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♦ Michele Serri | |
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Giugno 2026 |
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Taoco Glotami
Le 83 poesie di Taoco Glotami
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Esse orgoglioso d’esse un’Itagliano
me dicono che devo esse orgoglioso
d’avecce l’infiammazione all’ano
oggi ch’è Natale stavo ar barre
ad ascortà d’ognuno le su palle
c’era chi ancora se farebbe taglià na mano
se tornasse a
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 | Mi porta via la musica
come fa il mare
quando la schiuma cavalca l’onda
quando metto vela oltre l’orizzonte
dove vanno spumeggianti i miei pensieri
mi porta dove ho dato luogo al cuore
s’appropria del mio tempo
s’adorna del tuo corpo la mia
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| Viaggio
come un passeggero distratto
seguendo la follia
del tuo tremule abbandono
ciò che di te è rimasto
è in questo mio sguardo
insonne sul mio petto
è in questo sapore levigato
scalfito sulla mia bocca
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| Uso la parola come fosse vita
perché solo così so fare
la traduco in versi
osservandola
mentre mi migra dentro
a scoprire i miei inferni
mentre mi dipinge
mi annusa mi accoglie
mi si inoltra nella mente
mi descrive
nella mia
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Forse per un momento l’hai pensato
forse ti è passato per la mente
ch’io possa esser deficiente
eppure se nella lettura eri più accorto
l’avresti notato
ch’io scrivo con il fiato corto
con il rosso del mio sangue coagulato
scrivo con
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vuotai di sentimento il mio paniere
usai senza pudore le mie mani
banchettando
a un tavolo imbandito di menzogne
per festeggiare
l’ultimo mio giorno da innocente
ingoiai senza masticare
bocconi come il fiele
rimasti vivi dentro alla mia misera
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 | Se mi fosse amico il vento
io sarei piuma
mi porterebbe lì
sulla tua pelle
per sfiorarti
e coprirti
di impudiche carezze
sussurrate
con il fruscio del silenzio
ti porterei un brivido
colorandolo
con il ricordo mio più bello
se
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 | Come la luna mi hai sorriso
un battito di ciglia
e hai acceso la tua luce sul tuo viso
come la luna mi hai rapito
un soffio del tuo fiato
e già nella tua aura m’ero smarrito
ma poi tutto è svanito in un istante
quando
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 | Son pregne di te
queste lenzuola
il raso si confonde
con la seta delle tua pelle
si muovono sinuose
al suono del tuo violino
infondo al ventre
all’estasi convulsa
dell’intimo disciogliersi
che riga la tua carne
e sei voragine di spasmi
sei
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| Sai amico ero la’ l'altra sera con il pensiero
t'ho visto appena giunto alla panchina
con un trancio di pizza e qualche pera
con le tue cianfrusaglie e col cartone
ti ho osservato aggirarti lentamente
in cerca d'un posto un po' al riparo
dal gelo
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Osservo tra le dune questo mare
lontano vedo il fumo di una nave
ancora oltre è solo cielo
dove racchiuso in una stella
alloggia il nostro amore
tra poco sarà notte
laggiù dopo l’orizzonte
ove anche il silenzio va a
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Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Taoco Glotami.
 | Sì
sono io quel matto
lego sogni e risvegli
con lacci di tempeste
con briciole di pane
e fiori di ginestre
ho scarpe
indossate come bisacce
straripanti di parole
di brividi freddi
di cause perse
e rime
distorte e pazze
son io
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Scrivo a te poeta
prigioniero del tuo verso narciso
a te
che giochi d’azzardo con la parola
menzogna perfetta
che risuona
tra gli schiaffi di specchi infranti
che vivi
nel tremore delle tue catene ferme
che decori il foglio
con il turbinio
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 | Odoravano quei colori
come fosse cosa viva quella tela
dipingeva il tuo ritratto quel pennello
quasi non avesse mano
tanto scorreva lieve
come fosse una rosa
il cui petalo s’accarezza con la spina
mi giungeva in vena
quel banchetto di
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 | M’accadi
come fossi
l’aria dell’ultima ora
come brezza antica
a rivestirne l’attimo
nel tuo odore m’addormento
tra gorgheggi di canti andati oltre
oltre alla luna assente
oltre la mia casa di stelle
il tuo sospiro
come nell’avorio di una
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 | È un fiato ribelle
che viola la voce mentre io sono altrove
a trascinarmi davanti a un sogno acceso
in un buio
annegato dentro a una notte esausta
maltrattata da vizi e silenzi
tra volti allegri mascherati di risa
nascosti
dietro a
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 | S’aggrappa alle mie dita la tua pelle
ed è nostalgia
fatta di canti
scritti sulle mie nocche stanche
su ogni lembo sgualcito di rughe
sulla mia solitudine
dove t’appoggi
e risuoni
come l’eco dolce
di una parola andata
dove ti avveri
nel
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 | Ho confuso il mio sapere
con il dono
che un tempo mi regalò il vento
ho lasciato che i sogni
mi cucissero addosso l’abito nuziale
donandomi
ad impalpabili notti
di insonnie dense come miele
ho dissacrato i ricordi
scavando senza sosta
sui
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 | E poi ci sono io
qui
a regalarmi il tempo
a dipingere l’aria
con l’odore rarefatto dei ricordi
a guardare lontano
inebriato
dalla vertigine di follie riemerse
dal mio antico tremore
dal bocciolo di sangue
che macchia
come il canto di una
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Braccavo emozioni
immobile
sulla cima della rupe
i venti mi danzavano d’intorno
come un mantello d’aria aperto
e gli spifferi mi ghiacciavano il pensiero
qualche brezza s’incrociava soffice
come soffi di fiati
a chiamarmi per nome
e crepe nel
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83 poesie trovate. In questa pagina dal n° 41 al n° 60.
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