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Introspezione
Le 46553 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
 | Vorrei essere Sole per un attimo
a scaldare cuori di naviganti fanciulli
che a piedi nudi affondano
sui sentieri di una valle senza fiori
Per un attimo vorrei essere mare piatto
per ingoiare la luna calante
e illuminare gli abissi agli angeli
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 | Prendimi per mano
e alla Vastità
ch’è dietro quella porta
conducimi!
Fin che la mente non s’offusca
e tutto, intorno a noi scompare
fin che nella volta celeste
non v’è più alcuna indicazione
conducimi!
Tienimi per
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| Jibi |
24/04/2016 17:47 | 1346|  |
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Nella notte
si muove tra le stelle, l'anima
vibra nell'altitudine
dei sogni, docile tra foglie
al vento porta via ogni sentimento.
Odo cinguettio d'uccelli
che liberi volano tra gli affanni
di un corpo indolenzito dagli
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Dietro la porta dei sogni
in un mondo senza muri
mi afferra una sorpresa
come l’amante
che ha atteso a lungo,
al buio
Sei tu,
in un angolo del prato
sotto alti pergolati di glicine
e teneri pioppi che tremano leggeri,
uno ha la chioma
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Il mare in ginocchio,
visioni di Itaca perse tra foschie prigioniere
bianchi cavalli di frisia;
in cima ai miei pensieri
cristo croce di vento
allargo braccia e sogni:
mulino a pale,
respiro di salsedine,
mi pungono vaghezze
per istanti di
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Leggo nel buio i miei pensieri
si confondono nel mio camminarti l’anima
Dormi
sento da lontano il tuo respiro
e ti immagino
negli occhi tuoi chiusi
e mi immagino
io nei tuoi.
Sogni che si contrastano alla realtà
profumo tuo
ancora mi
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Che consiglio darti non so mio amico caro
sul varcare o meno la Porta dei tuoi sogni
domandi saranno brutti oppure solo belli
questo è il timor tuo la soglia lì varcare?
Questo il saper mio dall’esperienza fatta:
questa porta sempre
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Ho dimenticato troppe poesie
che camminavano per strada
aspettavano d’essere scritte
e sporcate in tante parole
nemmeno tanto recitate
C’erano attimi d’amore
mai compreso
strappato e ricucito
come il bianco
di una corsia d’ospedale
E c’erano
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Lascia il giorno sgradevolmente patito
il sogno incredibile giunto a sorpresa
i desideri segreti del cuore mostrando.
E
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intarsi di damasco
troppi pensieri appesi al cielo
un lenzuolo turchino
pugnalato da lucenti lame
ricordi riposti
in cassetti alla naftalina
bisbigliano emozioni
sul volto della luna
decoupage di stelle
decorano sguardi nomadi
speranze in
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E basterebbe aprirla senza avviso
forzando mente e cuore col coraggio
di chi andando cieco all’arrembaggio
si sveglia con un grido all’improvviso
sgomento e col presentimento intriso
si adagia pur scoprendosi un ostaggio
del tempo paludato da
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Arriva
Senza chiedermi
permesso alcuno
questa sottile distrazione,
come polvere
a passare
sotto l'uscio
d'una porta.
Non vorrei
abbandonarmi
all'assordante oblio,
che in catene mi
riporta al sordido
richiamo dei sensi
e non
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 | C'è un posto
disperso nella notte
dove ritrovo me stesso
e sono luce, acqua e tramonto
C'è un posto
o forse una fessura
dove infilo l'occhio
e non ho paura
dove tutto è possibile
ed io sono invisibile
sono ombra che
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| Un richiamo oltre il muro
infinito e sconosciuto
proprio ora
che non posso più toccarti
nemmeno gli occhi
e le formiche e le stelle
passano insieme
sfiorano la mente
Tutta la musica del mondo
è geometria più
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| Un biglietto per la luna
sola andata
pochi spiccioli di tempo
tenga il resto
vile il mio pensare frena
e si rilancia
altalena cigolante
ma l'agire mai lo segue.
