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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’564Autori attivi: 7’447
Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 |
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Le 88655 poesie dei soci sostenitori |
Mi manca l’aria d’aprile
le foglie leggere
e i sogni appena nati
nella luce che sfuma
creando coriandoli d’oro
nei tramonti infiniti
che preludono alla sera
sporca di lune incomprese.
Mi manca il vento di maggio
le rose sbocciate
e poi
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E profumavi d’anima sospesa
sul colle immacolato del servaggio
così come conviene
tra i santi maledetti dell’inganno
coi tuoi sospiri e i pianti di una madre
dolcissima assassina
delle speranze in uso all’apertura
odio ed infamia
senza il ripiego
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 | Ti ho amata nei ritagli della vita,
nei minuti rubati alla notte,
nelle attese silenziose
nei pensieri che andavano sempre a te.
Ti ho dato ciò che potevo:
cura, ascolto, presenza.
Ho cercato strade dove non ci sono,
ore dove non c’era
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Guardami come allora
con le stelle dentro gli occhi
e il sorriso sulle labbra.
Stringimi al tuo cuore
ma forte forte
ch’io possa sentirlo battere nel
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Giornata grigia nel solleone
ed improvvisa arriva e dà respiro all’estate
la pioggia tanto attesa che è un’emozione.
E scroscia e monda i tetti ed assottiglia
la voglia d’estate
che pure infonde luce ed assomiglia
ad una madre clemente con sua
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Seduti sul trono della consapevolezza
ci specchiamo in acque troppo calme
misurando l’evoluzione altrui
col metro rigido del nostro ego sacro.
Bassa vibrazione, sussurriamo
voltando le spalle al primo accenno di tempesta
mentre fuggiamo l’umano
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Nel petto si spalanca una voragine muta
dove il giorno si spegne e non fa rumore,
l’inferno non urla, ma ti chiama e ti aiuta
a scendere scalzo sul tuo stesso dolore.
Le scale sono vene, pulsano di piombo,
ogni gradino un nome che hai sepolto
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Ho preferito rincorrere le stelle
piuttosto che ascoltare
le tue parole d’amore.
Ho preferito seguire le orme
sulla sabbia dorata
della nostra amata spiaggia
piuttosto che udire
la tua preghiera d’amore.
Ho preferito fuggire
con le onde
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 | Ad uno ad uno
li chiamo’ il bisogno
di reagire,
resistere
rivendicare
il proprio posto nel mondo.
Fu come un urlo
a lungo rattenuto
che li spinse allora
a misurarsi con la morte
ricercando la vita.
A se’
agli amici
ai figli
a chi venisse
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| E tu, paziente umile terra amica,
ai miei passi passaggio concedesti
da quando dimoravo la caverna
secoli lunghi che il tempo bruciava.
In antico protetta da foreste
opposte al cielo nei pressi di Dio,
fuoco di sole chiedesti agli albori
e
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Non è il rumore a fare la storia,
ma il vetro quando smette di vibrare
e la moka sul fuoco che tossisce a secco,
mentre il
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La Voce di Dio
negli spiriti assorti penetra e si accende,
fiamma diventa e divampa.
La Sua Parola è preziosa perla
che Dio stampa e fissa
negli animi in ascolto e contemplazione
dell’Immenso ed Eterno.
Amore, è il Supremo dettame,
ed è
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Pensieri silenti
si infrangono in un mare in tempesta.
Sbiadisce il mio sentire
mentre crolla quel castello di sabbia.
Mi vedo come un fiore secco
che il vento, all’improvviso,
potrebbe portare via.
Credevo di camminare fiera,
con occhi
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Un canto antico s’eleva
fra d’edera i profumi
e lento s’inerpica
fr’antiche vestigia
sospese nel tempo
È ora meriggio,
il cauto Sol s’infrange
fra l’avite mura,
ancor risuonanti
d’antichi splendori
Danzano nella mente
nobili pensieri
d’un
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Dimmi se forse sei tu
che doni quella pace
a quel sentimento
che si getta dalla rupe
senza conoscere il volo
o la distanza dal suolo
E se sei tu quel turbamento
che vive in noi
senza conoscerne i confini
in queste nostre terre
o nei
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Sotto una coltre
spessa e pesante si nasconde la follia...
