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Coperto di pensieri freddi
come queste lenzuola vuote
a guardare un cielo
oramai senza stelle
cerco la tua voce
che parla alla memoria
ma odo solo il vuoto
che ha preso i miei sorrisi.
Calpesto i giorni futuri,
i domani senza colori
e
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È un ricamo di luce sul metallo,
il battito invisibile del mondo,
un’onda che s’increspa nel cristallo
e scava dentro il tempo un solco fondo.
Cerca le rotte dove il cielo tace,
come un veliero in cerca d’una stella;
è l’urlo che
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Difficile ricominciare quanto interrotto
istanti minuti appaiono giganti da combattere
seppure volontà non demorda
importante il traguardo avvistato pare fare a nascondino
birbantello affascina nel suo andare inutilmente
ovunque espande il suo modo
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Mi si dilata la sera nelle vene
una spugna di luce che s’imbeve di buio
mentre fuori la pioggia si fa goccia da bere.
A forza di scavare il vuoto con le mani
le cose capitombolano dentro, a frotte
non per trovar rifugio tra le costole
ma per
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Metto da parte per poco d’istante
tutto il qualunque di qualunque cosa
possa recarmi la vita seccante...
emancipandomi a mente più ariosa
vesto vestigia di mite memoria
fatte di lustri e memorie d’un cuore...
rievocazioni trapunte di
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Nel luogo dove tace ogni parola,
l’acqua sgocciola senza mai toccarmi.
La galleria respira un’ombra lieve,
la folla osserva senza dire niente.
Stanzo in silenzi che non hanno forma,
dietro vetri ove tremano stelle mute.
La strada sale, poi
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Ho intravisto un cucciol di cagnolino
smarrito chissà dal suo umano distratto,
nell’erba sottile del Parco giardino,
o forse deciso gli ha imposto lo sfratto.
Un batuffolo d’oro sguardo piangente,
d’amor son presa e in giacca l’avvolgo,
riccioli
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I morti in mare
restano in silenzio
non trovano la luce
nel respiro del vento
non nelle stelle riflesse
non sull’orizzonte
malato di un colore
troppo scuro per sperare.
I morti in mare
non hanno uno sguardo
né un nome sulla tomba
e le
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Siamo
unica certezza siamo
divisi in mille pezzi per rimanere unici
viviamo sulla riva di un giorno
ma il letto del fiume è la notte
stelle cadenti
finite a calpestar una terra pur lieve
e l’esile promessa di un nuovo azzurro intenso
fugace che
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Nel silenzio dell’ amicizia coglie il gelsomino,
M abbracciano le difficoltà nella goccia dello splendore,...
Appare il segno positivo nello sciame delle stelle,
Nonostante il terremoto del silenzio apro i miei occhi,
Non sento più tuonare la
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Sospeso al filo del silenzio, attendi
il tempo che tra i rami si confonde
mentre l’umano correre nasconde
la trama d’ombra che nel vuoto stendi.
Con geometrica cura il cerchio accendi
l’argento della tela che risponde
al soffio della brezza tra le
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Bodyssimo in trionfo
Intorno a due pezzetti mingherlini
Kermesse di sogni e voli stretti a pelle
Intarsio del dio sole con le
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Si prostra
il dubbio in te insidiato
proprio come il vento
degnamente adirato
Nell’oscurità
quel pensiero vola
E’ tenero il tuo intelletto
a non lasciarti sola!
Forse è la ragione
ad instillar l’accusa
...trapela il cuore...
E tu sei ancor
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È un raggio che trafigge il vetro scuro,
un’eco che risveglia antichi mari,
fiorisce tra le crepe d’ogni muro
e accende negli sguardi i suoi fanali.
È seta che s’annoda alla ferita,
un ponte teso sopra l’infinito,
misura la vertigine della
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Difficile rimanere lontano da chi ti ha dato i natali
quei piccoli pezzi di vita
come panìco hanno lasciato il segno
via non abbattiamoci torneranno giorni di un tempo
il volere è potere e poi sono lì a due passi
basta saperli cogliere
già senti
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Mi sorge da Est di questi ameni colli
la luminosa chioma dell’aurora
nell’incanto della luce evanescente,
come virgulto del giorno nascente.
