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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Con il vostro sorriso
contagioso
come angeli
in camice bianco
mi avete incoraggiata
nei miei giorni
travagliati
di ospedale,
ed è con grande
riconoscenza e affetto
che vi porterò
per sempre nel mio cuore,
perché per chi
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 | Raggio di sole
anima a difesa
portami dove il mare è un'avventura.
Fa che il mio giorno sappia consumare
tutta la gioia che mi fa cantare
e la tua vela ardita alla tempesta
continui a inalberarsi nella testa.
Raggio di luna
candida
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Ogni momento tuo
è pure il mio
e lo rivoltoliamo
nel destino
che piange stride ciuccia
e fa il bambino
ed ogni volta
che si bagna addosso
sorride e si purifica in un fosso
sicuro che la faccia
tua di pane
si posa sul mio letto
e
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Volontariato tanto amato,
il destino
ai ragazzi sfortunati
ti ha assegnato.
Sei un angelo
del creato.
Dormire tu non puoi,
attento devi stare,
loro non
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Navigo su ruote come in volo sulla Nuova Città
per poi discendere come alieno nella foresta
sulla collina un tempo curata dal contadino vomere.
Un grande bar sbatte tazzine di caffè sul marmo
con un cornetto sapore di pane che non
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 | Inappetente
a quest'aria malsana e pesante
che mi cade addosso,
precipito nel vuoto delle paure statiche,
non respiro che il getto soffocante
del rovinoso giorno interminabile,
risucchiata in fondo a una stanza buia
giaccio immobile su un letto
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| Fatto trasalire come pianto,
trattato da passaggio,
la fuga di nuovo
egregio sublimare
di bomba disattivata
dove innanzi
ad un fast- food ci venne
paura.
La paura d'evitare parcheggi
ed avere la sensazione
d'apparire
distanti e non
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| Pagine di vita strappate come se fossero carta straccia
e quello specchio non riflette affatto la tua faccia
un laccio al braccio per legarti finanche il cuore
morire in quel momento senza nessun dolore
pochi gli anni per gettarli via in una dose
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Indelebili assenze
visibili tra le ossa spezzate dell'anima
nascondono sabbiose domande
cementificandole sulla lama di una solitudine
limata dall'ombra e
macerata sotto silenzio.
Assoli di bugie recitate
brandendo abbandoni
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Grida una voce,
urla e ricopre i rumori,
grida più forte del tuono
che gioca tra i lampi
e lacero il cuore di dentro,
sanguina!
È voce viscerale di terre profanate.
L’ululato disperato
d’un mondo annientato,
sofferto
e
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In nome del tuo dio, io misera ti scongiuro
di lavar via dalla tua bocca ogni spergiuro,
nel nome del tuo stesso grande ideale
chiedo solo armi pari e uno scontro leale.
In nome del dio che ti calchi sulla testa
il tuo elmo a cappello, un buco con
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Gira nel mio verso
e separerai le luci dalle nuvole
anche quando le speranze
accarezzano dolore sul tempo nero
Danza le mie foglie
con il vento che disegna incensi
e non ti servirà altro
per incantare anche il tramonto
Perché il
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Vola leggero
cuore di bimba,
osanna l’amore del padre,
sogno di bianca colomba,
vive tra nubi
colme di gai pensieri.
Pupilla gemma d’amore eterno,
viaggia nella galassia lontana
pensiero s’adagia sul manto stellato
come farfalla sui petali
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 | Grosso fiocco, tenero musino,
hanno trovato un gattino...
Su un muro sporco,
macchiato di rosso,
l’ultimo rimasto
dopo lo scoppio,
strillava il gatto
a più non posso.
Alle grida gli accaniti
dell’amore animale,
"picciosamente" fremono:
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Sventolan manine,
come bandiere mosse dal vento,
calda vocina oltrepassa bianche nubi,
Papà! è il grido d’amore,
occhi sfavillanti, cercano stella del cuore.
Lega all’anima immagine invisibile,
baci, moine planano nel cielo
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 | Strade bagnate
riluccicano
minuscole stelline
sul lungomare dell’isola,
laggiù
il vagito della vita
sulle impetuose onde
si confonde
con il dolore,
foglie morte
cadono leggere
sfiorando il bagniasciuga
sulla spiaggia
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| Fuori dal gregge,
prenderai la strada,
dove non conta,
vestire alla moda.
