A notte fonda, il sole si spense,
con lui fuggisti in ombre tenebrose.
Nubi di stelle lucenti; dov’è lei?
Piango silente, tace il firmamento.
Spazi nell’infinito cielo oscuro?
Hai freddo, cerchi Dio che ti promise
di star con te per lenir le tue
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 | E se spostassi d’un tratto
le nuvole dal cielo,
con la forza di un Dio
che non sa più pregare,
per disegnare la vita
col sangue del mio cuore?
Tu lo baceresti, allora,
questo momento sfrontato?
lo berresti come un vino
che scotta le
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In Sagittario, Luna come in un museo,
con Giove nei Gemelli ebbe a conversare,
considerò d’essere lei sita all’Apogeo,
ed eran da vivere ore sì da colorare.
Al giunger di Venere entusiasta e brillante,
Luna divenne Blu nel suo turbamento:
Venere
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Note soavi, dolci
di un quintetto di fiati
invadono la platea,
catturano l’animo.
Il mio io,
sorpreso,
si immerge
in un’estasi di quiete,
in note di arie più
volte sentite,
di momenti passati,
dolci al solo ricordo.
Arie sonore
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Immagini tra le dita
come parole sottovoce
il rumore di un sorriso lontano
quando il passato
mente al
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Piovve delusione e foglie attonite,
d’un cuor contrito e tempesta boreale,
amare delusioni a denigrar umore,
tristi percorsi ed incontrar dissesti
e amorfe dissolvenze.
Piovve e piovve lacrime a bagnar zolle,
sprazzi di sereno ad adombrar nuvole
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E’ come un grande giardino
dove gioca felice il bambino!
Dove i fiori
disperdono i loro battiti...
...Un cuore accellerato
nella schiusa s’è celato.
Ape volteggia
nell’ampolla di una scheggia.
Piccola è la coccinella
ma fra tutte è la più
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Non cerco il sigillo delle cose accumulate
l’orgoglio che recide l’ora o la parvenza
di una vittoria mutilata tra le mura.
La memoria si sgretola come scoscesa arenaria.
Resta il gesto che non fa rumore
il filo d’erba che buca la terra arsa
la
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Dorme la vita sotto il velo d’oro,
chiusa in un guscio d’umile pazienza;
nel silenzio dei secoli, il tesoro
attende il tempo della sua esistenza.
Piccoli scrigni d’ambra e di speranza,
celati al vento che la duna sposta,
misurano
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Il sole è già nel cielo
coi raggi suoi cocenti,
biondeggiano le spighe
negli assolati campi.
E il contadin solerte
è pronto con la falce,
per poi gustare il pane
frutto del suo lavoro.
Brucia la pelle il sole
su bianca e calda
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Al pensier vostro mai m’avvezzo,
che langue nel mio cuor come greve ferita,
siete di stanza, nel mio battito albergate
anco se non versate affitto
Non posso per aver voi disprezzo,
anco se il non vedervi m’insidia,
ché tanto a cor mi restate
e
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Tramontata è la luna, e il cielo tace,
le Pleiadi svanite nel loro velo di brace.
Giovinezza dilegua, la notte non mi consola
nel mio letto resto ancor sola.
Eros mi scuote, selvaggio e feroce
di desiderio, che per me è una croce.
Dolce- amara la
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Se per caso le nostre ombre
si incroceranno ancora
lungo i sentieri ignoti
di un domani senza memoria
soffierò sulla cenere del tempo
per ritrovare il calore del tuo nome.
I tuoi lineamenti estranei
mi parleranno in silenzio
di stagioni ormai
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Di sera scrivevo parole d’amore,
e di giorno le vivevo.
Sotto il glicine in fiore
il tempo si asciugava piano,
senza lasciare ombra
a un bacio custodito nel silenzio.
