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quadrifoglie nel fiore che vive
quadro che apre la soglia dei tulipani
voglio la necessità del suicidio
fiore d’un verso d’umiltà
calma del silenzio del
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Emergono come spuma in un mare di smeraldo,
scialuppe bianche in un oceano piano,
mentre il mattino, non ancora caldo,
le desta col soffio di un bacio lontano.
Hanno diademi di perla e cuori di fiamma,
piccoli astri sospesi tra fili di
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 | Cadono come pietre nella stanza,
scagliate dalla rabbia e dal rancore,
mentre si accorcia l’ultima distanza
e si consuma il tempo dell’amore.
«È solo rabbia», dici per scusarti,
mentre il silenzio torna a farsi fondo,
ma quel veleno ha già
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| Temete il mio male
la pelle che sgretola
lentamente le ombre
e il tessuto disfatto
per ore a marcire
sui fili di buio bruciati
dal veleno passato
a tremare un destino
più funesto dei sogni.
Sentite il mio dolore
le gambe tese e prive
di
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| Luglio è un incendio sopra il grano d’oro
un mezzogiorno fisso sui girasoli.
Addensa l’aria il caldo fotogramma
e vive d’un ronzio che mai non sosta.
Siamo stati anche noi l’ape di maggio
quella che vola stordita dal fiore
che crede il mondo un
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Dice la fisica mia sostanza
alla sbigottita anima mia:
<< Ancor per poco
e ci sarà tra noi secessione. >>
<< Non è lecito interpretar
che per pulsazion d’amore sofferente
ci sia tra noi amaro scioglimento. >>
Ribatte l’anima mia in
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E c’è un risveglio d’anime cadenti
non stelle ma pietruzze a basso cielo
ben ricche di promesse e senza accenti
cadute sulla terra in parallelo.
E c’è un risveglio ricco di quel zelo
col vento che ribatte in su e giù
coperto e riscoperto dal
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Stratificano nuvole nel ciel sereno,
armonia e stralci di velluto,
batuffoli d’ovatta ad andar lontano.
Vento a soffiar e declamar parole e riflessioni,
opinioni, ed onde a bisbigliar in riva al mare.
Giorni ad accarezzar il mar,
carezze al cuor ed
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Fecero strade, ponti e monumenti
che furono gloria per gli imperi
nel passato, uomini schiavi di ieri.
Lasciarono bellezze e memorie
di cui oggi ci vantiamo, senza pensare
allo sfruttamento ed alle loro tristi storie.
Tra luci che il tempo
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manca l’aurora nelle mie parole del gelo
chiusa di un tramonto nella fretta del talofen
le mie braccia sono dritte sulla ringhiera
ho silenziato la mia bocca davanti al sole
ho freddo di parole critiche di rossore
il fumo dell’ospedale soffre la
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Scrivo al buio
per non farmi osservare
Solo una lucerna
accompagna le mie sensazioni
Non voglio che nessuno
scruti la mia mente...
Non voglio che nessuno
mi leghi alle apparenze...
Nell’immaginario
do sfogo ai sentimenti
coriandoli a cader
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Piano scorre il tempo
nel suo leggero respiro
quando ogni cosa si ferma con te,
non mi resta che attenderti alla sera
per averti vicino
fosse solo per un attimo di te,
fermerei qui il normale flusso
dei miei passi nel vento
e a mano a mano nel
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Risveglia il prato un brivido di seta,
candore antico in gocce di rugiada;
lungo l’ordito della verde strada
la terra scrive la sua rima lieta.
Son piccole pupille aperte al giorno,
spose del sole in abito d’argento,
che dondolano lievi ad ogni
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Parlami di luce
dei colori sfumati
che l’alba conserva
solo per noi
nudi come il tempo
passato a pregare
altri confini d’amore
e gemme perdute
incastonate nel cuore.
Parlami delle ombre
che ci hanno visti
piangere nel buio
di qualche
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Brillanti sorrisi mi concedeva
il mio amato,
mentre le mie braccia lasciava,
e felice come su soffici nubi
avviò il suo calmo andare.
E poi insieme li scorsi,
lui e l’altra,
su se stessi d’incanto flessi
nel tenersi per mano.
