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Natura
Le 11487 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
 | Brucia la boscaglia
per ignobili interessi,
brucia l'innocuo paesaggio,
natura mandata a morte
per legge di profitto.
Quercia secolare,
pino misterioso,
sterpaglia desolata,
semplice arbusto di corbezzolo.
Ussenze di vita
da una mano
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| Alba tenue di un giorno
offerta alla vita a chi,
di quella luce
ne riflette ogni raggio.
Prisma cristallino,
del suo spirito
colmo il mio sguardo.
Tremule luci tra quelle
acque di primavera,
appena increspate
dalla notte
impazienti
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Sensuale luna
cogli sfumature di luce
nell'apparir discreta.
Sogno d'amore
che svela amanti
rubando
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Ruscelli nascon dai vespri monti
cantan lodi ai rami secchi e foglie morte
alle zanzare e alle marmotte
portan via al lor passare
il rifiuto che segreta il naturale
son del corso abbeveratoi
per anfibi pecorelle e pure buoi
godon sassi ch'eran di
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Non più trilli, né guizzi,
né esuberanti garriti,
tra i rami frondosi
degli aranci e degli ulivi.
Né tra i mandorli
e i peschi in germoglio.
Né salti giocondi
sui teneri prati fioriti,
ma rombi, sbuffi e
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Nuovi
radiosi
tappeti
a colori
giù lungo la strada
viole
splendenti
catturano gli occhi
per foto
ricordo
momenti preziosi
di luce fiorita
potenza
vivace
diffusa
vibrante nel cuore
ma tenue,
già quasi
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Spunta all'alba
di una primavera in fiore
una rosa bianca,
di rugiada si copre
al risveglio di un mattino
quando il
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 | Tra due sassi corrosi
dall'acqua
è spuntata una viola,
volevo strapparla
per fartene dono
ma ho ritratto la mano
non posso! Il vento la culla
le parla d'amore è del
suo profumo lei gli fa dono.
Accoccolata sull'erba
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| sfiora
la tenace carezza
del rinvigorito sole
le montagnose cime,
l'ultima neve rimasta
si scioglie
pian
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| Uscirò tra non molto per fare il mio solito giro:
respiro di mandorli in fiore e di nuvole stanche,
di vento che sale la valle per dirmi di te,
zaffate di mare, ciliegi, tabacco e viole
che nuove
dall’alba al tramonto qui aspettano il sole
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La grazia aureolata,
di giorno vestita,
volteggia sfavillante
intrecciando contrasti.
Morbidi rilievi di luce
si smorzano sommessi
ricamando il proprio rovescio
nell’alternanza con la notte.
Civettando con il Sogno
impercettibili
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Placida è l’onda
che il vento inquieta
all’apparir del giorno,
sbadiglia il pescatore
issando in un fregar
di cime la sua rete,
gridano rauchi
i
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custodisco, nutro e proteggo
piccoli semi che piante saranno...
qual donna un po' vanitosa
mi ricopro superba
di manti fioriti e d'erbe smaltate...
m'intrido di gocce piovute dal cielo
le raccolgo, riunisco
diventan acqua sorgiva
che dal
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Bevo...
e la "fraschetta" si allarga
diventa campagna, vigna.
Grappoli d'uva dorata
pendono come gioielli
dalle viti contorte,
abbracciate ai filari
tesi come le corde di una chitarra.
Le "femmine" pronte
con forbici e
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Mura trafitte da raggi freschi prima,
scaldate al tramonto da fuochi invisibili
che da laggiù, oltre il monte
spariscono a mezzo volto tra le campane che suonano
la fine della corsa di questo giorno ormai
consunto, smunto ogni secondo
dai
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Adoro l'autunno
che mi solletica il cuore
coi profumi di vendemmia
al calar del giorno...
nel cielo del mosto e del
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Pareva che il vento con sottile ironia
si rallegrasse
nel fantastico di fine aprile,
con forza raccolta fra montagne e colline
ondulava cime e prati e a sondare profumi
coccolasse l'amore.
Nel vibrare l'aria,
portava con se aliti elisi di sana
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Ancor oggi
nelle mie strade
c'è odor di paglia e fieno,
c'è miseria e allegria,
si senton da lontano
ricordi che van via.
Ancor oggi
vedo nelle campagne
tirar l'aratro agli animali,
contadini falciar le spighe
dorate dal
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 | Quel poggiolo di fiori di campo...
nutriti di primavera, e una violetta
sù in alto, sulla cima di un vaso di
coccio, ed in basso severi filari
di bosso e ligustro nel nobile parco,
come file di banchi di scuola,
professori di latino e
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| L'autunno sfoglia matti d'ottobre
in sere inebrianti di mille colori.
Nelle vigne, ora denudate
dei grappoli
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Graffi di gatto
sul cuore,
squarciano stridenti
il mio dolore.
Piovono lame
d’argento vestite
e ancora graffi
come segni di nera grafite.
Stoccate di stille
su queste finestre,
tagli nel vento
e nell’aria silvestre.
Tonfi di
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Ambiguo e fumoso si sveglia
Il mattino al rione tamburi
pure oggi incerto di una brama
di aria residua tra le sagome
ferruginose di torri e ciminiere
Rauche bocche grigiastre
eruttano incandescenti lapilli
consenzienti a complicità
di
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Cristalline come vetro
cadono dai rami ancora nudi
gocce trasparenti come un velo,
lacrime mai asciugate a questo cielo
plumbeo che sovrasta il monte
coperto ancora fino alla sua cima
ricopre il mare fino all’orizzonte,
scomparsa è ogni
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Piove.
Me ne sto chiuso qui ad ascoltare
che fuori la pianura beve l’acqua,
la prima di questa secca primavera.
Sento che è pioggia lieve e senza vento
sottile e dolce,
capace di sciogliere la crosta,
di liberare il respiro della
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Ancora un'alba, una luce di sempre
s'effonde
ed infonde lo Spirito
per soddisfare questa sete d'anima
fra i grovigli ed i rovi
le pietre ed i sassi
a volte grezzi, a volte levigati
dal'irruenza delle acque fluviali.
Come pianto
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m'affaccio
al rurale terrazzo,
fra tenaci trame
d'edera,
mentre il sole si stinge
ed un vespro paonazzo
adombra degli
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Acerbi sussulti
spezzano il bigio
barlume
affranto si spegne.
L’ebbrezza m’inonda
di un rosato effluvio
e un sogno nuovo mi giunge
di freschi olezzi
Venere esala
essenze di gemme
con il soffio d’Aprile
che spira nettare
e foglie:
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Cerchi di luce,
o forse d'energia,
circondano le stelle,
mattoni e calce d'universi;
stringhe di magìa,
materia e nuclei inversi,
cerchi di luce
tra un uomo e la sua pelle...
Rimbombano nei secoli
e tra luoghi sparsi
turbini di
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Gronda di frutti la mia terra nera
complice è l’aria che la circonda
ove specchi d’acqua lei abbonda
orché il fuoco vampa lei feconda
Il roseo mandorlo che al sol brillare
si tuffa l’onda e grigia funesta pare
il sole riavvolto
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A vista d’ occhio spersi filari
dai germogli ridestati
promessa di vita.
Vite che si rinnova
saranno rossi
o bianchi
ma sinceri
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11487 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 6481 al n° 6510.
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