la veste velata
la luce non passa
attraverso il dolore
e domani sarà ancora notte
Avvolgiti nel colore del lutto
e attendi il silenzio
dei tanti sogni caduti
alle prime danze del mattino
Lui non tornerà
per donare altre carezze
ormai
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Non intingo nelle parole
per dar vita al sentimento
la penna, non è strumento
l’anima, unico attore
a lei, suggerisce il cuore
con gli occhi e il suo riflesso
In quel mare azzurro voglio annegare
svanire, nuotare nello spazio temporale
cavalcare tra
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Scivolavamo
verso
l’oscuro bordo della Notte
avvolti
da un’inestinguibile fiamma.
S’intravedeva
ancora
la rotta
del nostro vertiginoso girovagare
ma il cuore
già reclamava
nuove
impensabili comunioni.
Nell’antico
computo della
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Scrutare il nebuloso cielo
con profondi solchi a marcare visi
con lacrime a scendere senza confini
nell’accosto furtivo... senza avvisi.
Tacita la malinconica melodia
s’affollano i ricordi, oggi l’addio
s’affossano i piedi nel cammino
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Saremo ancora insieme
quando i fiori appassiranno
e il vento d’autunno
lambirà le nuvole del cielo
Io resterò in silenzio
durante le lunghe ore d’oro
fra le foglie cadute
sulla terra in attesa del gelo
Non avremo ricordo
del calore perduto
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E’ un cielo senza luce
la tua assenza
un sordo rumore
di tegole alla pioggia
che cade silente
mentre allo sguardo si svela
un disegnino sul vetro
tracciato con l’indice
tra un sospiro
ed un nome sussurrato
Annebbiato scivola
pure il ricordo
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Si son perse ragione, umanità e sentimenti
quando l’appartenenza ad un’etnia
diviene il discrimine per fomentare l’odio razziale
che ispira certi“censimenti”.
Ma come finisca la triste conta,
l’ignobile schedatura,
in perenne monito lo ricorda
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Lo sciame di bimbi ai piccoli getti
nel mezzodì col sole più acuto
-il brillio acquoso degli zampilli
ora elevati, sonori e spavaldi
dopo in frantumi argentati e guazzetti
l’acqua si tuffa, e il suono è taciuto
-nel marmo si spegne e pare
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È quando il sole morde
che dai piedi affondati nella sabbia
si affollano i ricordi
di voglie ed aspettative
di sorrisi e di lacrime
di parole dolci
di cadute amare
di addii
senza speranza
mentre irrompe l’onda
e nel cielo lo stridere acuto e
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Spargerai il sangue
sull’architrave della porta
e loro non ci sentiranno
suonare le nostre lacrime
Questa notte passerà
e domani avremo ancora
il vento della terra
sotto le nostre scarpe
Come quando era freddo
e il fuoco bruciava
le nostre
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