L’ovattato blu con l’indaco
mi regalano sensazioni di riposo,
e lo sfumar del felpato rosa
mi evoca
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Rialzati! Indossa quelle ali trasparenti,
come vele alla ricerca del nuovo sole, vola!
Spezzate dal buio, rifulgono nuove, dai raggi baciate,
mai più sola, senza affondare, sarai libellula fragile;
Sciolta la cera, precipiti giù sempre più
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Fugge cadente il tramonto
su d’una luna crescente,
bagliori di luce s’assestano
su d’una via spenta
Un torpore mi piglia
nel mio cammino,
un infimo destino
a volte stantio s’appressa
Eppur qui resto
e inquieto pur mi vanto,
acceso d’una
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Tento di sentire
le ombre andare via
e resto di sale
mentre ogni cosa
sembra parlarmi
di cose già morte
in un altro tempo
troppo lontano da noi.
Tento di svanire
prima che il buio
mi porti via con sé
come un trofeo
innalzato per
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S’inerpia lento il cammino
verso la cima del monte
dove l’aria è più fresca
e la luce dona un fioco riverbero
laggiù, dove la valle
poi prende vita.
Tosta è la salita, mentre la rugiada
del mattino bagna i miei passi
e i fiori ai lati del
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Rinasce il tempo e il varco si disserra
ove la mente è fragile e stanca
ciò che fu vivo non svanisce in terra
ma torna all’ombra che la luce imbianca.
Cerca memoria la fessura ascosa
il punto debole ove il colpo affonda
e l’onda del passato, mai
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Notte
adagiata alla finestra
Luna
nel riflesso si fa tonda
E le stelle
su tacchi sottili
...come amanti...
a danzar su note voluttuose
Sul talamo
cenere sensuale tra le mani
Non v’è cordone alcuno
solo passione
in stille sparse nella stanza
E
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Libera... mente scrivo ed è un impiastro
anche se metto a letto il capomastro
e la mia mente donna e indifferente
si attarda a riscoprire il dolce niente.
Libera... mente a caccia di parole
le stano dalla testa alle mie suole
ed anche se mi tocca
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Sei giardino acceso nella sera,
dove il vento impara il tuo nome,
ed io, come foglia leggera,
mi perdo nel ritmo del tuo cuore.
Sei fiume che rompe ogni silenzio,
scivolando tra i miei pensieri
e io riva, tremante e in consenso,
mi offro al tuo
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Mi avvertivan, da bambina,
di non contar le stelle del cielo,
ma io sempre una dopo l’altra le quantificavo.
Le calcolavo ed esaminavo
e poi riprendevo a valutare,
anche se gli altri mi ammonivano.
Gli adulti stessi timore s’incutevamo
nello
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Sfumano parole
in questo silenzio
che mi trafigge
a creare l’illusione
di un arcobaleno
svestito di colori.
Ho bevuto dai tuoi occhi
la voce smarrita
di quest’anima
scomposta di cristalli.
Ho perso me stessa
nelle tue mani
che ho
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 | S’alza, andante, il vibrato d’un violino
come un flash del tuo ricordo cristallino,
un adagio per la notte informe
che risveglia la solitudine che dorme.
E non mi schiodo dalla melodia
che si lamenta ed anche no,
è febbre malinconica, però
non
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| Il sangue non dimentica il disegno
compone stanze dentro la memoria
mentre il grembo si fa sacro alleato
di una invisibile, carnale storia.
Nelle quaranta settimane d’ombra
mentre il respiro impara il suo cammino
un popolo di stelle
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| allo psichiatra,
voglio parlarti del sole che rosseggia sui sette colli
la calma parla della terapia sgocciolata di promazina
il mio volto di depressione sfiora il cuore di un fiore
un giorno non voglio parlarti del punto esclamativo
mi sono
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Cade la pioggia e morde la scogliera,
mentre il mio corpo cerca il tuo calore;
non è più notte e non è più stasera,
ma un solo istante privo di rumore.