Lei,
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Quando cala la sera guarda caso
il sole si accapiglia con la luna
in cielo qualche stella si raduna
e si diverte a stropicciarsi il naso.
Quando cala la sera sul Parnaso
le muse col dio Apollo su in tribuna
ricantano le fole meno una
che parla di
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Sento un grido che sale dalla pietra antica e severa
mentre intorno a me il mondo corre distratto verso la sua sera.
Mi guardo intorno e vedo
che non c’è più spazio nel corpo per la mente
l’infinito ci preme da ogni lato
ma l’uomo si è fatto sordo e
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Un tiepido calor si posa
e nel mio animo si sposa,
resto sospeso in un pensiero,
tal è sì serio
Luce ancor avanza al tramonto
e si sperde tutt’intorno,
vedo sempre il tuo sorriso
che mai m’è inviso
Poi d’incanto in sogno
mi vieni dea,
a te
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Scrissi parole di fuoco su tavole di vento,
perché il mondo dimentica,
ma il cielo conserva il nome.
Mi fu detto: «Parla ai figli della luce,
ricorda loro il patto antico».
E io incisi, non per gli uomini di oggi,
ma per quelli che verranno
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Dolce compagna di viaggi terreni,
non mi tradisti, da me non fuggisti;
alito freddo spense linfa viva
tenera fonte dell’ardente amore.
Triste pensiero, brivido percorre
un corpo stanco e privo di futuro.
All’improvviso, scomparsa, rimpianta,
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freddo tabacco di un verso di fumo,
occhi verdi che guardano la pace del silenzio
legge la polvere della storia memoria di parola
tu dolcissima poesia,
impronta di un vaso che culla fiori di silenzio
fredda strofa che lenisce il dolore che non è
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Esili sono ora i miei pensieri
così fragili nella loro struttura
tanto che li vedo
sfagliarsi alla prima luce
del mattino
gracili sono anche i concetti
così privi di buoni propositi
dentro me non ho più
il senso della misura
e mi perdo nei
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Vorrei scrivere della dolcezza della vita:
del sole che danza sulle facciate
dei tanti edifici e case che sono ancora in piedi,
dei fiori che sollevano i petali al vento,
del film lasciato a metà
quando la terra ha iniziato a tremare,
del libro che
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Sei un’altalena tesa tra il fango e la cometa,
un’ebbrezza che beve alla coppa del vuoto,
ci scagli come dadi su un tappeto ignoto
mentre il tempo sbiadisce ogni nostra meta.
Cavalchiamo l’istante come un’onda di vetro,
equilibristi nudi su
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Tutto attorno nuove costruzioni
qui un tempo vi eran le risaie
campi di grano erba medica
e frumento marcite verdeggianti
muovendo lento il passo sospira
un vecchio contadino che la stalla
dei cavalli è vuota e i muri son
cadenti lì appesi a una
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Nei lucenti atomi della luna brillante
conservo le sensazioni dell’anima mia,
perché le custodisca nel suo argenteo candore.
Riservo al dorato splendore del sole
le bizzarre stravaganze del mio spirito,
nell’assemblarne le singolari
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Annuso la vita
questa vita sempre uguale
da quando più non ci sei.
Ti cerco.
Il tuo profumo
s’è nascosto nei boccioli delle rose
e al mio passare
dolce, sensuale, m’olezza il cuore.
Rose, rose, meravigliose rose!
Ed eccola,
sembra
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Lì, nel mare d’inverno solitario
ferme le rotte e il chiasso dei bagnanti
facevamo la parte degli amanti
in un silenzio planetario.
Il giro breve e l’ora che incalzava
il giorno che abbruniva al suo declino
gli scogli e l’orizzonte già
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È stata la pioggia
a scavare la terra
non le tue parole
fredde come il vento
di un inverno sordo
chiuso alla luce
delle nuove stagioni
che volgono al cielo
senza più speranza.
È stata la goccia
a battere su marmo
e a creare crateri
di
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Vidi le acque sollevarsi come mura di cristallo,
e la terra tremare sotto il peso dell’alto.
Gli uomini correvano come ombre tra le onde,
e il vento portava nomi dimenticati.
