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Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 |
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Le 88663 poesie dei soci sostenitori |
Ricomincia a perdermi
nel punto esatto
in cui la sera si slaccia dal cielo
e cade
come una pelle stanca.
La sedia vuota
non resta—
deriva.
Ha memoria di corpi,
di assenze sedute male,
di pensieri che inciampano
e si fanno
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Si spezza il tempo in schegge di rumore,
come un riflesso sopra un vetro antico;
passa la guerra e morde ogni fiore,
mentre il silenzio si fa nemico.
Le donne stanche non fanno ritorno,
restano vuote le stanze del cuore;
cerchiamo un
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È stato poco il tempo
ma forse il necessario
per guardare insieme il mare
che prosciugava le attese.
È stato poco il tempo
tu che il tempo
non lo hai mai considerato
ed io invece che affogavo
in quel mare di pianto
che mi chiedeva la
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Gira lo sguardo
nuovamente pronto a vivere sofferenza
non è un optional
bensì qualcosa di tremendo da non augurare
ovunque si giri la frittata
piccolezze fanno la loro comparsa
il tuorlo non è capace di trattenere
considerando che
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Ho cucito la pelle col filo rosso della mia resistenza,
ogni strappo un ricamo di ferro e di luce,
trincee sulla schiena segnano la mia esistenza,
perché nel corpo la guerra alla fine conduce.
Tra lenzuola bianche e muri muti di ospedali,
la notte
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Un giorno aspetterò
le luci del mattino
e la notte sembrerà
un ricordo che muore
delle nostre paure
portate via dal vento
con la pioggia nera
inghiottita dalla terra.
Un giorno incontrerò
i tuoi passati amori
e mi chiederò perché
ci è stato
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Scruta lotta e scava,
il virgulto del bianco fior di neve,
il terreno reso duro dal gelo,
tenace il freddo affronta
e nell’impresa vince.
Delicata potente vita
simile a lacrima bianca,
che in animo custodisce
quel primo tenero
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 | Si e’ spesso parvenu
con il potere
e ci si inebria,
dimentichi
del
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| Vanno gli storni per terra e mare
volando incontro al loro destino...
Volano in stormi veloci nel vento
e nulla li ferma, nemmeno il freddo
che inizia a fischiare dietro le ali,
creando figure in volo
che mutano in curiose forme
così come in
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Nel petto un nodo di spine antiche cresce,
radici nere che il tempo non scioglie,
eppure il perdono è vento che preme
e piano sposta il peso delle colpe.
Come fiume che torna al proprio mare
dopo aver scavato gole di dolore,
così l’anima, stanca
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Non siamo fantasmi nelle vostre stanze
né voci spente d’un megafono rotto
siamo il battito che non si piega
quando il silenzio viene imposto.
Ci avete dato nomi stretti
vestiti cuciti con paura e controllo
ma sotto la pelle cresce il fuoco
e non
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C’è chi tira di qua chi tira di là
non sai più come comportare
è un bel problema sì
metti in moto tutti i tuoi neuroni
chissà un aiuto potrebbe arrivare
prima di lasciare le briglie
e magari fare una brutta figura
sino ad oggi niente ha mai
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Indottrinati avanzano, ciechi di fede,
credendo di colpire il loro nemico;
ma negano la ragione quando è riforma
e avanzano, ignari, verso l’abisso.
Non vedono che il prezzo è sempre immenso
quando l’idea soppianta il vivo giudizio
e il dogma
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Non cercarmi nel marmo o nel trofeo,
io sono fango che la pioggia bagna
mentre il mondo si chiude in mausoleo,
e sopra i monti l’odio si accompagna.
E in questo fango sento tutto il peso
di madri, con le unghie ormai spezzate,
che scavano la
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Mi s’intona nel cuore
una nota di tenerezza,
un verso nella mente si crea,
per amor dei figli d’Italia
vilmente oppressi
alle Ardeatine Fosse.
Chi fu a spezzar vite
con esperto vigor d’odio
e ardito disprezzo?
