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Le 23915 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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Raccolgo i miei pensieri
nel silenzio che mi avvolge
L'alba, la più bella ora
dove mente e cuore
s'incontrano.
Il dialogo a volte sfugge
alla logica
ma tremulo il cuore induce
a gettar al vento e alla pioggia
le parole
e avvolge di
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valium nelle vene indurite della notte
gocce di oblio sulla pelle
dentro anfratti dell'inconscio
miele di acacia e biancospino
s'aprono al mondo nuove magie
affondano desideri
diventa carne il sogno
orma di sguincio
su candide nevi...
abbozza un
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*
serro le sbarre
*
sono labbra queste nuvole
di una bocca che si chiude
*
prigioniero di un sogno
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Midesa |
10/06/2012 17:55 | 3901 |
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Vorresti farmi credere che sono inutile
eppure ti appropri di me
e mi spari una torcia negli occhi
Vorresti farmi credere che sono sterile
eppure prolifichi grazie a me
partorendo parole su parole
Vorresti farmi credere che sono muta
eppure
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| India |
10/06/2012 11:01 | 2327 |
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Si dovrebbe apprendere da quel che fu
ove il male contrappose il bene alla virtù
della storia solo d'essa attitudini studiare
senza percepire il concludente del vero anelare.
Cambiano aspetti e modi, cambiano,
alterando il lor migliore in
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La terra trema
il mare inghiotte
il vento scuote
squama, percuote
scardina le radici,
urlo che squarcia
a fender la materia
come dardo di fuoco
scatenato dagli abissi.
Là dove ci siamo persi
dimentichi del cielo
inghiottiti dal
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 | sono macchie rosso carne
quelle che danzano sotto i miei occhi
quasi a dover risplendere nella neve d'agosto
conchiglie amaranto e madreperla
pigmenti d'uno sporco vermiglio
mentre il verde illumina all'orizzonte
sventola il blu del
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| La mia amicizia
t'avvolgerà
come lenzuolo
profumato di fresco
e sul cuscino
poserai il tuo capo
quando sentirai
la tristezza
sprofondarti dentro
e la stanchezza
intaccherà l'anima.
Vorrei poter far bastare
i miei pensieri
e le
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le tue parole
acide a graffiare
sere e sogni
Non è il caso delle parole
che da sole vivono o in risposta
o in pensiero, ma delle emozioni
che scrivevo in controluce.
Io senza colore e in attesa
delle correnti distratte
delle lacrime
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La fila delle classi
sui lati della strada
e qualcuno cantava
contro la chiesa
e contro i padroni.
Ma Pescara
correva in una pizzeria disumana
con i figli dei ricchi
a mangiare alla taverna
della luna.
E piazza Salotto
con le bandiere
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 | Mi cade un fiore rimasto tra le dita
ma era solo un sogno, un granello di sale,
un barlume chiaro negli occhi
rimasto intrappolato sul rosa
del cuscino.
Ricordo la casa nel prato con alberi
e camino, l'intenso verde del grano,
il canto
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Macchie nella memoria,
sulla pelle del mio viso
nelle ore di pietra
dei giorni accatastati
dietro le spalle.
Colonie d'emozioni
cristallizzate
intorno a nuclei di sensazioni
ruvide al tatto.
Ci sono le voci di tutte le zolle
spaccate dalla
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Nubi massicce protendono i loro rami
sul tetto della casa.
Voci familiari
riempiono l’aria
di gelide
consuetudini.
In quel giardino
in cui sei cresciuta
l’inesorabile pendolo
segna i rintocchi
di un tempo stantio.
Anni, giorni, mesi
si
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*
labirinti di suoni ad innescare il silenzio
*
echi sotterranei tra le gole dell'anima
*
inchiostro rosso fiammante
come un giorno che
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Midesa |
08/06/2012 15:37 | 4395 |
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La Luna è cupa. Non tremano passi
pegli atri varchi de’ ciottoli aviti.
Piangon i bronzi la Notte e i sopiti
cigli sull’agili brezze del mar.