Un angelo parlò dal vortice:
«Questo è il ricordo del mondo che si rinnova
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Placida è l’acqua al mattino
quando alle prime luci dell’alba
la risacca s’infrange
sui ruvidi granelli di sabbia
creando onde di soave rumore
che mitigano l’anima di chiunque
io qui, davanti a te
ricaccio indietro gli assurdi pensieri
che
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leggere una pagina smilza di poesia
quando il sole che fermava il cuore non lo fermi più
urlo il sogno che disobbedisce parole che vendono bestemmie
sfogli le pagine scolpite dalla pace delle donne
l’abbraccio della madre tiene la sicurezza
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Mi sentì pervaso
da spirito ribelle,
che combatteva follemente,
d’esso ero invaso
In tal turbine d’eventi,
prono, il tuo antico bacio
profuse e volò via
rapito da mille venti
Scampo cercai, invano
fra folle d’altri
al rintocco di
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Ho cucito le finestre
con il filo spinato dei vostri sguardi
perché la luce, quando entra dritta
ha sapore di frutta acerba e di cose ordinate.
Io non sono una stanza da rassettare
non sono il canarino
nella gabbia del salotto buono.
Non
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Il cielo indosserà il suo manto nero
le mani stringeranno il nulla e il cuore
si adagerà languendo e il tuo furore
del mondo non sarà più prigioniero.
La mente non avrà nessun mistero
nel gioco delle parti ed il dolore
non sentirà che il vento
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Rimango sospesa
nel tuo sguardo
una lama di fuoco
che riscrive l’amore
agli angoli della bocca.
Non cercarmi dentro un sogno
trovami nuda sulla tua pelle
a consumare l’istante
umido di desiderio
nell’ eco delle stelle.
Vivo
la poesia
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L’antico spirto ancor tra noi dimora,
dove la lingua nostra ebbe il suo vanto;
l’eco del suo parlar ci guida ancora
e trasforma il dolore in dolce canto.
Tu che varcasti i regni del profondo
per riveder la luce delle stelle,
porti la voce
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Piccola navicella, Terra mia!
Naviga sola in spazi senza fine.
Fra mille stelle a lei indifferenti
una, fornace ardente là vicina,
le dona luce, calore, la vita.
E ruzzola attorno all’astro di fuoco,
inchino eterno di omaggio alla sorte
mirata
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Non si può eludere il Passato
dalla propria esistenza
nella propria memoria celandolo,
o nel rinviarlo a ritroso
nei reconditi intrecci dell’anima.
Ogni attimo potrebbe rivelarsi
come occulta verità impunita
e tutto potrebbe apparire
qual atto
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Uriel mi mostrò le porte dell’oriente:
sei varchi di fuoco da cui il sole emerge
come una creatura di luce
che conosce il proprio sentiero.
Ogni porta aveva un angolo,
ogni angolo un giorno,
ogni giorno un respiro dell’umanità.
E quando il
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Cessa il tumulto delle mille voci
il calcolo dei giorni e del domani
l’ansia che stringe tra le calde mani
i sogni spenti su aridi sentieri.
E nel silenzio che si fa profondo
quando il chiasso del mondo si fa raro
ecco ridestarsi una corrente
un
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cullano le pagine scavate di poesie sbandate
in una giornata di gelo ho preso la depressione
ho bevuto il caffè con un goccio di promazina
ho avuto paura senza la stretta di mio padre
ho parlato da solo quando ragionavo con il cuore
calma con la
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Unico in ogni senso e in ogni modo
capace di attrezzare il sentimento
dell’ego caldeggiato dal momento
che amalgama la carne col suo brodo.
Unico dove intanto batte il chiodo
adatto a seminare contro vento
della qual cosa amici non mi
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Sola
difronte la realtà
non v’è alcuna beltà!
Sola
volgi gli occhi al cielo
il sole sulla tua anima
ha steso un velo
Sola
senza parole
a sfogliar petali di viole!
Sola
senza il tuo sorriso
...te che credevi nel paradiso...
Sola
nessuna
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Il cielo è un orto di bianchi diamanti,
seminati nel buio e nel mistero;
noi siamo solo piccoli passanti
sotto il dominio di un impero vero.
La luce è un fiume che non ha stanchezza,
scorre da mondi che non hanno nome,
ci porta un’eco della loro
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Seguimi
senza dire parole
il vento
sussurrerà per noi
le melodie notturne
che non vogliamo
perdere all’alba
con la luce delle stelle.
