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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Sussurra ancora il soffio mattutino
una carezza di brina su un fiore dell’ultimo prato
l’odor di naftalina nei cassetti insieme ai fiori secchi
fotografia in bianco e nero.
Valica al galoppo più veloce della luce la tecnologia
cemento armato e
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Veneremus veneremus veneremus quadrica capa d’asino
Scatolone compendio e principe di mali novelli
Un himnus alla terza un himnus alla sesta uno alla nona
Può un povero cristiano essere chiromante pecuniario?
Può un povero cristiano essere
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non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d) io t’ inchini
l’interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di
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Barcone vacilla ubriaco d’amore
quel sentire che ognuno
vorrebbe trovare in ogni dove
non esistono compromessi
ma solo verità
lasciate in balìa dell’onda
calici di spumante si alternano
edificando scie di speranza
sino là dove l’occhio
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Lasci lacrime
sul suolo che ti ha visto nascere
parti con gli occhi verso il cielo
a scrutare l’infinito che non conosci
con la paura ed il coraggio di affrontare il viaggio.
Benvenuto nell’Italia dei poeti dei Santi e dei navigatori!
tra
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anse d’ ombre
notte bevuta sudata notte
un grumo di sangue la parola
nel bailamme l’anima dissolta
sogno
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Viva viva viva bisplusbuonevole magnofrata!
Tu potenzevole verevole paxevole totamente infra umanati!
O sluce insorgato babominevolmente!
O archepensevole spanciasentire sforlaniato!
O summevole ocolinghevole velocitevole nerobianco!
Donni e uomi
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Con mani sporche, la miseria in volto
compongo divino orizzonte
miraggio incandescente
ultimo baluardo di salvezza.
Eppure sfiorando nella memoria
di un’inquietudine profonda,
un dubbio m’acceca ...
no, migrar nell’oltre non
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Un cespuglio
sulla più alta vetta del monte
qualunque cosa voi siate
scendete giù velocemente
vincente o perdente
sulla spoglia di un uomo
vi fermerete a riflettere
scoprirete un disegno
su una traccia già predestinata
la chiamerete
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Disgregata e lacerata la chiave all’architrave degli alfabeti cosmo radianti stracciò scombinandole pesò permutando in desertiche leggi d’assenza i tratti bianchi della colpa trasmutante nel tempo dei corpi neri di cooperazioni sepolcrali di dieci
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 | Chiamò le sue due parti e furono tre contrazioni per un solo budello
Comunicò restando sempre fermo il suo potere nascosto nello scindersi del guscio dei vermi nostrani
Nella coerenza ondulatoria dei fotoni satanici sprisse marchi ad involucri grassosi
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 | Duro è il mio viaggio e ciò che sto vivendo
migrante entro i confini di questa apocalisse.
Scruto i miei occhi in un resto di specchio
e me stesso piango.
Vedo mia madre
mi guarda con gli occhi dell’amore
ed io contraccambio la stessa
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| dov’è l’altro?
l’altro è scomparso
scomparso o morto
e solo l’Io campeggia
da padrone del mondo
ma l’entità assoluta
non fa relazioni
non si lega all’altro
ma si oppone e contrappone
solo a se stesso
in eterna solitudine
(pertanto la
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| eur eca eur eca!
L’abbiamo trovata. Uot is?
Ma la mer mellata
La schiacciata di noci mixiata di galli e zigomi idiomi cerulei e bianchi taurocaudati
E stoppaticci cariati dandy at venendy atque lùk vittoriaque
Cantando o sole vai grato col muso,
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La vita per la vita non si arrende
seguita dalle ombre del passato
giocando a guardie e ladri col già dato
a questo vento amaro che non rende.
La terra con la terra si difende
decisa ad affidarsi al tempo amato
lottando contro un sole
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Stendo le braccia nell’ultimo gioco...