Dal molo inquieto de’ sigari l’aër
pinge le nebbie di barbari artigli,
di folli spettri,
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Tu vuoi ancora morire
morire e giocare
giocare e morire
vuoi saltare per aria
bruciare palazzi
altari e famiglie
vuoi bruciare parole
cercare colpevoli
un tempo mi davi la mano
correvi con me
ti pettinavo i capelli
e ascoltavi le
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| India |
08/06/2012 13:52 | 2421 |
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E resto così
Senza lacrime
Senza pensieri
Gelata da un raggio
Di luce che mi fulmina
Ignara e incredula
Di verità annunciate
Resto così
Per ogni respiro spezzato:
Un arcobaleno infranto
Per ogni battito cessato:
Un volo in
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respiro d'una domanda
cresciuta d'amore
cucita d'un silenzio
innamorato di occhi
scolpiti d'uno sguardo
immenso di dentro
vita d'una
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 | Il giorno s'espime
A diluire,
Dissolvere cinque
Ottave in rima d'emozione
Ed intendimento
Ed infiniti toni più lievi
La chiave Sol
Del violino
Che distingue l'insorvere
Dell'emicrania dei giorni di festa
Un pressione tensiva
Che
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| Parole cadute
affogate,
perdute.
Parole affrante,
salate,
gelide
parole finite
in salsedine sporca
e
sogni bruciati
parole come stelle
racchiuse in un barattolo
aperto su lucciole
che non risplendono più
ogni fulgore
rubato
la
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| Applico l'occhio severo
sulla tela informe...
impalpabile
come ragnatela.
Mi studio!
Mi taglio!
Mi imbastisco!
Rimodello a fatica
le mie forme.
Parlo al mondo
con fare circospetto
strappandomi
merletti di falsa modestia...
Sono priva di
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| Un'altra notte mi porta indietro
su strade percorse e frammenti di me
lasciati tra mille promesse.
Si fanno spazio nei pensieri
immagini offuscate...
attimi che vorrei fermare
e farli diventare senza fine ...
ma si spengono all'alba
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 | scompongo il tempo
in frammenti
-nanosecondi di rimando-
e lo rimonto al rovescio
ne annullo il rimpianto
-nel frattempo-
è il cammino
ad essere di marmo
bianco freddo stanco
stiro elastici al guinzaglio
mi colpisco al
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 | Giorno che zelante ripropone il passo
in corposi lustri lanciato,
incredulo mi volto preoccupato
e non scorgo immagini nitide del passato.
Di cartella e grembiule armato
in quel solito itinerario,
nostalgici ricordi di un tenero passato:
primi
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 | Ti ricordo
freddo e ventoso
in crude sferzate di bora
rantoli e soffi
in voli di gabbiani stizziti
che sbandano nei candidi sbuffi
di intenso celeste
Splendente ti vedo
di sole allaggato
rivivo il mio Mare
ridente ed allegro
felice
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| È Notte è affanno che dorme irrequieto
l’incubo orrendo d’incredule menti;
e d’alme martiri, prede de’ venti,
punge le vette di pallido orror.
Ascolta, Mani, nocchier della Luna
che i nembi oscuri di limpide imbianca
luci
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Si spoglia la luna…
mentre l’anima ripassa a fondo
come un soldato, la via .
A piedi nudi annaspo
dentro fiocchi di burbero lino.
Non più la primavera trasale.
Ma un fluire di pallide gocce
come le ultime stille del mosto
prima di
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 | belluini passi
d'opachi giacimenti
ferenti cortesi utenze
velano astrale attestato
per diffidente esordio
l'offesa
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Janis...
alla radio
l'andatura al mercato, passando le fragole.
Il borgo
la macchia di gelato sul lato sinistro
il neo su quello destro, disegnato
il cioccolato
le pere al cacio.
La ciliegia all'usignolo.
L'usignolo sul grappolo, in
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Quella tua dolcissima foto
mi sorrideva da sopra il settimanale
e che dire di ogni altro moto
dal cuore salire ogni giorno vale
lacrime mai troppo paghe
dei dolori causa di vile
e succinto amor che la mia terra chiede
I rintocchi della torre
che
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Fuori.
E' dentro che dorme,
su talami in paglia,
l'ultima spora
di questa mia malinconia.
In un fervido pensiero
d'aria t'ho persa,
sorretta da mani
che non conoscono parola.
Remote le remore mie, come urla
di madri
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23915 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 14131 al n° 14160.
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