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Le 70140 poesie con accompagnamento multimediale
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Là sotto la terra dorme un eroe
il sonno dei giusti
Quel treno di menzogne e morte
bussavano vite soffocate da salvare
lurida sporca violenza
un lavoro nascosto
nel male della terra
si dispersero sulle fune
e sulle fughe del nulla
portasti
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Tra profumi
conosciuti
nell’aria percepisco
ciò che mai
razionalmente potrei definire
perché
la memoria
solo il ricordo di ciò che non è
mi fornisce.
Ad un odore
s’avvicina
ma
un’aberrazione dei sensi
altresì
potrebbe
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Il luogo più oscuro
del mio cuore
è una stanza senza finestre
con le pareti nere
È un sorriso a denti stretti
con lo sguardo
rivolto verso il basso
perché il cielo fa paura
La notte più profonda
della mia anima
è un dolore che rimane
a
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Vorrei talvolta cambiare la cornice
ad un panorama che so uguale
o aggiungere un dettaglio che
mi distragga dalla monotonia
- che so a memoria -
sposto i mobili rovisto negli armadi
svuoto cassetti seppellisco oggetti
che rimarranno forse nella
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 | Davanti il mio mare
mentre aspetto un sogno,
lontano suono d’una nave
mi sveglia.
Perché la vita è passeggera,
non osa dirti mai,
solo accompagna le tue euforie,
le tue scelte azzardate, i tuoi errori.
Ma c’è tempo,
c’è la vita
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 | Caldo soffocante,
sole che scotta sulla pelle
occhi infiammati
nonostante occhiali neri.
Al largo passa una barca a motore
la segue un motoscafo,
lasciano scie spumeggianti
sulla superficie del mare.
S’incrociano altri natanti ...
il mare è
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 | Magari domani resto,
metto il vestito del mondo a colori, e vado
vado nei pressi della ragione per vincere la parola, custodita dal cuore
vado vicino al mare, e lì, buco i giorni per farci entrare i sogni...
Copro tutto il bene in modo tale da
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Ho un po’ freddo
qui vicino al fiume
ridotto a un rivolo di dubbi
da portare lontano
Non c’è nessuno che sogna
neanche il cane smarrito
di qualche anziano
che cerca la noia dei giorni
Ho qualche timore
qui nel profondo del bosco
dove la
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C’è lo spasmo della fame.
Altrove il rigurgito dell’abbondanza
C’è l’acqua putrida nelle crepe.
Altrove bottiglie semivuote
abbandonate per un’altra piena
C’è una vela ferma al largo
e un’eco senza voce
di chi ha sepolto speranze in mare
C’è
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Ieri
era come domani
ma
soprattutto
come Ora
sempre e solo Ora.
Innumerevoli giorni
in un solo
luminoso Giorno
dolcissime notti
nella sola Notte dell’Universo
in cui
come multiformi battiti
di un unico Cuore
miriadi
di albe e
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Due scarpe sul ponte...
come due parole sul filo
attorno al dito della mente,
attorno alle sopracciglia marcate
del pensiero e del silenzio,
le ciglia nere.
Due scarpe sul ponte...
un peso che ha bisogno
di piedi scalzi,
di mani libere,
di
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Svegliami a fine settembre
quando le foglie cadranno
e la luce del sole sarà dolce
come le parole del mattino
Accarezzami una sola volta
e lascia che mi muova piano
nel riflesso di un nuovo giorno
che diviene sera con il tempo
Portami
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(Il mio tempo d’agosto)
Sei lì che sosti in ascolto d’un suono
una voce un richiamo
o d’una risata il fragore
su ore che sembrano ferme
nell’aria rovente d’agosto
Non parli non ridi non pensi
non trovi riposo né pace
sei come sul ramo
sulla
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 | Vorrei esserti stata poesia
nell’apparire vestita di parole
e nello sparire sottratta alla musica
Nell’alternarsi del desiderio
che affiora prepotente sulla pelle
tradotto con enfasi nelle strofe
Il pulsare assonante delle vene
nel ritmo
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Il cielo si vestì di stelle
mentre il vento s’inchinò
al passaggio della luna.
Una coperta sul cuore,
sguardi persi nell’infinito e melodiose note d’allegria,
animano la notte.
