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Le 5350 poesie in esclusiva dell'argomento "Ribellione"
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Nessuno tocchi Caino:
questo è il messaggio divino.
Dov’è Abele? Non ne ho conto,
mica sono il suo custode
dacché prende la tua lode
se un agnello, riverente,
lui ti porge in sacrificio;
per la mia fatica niente!
E il frumento in beneficio
e la
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 | La casa lasciata vuota
dalla sua morte
urla la vita negata.
Perché
vulcano si scaglia
controvento, arde
e spegne il battito.
Zone d'ombra fagocito,
tremore travolgo,
percezioni confondo.
L'ho visto, era lui
in quel fiume
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 | Ascoltavano melodia della vita,
respiravano aria pregna di note,
erano farfalle a toccar fiori,
erano uccelli a salutare il sole.
S, ode rumoreggiar di basse onde,
il mare della libertà è tranquillo,
si vedono da lontano barche
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 | Eri di lato come nel vangelo
a Cristo che invocava il padre santo
disteso sulla terra senza pianto
con gli occhi spenti rivoltati al cielo.
Eri venuto come un pellegrino
tra tanta gente orfana del sole
col grido dei fratelli nelle gole
e l’abito
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| Non so cosa fare, dichiari sconsolato
qui e altrove muore la speranza. Replico:
anche tu hai la proprietà delle lacrime
esse misurano il mondo, lo riverberano
terso in salino toccasana. Lo cambiano.
Scendono copiose di fronte alla
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Ormai è stufo di vagabondare
tra le carte del mazzo
ed è stanco di farsi guardare
con estremo disprezzo.
La regina di cuori da tempo è un miraggio
è soltanto una scia
prenderà il suo bagaglio di lance, di picche
e
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 | Tu
che vieni da una terra
impastata di sole
di bianche arene
e rossi tramonti
tu
che hai il cuore
con rintocchi sinceri
e appena sorridi
la libertà abbracci
non bagnare
le tue radici di pianto
per sopravvivere
alza lo sguardo
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 | Come pioggia fuggita
nella voce del vento
un dolce respiro
ci stringe
Fratello
Del silenzio di ieri
un sorriso
tra le nubi
che oscurano il
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 | Non uno
forse cento
e ancor di più
li ho visti giù cadere
e non rialzarsi
lasciati dalla noria
alla catarsi
di questa vecchia vita
in sfacimento
coperti dall’incuria
e dallo stento
di mille bocche mute
e abbandonate
sul ciglio
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Su per le scale di una persa vita
ho visto mio fratello morire, e non di paura
senza effondere agli estranei alcun lamento
nonostante lo stridore con le domestiche mura
che niente avevano a che fare coll’infinita
immediatezza dell’accaduto sul
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Ho visto mio fratello morire nel vento
ho visto mio fratello morire in un ruscello
limpido di desideri fatti di alluvioni e fiori recisi
mura scolpite da mani ignude
e parole trovate sotto pietre cadute
Ho visto mio fratello tra i sassi di un
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Restano i fiori in questo mare amaro
segno del tuo passaggio
nemico del coraggio
di offrire agli occhi spenti il vecchio faro.
Restano i volti sconosciuti e assenti
tra le parole vuote
dinamiche e devote
che sanno di velluto e falsi
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Si dorme troppo fratello mio
tra i piccoli mandorli al vento
nella polvere che grida dei figli
mentre muori, con l'aria fresca tra le mani
addolcite d'uva passa.
Si piange meno sui deserti infuocati
nelle dita assenti - comunque - puntate sul
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T’ho visto cento volte e cento ancora
sul mare dietro un sole grigio e spento
nel mettere sul piatto il tuo lamento
spedire questa vita alla malora.
T’ho visto sulla strada traditora
tentare di raccogliere il momento
col volto illacrimato
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L'immagine vola
sei splendida dai mille colori
vesti giardini a festa
mentre col profumo gli animi inebri.
Nessuno conosce l'anima
fragranza di tristezza
di solitudine anneghi
ogni movimento l'onda annienta.
Osservi deserto
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Io ci sono,
chi sa' se lo sai ...
volerai sul mio domani
tenendomi e scaldandomi le mani.
