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Le 32804 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Sono inciampato,
sono inciampato in un errore
sono inciampato in un dolore
sono inciampato in un odore
e poi in un tragico pensare
e in attimo di lacrimare
e in uno per morire
e ancora,
sono inciampato in un sorriso,
acqua di fonte pura
occhi di
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 | stasera sei con me
tonda, sensuale
sul mio corpo nudo
mi elevi il cuore
col tuo canto muto
mi coli addosso
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| Jibi |
27/12/2015 10:05 | 1255 |
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Lasciami
scrivere
ogni verso
è un fiore
da cogliere
sopravvissuto
alla tempesta
Ogni silenzio
l'intervallo
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Leggera respira
la tiepida brezza
ch'avvolge
non teme l'inverno
assente da tanto.
Sogno la fiamma
di quel caminetto
oramai gelida pietra.
Ripenso alla mamma
alle carezze speciali
relegate nel cuore
diventato forziere
ma sprangato da
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 | L’inerzia d’un’alba
sospinge
sobbalzando
sugli umori verso sera
allorchè
le stanche palpebre
pesanti
si chiudono
ad ogni forma di luce
tenti di penetrare l’anima
e t’assopisci
assaporando
il cullare del tuo cuore
in dolci
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 | Sentir la vita in fuga
come del vento l'alito
come del mare il mosso
come il granello di polvere
che nell'aria scompare.
Eppur di sogni
ancor si vuol gioire
che sian chimere
confuse come ombre
o astri sfumati in pulviscolo
nell'essenza del
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| e vedo ancora nei tuoi occhi
i sogni
le radici nascono dai bulbi
e sento ancora i silenzi sulle tue labbra
le parole nascono dal cuore
sospiro
e nella notte l'eco delle fate
bruma nel buio
sorrido
e guardo il tramonto diventare oro
di chiome al
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 | Le memorie sono il respiro senza tempo
di un accordo effimero tra la vita
e le solitudini dell'anima
Alimentano bagliori improvvisi
tra le pieghe della mente
quasi melodie che ancora entusiasmano
delicate meraviglie che gli anni hanno
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 | E penso ad un percorso alternativo...
Tronchi di traverso nel sentiero
fermano i miei passi
Sono gli uomini che creano gli ostacoli
che spezzano il ciclo della vita,
la Natura è madre premurosa:
respira per farti respirare
Così ora
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Adagio nel fumo grigio che mi slaccia dalle stelle.
Tu vieni: afferra redini e capestro di questo grande carro.
Dietro la tenda un bimbo piange
due braccia strette ad un giovane cuore
indisturbate cullano l’alba del tempo.
Si sollevano gli anni
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Questo frastuono
non m’appartiene.
Questi bagliori
non penetrano
il mio cielo.
Ho chiuso gli occhi,
e le
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E se si spegne il mormorio del fiume
e cessa il fremito dell’anima
se cavi dai pensieri con le unghie
quel tarlo che scricchiola
quasi fossero di legno
se prendi la parola, la spacchi in due,
un colpo secco, sordo, senz'alcun rumore
se tace il
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nella mia solitudine
beato, mi appartengo.
Indosso quel vestito grigio
m’assottiglia l’ombra,
s’allunga a definire quell’orizzonte
si scontra e poi m’accarezza
per divenire tutt’uno,
essere me stesso.
In solitudine son libero;
sto con tutto ciò
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Annega lo sguardo
oltre fumose volute
di furtivo silenzio,
distesa su astratte ombre
sprofondo su sogno disfatto
Torbida deriva
in cui vivo, comunque vivo
- atomo d’infinito
al confine d'eterno nulla -
istoriando rinascita
in monocromo di
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Avrei dovuto sapere
che era l'ultima volta
ed ogni cosa contava
più di ogni altra nuvola
Avrei dovuto prevedere
le follie del mio sogno
e non lasciarmi scivolare
verso il delitto del mattino
Accontentarmi del segreto
che resisteva fra
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Arguzia vivace
negli occhi diamantini,
luccicanti iridi
s'addensano d'azzurro.
Mondo variopinto
colora
prati di nuvole incipriate.