Sogni di San Lorenzo navigano,
tra sentieri di luce e
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E sei passata
come i fiori di primavera
che prima di appassire
liberano il loro profumo
fra i respiri di un cielo
che non dimentica
i colori del tramonto d’estate
quando l’orizzonte muore
E sei volata via
come gli aironi di passaggio
con
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A perdita d’occhio
come
in una magica danza nuziale
sugli sterminati
campi del Sentire
ci rincorriamo.
Effimere
sono le
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 | Cosa sarebbe la mia vita,
se non, una accozzaglia
di ciottoli multiformi
nel barattolo dell’io,
dimenticato, sullo scaffale
polveroso del tempo.
Cosa sarei io,
se non una promessa
non mantenuta,
nel cassetto del buon Dio.
Cosa sarei
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Accendi per un attimo la luce
voglio vedere
i contorni e la forma
delle parole in ombra
E poi scegliere se volare via
o decompormi lentamente
mentre la sera
svanisce con il vento di fiume
L’estate è già antica
in questo coro di polvere
che
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 | Ho fatto spazio alle parole
per accogliere il tuo discorrere muto.
Della valle
respiro il respiro degli opposti
e la tua voce che legge il fiume del mio dire:
- ciò che mi rimette alveo nello specchio ha un’altra vita.
Uno dentro l’altro e
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Non odi... come silenziosa pone un baluardo
ad arginare il fiume che le corre dentro
percepibile appena è il fluire d’un rigagnolo
che scivola dritto sull’orlo delle labbra
Un filo che si sgroviglia e freme
richiama alla memoria un gorgo
di
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Di me medesimo
oscuro
sembiante
dallo specchio mi scruta.
Indubitabile evidenza
della sua
devastante
perduta innocenza
la smarrita vacuità dei suoi occhi
di un’imprescindibile
integrazione
la necessità
mi rammenta.
Al suo
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Era una notte buia
ed io respiravo
le ultime note del velo
sceso per negare il sole
Solo un alito di vento
soffiava via la polvere
e mi perdevo
fra le tenebre profonde
Era una luna pallida
l’argento si perdeva
fra le nubi all’orizzonte
in
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 | Libero dal male vola lo spirito,
schiude le sue ali al vento,
fugge lo sguardo lontano,
mentre con garbo sorge il sole.
Gocce di brina bagnano gli occhi
e ricordi d‘un tempo antico
si riversano in vergini acque,
scivolando senza dolore.
Fugata
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Come sabbia tra le pietre
senza acqua per i vetri
pioggia ferma
nel vento che corre via
Automobili impazzite senza cuore
autostrade immerse nell’orizzonte
sempre lì
carichi di sogni e fantasia
Ultimo quadro di un impressionismo
porte bloccate
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 | Dalle mie aurore incolori
la luce ho spento
per lasciarmi nella penombra.
Solo uno spiraglio traspare
e sorvola
la tua finestra, ove occhi
brillano dal cuore.
Dimmi qualcosa
che possa
farmi diventare luce.
Indicami questa notte
la
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| Riposa tra le tue ninfe sinuose,
dolce dio immortale,
stenditi tra la lussuria dei tuoi cipressi
e cogli ogni fuggente raggio di luce.
Con la tua fresca parvenza danza,
trascina il tuo mantello di salici
che scandiscono le tue fonti,
in un ritmico
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Migra il sogno, il desiderio del domani
poggiati sulle ali di una farfalla
svolazzano alla ricerca di quel tempo
prigionieri tra i miraggi
tra le ombre d’un passato.
Accarezzati d’autunnale brezza
e appoggiati su dorate foglie
scivolano i
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Non capisco perché
tu non sia mai tornata
a prendere le tue ombre
eppure ero qui
Qui davanti alla porta
ad aspettarti
come sempre
quando la sera piange
Non so come mai
il tuo bicchiere
sia rimasto vuoto
eppure fa ancora caldo
Anche se la
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oh lentissimo spazio di dolcezze perdute
c’è tempo di fumare le sigarette nel vento
orrido tormento di tanti perché che svuotano le stelle
verremo perdonati da un’onda sbiadita di parole
ticchettio di poche gocce che si chiudono nei tamburi del
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70140 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 5221 al n° 5250.
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