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Le 38004 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Singhiozza il silenzio
sull'argine del tempo
rimasto sospeso
come profumo di sandalo.
E s’aggrappa
alla pallida luna
che entra dalle fessure
come un bisbiglio dietro la porta,
ricordo sbiadito
che sfiora il viso
senza pietà
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Precipitano i rumori
assordando la vista
con la polvere della vita.
Le voci vacillano nel rompersi,
come vasi di vetro,
tra le schegge della notte.
Sussultano le certezze
minacciate da una fine incombente,
nell'assistere alla
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E non finirà
questo momento,
perché domani ne ricorderò l’essenza.
E quando tutto sembrerà perduto,
esso ritornerà,
per ricordarmi cos’è che nasce
e mai muore.
Così,
nell’attimo che rinnega il
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 | Lontano i tempi dei bollenti spiriti
cui poca terra avesti a dissodare,
una compagna in iter poi acquisisti:
amor modesto ma non certo vano.
Poteva esser diverso ... in peggio, pure;
rimpianti, delusioni, non scherziamo!
Sarebbe mezzo gaudio ...
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| Sono un assassino,
ho ucciso la pretesa,
lasciandola marcire,
solamente per difesa.
Sono un sognatore nato,
dono sempre quel che posso,
mi sono illuso a volte,
sotterrandomi in un fosso.
Sono il mio miglior dottore,
avró cura di me
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Le più belle parole
le si scrivono sui muri
con le bombolette spray
tra le mani
sperando che l'amata
le legga domani.
Versi di follie rubate al cuore
scritte da pazzi
che sfogano il silenzio
intrappolato da anni
nella gola
e nulla
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C’è pioggia qui sul lago a mezzanotte
con grosse gocce, che scendono furiose.
C’è pioggia qui nel cuore, voci rotte,
che ormai non suonan più che note erose.
E’ tanto che la pioggia non lavava
ricordi che da tempo eran sopiti,
e
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 | Le labbra non sanno più parlare quei giorni stretti tra le dita.
Gli occhi, invece, s'appannano perché
tutti i fogli scritti da ragazza sono stati solo ombre
estinte dalle strade tortuose scaraventate accanto alla mia porta.
Un tempo
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| Piove
acqua grigia,
come un sipario
cala il suo giogo,
il suo gesto estremo,
favolistico,
di distanze
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Scaglie di sole brillano
piccole gocce di rugiada
e luccica il fil d’erba
a mattino presto,
quando la foschia
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Stretta alla resa
- ostaggio -consegnata
al nuovo giorno
anch'io, tradita
sconto la mia croce.
Tenacemente
avvinta al girasole
invano attendo il polline
nel vento
che insemini il mio grano
d'utopia.
Incombe, già
un'altra
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Le nere nubi stan braccando il sole
che ha terminato quasi tutto il viaggio
dovrebbero inghiottirlo, ma non vuole,
quell'astro d'oro che non é
un miraggio,
di quella luce splendere da sole
vorrebbero, o quantomeno un raggio,
ma
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E rimani deserto
pallido terreno d'arare
da rivoltare in silenzio
e rimangono cose, cose da dire
lettere da dimenticare, o mai spedire
il luogo dei suoni, delle mani strette, poi smarrite
dentro le tasche vuote,
rimani deserto, vento che
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 | Tremante
il singhiozzo del vento
affoga nel giorno
un sentire perplesso
avvolge il momento
la vita in un attimo,
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| Volli inchinarmi,
dinanzi alla sua bellezza,
acuta a tal punto,
da far crescer l'imbarazzo,
raro nella mia persona.
Osservai le sue labbra,
il suo labiale,
e quasi non ascoltai piú nulla.
Mi persi nel battito,
ch'era forte in
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 | Trafelate creature allo sbaraglio
travolte dall'orrore
ombre che emanano dolore
emergono dalla malsana bruma
come spettri s'aggirano
tra rovine di vite spezzate
e storie perdute.