Corre il torrente e spacca la montagna,
vortice d’ambra che non sa fermarsi;
la tua
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Acqua che canta
sul bordo del giorno,
mi chiama lieve.
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Il salice inclina l’ombra
sul mio respiro.
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Tutto si muove
in un battito di vita
senza spiegazione.
.
E io mi perdo
dentro l’acqua chiara
che non trattiene.
.
TANKAKNAT IV -
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andando avanti
tra le strade brulle
ho incontrato ostacoli
e nel ricordo ho colpito forte
bussando agli angoli nascosti
soffiando in vicoli chiusi
piangendo in notti buie e silenziose
ho plasmato il dolore,
ad ogni rifiuto ho piegato la schiena,
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 | Padre santo
quel fumo bianco
ha rotto il tempo di tanti,
mobilitandoli
nell’ansia di sapere.
E poi sei apparso,
nel brusio,
e dinanzi alla folla
la tua emozione
ha trovato rifugio nel sorriso,
sorretta dalla fede,
la croce al tuo
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È Generazione dell’Amore
l’uomo che la parola di Dio
come mirabile Grazia accoglie
e la rende Vita nella contingenza.
È colui che si rende acqua e pane
per nutrire il cuore delle genti
e d’amore dissetarne l’arsura.
È generazione
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S’Eros è sol di fantasia
par d’esser sempiterno in lutto,
ché mai si ravvede frutto
e sol si dice “E così sia!”
Ma il tal detto è sol rifugio,
ché morbo arrapa e cor dole
e cerca invano pertugio
tant’è sì forte dolor che duole
Rifuggir da
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Vivere è questa fessura nella pietra
il barbaglio che inceppa l’algoritmo del tempo
l’istante in cui il pensiero si disfa
sull’ultimo riverbero della luce che inclina.
Non v’è altro varco per saggiare la tempra
del metallo consunto dal fiato
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Il papa che giurava
che Dio le comandava
i principi e gli eredi
rimasti in tanti a piedi
repubbliche e sovrani
con vuote mille mani
volettero impalmare
la croce con l’altare
mentre che il mondo islamico
faceva il companatico.
Goffredo il pio
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È da tempo che aspetto
quel vento che mi smuoverà
dal solito posto
qui, dove lieve ora soffia
con la forza del destino,
è davvero tempo che aspetto...
Ora che la luce diffonde i miei contorni
in questo buio ch’è mia prigione
attendo quella
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sanguinolente foglie rossastre del tramonto,
entra nella porta del paradiso della depressione,
sgocciolato il silenzio maieutico dell’infinito,
lo splendore dell’arcobaleno tace il reame delle stelle,
il coraggio dell’amore sorda un pizzico di
leggi

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Il cielo sbiadisce in un grigio d’aprile,
mentre il silenzio si fa ragnatela;
la tua parola è un approdo sottile
che al largo del mio petto alza la vela.
Siamo due rive che il fiume allontana,
specchi di polvere in stanze deserte;
la tua
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 | Bastano poche parole affilate,
scintille di pura provocazione,
e le anime più dolci, trasformate,
smarriscono la propria vocazione.
Così l’angelo muta il suo riflesso,
diventando il peggiore dei demoni in terra,
moltiplicando l’eco dello
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| Sarà il mio ultimo respiro
a cullarti fra le ombre
le timide risposte
del mio cuore stanco
e le gemme perdute
dei nostri ricordi
dipinte sulle nuvole
di un cielo ignaro
delle nostre follie d’amore.
Sarà il mio ultimo sguardo
a spegnere la
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Cerco nel cielo la sua via,
mentre la sera si accende e arde,
lì sul colle il suo chiarore
e lei silenziosa
pian m’appare.
S’innalza all’Apogeo dal monte
tra rosee nubi a strati,
illumina il cielo di lei innamorato,
mentre la nebbia confusa
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La polvere del tempo
va sperdendosi e consuma
anche l’ultimo velo all’orizzonte
che intravedo lontano o qui di fronte
se il pensiero, inquieto, si frantuma.
