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Le 70142 poesie con accompagnamento multimediale
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 | Assillante sete
nelle aride ore.
Cerco la fonte
a calmare l’arsura
che brucia il petto
e infiamma il cuore.
L’attesa è vana
solo il silenzio
col suo frastuono,
mute parole col suo eco.
...e mille richiami
di suoni, di
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Approdo nel tuo impero invisibile alle folle
di stelle di luna piena grondante di colori
trainati dal carro dell’aurora
o annegati nelle lingue di fuoco del tramonto
Le tue ginocchia sono il trono ove m’arrampico
talvolta a fatica o dove scivolo
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Se ti ricorderai
di soffiare via le nuvole
io sarò il vento
che non muore mai
e accarezzerò la sera
come un’ombra
scivolata fra gli alberi
cullati dal buio
Se mi ricorderai
avrò sempre fiori
sul marmo lucido
della mia tristezza
discesa
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Eccomi qui, vinta Medea,
tua mite guardiana.
Non ho ceduto al rancore
e non bevo dal calice avvelenato della resa dei conti
ora che, sospesa al nulla infernale delle tue vacue ore,
sei capitolata in una resa senza condizioni
nella quale ti sono
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Quella macchia di inchiostro sul foglio
è una rosa. Petali e sepali.
Corolla che si dilata ...
come quando la mano
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Le ombre della città
sono più scure
quando hai vissuto
ogni giorno uguale
Prima del mattino
e anche durante
le lunghe notti
insonni di veleno
Il vento di campagna
è più freddo
ed ha i colori nudi
del mare arreso
Al dolore
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 | Una coperta di stelle su di me
e gli occhi incantati
...si perdono.
Fanno a gara per far più luce
queste stelle multicolori,
e quasi mi accecano.
Chiudo gli occhi,
incomincio a fantasticare
e i pensieri s’intrecciano.
Mi ritrovo
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 | Oggi si è riscaldato il sole
tremava il maggio dei fiori,
un vento sibilava nell’aria,
cullava i papaveri in fila
come un treno ricopre la corsa
sui binari lascia il percorso,
il gelo ricopre il calore,
intinge i pensieri di freddo,
lontano,
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Cos’è un bacio...
se non un viandante instancabile
curioso di nuove vie
Cos’è un
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La pioggia si fa amare
quando verso sera
la luce fa fatica a passare
fra le piccole gocce e le ombre
Sopravvissute alla terra
e poi dimenticate in un angolo
a prendere la polvere
di tutto il mondo
Le nuvole piangono carezze
solo al
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Ho ascoltato con cuore bambino
puro di neve e rosso d’amore
il canto di maggio
in silenzio e solitudine
lungo il mio sentiero
baciata da freschi pensieri
all’ombra del faggio.
E ho ritrovato me stessa
nell’immagine riflessa dalla sorgente.
Una
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Sarà sempre facile
trovarmi,
io sono nell’ombra
che mi fa strada,
nei passi
che calpesto,
nei tuoi,
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È verde l’erba
Riposante natura
di primavera
Il bianco
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parole esiliate sui tetti di Parigi
minuscole gocce che danzano nelle prigioni di Teheran
bocche che verseggiano ubriache la nudità della poesia
fredda oasi di un silenzio assordante di angeli
tremano i corpi feriti dalle sigarette bruciate di
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La sabbia lega i corpi
scivolati l’uno dentro l’altro
collimando giunture
I tratti del viso fermi
da lato a lato della bocca
s’allentano nel mezzo
dove pende un sorriso
Precipitato è tutto il peso
in levità di sensi
Intriso di verde e
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 | Non so da dove
e non so da quando sono tua.
Il mio amore non muore
neanche trafiggendolo sulla sabbia muta.
E, mentre da un po’ di tempo lascio che gli altri
mi rubano il cielo, io penso- ancora- a te.