Già m'invita
una maniglia luccicante
"cerca qui non v'è altro
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 | Strano il mio fantastico cammino
che svirgola nei sogni del mattino
lasciati dietro i vetri di una porta
e il resto poco vale e poco importa.
Strane nei miei occhi queste notti
con le tue corse al vento che scimmiotti
credendoti tra l'altro
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Non aprite quella porta
che di sogni è ben fornita!
Li ho rubati dalla vita
cento notti e mille ancora
mille e cento fino ad ora
li raccolgo ogni mattino
dal mio caldo bianco lino
e li celo interiormente
nel gran parco della mente.
Non
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Ruota
obbediente
il Mondo
attorno all'Uomo
come fosse il suo centro ideale.
Stella polare
di mondi senza fine
arbitro
del proprio destino
ed erede del tutto
o
patetica vittima
di un inganno meccanico
posto in essere
dai suoi passi
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 | Furono tante le barchette di carta colorata,
gli alberi delle favole
e i ninnoli che scendevano dai fili d'oro al soffitto,
insieme alla neve bianca di Natale.
Gli occhi pungevano lacrime di gioia
fra i canti che scaldavano i sogni
al fuoco del
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Bevo in palmo di mano desideri
nascosti in sogni scomposti, catturo
istanti di notti silenti, colmandole
di dolci note, in melodie nascenti.
Cammino lungo fianchi scoscesi di
pensieri sospesi, rimasti incagliati
su orli di realtà
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Pensiero
chiuso nella mestizia dell’io
viaggia nella nebbia
e vento impetuoso,
vaga all'ombra del muto silenzio
seguendo da lungi
porta dei sogni.
Buio della notte luna nasconde
dietro muraglia di plumbee nubi,
ma, stelle amiche e
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Paradossale o da metropolitana storia,
sei negli occhi di una volpe,
nelle gesta d'una faina.
Sei bricconcella negli atti d'un fanciullo,
sei pur contrariamente molteplice
e da sgomento, nelle pupille vezzose,
(squinternate di malvagia
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Troppi passi d’intorno
- danze o preludio di voli -
m’escludono
Scrive sulla mia pelle il sole
io sono altrove a specchiarmi
nella pozza di pioggia ai miei piedi
Troppe gonne l’aria solleva
e gambe muove che le rallegrano
Ho visione delle tue
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E’ colorata in rosso giallo e nero
più piccola non c’è ma t’apre il cielo
e ti conduce nel suo mondo acceso
dai sogni del tuo tempo te compreso.
Minuscola ti apre un regno immenso
pulsante di segreti in ogni senso
miracoli legati
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 | Una storia d'amore
non è mai una qualunque
una storia d'amore
mai è uguale ad un'altra
ne' la porta dei sogni
sfocia sempre all'uscita.
Una storia d'amore
può parlare se ha cuore
se di notte riempie con le stille il
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Seppur sì glauco quel mio sguardo intento,
sì lungi arriva e cotanto mira...
cos'è che sprona, cos'è che ispira
na' sonnolenta, bighellona mente?
Nebuloso divien ciò che mi circonda
allorquando entro in onirico
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| Vivì |
23/04/2016 11:04| 1786|  |
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Se cambio la mia vita la cambio adesso
non voglio più sentire vuote lagnanze
e sparute parvenze di alterne speranze.
Muto e insipiente è il volver del tempo
in questa vita avulsa e simulata
ove identica è alternanza e pallida la
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 | E non fu vento a varcare l’azzurro
di un sogno
a carpire il cuore ad un fulgido tramonto
a destare i miei occhi
nei vividi colori d’un miraggio.
Un fremito percorre l’anima
nella nostalgia di giorni sfocati
in rituali dimenticati
ma la
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Sagoma in controluce
sola, tra tante, distinguo.
Fissa in movimento
par che si muova,
par che si fermi:
le tante pian piano si spengono,
inghiottite da miasmi di realtà;
alcuna si arresta, fa per tornare indietro
e, scuotendo la testa, si
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46553 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 10681 al n° 10710.
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