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Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 - annalisabacciocchi |
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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Sorriso con sorriso
conforto riflessivo
un modo d’esser vivo
contatto ben diviso.
Sorriso la maniera
di accendere la luce
col filo di chi cuce
la strada giornaliera.
E il magico trattato da firmare
tra chi si attende e si prepara a dare
il
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 | Spazza le nubi
brilla intensamente
nella sua luce chiara
è travolgente
penetra in fondo
si riflette dentro
e la sua eco
rapida deterge
lo sporco dentro l’anima
e non dice
perché si sente viva
imperatrice
compagno del presente
e del suo
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Piccole ombre nude, spaurite
fanno capolino dalle rovine
di una vita creata su misura
per chi è vittima degli eventi
decisi dai nuovi e grandi potenti
di questa esistenza senza memoria.
Piccole ombre nude
dentro macerie senza più nome
in balia di
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Il sorriso con tutto il suo mistero
si avvolge naturale intorno a un nesso
e se felicemente in tuo possesso
ti porta per incanto al punto zero.
Il sorriso più audace è prigioniero
dell’onesta realtà del verbo omesso
e dato che rimani tu lo
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Frutto di una grande rivoluzione,
un conflitto che sterminò persone,
nata come necessità di una tutela
ma che intrappola come una ragnatela,
con promesse di diritti e dovere
c’inganna per ottenere il potere,
concepita allo scopo di un bene
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Mamma il tuo vestito
è troppo grande
per i sogni di questa valle
che si spegne nell’autunno
E non so perché questi uomini
dicano parole
che nessuno comprende
so solo che il giorno
Si è colorato di rosso
quando verso sera qualcuno
è venuto a
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Più dell’ostile tragitto
tessendo di trame ogni via
segue la vita un destino
che più per un ramo s’atteggia
il navigar sinistro
di maree in scogliere danzanti
per solo poco sventolar festoso
le loro scarne vesti lontane
e gli anni sferzati
da
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C’è sempre qualcuno al bar della luna di pietra
seduto ad un tavolino il musicista con il giornale
l’affarista che parla al cellulare
la ragazzi del bos che mostra le gambe.
La padrona del bar ha un seno prepotente
rischia di caderci un bicchiere
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ritagliare dai giornali
lettere cubitali
per farne una poesia- manifesto
già vedi uomini- sandwich
popolare le piazze
il rosso grido di denuncia
abbasso x viva y
-sordi i governanti
al lamento dei poveri
vedi: giungerà il momento
in
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Non scende la luce in questa stanza
e dentro di me muore la speranza,
su un selciato di tristezza scende
l’ombra cupa di un cielo di piombo.
Il mio petto si gonfia d’attesa
mentre le mie esili mani lavorano
fili per costruire bei tappeti,
penso
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 | Lo sport è: Maestro di vita,.
Una passione infinita.
Un’amicizia mai svanita,
Giovane, adulto, anziano,
a dire insieme: "Ti amo".
Da giovani, a sognare.
Da adulti, a giocare.
Da anziano,
la natura voler sfidare,
per ragazzi ritornare.
Spirito
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| Sottomessi ad un tracciato
dell’aglomerato urbano,
sulle orme del solcato
che tratteggia un capitano
fatto come ordinamento
per chi lagna e poi si accoda
a chi brama un sopravvento
e fa star dietro a una moda
che prospetta un inclusione
alla
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| Odo ancora,
il suono antico di una balalaika,
mentre una foglia secca e dura mi graffia
il volto rigato di sangue e lacrime.
Speranze distrutte,
desideri racchiusi
nel doppiopetto della divisa.
Con gli occhi al cielo
guardo il mare di Sorrento
e
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| Ancora e ancora
raccogliendo onde
di un tempo precario
che grida decadenza.
.
Frattanto,
il pensiero emigra
come un bagaglio di sogni
che vogliono volare
ma non possono salire
e toccare le nuvole,
poiché i giorni dissolvono
i miei sogni
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| E più non c’è l’oralità dei prati
né i nostri passi di latte nei canti colorati di soli:
come erano azzurre le ore del cielo dentro
quando dall’erba pendevano i sogni.
Chi ci spiega l’assenza dei fiori?