Nessun piegato
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D’inutili menzogne è il Dio armato
nell’arco suo di frecce dolci e vane
saetta un mondo. Amore è ma soffocato
da maschera, languente in cuor che brucia.
S’offende l’amicizia nel regno di Narciso.
L’assente verità è gioia, si, però da
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C’è una porta, forse
tra siepi di silenzi e rovi di pudore.
Non ha maniglia, né chiave visibile
solo il fremito delle ore, dolci di languore.
Parole cadono come foglie
sguardi esitano lungo il muro del cuore
tra gesti impercettibili
scivola
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Il perdono è una porta senza chiave,
che apre dall’interno, piano, al buio;
è vento che dissolve antiche lave
e spezza il nodo cieco del rancore.
Ci muoviamo tra spine di memoria,
inermi al peso d’ombre non risolte;
l’errore ha mille volti nella
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Ho visto il cielo cambiare colore
e l’oceano farsi strada tra i ricordi,
ho portato radici antiche, cariche di sole,
su terre nuove, dai confini incerti.
Un viaggio che non è fuga, ma promessa,
di chi sa che la casa è dove accendi la tua
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Quando tutto insieme accade
diventa come una doccia fredda
difficile da gestire
calma e tranquillità dovrebbe essere predominante
onde non dare di balta
non sempre però questo è realizzabile
gestire la cosa diventa impossibile
seppure
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Esce di casa quasi senza sguardo,
un bottone di troppo o uno in meno,
vestito di un errore, un po’ codardo,
mentre inciampa nel cielo più sereno.
Ha la testa perduta tra le nubi,
un traffico di sogni e di vapore,
e ignora i passi, i
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I tuoi respiri
erano ombre da ricordare
e il profumo
un manto di cenere
che copriva ogni cosa
anche il timore
di non poterti rivedere
dopo che l’alba
avesse acceso i suoi colori.
Le tue carezze
erano sogni già spezzati
nati con la
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Tanto virile e tanto mesta appare
la mia signora piccola e barbuta
che geme canticchiando a scena muta
mentre la mente torna a vaneggiare.
Quando la incontro me ne sto a guardare
i pezzi a uno a uno e lei saluta
gambe e dentiera ciglia e la
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Avanti sulla ruota
mulino del pensiero
acqua che muove e svuota
la macina e il suo nocchiero
toccare le parole
che muovono silenzi
al buio o in pieno sole
un pensiero li evidenzi
sorvolano le menti
te li ritrovi accanto
smuovono
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Chi sei Tu che nella notte
il mio respiro conservi e ascolti
e il mio spirito
come un sacro calice custodisci?
Tu che al mattin mi risvegli
traendomi ai sogni
dell’anima mia?
Se il mio sguardo intorno volgo,
a me accanto Ti colgo
nelle
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È un mare chiuso e torbido il rancore,
che sbatte scogli contro il petto nudo,
un ghiaccio che matura nel vigore
di chi dell’odio si fa lancia e scudo.
Ma il male inflitto, quel veleno amaro,
non si dilegua se lo tieni stretto;
diventa un
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Marzo apre le vene della terra
con dita di vento e luce smeraldina
un canto lontano di arance amare
trema nei cortili di cemento.
La luna si scioglie nei pozzi antichi
come un sogno che non osa restare
i cavalli neri del temporale
bevono pioggia
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Impossibilitato a trovare una soluzione
ti estranei da situazioni che invece vorrebbero aiutare
troppo l’orgoglio che influisce
benché tu sappia benissimo quanto possa nuocere
non appoggiarsi ad un minimo di sapienza
onde incorrere a momenti per i
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 | Ho reciso l’anima mia con un colpo netto,
come si recide un rampicante
che strozza il cuore,
ma non ho toccato quel fiore
che danza in mezzo al prato
della mia mente.
L’ho lasciato lì, solo e sfrontato,
vestito unicamente dello scoperto
della
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 | È insopportabile,
Giulio,
pensare a quello che ti è capitato,
ragazzo attento e assennato,
d’un tratto braccato e smembrato.
L’orrore ci è piovuto addosso, denso,
e non andava via.
E il tuo sorriso,
affisso un po’ dovunque,
feriva fino alle
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