Le linee della notte sorprendono anche
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Cerca di essere felice
io sarò là
dove non potrai vedere
l’onda lasciare il mare
Fra tante cose
che non comprendo
avrò il tuo respiro
da stringere fra le mani
E qualche colore
dimenticato dai mattini
che non sanno amare
la luce che
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Lungo le rive di questo oceano
aspettiamo le onde in un giorno di calma,
cercando nel vento
la schiuma che urla immersa nel blu che non parla.
Le navi crepano il cielo,
scintillano dentro profonde e scure pupille,
increspano l’anima
mentre il sole
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ci sono voli che posso solo immaginare
come l’abbraccio che unisce le stelle alla notte
ce l’ho questo cielo
tra le cose che non mi possono mancare
così grande che si smarrisce un pensiero
così piccolo che me lo porto appresso (e non mi pesa)
...di
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Midesa |
15/05/2018 14:46 | 2623 |
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Forse ci sarà neve
quando svuotati i cassetti
del comò laccato di bianco
riporrai ogni immagine in valigia.
Come sarà Rita?
Il giorno in cui andrai e le stelle
non illumineranno proprio niente,
né lo strazio del costato, né le tazze di
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Se queste povere ombre
avessero smesso
di dare i loro frutti neri
io non mi sentirei così morto
Così debole
anche per pensare
una sola carezza evaporata
fra le braccia di qualche strega
Se queste antiche nuvole
fossero state spazzate
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Non ho dimenticato la finestra nel buio
la fioca luce il respiro reciso in un rantolo
e gli occhi già in vetta al cielo
Un maggio freddo un ticchettio
leggero di pioggia fine in contrasto
col tuo cuore aritmico
Non ho dimenticato il bene
che ho
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 | Rimango
come un mare d’inverno
muto di passi.
Ho mani d’acqua
colme di voci. Respiro il silenzio
delle parole.
Se guardo
e cambio il mio guardare al tuo guardarmi
mi accorgo che mi vedo dai tuoi occhi
Il resto resta in te
che mi
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Ho sempre sognato
di mandare via il cielo
restare solo
e non avere più nulla
Ho sempre pensato
che un giorno
sarei stato bandito
in un silenzio di dolore
Nessuna parola
da dire e nessuna fortuna
da cercare
fra le pieghe del deserto
Ho
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 | Questi giorni partono
dai binari delle dimenticanze.
Formano chiazze sul respiro chiuso a chiave
e tornano dentro case conosciute.
Disegnano la mia radice dolce e ribelle
che non mette la firma sulla morte
e sulle abitudini della terra.
Si
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| Come
carne da macello
per i baccanali dell’Orrore
in file serrate
andavamo a morire.
Piegati
sino a sentire nella gola
il fetore malevolo
di quella terra oscura
bersaglio
delle nefandezze
di chi mai ha conosciuto il sorriso
o nella
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Oggi come ieri
ombre bagnate dal piacere
si ritrovano
nel silenzio che profuma d’estasi
sussurri di parole
sfiorano con irruenti carezze
labbra assetate di desiderio
dirigono lingue che osano...
libere da catene
risvegliano il
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Snocciola fremente oasi di calor materno
a scegliere tra i gomitoli di pura lana vissuta
arcolaio di parole, di gesti mai dimenticati
origliando del cuore il batter suo eterno.
Del frenetico richiamo la musica perdura
i passi ovattati s’odono per le
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A quali culture ascrivere il pensiero...
al binomio mostro- essere umano
coniugando il rabbioso abbaiare
o la feroce forza leonina
all’enigma d’uno sguardo d’uomo
o forse all’intricato mistero
d’una donna sul corpo d’animale
e ad esser completo,
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mi ingannano coi loro silenzi
i tuoi occhi hanno le parole
quelle che la tua bocca non riesce a dire
i tuoi occhi hanno le parole
chiuse in un diario segreto
così segreto
che l’unico custode è il cielo
i tuoi occhi hanno le parole
chiamano con un
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70142 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 5611 al n° 5640.
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