Sotto il cielo d'un grigio mattino
si compie la
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Sfilano immagini di un mio si
come fossero figlie disperse nel buio di un tuo no...
vanno verso il confine dove ogni tua negazione si misura
nella sofferta diffamazione del mio oggi
e il tutto è solo caos, mentre il nulla solo
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Aspettami all'incrocio.
Il tempo di rubare un altro pesciolino alla memoria di mio nonno
ch'ebbe al posto del naso una pinna e scribacchiò qualche canzone sociale.
Lui che stirava colletti.
Aspettami all'angolo dove comincia la statale e
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Oltre le stelle,
dove si perde la stessa luce
smarrita, in quella sua solitudine
Trovo persone, solo in apparenza leggere
ma che portano in se
il peso di quel cielo.
Quella sete, che si fa stanchezza
nei passi stanchi, nei giorni.
Ma dove
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 | Dimmi cos'ha senso
il povero sul bordo
o il bordo del lamento
un bambino che sa di fame
oppure è solo immagine
la fame di un momento?
Forse è la mano della speranza
gli occhi vitrei abbandonati
quelli con l'anima e quelli
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Ancora una volta la terra trema
ancora una volta
ingoia con ingordigia
corpi straziati...
in cerca di riparo
non c'è pace
non c'è soluzione
mentre al potere i grandi
discutono delle loro
infamità
la gente muore
e
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 | Sei un luogo di pace
umile cimitero mio...
splendono i monti
e vicino mormora il fiume
sui bossi e sugli embrici
cantano lieti gli uccelli
e nel profumo
di mille variopinti crisantemi
si accavallano
i ricordi di tanti cuori
Vicende
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 | Lunghe plateali file
di fiori variegati
adornano folle meste
e composte fra filari
di cipressi e bianchi loculi.
Lunghe e plateali file
di fiori gialli in cellofan
confezionati
adornano folle felici
di sorrisi soddisfatti
ed
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Catena di preghiere
sul richiamo silenzioso
e su quel lembo di prato verde
dormono i nostri angeli
ricordi sepolti
son fiori vivi
oltre l’immensità
illuminano di candore
sorgente di vita
seta su orme chiare di luna
di una luna crescente
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Meraviglioso abbandonare
i morsi feroci di un ricordo
prima che dilanino il cuore
lasciar cadere nel buio
il nome che ti insegue
sciogliendo le sue lettere nere
e scoprire che si può ricominciare
come bimbi a vivere
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| Sabyr |
03/11/2016 06:19 | 982 |
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La vita è un treno. Un treno- viaggiatori
che corre sui binari del mistero
portando gente povera e signori
nel mondo della pace: il Cimitero!
La data di partenza è stabilita.
L’arrivo, invece, è un gioco della sorte,
si sale
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 | Or che quel rimpallo
mette a nudo un altro verso,
tu uomo cadi nello sconcerto...
la verità che conoscevi
ora è acqua che non ammolla,
illusione rapita dal tempo,
chiacchiera senza fondamento
che dipinge un quadro senza colore.
Sono
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| Mi piace la notte
guardare attraverso
le vetrate di questa grande finestra.
Mi piace volare
per strade, tra vicoli bui
in compagnia di gatti,
ascoltare sordi rumori,
e felpati passi.
Ticchettii di orologi
che cadenzano questo mio poco tempo.
Mi
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 | Una panchina ad aspettarmi
fra terra e cielo
perché possa sostare tranquilla,
lontana abbastanza dalla terra
a pari distanza dal cielo.
Parcheggiata così come in un limbo
a ricordare le cose di quaggiù...
belle, brutte, illusorie, deludenti
oppur
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 | A passo svelto in incedere elegante cammino
lungo strade senza tempo, senza alcun intendimento,
né meta, né riferimento.
Occhi bassi abbracciano un percorso d’ostacoli
invadenti che nel ricordo affiorano, come fossero
creature
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| Leviatano
è il suono mattutino
delle ombre,
atti fatiscenti
come domestici Golem
si agitano
tra gli spettri nebulosi di una coscienza
ancora intorbidita dalla notte;
muschio nella mente
e sangue di rugiada,
le cantilene fatue dei
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38004 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8161 al n° 8190.
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