Vita risplende soleggiata,
fantasticando
ignote attese
profuse da un domani fiorito.
Positiva
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Rialza
l'anima piegata,
imprigionata...
sorride
alla Tua Mano di carezza,
risolleva
la schiena sua
curvata su se stessa,
ritorna
allo stupore della
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Abitano in me le paure
a cui non so dare un nome,
silenti si annidano di giorno
per poi trafiggermi di notte,
quando i pensieri sono
facili da imprigionare
nel labirinto del tormento...
A volte come serpi velenose
deviano i sentimenti e dal
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 | Vittima di coscienze
annegate in fiumi di noia
che avvolgono i tuoi sensi
in sorde armonie.
Ti senti meno sola
nella tua maschera di finte perle,
Non è Vero? dio mio!
Mai avrei pensato fossi così, stolta.
Resti vana,
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Anelo indomita volare
quale bianco gabbiano
nella frescura dei boschi vagare
tra sorgenti d'acque chiare...
Se arriverà il vento, quieta
l'accoglierò tra i capelli e le gote
per uno squarcio di luce dorata.
Voglio saziarmi del
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L’inverno incede, e urla agli ontàni ignudi,
e nel mio cuor qui alberga il cimitero
dei sogni miei; e tra le nevi e la nebbia,
e questi spettri di perpetua brina,
e tra le mie ansie e questi miei singhiozzi
e i tetri attimi, e su questa
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A gelide folate
ultima dimora il vento...
pagine del cuore
illeggibili incertezze
prive loro sì
di alcuno senso...
livido il riflesso
l'anima lenisce
e s'allontana di fretta
che felicità sguardi tradisce
e fatica alcuna
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E quando vo vagando coi pensieri
nall'algida notte e pur senza stelle,
in me tutto ritorna quel che ieri
apparia tempestoso in mar ribelle.
Il cielo col suo astro ognor splendente
parea piovesse fulmini e saette
sempre pronto con l'arco suo
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Quanto di te
c'è in me?
Quello che hai visto,
quello che hai provato
pensato scoperto e sofferto.
Come sei stato,
come hai giocato
gioito goduto e amato
e tutta questa esperienza
che chiamo me
poi sarà qualcun altro;
o
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 | Nostalgico suono il ticchettio nella mente
sinfonia oltre l’angoscia riflette
che pioggia fitta sui vetri è teatro danzante
tra ombre che brillano spiraglio di luce
al bacio delle Tue carismatiche mani
Gocce le lacrime che tremano al
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S’espande il vuoto intorno
anche il silenzio ha un grido nuovo
cieli senza voli, inesplorati
si rovesciano nel mare
È tempesta fuori
dentro di me il fuoco s’alza
ad incendiare i sogni
Un attimo d’eterno pesa
come una zavorra sulle
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Deflagrati i sensi
dal nulla che, alla lunga
impregna e ammorba il cielo:
scuoti la testa,
quasi a scansar
nemico invisibile.
Attento! E’ dentro
di te, abita i tuoi vestiti!
Ti precede in casa, quando ne fai ritorno!
Sembianze tue,
ancor non
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Ponderato
discernimento
di ciò che secerne
vizio
o mellifica
sagge virtù
ed io nel mezzo
riflesso
in innumerevoli
sfaccettature.
Poliedriche
fantasticherie
d’un ego mai
domo
che spazia
tra screziata indole
incline a
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Io so sempre come va a finire
sono l'oracolo e il fattucchiere
io conosco le spine
come voi conoscete il miele.
Io sono sbagliato
l'ingiusto, il bucaniere.
L'amore?
E' un coltello piantato nel cielo
un torpedone
che ti travolge sull'orlo del
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Il gigante questa volta
è più stanco della notte
per difender la sua luna
oggi ha preso troppe botte.
E disegna la sua voce
sui cristalli del tramonto
per vederla in controluce
con gli stessi occhi del vento.
Ci si trucca da
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Originalmente a ciò attigue,
internamente personalizzate,
tutte e due mal native nell'accasamento
della demarcata introspezione;
due calamite inforcano la stradaccia
ad entrambe opposta,
della traviata, non gettonata
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32804 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 9481 al n° 9510.
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