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Le 5350 poesie in esclusiva dell'argomento "Ribellione"
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Come un onda di coriandoli inumani
sospinti nella pietà dei campi di papaveri,
scagliati nello scoramento contro una muraglia oscura
pieni di pianto inginocchiati al suolo
mille occhi smarriti fuggiti da lontano.
Sento le gracili manine
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 | Diametralmente opposti
finiranno per convergere
gira che ti rigira
un passo tira l’altro,
vagliata ogni istanza
scandagliata ogni parola
in assenza di spine dorsali
si conviene lo stesso zatterone.
Fratelli sinceri sotto i riflettori
paladini
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Comunque in fondo
sono nata dalla mia solitudine
e amo quel rumore dentro la testa.
Amo osservare, entrare
silenziosa nella pelle di chi sento
ma non sono fatta per gli insiemi
piuttosto di zeri insommabili.
Se il cerchio stringe, lo
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 | Per amore
si fanno ridicoli gesti,
l’egoismo è uno di questi;
niente figli? C’è chi li fa come
conigli; l’emigrato è uno
di questi.
C’è il privilegio
dato da Dio per procreare,
il suo mandato se credi ... non
lo puoi
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| Sarà del cromosoma istanza
a marcar tanta distanza
dalla vostra ipocrisia di retorica forbita
Coll’arroganza d’una sapienza logorata
v’affannate per lasciar la traccia
E mentre la platea di nani
vi nutre l’io ideale
lasciate righe dormienti
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| Non è niente
forse poco
nel mio studio solenne
quale sguardo ritroverò.
Inebria l'occhio pigro
alla ricerca minuziosa.
Sì, lei scava va...
formichina silenziosa
penetra nella costola verde
laddove io sono nascosta
e
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Esistenze segnate nel paradosso
di interminabili vissuti opposti,
apparentemente non riesco mai
a giocare il perfido gioco degli altri.
Nell’interminabile carosello di sentimenti
l’allegra rincorsa al desiderato pupazzo
in questo insopportabile
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si frantumavano lente e rapide
le tracce sulla rena
fin al terrapieno del fiume.
e, l’attesa emigro’ sul pietrisco pestato.
prolungato l’urlo per la minaccia colpevole
impresso sul velo nero del lutto.
non ero ancora nato
me l’hanno
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Superattività verbale e parole
parole da collante
a situazioni spente
lente, stagnanti.
Ma suoni rumori
piangenti piagnoni
i tecno- bambini
i cretini i cretini
tutti al Tg
(al Tiggì se volete)
e comete comete:
"Ma il
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Vivono ovunque
anonimi
gli uomini qualunque.
Indefessi
si svegliano spossati,
e si coricano
ancor più stanchi.
Sono i semplici, i puri.
Costoro
si spendono
per l'alveare del mondo.
Li amo,
per la propria umiltà
la loro
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Nello strazio urla:
...è un inganno!
Tra Paradiso e Inferno
Svuota le tue mani dagli orpelli
Nudi d'ambrosia e seta.
Cadono i tuoi pesanti piedi
nel liquido cemento di un sogno.
,Fino al fondo, più fondo del
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 | Domani loro incuranti decideranno
non si ferma la macchina col bisbiglio,
tu umile idealista di magica natura
in cuor tuo soffri le pene d'inferno.
Il programma è quello prestabilito
anche i pareri son figli e figliastri,
si va avanti
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| Agguanto il vento per la coda,
il rospo al suo goffo salto
ed il fato al proprio, ingombrante,
inetto balzo...
E così insipiente, trasparentemente,
metodico e quasi bruto e febbrile...
...navigo sul dorso d'un drago infuocato,
dicendomi
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| I falchi sono fuggiti dal pianto dei ginepri
inseguiti dal dolore delle fiamme aggrappate al cielo,
gridano disperati attraverso il vento
che spazza famelico tra i salti anneriti.
Mentre l'aria attanaglia le vene inaridite
nel martirio di questa
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 | Quando si rimane per
troppo tempo ... come infermi,
la fiamma interiore della speranza
si spegne; una giusta revisione può
nutrire ... il paesaggio invernale del
cuore; così non gli rimane la noia
e la disperazione.