Sono grande con gli occhi da bambino
in cui è difficile, essere padre,
capitano senza una rotta
in un giorno che non ha futuro.
Rimproveri ad
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incatenati al suolo di un cielo dimenticato
dove anche le farfalle hanno perduto i colori,
grida di bimbi aggrappati al tuono dei fucili
lungo le strade disseminate di graffi sanguinanti.
Sui seni avvizziti di madri intorpidite dal
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Nella mia città ti accoglieranno tra sputi e insulti
non farti accecare, qui non è mai un giorno buono,
guarda come scappano al primo tuono,
come topi scappano al primo tuono.
Svegliati e fammi sognare, svegliati per noi.
La tua voce
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Questi miei versi insulsi,
spacciati per poemi:
scribacchino, non provo a cancellar impulsi.
Se al tremar di cero, tremi
se al sussurrar d'amor, mori
cerco di scovar novi sistemi...
Vinto dal giorno e i suoi albori
foglio bianco, abbacina gli
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 | Non voglio
esser normale,
né reputarmi
sano.
Se questo è
l'uomo dei tempi attuali,
l'equilibrio di tal specie
è inumano.
E non parlatemi
d'un abile diversità,
perché è proprio della sua
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 | Tutto passa nel far del tempo
ma ingessato resta il confronto,
chi più ha ingegno di natura
e non viaggia controvento
sempre ritrova pieno il sacco
e ci gozzoviglia alquanto.
C'è pure l'altra faccia reale
che ti dà meno
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Io strega e meretrice,
danzo intorno al fuoco vivo
al suono cupo dei musici di Dio,
mentre voi stupite stretti
dentro i vostri cilici
come i mostri dell’anima più nera.
In questa notte dei corrivi amori
con me attorno al mattino di foglie
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Guardo il mare grigio di novembre
e rivedo come in uno specchio,
i miei tormenti,
ad uno, ad uno,
venir fuori dalla mente.
Sono figli della rabbia
nei confronti dei lecchini e prepotenti,
che minano e insultano
continuamente la nostra
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Non è il solo abbruttimento
che mi sconvolge,
non è nemmeno la puttana inerzia
o l'anchilosarsi di cervelli,
e neppure l'annegare
nella perniciosa comodità
dell'egoismo.
Non è nulla di tutto
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Lutti nelle case nelle scuole e nelle chiese:
lutti per i nostri affetti,
distrutti.
Consapevoli di un’esistenza caduca
invano urliamo
alle pale nel vento
“Padre, perché ci hai lasciati?”
Indifferenti le macerie rispondono
alla nostra richiesta di
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Au gré de ma joie je t’emmenais
lointaine amie des hivers,
ton sourire amer j’effaçais,
Jeune fille sans repère.
Pourquoi quérir l’affection en toutes saisons
et la jeter dans le parchemin des velléités?
Pourquoi se jouer de la crédulité
et se
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Storie moltiplicate vere
in ghetti da abitare
per noi
tutti e zingari
che non digeriscono il termine
salvazione in accomodamento...
virgole di lerciume
fuoriescono da lardosi digerenti
contando favole
che non fanno dormire
l'atavico
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Vorrei prendere la mia personalità
sopprimerla
e dire a questo ego
di smetterla di prevaricare
di alterare la mia volontà
di cambiarmi e trasformarmi.
Io mi ribello a chi
volete che sembri!
Non voglio più parere
un
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Mi tingerò i capelli di verde, blu, rosa e viola,
m'allungherò, m'allargherò spropositatamente;
il naso, il mento, la bocca e mortificherò i miei occhi.
Sì! Pur eliminando dal mio viso, le mie folte sopra
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 | Nul ne voit les perles nacrées de l’amour,
invisibles gouttes de sentiments,
naviguant silencieusement,
à l’abri des déserts affectifs.
Quantité d’âmes vénales,
unique en leur genre,
incitent les êtres fébriles,
comme si de rien n’était,
A
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 | Nella stagione delle foglie morte
pianto dal cielo e freddoloso sole
a riscuotere le depresse folle
pochi denari e cenere nel cuore.
Ecco le grida su progetto grande
promesse di obiettivi d'ambizione.
Dall'altra parte niente a rottamare
e la
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5350 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 961 al n° 990.
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