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Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 |
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Luglio 2026 |
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Le 38011 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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mi lascio vagabondar tra i miei pensieri
logica e coerenza non m' appartiene
non voglio aver diritti e ne doveri
solo il pensar confuso mi sostiene
ideologia gabbia maledetta
toglie la libertà e l’armonia
allena il nostro pensier alla
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Anime a passeggio,
sono vaghi incroci
di traiettorie
compiute nei passi
da loro racchiuse.
Scie lievi
come l’emozione
di sensazione sbocciata,
nel florilegio di pensieri
seppur annunciati
Ma vivi,
solo nelle parole
che affollano
la
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C’è bisogno di tepore di pace tra i rami verdi
di un abbraccio stretto
c’è bisogno di occhi che parlano di colori sfumature
nel silenzio di questo vuoto
c’è bisogno di esplosione di papaveri boccioli di rose
profumi
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C’era troppo sole, troppa quiete
troppa pioggia e anche troppo vento
troppa gente moriva e anche troppi bambini
venivano al mondo.
C’era troppo mare e troppe onde,
troppo di me e di te, troppe parole
e anche troppo cielo pieno di troppe nubi
i
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Una brezza marina
che sa di resina
i miei capelli scompiglia
mi riporta al tempo
in cui dipingevo il cielo
con pennelli di sogni e d'illusioni
pennelli intinti nello splendore dell'età.
Ora il cielo è un po' scolorato
la
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L'angelo mio custode non mi vizia,
anzi, è pronto sempre a brontolarmi,
ed ogni volta il suo sermone inizia
di tutti i vizi miei contezza darmi.
Ma nel tuonare contro mia nequizia
egli non manca di rassicurarmi
se mi vede colpito da
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Mi hai appena sussurrato
che non hai più lacrime
da versare
né storie da raccontare,
né forza per ricominciare.
Tutto crollato così all'improvviso,
e un destino crudele
ha interrotto i tuoi giorni felici.
Notti
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Complicità perversa
senza remora
muove nell'intentar malefico
danno,
contorta macchinazione della mente
da cui scaturisce il male irrefrenabile,
inevitabilmente
trascina l'anima
nell'involucro abissale,
vittima colpevole
del traviante
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Troppo fu l'evo
in cui l'urlo disperse parole.
Così l'imbocco sigillò il lembo.
Il silenzio scese in lui.
Appresi l'alito
mentre cullava delicatamente
il corpo dormiente
adagiato sulla terra
da una lunga battaglia.
Lambii il
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 | Nostalgiche illusioni a volte sorgono dal niente
ed altre ancor più pesanti insistenti bussano
per sconvolgere giorni bui in pieno giorno
e le notti in cui la mente si arrovella togliendo il sonno.
Momenti che ognuno di noi conosce e
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| Ho camminato nei sentieri della mia anima
tu eri li
ancora una volta a regalarmi sorrisi
a parlarmi d’amore.
Ho guardato il tuo volto dagli occhi miei innamorati
piangevano
e quel tremore sulla pelle
mi ha consolato.
Ho a lungo sospirato
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| M’assopirò al tuo tepore,
sarà dolce il torpore (come
d’un sole d’aprile),
risorgerò
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| che uomo sono io
se diserto le mie origini
e in balia delle tempeste
abbandono, chi mi rese vitale
se in terra straniera
saziato, acclamato
non rispetto le usanze
e ignoro i loro ideali
che uomo sono
se i nebulosi dettami
d' un papiro
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Poche albe seguono a innumerevoli tramonti
lievita in quest’era l'arroganza
e celere la presunzione s'evolve
sul tempo piatto, da sembrare fermo.
Tutto è perduto dentro la memoria
- o sogno - di civiltà sepolte.
I migliori
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La sua primavera,
il sapore di fiori,
dei quali i profumi,
ricordano gli allori.
Ascolta gli uccelli,
osserva il paesaggio,
domande in lui sorgono,
sul senso del viaggio.