Fuori dal gregge,
sarai controcorrente,
verrai sempre osservato,
da nemico latitante.
Fuori dal gregge,
la società è quel muro,
che puoi sfondar da
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| Cerco rumori in questo spento silenzio di fine inverno.
Nella fredda stagione non si trovano bacche.
Mi nutro di semi che trovo per strada.
Sono passero in questo tempo senza colore.
Sotto la coperta grigia del cielo cerco molliche di parole
che
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Quel giorno alzarono un tendone
di strisce bianche e strisce rosse
Ho visto
un giocoliere che tutto gettava e riprendeva per aria,
nell’aria un acrobata leggero poggiava il corpo,
un trapezzista che libero volava nell’aria,
un pagliaccio dal viso
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Accendi programma. Premi.
Controllato dalla routine giornaliera.
Bloccato da un lavoro che mi sfrutta.
Cerca. Esegui. Premi.
Senza poter esprimere un proprio pensiero.
Focalizzato solo all’esecuzione come un robot.
Scrivi. Linka.
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Dove sono le armate e le trincee
tutto si è perso, travolto dalle maree
Dove sono gli ideali e gli sguardi fieri
si è ormai spenta la luce dei loro cuori battaglieri
Rimane solo un grido soffocato e poi un ombra
lì dove tutto
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Una strana casa parlante
ho incontrato sui miei passi
stamattina...
Nell'aria d'improvviso
s'alzano polifoniche
voci senza volto
all'infinito ripetute,
obliate da muri eleganti
incatenate da ferrosi legacci,
voci che non preludiano certo
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Ti trascineranno sulle note
non cancellarne il tempo
già quasi si è fermato
sassi usati scheggiati
echeggiano richiami in
confini oltre le mani spoglie
Cenere sei è cenere ritornerai
un raccontar di te
un ombra una
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Un formicaio di persone al mercato
davanti al banco dei cenci colorati,
mille voci che hanno catturato,
calze mimetiche, e olive condite.
C’è anche l’uomo che legge le carte
ma il suo tavolo viene disertato:
per conoscere il domani non
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Tante ferite adornano il mio volto
Dal tempo che passando mi ha lasciato
A te, oh cielo, affido la mia voce
E le mie urla stanche e inascoltate
Il mio cuore ramingo senza pace
Semina passi che non lascian orme
Scrivi sulle tue nuvole il mio
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Lamento di dolore s’innalza dal mare,
onda di pensieri affoga,
nel turbinio di vento e tempesta,
si dilegua nel silenzio l’azzurro infinito,
le acque lambiscono caduche ombre.
Fiume d’anime fanno anse,
inarcate,
per attraversare tranquillamente
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Un grido dalle profondità
sommerso dalle verità
lascia il riposo all'anima
lascia il tormento
nell'ossigeno dell'acqua.
Risale in una bolla
racchiudendo speranze
di un mondo sommerso
dalla paura
di essere emerso.
Silenzi e
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 | Sono il pezzente
ricco del suo cuore
la voce che non grida
ma sbravazza
il volo contenuto
all’improvviso
il bimbo appena nato
e già diviso.
Io sono il verso perso
per la strada
il sogno castigato
della mente
il sole della notte
in
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 | Stracciata come carta
da buttare
bruciato con violenza
il seme dentro
il fiore della vita
è un sole spento.
Abbandonata lì
come una pezza
consunto nell’orgoglio
l’intelletto
hanno affidato il pacco
a un lercio letto.
Ed
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Immondo dolore
Là dove l’acqua
tutto inghiottisce,
il dolore nascosto
nella furia del vento,
scompare la gioia,
l’immagine consuma
l’occulto sacrificio.
Splende l’aurora
nella terra bruciata dal petrolio,
si specchia in
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No no non è il mondo sommerso
che implora che di dolore grida
la felicità la gioia l’amore paion
sol sotto la terrestre crosta
lì esser e con timor lì albergare
guerre violenze stupri cattiverie
palesemente ove guardi
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2551 al n° 2580.
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