Quell’uomo
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| Ad ogni modo è successo:
s’è infine coperto di polvere
ciò che restava dei ventricoli
e il sangue fatica a scorrere
per il fiatone ad ogni globulo sull’uscio
e pensavo fosse una scommessa già vinta:
non per vantarmi,
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 | Storia di ieri dove l'uomo apriva il solco
in questi ondulati lidi dal sol baciati,
l'arte lasciava limpida l'impronta
e in versi e immagini apriva la danza,
tempo di nuovi pensatori ove la politica
ritrovò verve e pregiati nuovi
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| T'attorciglierò con tutta la tenacia,
con tutta la mia forza,
con tutta me stessa... malefica e maledetta.
In una morsa stratosferica, circolare,
trasparente e spugnosa a me permessa.
E sanguinaria e succhiasangue:
non ti farò
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| Alle impronte di chiasmi, agli incroci
freschi - al tatto -: a due respiri da spartire,
alle non viste lettere di un come fosse parusia
- lascia che sia - taci - lascia che sia - E sia.
E disimparo un alfabeto furibondo, da ultima
paressia che
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Lia |
29/07/2015 21:37 | 4375 |
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| rosso fiore che bruciava dolcezza spezzata di bombe
pianto d'un sudore di primavere tritate di madri
sole d'un mare di versi col cuore a Kobane
vento impazzito di corpi spezzettati di silenzio
trema giovine immensità di futuro
lacrima
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| Senti quel verso che stordisce
richiamo d’aiuto balbetta ogni dì
non facile rimanere estranei
il tempo non facilita
a così tanto
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 | Muove il tempo magie e dolori
travolge e inonda senza chiedere,
e tu prostrato e sfatto
difronte alla realtà del momento.
Tu ... uomo esitante nel tuo sentiero
i ricordi familiari li vedi ancor presenti,
atroce quella pugnalata sfibra.
No,
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Sei un bastardo
ma lo sapevo già.
Ti avevo conosciuto
in altre vite
e riconosciuto
nel tuo crescere
e non scorrere.
Galeotta è stata la trachea
che sembrava palleggiare
la paura e giocarci a squash
facendola rimbalzare
sulle
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Sia santificato il tuo regno
qui di fronte alle foglie nere
che chiamano la notte oscura
nel momento del disprezzo
Che sia perdonato il tempo
intercorso fra due gocce
ed i mattini mai dimenticati
lontani come nubi di un sogno
Ogni preghiera
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 | non si vede nessuno,
solo la mia ombra nella foto
scattata non volendo nel vuoto,
il mio fiato
non vuole disturbare il silenzio
e sfugge,
rifugiandosi tra le nuvole
ma poi torna,
alla testa di un esercito di venti,
per distruggere il vuoto
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| Desire |
21/07/2015 23:47 | 1558 |
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Or che il vento si è fatto più lieve,
tornan scene vissute alla mente,
giorni fatti di pioggia e di neve,
volti e cose perdute nel niente.
Tra i miei campi dorati sognavo,
lieto e immerso al mio tempo lontano,
e col cuore allietato
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Où va la lueur
qui ravive la flamme
des êtres égarés
sans repères d'amour?
Où va la larme
qui réveille nos consciences
endormies par la vague
des lacs gelés?
Où va la main
qui
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Si dipanano ovunque
come serpi sibilline
sentenze mistificate
e apparenti vittorie.
Popoli schiacciati
da debiti pilotati.
Orgogliosi perdenti
penzolanti a testa in giù
sopra la distesa
di macerie scintillanti.
Apparentemente i
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 | Ti vedo cara vecchia Europa
sempre intenta a far di conto,
fra spread e deficit incollata
e non alzi più lo sguardo tutt'intorno,
c'è altro che si è disperso sul proscenio
valori di pace e fratellanza gettati nel fosso.
Si
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| Hai perso i tuoi sogni di bambino
la paura ha cambiato sesso
imperiosa t'ha confuso
e lo senti nei visceri
lo senti nelle braccia
nelle mani quel tremore.
Il tuono è ormai lontano
ma le macerie restano
e sono tue
come tue sono le
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Lacrime di sangue
quelle poche gocce rosse
che il vostro volto ha preteso ancora
come un pegno sul mio tempo
Catene arrugginite
che stringono ogni giorno
quasi il vento fosse una maledizione
non entrata nel mio spazio
Nuvole di pietra
quelle
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5350 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1411 al n° 1440.
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