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Le 38035 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Quando non aspetto altro
di poter dimenticare
il colore delle ombre
e qualche lamento acceso tardi
È proprio allora che esito
un ricordo od un profumo
appeso al cuore
stancamente, come un dolore
La sera non ha pietà
per queste
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Effigie versano
lacrime di sangue:
mortifero ossimoro
che umilia
finanche l'ingenuità bambina.
La credulità millenaria
vanifica plasmatiche tissotropie
per movimento sussultorio
di sapienti mani.
E non c'è viatico
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| Anna62 |
16/03/2015 22:01 | 1457 |
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E chi non è
contro ogni violenza?
Anche il più sordo
uomo del mondo
di certo preferisce
la coerenza
e non di cascare
oltre il mar profondo.
Purtroppo oggi
con tanta confusione
è difficile
la violenza evitare
e chi
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Passeggio fischiettando
incontro al Sol che tramonta
mura turrite a settentrione
ricettacolo di gechi epicurei;
color ambra attenuato, pronto ad esplodere
atomi energeticamente parcellizzati:
da scudo si ergono
al mutar delle stagioni
al cangiar
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 | Come m'è dolce questa quiete serotina
quando come bimbi stanchi di svaghi
cedono al sonno passeri e colombi,
la palma muove le loquaci braccia
e il vento racconta fole a voce bassa.
Solo il mare onda su onda
insiste a
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| sfuma svanisce
senza profilo resta
macchia confusa nella testa
bozza di colore nella bruma
ombra scura
lesta
si consuma e dirada
raccoglie
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Con le spalle a un faggio bianco,
dipingo il mondo che vorrei
con occhi, verso trame di verdi foglie.
L’impresa è ardua ma la tela è bianca e vasta!
Ogni possibile colore è sulle mie dita
che plasmano il centro del candido
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dicono che il sole sorga ad est
ma sovente l'ho visto nascere
da altri punti
in notti di nodi
e singulti
sulle rive d'una landa sconosciuta
a volte anche da sud
dove spira caldo il vento
o dentro a un bicchiere
con canti di sirene
io forse
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Interiore, assolo della coscienza,
nella solitudine del pensiero.
La lunga gittata delle fasi,
primordiali, attuali.
La rivista del passato,
periodico contrapposto
alla realtà del presente.
Un abbonamento scaduto,
non sfogli le pagine,
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Accogli, generoso e indifferente,
i miei pazzi notturni deliri,
morbida consolazione, rifugio della mente,
hai ormai ascoltato troppi inutili sospiri.
Mi seguirà il tedioso fiume di parole e di gente,
festoso e silenzioso nei respiri
della
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 | Un giorno, se Dio vorrà ti rivedrò...
Splendida, avvolta in una luce immensa,
ti ritroverò ad aspettarmi sorridente
come sempre facevi a casa.
Finalmente ci abbracceremo forte
e ci baceremo come nei sogni,
risentirò il
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Il santo che prega, il fiume che scorre
l'erba, che cresce in silenzio
e il prete che suona la sua campana
la pioggia che cade e il bambino che dorme
il fuoco acceso e l'anziano che riposa
la vita che fugge e le stelle sole
l'infinito, e
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Io ho bisogno delle parole
delle parole disperse negli antri ignorati dell’anima
delle parole taciute nel silenzio delle notti senza luna
delle parole sepolte nel trambusto del giorno che non mi appartiene
delle parole che sanno cantarmi il cielo e la
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I ricordi sono ovattate nubi
su quelle danziamo,
son mari
dove naviga la vita.
Incantevoli onde
ci cullano fra
dolci sorrisi
inquiete tempeste
e poi brumosa campagna
d'affannate e gaie risate
di corse in bici,
poi mare
ed ancor
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Verrà, lo sento, e già la primavera
infarcisce di fiori le bordure,
lungo i tratturi i mirti hanno posture
di eleganti mantelli di pantera.
Verrà, lo sento, ma non so che cosa
farà di me il domani mai sincero
e io
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 | Ora si guardano nella lontananza
dentro la memoria
senza sofferenza
ammirano silenziosi
con lo sguardo perso
la
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| Evanescenti i sigilli
che accorpi a chi passa;
non copri il dolore
di chi si addormenta
nel leso antefatto
di un'aspra panchina.
