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Le 32782 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Scade un altro anno
di foglie secche tra i capelli.
Non ho più nulla da dire
striscia nel cuore la delusione
con sogni e speranze
cadute da un ramo troppo debole.
Si spezzano le nuvole
e ti resta il vuoto
quell’eco sbiadita
falsa
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Divenni cascante di vezzi
dacché fui privato dell’orizzonte tuo
Non più lepido
mi resi cieco al mondo
Ignaro che sì facendo
sarei da lì a poco
divenuto sordo e muto
Fu allora che genuflesso
fronte il mal di vivere
mi feci belluino
e d’un
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Inizio inverno
filtra un baluginìo
tra àceri ed abeti
per viottoli in collina
sul crinale dei sogni
dove fanno ritorno
al centro del mio petto.
Fascinazione
d’animo in ascèsi,
abbraccio
refoli di tramonto
e cieli arancio cupo
oltre la
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Non penso a seppellire l’anno andato
Il caso e la malasorte han fatto più danni
Vi sono visi che non voglio cancellare
dalle strade e dalle case o dalle panchine
sulle piazze in festa. Ma sono visi persi
che rivedrò, son certa, in qualche
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Che pena! Sto davanti ad uno specchio
completamente nudo per scoprire
la differenza di quand’uno è vecchio
con una foto (roba da svenire! )
da giovane (ero nudo pure in quella),
col corpo palestrato, bello, asciutto,
me l’aveva scattata
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Quale ricompensa
a navigare sugli scenari della vita
se vivo senza un vuoto che mi regga
tra le mongolfiere dei desideri
Viaggio sulla scia di una catastrofe senza meta
guardando il fondo di un valle senza sole
ma mi rallegro vita altrui fiutando
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 | Aspetti da sempre
l’estate e l’inverno
e aspetti
che passino le nuvole
aspetti, e guardi più lontano
mentre aspetti
il bus che non passa mai
le rondini, aspetti
e le spazza il vento, mentre aspetti
dove sei, e aspetti
aspetti da sempre e
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Ho perso la strada
che porta al paradiso.
Sono inciampato
in un’illusione utopica.
Ho visto l’inferno
negli occhi del cielo
capovolto.
Adesso
ho il terrore
di guardare l’orizzonte.
Alla ricerca
di un raggio di sole
che infervori
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Il mare piatto piange,
e il cielo grigio
mi mette tristezza.
Luce che illumina l’universo,
ti vedo silenziosa da troppo tempo,
ed è per quello che non credo.
La mia rinascita viaggia lenta,
e rimango in attesa,
di un nuovo giorno,
in bilico
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Apro la porta
c’affaccia sui binari
mai incontratisi
Il mio leone accoglie
a malavoglia
un bugiardo nuovo
in giro senza meta
Il vento consiglia
di bisbigli s’accapiglia
Una croce
adombra
il riverbero luminoso
dal treno dipinto da poco
che
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Sbarre che si smaterializzano,
escono le solitudini,
i tormenti e i fallimenti.
Sollievo in attesa di una luce.
Sollecitudine di vite
perdono la speranza,
se solo avessero il coraggio
di lasciare le reti e,
seguirLo.
Le notti con mille sogni
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Corde vibranti per cuori sgualciti;
al suono della chitarra,
due corpi fusi ballano,
e nasce il vero amore.
Ecco le note del sole,
ecco lo spartito del dolore;
ecco il viaggio delle menti,
ecco l’inizio dei tormenti.
La chitarra
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L’aria si fa triste quando piove
piange tutto intorno mentre
va quel profumo di legna arsa
nei vicoli dove la mia mente
corre abbandonata a memorie
del viaggio lungo una vita
il grigiore delle nubi è l’argento
dei lunghi capelli raccolti
sulla
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Talvolta fermo i pensieri
Sfoglio immagini e parole
senza osar preferenze
senza attenzione
C’è differenza
tra sovrumano silenzio
ed assenza di voci
tra schiamazzi festosi e rumore
Vibra in me_ nei meandri
d’una mente che pare
d’improvviso
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Dietro
i volti
che incrocio per la strada
impercettibili
gradienti dello Spirito
talvolta
percepisco.