La polvere del tempo
mi fa percepire l’alito ed il sentore
dei giorni di bambagia, che
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uomo del dolore saziato dalla droga
terribile incubo di una famiglia di strazio
tu sorella piangi il dolore della tua rabbia per la sua droga
trovi il massacro dagli anonimi voglio la giustizia
hai lottato nei processi nella durezza degli
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Cammino gravata da un manto invisibile
un nemico silenzioso che chiamo valore.
Mi indebolisce il dardo, il gesto imperfetto
il misfatto del simile che stringe sul petto
e spendo i giorni, le ore migliori
coltivando l’offesa, prigioniera ed
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T‘o faccio come vuole il grande Eduardo
coi titoli di coda e col codazzo
di gente ‘mpresuttata alla bisogna.
E ti spernacchio scusa del ritardo
senza provare arraggiaria o imbarazzo.
Fa bene al cuore all’anima e alla rogna.
Se non lo senti questo
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E’ buio pesto
mani a sfiorarsi
nell’anfiteatro dell’anima
L’oscurità tra le lenzuola
avviluppa i sensi
coinvolgendo cuore e amore
...amore e cuore...
Il senno
intrappolato nella rete
di uno strazio consumato
Nessuna luce
dispersa tra le
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Sono bottoni d’avorio sul petto del prato,
punti di luce in un ricamo infinito,
dove il silenzio si è appena destato
tra il verde tenero e il cielo pulito.
Somigliano a stelle cadute per gioco,
bianchi coriandoli dopo una festa,
non
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Sembra che sia
solo una maledizione
la pelle che tace
e non sa se svanire
o raccontare storie
di un altro tempo
rimasto nella memoria
delle notti lontane.
Sembra che sia
solo un dolore funesto
un lamento appeso
alle ombre del
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Vivo il sogno della tua voce
Fuoco liquido
nel respiro della bocca
ad accendere la luce
nella terra dei miei occhi.
Nei nostri sguardi nudi
si sono trasformate le parole
in pietre mute
trattenendo istanti
d’ossa tremanti.
Sei la poesia
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 | Quando penso sono solo
Non mi ascolta nessuno
Cosi’ credo
E la mia vita vera
quella che sento dentro,
al momento,
la conosco io solo.
E quando io
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Stendere un velo sui miei ricordi
è chiuder il cuore a mute speranze,
eludendo gioie e ricordanze,
tagliar il respir a residui raccordi.
Quando mente e cuore son disaccordi
si crean nell’anima le dissonanze
sorte da dissidi e
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Se d’animo s’è in tormento,
che par eterno lamento
e si resta in sgomento
e pur tanto in malcontento
Ci s’appiglia a qualsivoglia cosa
anco se maldestra e vana,
pur di mente allontanar
da cotal via malsana
Ma cos’è sto sentimento
al
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E la luna
l’hanno invocata sfortunati amanti
ed i poeti l’hanno sempre eletta
regina della notte e maledetta
perché han detto di lei ladri e briganti.
E la luna
sa che a darle retta
si diventa notturni abitatori
narratori di tenebre e
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’A vita ca haje cantato juorne e notte
se mette tutt’assieme a ‘mpacchettia’
e sape puntualmente comme ‘a fa’
quanno pe’ caso tiene l’ossa rotte.
È pate ciento vote int’ ‘a nuttata
è mamma mille vote int’ ‘a matina
e si te serve quacche
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Dall’alto mi guardi
col tuo pallido rossore
che or ti contraddistingue
come tu fossi una dolce fragola
appena appena matura.
Ti guardo dalla penombra
sulla riva di questa spiaggia
dove mi arriva il profumo
del salmastro del mare,
mentre tu,
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C’è un salice che specchia le sue foglie d’argento
nel cristallo del fosso, dove il tempo s’inchina
lì lei intrecciava ghirlande nel vento
di ortiche, di margherite e di forte vitalba.
Cercava di appendere i suoi sogni di fango
ai rami invidiosi,
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Adesso sei
nascosta lassù
dove navigano gli angeli
tra silenzi in brezze di sogni
Il tuo amore ho
nell’anima
come essenza celata
nel colore di un
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