Su pagine bianche
in palpebre stanche,
rimuovi il tuo patto
col mondo.
L'orbita sorge in
brandelli di
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Mio
è questo cielo
rotondo e fragile
immenso abbraccio di un tutto
che torna
ciclico battesimo di albe che abbracciano il silenzio
e lune accese a vegliare i sogni dei poeti.
Mio
questo immenso amore
fatto di parole chiare
e
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Come può una
piccola Cinquecento
andare a passo
con una Ferrari?
E’ come dire
a un piccolo bambino
su sveglia!
Alzati e vai a lavorare.
Purtroppo oggi
tanti fan quella fine
che il piccolo corre
dietro il più grande
e
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 | Appesa fra i rami
di alberi secolari
pieni di foglie e gemme
sospesa tra cielo e terra
oscilla avanti e indietro,
l'altalena.
Vola leggero nell'aria
il seggiolino di legno
con sopra un bambino
si posa la mano
dell'amico che spinge
sulle
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 | S'un viale di gialle foglie si cammina
loro, bagnate, non fanno alcun rumore.
Indimenticabile
il calor della tua mano
inevitabile
il nostro ultimo racconto
ineccepibile
il tuo superbo profumo
indispensabile
il tuo esistere.
Ora la
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| Sincronismo: le lancette.
Una variazione simultanea
nell’illusione nella determinazione
del tempo.
Guadagni l’ora
che hai perso:
ma scorre veloce il percorso
della vita.
Una meta da raggiungere.
Una corsa per conoscere l’arcano
e
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 | Parlare di qualcosa
pensando a qualcuno
rimanere soli
disgustati e stanchi.
Vivere col vuoto
stretto in una morsa
sentirsi un po’ diversi
sfiorando sguardi spersi.
Ricordi e confusione
nebbia e disperazione
silenzi cupi e pianti
tremanti
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Partenze di ritrovate incognite
Salutano l'arrivo di nuovi timori
Cullata dal dondolio dei ricordi
la nostalgia si aggrappa
alle mani del tempo
e nel perdere la presa
scivola all'indietro
tra i binari del passato.
Scorrono polverose
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Costruttori di labirinti
confinati in meandri di non senso.
Chi a voler fuggire con ali artificiali
improvvisando il volo;
icari caduti per troppo sole contro.
Chi, drone lanciato verso il meridiano
del nulla.
Il viluppo si snoda in vortici
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| Anna62 |
13/03/2015 21:28 | 1580 |
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Chissà dove va il pensiero del poeta
o quale sia la sua prossima meta
se ovunque si guardi all’infinito, non c’è traccia di lui
e non se ne rinviene scia, nemmeno dove il confine
appare scandito da logiche appassite
al sole d’amene
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 | Dolce la musica
trascina
nel sentire dell’anima.
La mente spazia
lungo la foce del fiume,
sulla riva del mare
e nell’aria imbalsamata
che profuma di rose e magnolie.
Immagino di sentire la tua voce...
e vorrei ancora salire
là
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Pensiero mio triste s'en va haimè scarno,
vagando pel bosco, tra verdi sue piante,
si fa doloroso pugnale allo sterno,
sapendo quel verde già farsi distante.
Ed or che distanza si è fatta prigione,
indugia al ritrarsi
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 | Quiete solenne dalla falce oscura
che miete vite priva di rimpianto,
trema al suo passar il corpo di paura,
mentre smarrito scruti chi ti muore accanto.
Ma il giorno che poi scocca la tua ora,
al corpo aderiscono le angosce,
viscida guaina ti
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Ho visto cose strane
penetrarmi dagli occhi.
Ho visto l'agitazione violenta
della pelle del mare e del lago,
il tempo burrascoso,
il vento furioso,
incessanti piogge
fluire dalle bocche
e dalle mani sane
di menti abili nel banale.
E poi ho
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Salgo tra la platea,
altro non scorgo,
che alberi spogli,
che tra velate foglie,
buttan gli sguardi spauriti,
in un Mondo
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38035 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 12391 al n° 12420.
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