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Sociale
Le 12267 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
 | Quanta tenerezza
alla visione d'una giovine legata
all'ormai stanco braccio
di una dolce vecchia.
Mestizia tanta
per l'adorata vecchia mia
Sovente la mano ho ceduto
per condurla
dove il suo animo dettava.
Nel cuore dal deserto
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Vai incontro al tuo giorno
quando ancor del sole
v'è solo un contorno
sognando la sera
all'orizzonte
incombe
irruenta
la ciminiera
socchiudi gli occhi
par di sentir
ancor
suoi tocchi
quelli di lei
delle sue mani
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 | (Il tratto d’un popolo lo scrive la storia!
Sfuma la memoria se impera ignoranza...
labile e leggera come anche la gloria
la divora il tempo se regna arroganza).
E migra la moda, lo stile, il buon vino,
rosso maranello, la classe
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| Per chi sono quelle luci
di nulla
tra gli atri sospesi
stanze
che nel culmine irradiano
vuoti
ricolmi d'odio
nei colori
che solcano
gli spazi
divisi
di chi sono quelle luci
immensi silenzi
tra lo scintillio del buio
nel nero che
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Cielo di rosso tinto ... menzogne,
lacrime in precipizi a sperdersi scendono,
raminghi occhi per il baratro certo
s’offusca la mente in visione di vergogne.
Lamenti in sordi richiami s’odono
sorvolano deserti, insormontabili dune,
tesa resta la
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e la rondine volò...
imberbe neonata
rigata di volti
vite di liberi
imbracciate d'un fucile
intirizzito di tremiti
sudati di libertà
profumo d'uomini
scuciti d'arroganza
nuda di fuochi
vinti d'un abbraccio
assopito di
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 | È dolce il suono delle ciaramelle,
le stelle in cielo brillano di luce,
sembrano coralli.
La luna dà luce perché è piena
in questa notte magica e serena.
Il buio della notte si dirada,
scompaiono le stelle
e l’alba timida appare
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In questa notte senza cielo
qui maledico il mondo intero
perché non c’è solidarietà,
io vagabondo senza lavoro
sono un uomo senza decoro
c’è chi mi guarda e se ne va.
Eppure quando è or di votare
tutti mi
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Sono le canne ad ondeggiare
battute dal vento feroce
non si piegano i pennoni
saldi infissi nel cemento
-dei loro imperi-
Le canne vibrano
oscillano di paure
-e incertezze-
reggeranno ancora?
-all’uragano-
Periranno forse?
non più
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 | Il dolore
si lascia andare al sonno
scema lento il senso dell'istinto
la vita
che inutile battaglia
inerme
al crudo esistere ignorato
ti lascio un alito
un disegno senza forma né colore
un'orma di cristallo
impronta di un passaggio
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| In ogni spazio stamani s'infiltra un cielo sporco,
e noi, vestiti dal grigio dei doveri, si va in quello sfumando
il nostro prezioso angolo, la nostra unicità.
E si va come chi, dopo lunga riflessione e soppesata,
si separa dalla cosa tanto
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| Io
non
l’addobbo
con le palle e i fili dorati
sono cose vecchie
cose ormai passati
Lo voglio, ornato di ritagli di giornali
No! di cronaca nera
né di chi si dispera
Lo voglio ancor peggio
che parli di chi detiene il seggio.
Non lo faccio
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Aida mentre scarna nuda e ferita a terra ti giri
Tu ridi e piangi. Chi ti ha tradito?
Eri bella da togliere il fiato. Ora reclini il capo.
Roma caput mundi. A testa alta con lunghi piedi
Con le spighe di grano nei capelli Dal vento caldo mossi.
Nei
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Sul viale del passeggio
obbligato da ansie corrotte
moltitudine di piedi alati e zavorrati
danzano in fremiti alle
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 | cadono gocce d’argilla
e il mattino è un urlo eterno
inestinguibile
terremoto
tramonto
inferno
estirpa incurante
la sua falce prepotente
è una tempesta fasciata di notte
un ramo tranciato
un gemito soffocato
un mare di pece
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| Quell’omino che parea “morto”
or risorge e torna a torto
ed a Salvator s’erge
e i suoi dettami asperge
M’ancor non s’è reso conto
che pagar dobbiam del suo
di quand’era già da prima
su assiso in poltroncina?