Chiuso in ospedale,
costretto da un malore,
infinito pare il
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Dimentico sono dei suoni di cannoni lontani
così come del mare in burrasca nella rotta appena conclusa
- la mia invece è voce di tempesta, persa in parole sconnesse e senza anima
Ora che sono sepolto nel prato dell’indifferenza
ho su per compagna
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Potrai dire che il tempo
sussurra stelle alla notte
ma non ha mani ferme
per trattenere il gesto
E che tutto scorre
prepotente ai giorni
senza mai rimandare
riflessi miti al cielo
Perché quando le ore
non abbracciano
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Niente, ha più da dare il giorno
di pallido velo, ora veste
un dialogo, muto, di terra e mare
E scava, questo silenzioso oblio
il limite e la coscienza,
la misura che fallisce,
in ciò che non perdura
L'angelo non ha più
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A te, che ancora guardi
nei fondi neri-
di caffè.
La verità
la puoi trovare
nel profondo
del tuo
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 | Nella solitudine
la sofferenza si acuisce
il dolore si intensifica,
nulla è a caso, il passato torna.
Avrei voluto, avrei potuto
ma quel che è stato è andato,
è la debolezza dell'ora serale
dove la stanchezza è
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Orazio che ore sono...
ti prego infermiere dimmi che ore sono!
Devo correr a teatro... presto!
Questa sera debutto.
Ma come faccio? Non ricordo...
no, non il copione,
non ricordo la strada per giunger al loggione!
Maledetta memoria
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Domani ci sarà solo un piatto vuoto
piangeranno i commensali per questo affronto
non sanno quel che bolle in pentola
non facile prendere nuovi spunti
la ragione prevale
precarietà ha il sopravvento
gingillo che si rigira tra le dita
ubriaco
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Ti aggiravi nelle zone deserte
le strade parevano vuote
come respiri sospesi
Mentre tu non eri
che un'anima in pena
alla ricerca d'amore
mai ritrovato,
più capitato
Ora che tutto si abbrevia
-un tragitto fatto di corsa-
senza
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che il sole legato ai miei polsi non è giallo
e le stelle racchiuse nei miei pugni
le ho lasciate andare libere nei cieli.
Ogni fiore che avevo in giardino
ha chiuso la corolla fra i petali erosi
e l'erba è la', che raccoglie timidi
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Echeggia nel vento
l'armonia d'una vecchia melodia
un tuffo al cuore
chiudo gli affanni
in un cassetto.
Mi conduce
ad un'altra stagione della vita
quando con te per mano
a squarciagola cantavo
nel viale dei tigli.
Noi
inebriati di
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Essenza sospesa,
tra sogno e poesia
fluttui incosciente, vestita
di petali di rose
ogni tanto ti svegli, ti meravigli
ogni tanto, ti scuote il vento,
sei anima,
ala d'argento che spariglia,
nella lunga scia del pensiero,
sei anche
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 | Il nulla risuonò inopportuno in mezze maniche,
scontrandosi e lottando gelido
il residuo di un delirio che accresceva le punte,
di un nulla di sbagliato .
Il sole raggelò questa respirazione artificiale,
la proporzione di un
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Vigile e guardingo lo sguardo s'appoggia sul sapere,
ampliare il cerchio con forza per svelar mille segreti,
possa la conoscenza umana innalzarsi a immense vette.
Non v'è ombra alcuna nell'invadente curiosità del vivere,
qual
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| Pagu |
07/04/2016 13:53 | 1962 |
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La vera verità
di stragi in mare
non è mai quella
che il vento decanta,
la verità è qualcosa
che fa male
ed è meglio non
saper dalla pianta.
Lasciare il dubbio
fa bene al cervello
per non farlo andare
in
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l'impossibile è un concetto astratto
il distratto pensa sia lo stesso
che immaginare l'oltre
renderlo possibile ammetto
è solo per pochi
l'arroganza è l'essenza
nell'impotenza del fare
il dire... forse
ha meno importanza
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Eccoci qua un’altra volta
a spilluzzicare parole pensieri
onde accontentare chi
nell’arco del giorno gira la manopola
cercando elaborando situazioni
in contesti alquanto sibillini
non basta la fantasia
la ricerca è ben altro
ancora tutta da
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38011 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 9601 al n° 9630.
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