Frazioni
dell’Intero
in cui
oltre ogni logica matematica
variando
il denominatore
da zero all’infinito
sempre e solo
Uno
è il
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Quando il magma di una terra cremò la dura pelle
diaframmi annasparono sui rovi dei precipizi
e lacrime sanguinanti grondarono copiose
nel perfido e bollente lago della morte
ove impossibile era l’emergente risalita
peso gravante di nefandezze al
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Santo Stefano oggi a Binasco
nell’anno del duemilaediciotto
è un giorno bello soleggiato
come ricordo lo era allora
nel millenovecentocinquantuno
in quello stesso giorno dopo
quello di Natale lì a Turro
ch’era di Milano una periferia,
sì quel
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Il giorno mi fa male e la vita m’annienta
finché non fermo il vento e arresto la bufera
il riverbero d’un lume mi scalda la sera
nella fiamma che arde e lenta si consuma
Recido ricordi _distratta_e non a caso
La memoria è un giardino,
ha un
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Siepi che crescono
sui sentieri in salita,
la visione della vita
si restringe a primavera
e tutto mi si fa più ombroso.,
Trascino vecchi tronchi
di alberi che avevo curato,
non mi servono
nemmeno per sedermi
e la stanchezza sale.
E’ inverno
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Cadranno lapilli e cenere
nera polvere e fuoco ardente
alzai occhi al cielo e accecai
"fuggite tra i ruderi e le macerie
sconsolati pastori del
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baluginio di luci
dietro ricordi intermittenti
fra un intervallo e un altro
tenebre avvolgono
come un’onda
confondendomi in un turbinio di parole
a ritroso nel tempo
è un albero di Natale il presente
dove i volti amati sono un anelito
che
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Il razionale impianto architettonico
(nato verso la fine del Ventennio)
della mia cittadina mi portò
da bambino ad usare la ragione,
quando scrutavo il mondo circostante.
Gli impulsi irrazionali si arenavano
spesso nel contemplare quelle
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Ed è bello naufragar su quelle rive
orfane di un mare silenzioso
io ti apprendo o voce, tu conduci
e seguir il navigar di quelle vele
sulla linea di orizzonti, e mani
e amo perdermi nel niente
evanescenza perpetua di una vita
come un battello alla
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e,
oggi a questa eta’ ormai tarda,
e’ difficile non perdonare chi ti tradito,
chi ti ha moltisime volte infastidito,
chi ti ha voltato piu volte le spalle nel bisogno,
chi ti ha fatto irritare per un nonnulla,
chi ti ha preferito ad un altro perche’
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Vorrei correre senza fermarmi,
attraverso il deserto dei sogni,
fino a quando raggiunta la meta
si rinnova la pace nel cuore.
Sto nuotando tra l’onde in tempesta
nell’oceano oscuro ed immenso,
la fatica mi rende sfinito,
ma il traguardo risulta
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Ramo reciso
come il silenzio
e negli specchi, soli
da reinventare
ci si spoglia vuoti
di qualcosa
di qualcuno
di un po di sole.
Si appare,
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Ho indossato senza timore,
nè vergogna alcuna,
abiti di foggia antica.
Abiti coi colori dell’inverno,
di stoffe rare,
abbandonati deliberatamente.
Abiti ben nascosti,
in cassetti polverosi e bui,
piccoli e stretti,
ripiegati e
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Per le vie solitarie della notte
sbando
come un cieco, un ubriaco, un pazzo
e non comprendo.
La luce che si accende in fondo al mare
non mi da il coraggio
di oltrepassare le barriere
del libeccio
e diventare finalmente uno di voi
per esempio
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Mi soffocano
pareti di paglia
dov’era canto il nido
intessono ragnatele di vetro
dove impigliare riflessioni
non danno tregua
all’onda
che le ha travolte
a riaffiorar
a far sentire
l’unica verità
che percuote
scogli di un mare
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quando l’aria diventa cemento
duro segmento d’un ricordo
antico fantasma senza porto
che s’aggira senza tregua
svelando ogni giorno
verità nascoste
dentro un incedere incerto
e un corpo scoperto
per le strade impazza la festa
e nei cuori
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Sabato sera...
solo la luna per amica,
sconsacrata l’idea di gambe di alto
rango,
resto nel segno della scrittura...
Un pensiero invade l’addome,
accende l’ascensore e sale al cuore.
Tra lacrime e baci,
mani indifese colorano con disordine
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32782 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4231 al n° 4260.
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