Lasciami
senza darmi l’addio
domani
avremo due cuori
e i ricordi svaniti
nel cielo di
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Non sento più parole,
ho nascosto dentro il cuore
l’amarezza,
di un crescente desiderio
che si è fermato.
Guardo da lontano,
la vita che passa,
con lacrime negli occhi
di chi sente cicatrici sulla pelle.
-Fanno male-
Hanno cucito paure
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Volteggiano uccelli
d’ali spiegate
al cantar del vivido Pan
La frivola erba,
riposo dei fiori,
danza cordiale
Ondulanti frequenze
festeggianti di colori,
abbandonano mesti ricordi
L’animo mio si disperde
e’l cor si rallegra
nel suo
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Vidi troni accendersi come carbone bianco,
e i re della terra tremare nel proprio nome.
Le città si piegavano come canne nel vento,
i superbi cadevano senza rumore,
e un fiume di luce divideva il giusto dall’inganno.
Ogni volto era nudo davanti al
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Silenzio, basta infinite parole,
ogni attimo ha il proprio sentire,
il silenzio ha un segreto udire,
nella calma è lo splendore del sole.
Il silenzio è amaro e duole
a colui che sceglie sempre l’inveire,
della sua magia non potrà mai gioire
e
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Siamo frammenti di un’unica tela
sfumature diverse in un sol cuore
come la barca che dispiega la vela.
C’è chi nell’altro cerca il suo splendore
chi specchia l’anima in un viso eguale
e chi trasmuta il corpo nel dolore
per dare al suo spirto
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Così come mi vuoi sei tu a crearmi
A fare del mio viaggio degna impresa
Sicuro a possedere quelle armi
Scafate alla battaglia senza resa.
E tu errabonda musa impertinente
Sei il taglio della lama a mia difesa
Estremamente pronta e assai
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Siamo nati dal brivido d’un lampo,
figli cercatori d’una antica sponda;
portiamo in cuore un luminoso campo
che muove l’astro e l’infinita onda.
Il cielo è un grande spartito d’argento,
dove il silenzio si fa melodia;
viaggia la luce come
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E ora che siamo, di nuovo siamo
ricorderemo chi eravamo un giorno
e tutto ci apparirà più chiaro
in un tempo così gagliardo
dove tutto era possibile
e d’ogni momento vivevamo felici.
Adesso che il vento ha trascinato
con sé le foglie cadute, è
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Stefano Massini pizzico di follia cancellato dal potere
Via dei Matti 00 poesia musicale silenziato dal governo
quante ribellioni di razionalità troncata dal telemeloni
Riserva Indiana ultimo spazio libero ucciso dal potere
pizzico di teatro aperto
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Il buio
creava strani riflessi
fra i tuoi capelli,
e la sera
non sarebbe mai più
stata cosi scura,
attendeva nuove lune
per svanire per sempre.
La luce
si era sciolta al mattino
incapace di comprendere
perché la tenebra
fosse
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Scivolarono dal cielo, fenditure d’ambra,
e sul crinale dell’Hermon posarono il giuramento.
La terra tremò sotto il passo degli angeli caduti:
negli occhi portavano una luce anteriore al sole,
un sapere che non apparteneva alle stagioni.
E l’uomo,
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Ed ecco lo spettacolo
di un tramonto che si fa
presente, una bellezza
che non ha mai fine
dove il ricordo rimane infinito.
Ti amo tra le musiche celtiche
d’Irlanda, mentre l’arpa
di vento e di pioggia racconta
ai millenni il nostro segreto.
Ti
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Amena terra tra colli e pianure
dove vivere e sognare avventure,
flusso di torrente che scorre leggero,
gente che col cuore ama davvero.
Amata diletta terra mia
dove in infanzia mi colse poesia.
Dolci rilievi d’agrumi e d’ulivi
sotto il sole
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E’ notte, ricerco i suoi occhi neri
i miei pensieri volano nel buio
e forse lì fuori nuvole fosche
celano il loro vivido splendore.
Insonnia strana, solo a lei mi porta:
ammiro vasi di fiocchi dorati,
di capelli corvini dolci ciuffi.
Battito
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338654 poesie trovate. In questa pagina dal n° 266 al n° 325.
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