Ahi, Italia, dannata
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 | Grandi occhi azzurri,
sguardo birichino,
nelle narici un tubo
e in bocca un riso.
Solo chi a lui d’accanto,
nel
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Niente, ha più sapore
del sale asciutto sulle gote
memoria d'una lacrima
essenza
di liquido dolore, celato e soffocato
nel groppo in gola
grido pudìco
sopraffatto dal clamore delle luci
brilla
a un attimo d'inverno
quasi sia
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Se bebe,
se atraganta
intranquilamente.
.
Más allá del muro,
ululan... palabras.
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Cínica (s)-m (i) ente (n)
acusa,
dictando sentencia.
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Segregan,
saqueando el ánimo,
revirtiendo el pensar.
.
¡Cercenándolo!
.
¿No existe el derecho?
¿No
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Nella notte
drappo di mago
i gatti sui tetti
cauti muovono passi
tra il tempo morto
e quello che inutile resta
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Mi veniva incontro
avvolto nel suo tabarro
su passi lenti e stanchi
il vecchio vate.
Lo chiamavano il poeta
lui che portava gioia
con le sue dolci rime
ad ogni festa del paese.
Io camminavo malfermo
come malfermi erano
i giorni del mio
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Hanno messo all'asta le bandiere
confiscate, a qualche criminale
festeggiava il Natale
a sua insaputa,
misero ed ignaro, forse
ora non si pentirà.
Tra tanta irritazione
e pollini e mucose
e lamentele,
non ci sono vecchi
né
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 | Per i giovani
non c'è lavoro,
molte donne
si vendono l'oro,
tanti poveri
van nelle mense,
son già vuote
le loro dispense.
Son bui
i cieli di notte,
ormai le luci
son rotte!
La speranza
però non muore:
Che il
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 | Sapevi vivere,
sapevi la tua vita,
nascondevi al Destino
ogni tua salita!.
Sapevi ridere,
sapevi avere mille volti,
dietro le folle ti
nascondevi per non farti
trovare mai... mai...!
Sapevi tutto,
sapevi delle circostanze,
ma ti leccavi le
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| Sotto le lenzuola bianche,
piccolo angelo indifeso
muovi le tue fragili
membra stanche,
l'espressione
nei tuoi occhi di bambino
è lacerata dalla sofferenza
di un male che non lascia speranza,
ma stanotte tutto il mondo
si stringe
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| vi siete inventati un circolo vizioso
sospeso fuori dalla scatola di pensieri negativi
ma non sapete dare un nome
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Cominciava a credersi importante
e sentiva tutto il rilievo del suo incarico
Si compiaceva di quell'apparente popolarità
e non si era mai sentito così, prima, in vita sua
Gli altri non gli sembravano alla sua altezza
inadeguati,
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| hy ju |
08/12/2012 10:05 | 1848 |
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Tutti i chi€d€vano
com€ fac€€ ad €€r€
un uomo coi affascinant€
nonotant€ £a ua €tà
di €anta€i anni,
tutt€
leggi
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 | Ho visto il dubbio
infrangersi sulle braccia di un vecchio clochard
Che partorite le sue lacrime, lento trascinava carne lungo i pendii
e logorato e scalzo, incatenato all'idea della sua grandezza sepolta
con un cartone di vino spento e puzzolente
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| EnzoL |
07/12/2012 19:48 | 2079 |
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| Logorato quel pensiero ardito,
avariato profumo di minestra riscaldata
e l'azione indegna induce offesa,
palese oltraggio al ricco e al popolano.
In quel gusto di zelo e disfida
narcisismo eccelso di sfacciata indole,
volteggia sopra le altrui
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12267 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5851 al n° 5880.
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