Un sentimento oppresso
smembrato dall’angoscia
mortale del vivere
Lotta infinita per continuare ad esistere
Assurda la sensibilità
dentro corpi prigionieri
di coscienze imbrigliate
in un
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Il vuoto si è fatto specchio di luce
un’alchimia sovrana che trasmuta
il grande silenzio del mondo
nel pane fragrante della terra matura.
L’essenza non è più segreto sepolto
ma linfa d’oro che pulsa profonda
nelle vene segrete del bosco;
è
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Scende l’anima il vago suo declivio,
come piombo che cerca il proprio fondo;
giunta del tempo al critico bivio,
lascia la pelle e l’eco del suo mondo.
È un rito di sale, un fuoco che tace,
tra specchi di vetro e sguardi di fango;
non cerca
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Non smettere di amarmi
anche quando il tetro buio
avvolgerà i miei occhi.
Sarò sempre presente
nei ricordi più coinvolgenti
del nostro immenso amore.
Vigilerò
affinché tu sia sempre sorridente
nonostante la mia improvvisa partenza.
Non
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So già che ci sarai
piccolo sogno
dai capelli neri
e so già che mi amerai
con i piccoli lembi
del tuo sguardo distratto
che nota i colori
e le pieghe del cuore
prima di tutti i gesti.
So già che piangerai
e poi riderai con me
quando la
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Il poeta coglie e mira
il reale vibrante,
la sua mente solca e scardina
nei ciottoli di pietra,
risana le mura sbriciolate
e le rende cattedrale.
La polvere adotta
rendendola cibo dei poveri.
A nudi piedi la poesia
calca i viottoli
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Luce che si risveglia,
nel mio petto germoglia
una voce tiepida.
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Anima in calma fiorisce,
senza tempo né confine.
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Silenzio chiaro,
dove nasce la forma
dell’invisibile.
.
Fiore che non cade,
resta soltanto in me,
respirando
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C’erano stanze accese dentro il petto,
piccoli soli al riparo del vento,
e un bene quieto, semplice e perfetto,
che respirava piano nel presente, lento.
Ma io guardavo oltre la collina,
dove il domani luccicava d’oro,
una promessa magra e
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V’è un tormento che mi cresce,
ché di donna mal mi ravvedo
e dannato non mi pone in pace,
anco con quel putto che ha scagliato
E di ciò cotanto mi rincresce,
ché mal proprio mi vedo,
ché mi sento ancor rapace
di quel eros additato
Poniti via,
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Tra luci blu e parole leggere,
nascono legami che sanno tacere.
Un cuore che scrive, uno che risponde,
due solitudini oltre le onde.
Ti ho incontrato dove il mondo non tocca,
tra un cuore inviato e una frase non sciocca.
E senza vederti ho sentito
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E metterò il leone a far le fusa
il coccodrillo a raccontar le fole
il serpente a sonagli a canticchiare
la tigre del Bengala a pigolare.
E chiederò allo squalo un bambolotto
all’elefante di ballare il tango
all’orca un salvagente di coralli
alla
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Vieni dove il muschio beve l’ombra dei tassi
nella valle che il sole non dimentica
qui la terra trattiene i nostri lenti passi
e il ruscello continua a camminare.
Le ninfee bianche mani in un sonno profondo
galleggiano mute sullo specchio
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Supplicando la tua anima
chiedi perdono...
E’ tua la vita... avuta in dono!
Delimiti i contorni
annaspi nel grigio dei tuoi giorni
Senza alcuna scalfittura
è la coscienza a renderti più dura!
Eppure
è sempre lei
Venere in un divenire...
a
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Discende dal mattino un velo lieve,
come un sospiro su pagine antiche;
la terra nuda e immota lo riceve,
memoria dolce di vecchie fatiche.
Non è tempesta che percuote e scorre,
ma un tocco nudo, un brivido sottile;
l’argilla stanca
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In questa pagina dal n° 421 al n° 450.
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