Tra le foglie danzava una luce gentile,
dorando il respiro delle ore,
e il
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Nu sì pe maje ferni’
pe farte ‘ncannari’
pe fa’ ca po’ sta vocca
ogne matina schiocca
e dice: “Bene mio
sì comme te vogl’io|”
Nu sì pecché accussì
te faccio ‘nfanfari’
senza truva’ arricietto
senza cagna’ maje lietto
scartanno ‘a
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Quanto sollievo v’è
nello stringere nuvole tra le mani!
Piedi felici
di giocar dentro specchi d’acqua
...tuoni ormai lontani...
Sciocca è la mente
ad inseguir farfalle
Futile quel pensiero
eppur beato!
Gioconda è la coscienza...
fili di euforia
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Il tramonto scocca con Luna calante
e Venere si affretta a raggiunger Giove,
appassionata lungo l’ellittica muove
e nel suo splendore appare pulsante.
Sull’asse a ponente del cielo brillante
la vista segue i due nelle rotte nuove
congiunti
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In questa pioggia d’acciaio,
obliqua e insistente,
io sono un campo arato e nudo,
che beve il cielo scuro.
Non c’è ancora la promessa della rosa,
ma un ronzio sordo sopra il tetto
e il fango che inghiotte i passi stanchi.
Sono l’attesa
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Parole che
hanno dei profumi diversi
scaldano il cuore
o lo tagliano in due.
Restano senza fare rumore,
immobili ad ascoltare segreti,
mentre asciugano lacrime amare.
Gelano pensieri di una vita vissuta,
tra amore e perdono
carezze e
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Siamo invisibili
nell’aria della sera
nessuno ci vede
contare le nuvole
e respirare veleno
nel deserto di polvere
che ci siamo disegnati
sulla pelle pallida.
Siamo trasparenti
nel vento del buio
nessuno ci ama
neanche le ombre
che
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Bimbo, tenera età, occhi vivaci,
terra, polvere secca, pietre bianche,
piedi scalzi nel calore d’estate,
appuntamento col fiero bisonte.
Mostro di ferro saetta e saluta,
fischi felici e nuvolette nere,
ritrovo al meriggio col treno amico
in un
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Fra stuoli di folle,
marcian ancor gli alpini,
di nere penne son cinti,
simil ad allori mai vinti
Echeggia nell’aere il lor canto,
primeggia su nei cieli,
eterno saluto lassù
a quelli che più non sono
Non sono ma sono
fra noi sì
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Cade una pioggia antica e senza fine,
muta la forma del mondo là fuori;
cancella i passi sulle vecchie linee,
copre di fango tutti i miei timori.
Io sono un vetro appannato e lucente,
che specchia un viso e non la strada
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Sono radice antica che spacca la pietra
architettura di argilla e correnti
tronco nodoso che sfida la scure
e fondamenta di roccia che tremano al vento.
Sono una fucina accesa che plasma i respiri
foglia che beve la luce del mattino.
I miei
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Se cogliamo le ortiche
il nostro vaso nero
sarà pieno di sogni
e non avremo bisogno
di mentire alla luna
sui nostri baci rubati
al veleno che scorre
fra noi e le lunghe notti
che finiscono in un’alba.
Se beviamo l’elleboro
non avremo più
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Stupenda villa antica, rimembranza.
Una vetrata brilla di sole caldo,
celeste chioma, glicini dall’alto,
rose dolci, violette delicate,
l’aiuola bomboniera di profumi.
Compagni cari corrono nei viali,
risuona cinguettar di voci liete,
voli di
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 | Tu violenti la mia sensibilità,
rapisci il mio sguardo
da quella bellezza
che è la vita ... Perché?
è un furto d’anima che
non ha nome.
Ma io resto qui, ostinato,
a bere il fiele del tuo astratto
e il tuo silenzio.
Amo le tue lacrime come
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| Sempre alberga
nel mio languido cuor
una graziosa Musa
e in tormento l’animo mi pone
Anco se ciò m’indispone,
ché soffro d’Amor,
ché malnato parmi d’esser
in ciò che si frappone
E canto posso sol elevar
a lei, che da me dista
e vita rende
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