L’ultimo gioco è stato quello dei “grandi”
sulla mia breve carne
sulla mia piccola vita
io non sarò mai grande
Non sentirò mai più
le risa di babbo inseguendo aquiloni,
e la mano di mia madre
pettinarmi
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nei cieli di Torino
promette pioggia livida luce
uno sguardo di sottecchi
al vicino di panchina
mentre leggo Kavafis
-le dà fastidio il fumo?-
al mio cenno spegne
garbato come ne trovi pochi
la metro e sei al centro
Porta Nuova la
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E’ stato già deciso che in futuro
le macchine saranno solamente
elettriche! Le fabbriche mondiali
si sono già adattate al cambiamento.
Sappiamo tutti, ormai, che la benzina
produce un velenoso inquinamento
che rende l’aria putrida, nociva
da
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incenso incenso incenso!
incenso alle pietre umane!
incenso all’uomo della pietra!
attenti all’uomo sapiens!
Ora narro i segni graffiti sul costone canonico
Sulla prima faccia porta inciso tre lettere, una I una A una R:
scambiatele ed
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 | Cercar adagio
nei suoni e nei colori
per non far restar sola la notte
senza memoria
un rimpianto del passato
un’illusione svanita
entrò la luce in musica
per poi spegnersi per sempre
fu un segno ben preciso
puntò e sparò
nella sua
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 | Se ogni tinta di gioia è diversa
(per ciascuno una luce attraversa)
ha lo stesso colore il dolore
che nel buio a cercare s’affanna
chi alla stessa maniera procede:
a tentoni si afferra una mano...
Con la forza di luce del bene
(che nel duolo
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| Tra poco vedrete la conserva dei malefici geni nostri
Sarcofago innaturale dentro il quale perpetuare la specie
Mausoleo funebre vivente alla violenza cieca
Gretta sbabilonia miscellanea di veleni e pantomime
Ora sarà lo scenario mortuario
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| In questa società multimediale
prevale l‘emozione orbitale
figlia della veloce rotazione
dov’è vitalità dell’elettrone
tutto dovuto tutto è normale
non c’è differenza tra bene - male
forse non c’è più considerazione
del sacrificio della
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| E’ vero, siam fratelli,
ma non ci conosciamo,
siam pronti a far duelli
in quanto noi ci odiamo.
Allora mi domando:
“Ma che fratelli siamo?”
Qualcuno di rimando
risponde: “Lo sappiamo,
è colpa della vita
che non trasmette amore,
ma lascia una
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| Allorché
drammatica opera si conclude,
lontano e forte eco
squarcia la quiete
di pensieri distratti, dimentichi.
In un indifferente viavai
che mimica forza tormenta,
pile di pagine
si sperdono rapide
per colmare istanti inerti
di quotidiani
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Dice il Sole alla Luna
ma hai visto quanti se ne stropicciano
dice la Luna al Sole
non te la prendere magari capiranno
quasi quasi domani non sorgo
così si chiederanno perché
già e io non verrò illuminata
e gli amanti piangeranno
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Ora riposa un trenino di latta
tanti sono i viaggi compiuti
senza conoscere binari o stazioni
senza conoscere il peso di un addio
e la promessa di libertà
ad un capolinea senza ritorno.
Ora riposa una bambola di pezza
tante sono le storie
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Gli intellettuali della Magna Grecia
fanno discorsi pieni di sofismi
e di bizantinismi: questo arreca
dei danni a società in evoluzione.
Essi mettono freni alla creazione
di moderni modelli: appare cieca
la comprensione degli Illuminismi,
del
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 | Il mare ci racconta
le voci
i sogni
le preghiere
di chi è rimasto oltre l’orizzonte!
Il mare ci racconta
i tormenti
il terrore
il silenzio
di chi non ce l’ha fatta
ad attraversarlo!
Il mare ci racconta
la nostalgia
la speranza
la
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| stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto
così asettico e
ora non sappiamo dire
i ragazzi dove appenderanno i loro
aneliti
senza saper vedere
il giallo d’ una foglia
raccogliere il grido d’ un gabbiano
il virtuale li reclude
-hikikomori-
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E’ un periodo lungo questo distacco increscioso
debbo mettermi accanto al ricordo dei crochi appassiti
tra i campi passati. Regalare il vessillo inzuppato dall’acqua
già che qui non predicono il sole, il consenso o quant’altro
al ponderare giardini
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 931 al n° 960.
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