Dite: nel dov’è che siamo
giochiamo, noi
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Lia |
17/04/2018 21:16 | 1212 |
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| Fragili steli gelati dalla bruma
come petali sparsi nel cielo di Douma,
Non lanciate le bombe sui frugoletti,
o il gelo della morte cadrà sui loro letti.
Sommesso pianto di voci nell’aria ferma,
bruciato dal fuoco della tetra guerra.
Stillicidio
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| Il sole già stanco si spegne pian piano,
merli impazienti si bacian sui rami,
strade lucenti si svuotan tra piccole case.
Finestre appannate giocano a scacchi,
giovani ombre si rincorron monelle,
tavoli pronti aspettano i padri.
Ribollon
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| Vivo in un posto strano
dove tutti reclamano legalità
dove tutti si chiedono se
“La legge è uguale per tutti”
e poi taglierebbero la mano
a chi ruba per mangiare
senza dare un’altra opportunità.
Vivo in un posto strano
dove tutti siamo amici
e
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| veleggia col buon vento e
taglia obliquo il tempo
-la faccia bruciata dal sole-
nel solcare in solitario l’ Atlantico
il mare è sua madre
sul cui seno si lascia cullare
sogna il sogno di sé
gli passano negli occhi
le albe e le notti
il cielo
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| Sfinendo demolendo
sbalestrano soprusi
ferendo e reprimendo...
tiranni degli esclusi,
viziosi e malfattori
su vita crivellata
senza l’aver pudori
d’una croce arrecata
con torto e con affronto
dell anima cruenta,
dell’etica un sormonto
senza
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| Presi da felici anni
lontani dagli affanni
con esplosioni nelle vene
Giovani disciolti
fra grandiose catene
montagne invalicabili di pene
decisi nello sparire
come neve al sole
senza difesa
senza voler avvertire
un maremoto dentro
un asociale
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Non li toccate!
Quei fiori caduti a terra senza voce
sotto i nembi che traboccano dal cielo
hanno bisogno ancora di un po’ di luce
ora che dentro il cuore tutto tace.
Lasciateli stare
riversi sui loro giocattoli rotti
hanno già una coperta di
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Corso Umberto ha un candito sulla testa
il Re è ancora nel cuore di Pescara
mentre il Vate abbraccia una ragazza alla rotonda.
Che bella la borghesia di Pescara
mi manca il cinema San Marco
le sedie che si chiudevano
i film impegnati dei circoli
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Un colpo
secco, violento,
mi colpi’
al volto.
Gridai soccorso.
Non venne nessuno.
Ora
cosi’
colpisce
anche l’ altro mio
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Vorrei salire, se solo potessi vorrei farlo da me stesso
ma da tempo non cammino più i miei passi...
Vorrei davvero prendere il treno per scorrazzare in ogni cuore
anche in quello in cui vive ombra e non amore...
Vorrei salire accomodarmi accanto al
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Datemi una casa
una casa per dormire
una casa per pisciare
una casa dove fare l’amore.
Datemi una casa
una palafitta
una baracca
una soffitta
insomma qualsiasi cosa si sorregga
anche su pilastri di cartone
una casa dove posso
leggi

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Un tempo trasportati
in altri continenti in navi,
ammassati,
venduti come schiavi.
Nella loro patria
colonizzati
sfruttati,
dei loro beni li abbiamo
privati.
Ora sono sospinti
nel nostro bel paese,
ma respinti
nelle loro
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 | Sotto un cielo
che non lascia scampo,
sigillato a piombo all’orizzonte,
nell’acquerello di vaghi pensieri
intingo la punta
del mio sentire
e ne resto troppo
intrisa e fradicia
come spugna immersa
in rosoli profumati,
che la mano incauta di un
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| baluginio d’albe su vuoti
orizzonti - sale
la luce sui nomi perduti
filo spinato
taglia la memoria
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Occhi assetati di vendetta
strapparono a madri e mogli
innocenti anime
rastrellando fra le loro mura
Questo
per ripagare un torto
a lor parere subito
Conta fu fatta a 1 a 10
Poi... ad ognuno
un colpo alla tempia
335 anime
335
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Non parlerò della primavera
con il vento nero alla porta
ed il silenzio che culla
una sera senza luna
Non dirò agli uccelli
di cantare nella calda luce
quando sulle strade
c’è ancora il gelo dell’inverno
E le ombre nascondono
il dolore delle
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1081 al n° 1110.
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