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Le 70143 poesie con accompagnamento multimediale
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Siam pronti ad aprir le finestre
la primavera è già arrivata
Vento di polline sui prati fioriti
sbocciate son margherite di glicine
sognar una nuova e fresca alba
uomini di ogni colore e razze
Conigli pulcini ed agnelli
si fan festa tutti
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 | Pezzi di umore tra le mani,
relitti sofferti e coraggiosi,
emersi dopo un burrascoso lacrimar d’animo.
Dalla lingua appaiono lontani,
quei ricami di parole gioiosi,
collezionati e poi persi per l’astioso panico,
alcuni vittime di cesoie
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Ho cercato con la Luna
ciò che è perduto.
Sulla via della seta
al suono di un’arpa,
sulla strada di zucchero filato
dove suonano i tamburi,
sul sentiero delle spezie
con musiche di violini,
su mulattiere gnostiche
nel suono degli organi.
E
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Pesante è il mio fardello
senza sosta.
A passi strascicati
vado avanti
tra ciottoli appuntiti e
strade vuote ...
Ferita
china
la testa
incoronata.
Re del creato
Re sacrificato.
IL corpo stanco
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| Triste |
10/04/2009 22:43 | 1172 |
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C’è più silenzio che parole sulle margherite
La terra si piega alla pioggia che crolla
e ci unisce all’asfalto, come il fischio del treno
che fugge verso lo stesso orizzonte viaggio
Nel giorno che schiara -ma non è luce
se non tra le
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Vorrei affidare al vento
le preghiere e i turbamenti
sconvolgere la ragnatela dei silenzi
lasciarmi andare.
Farmi raggiungere dal sale
urlando le ferite sulle strade dei campi stagionali
schiumando al sole
come una spiga bionda in
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Se l’amore ci dividerà ancora
respirerò le nubi
che separano il nostro cielo
e diventerò una scura primavera
Se poi pioverà
aspetterò che i semi germoglino
e cullerò la terra
fino alle ombre della sera
La notte sarà una lunga fiamma
da ardere
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Ti ritrovo nello sguardo vivo e radioso di una rosa
baciata dalla rugiada
o nella pioggia triste di maggio
nell’ora solitaria prima che la notte cada
a rammentarmi di come l’esistenza sia corona di spine
e la vita Mater dolorosa.
Ti ritrovo
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 | Riflessi di me
si leggono negli occhi tuoi
e brividi sento salire
nella mente le parole
mi fanno sentire sola
in un abisso profondo
mentre traboccano
dal calice della vita
perle amare
in un bicchiere di sale...
Il girotondo
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regalami soltanto una parola
che odori di cielo anche con gli occhi chiusi
che anche da sola possa essere poesia
regalami soltanto una parola
pensata per unire
che venga da lontano
e mi avvicini a te
regalami soltanto una parola
che sproni al
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 | Bella e leggiadra danzi tra i fiori
E lieve tu sfiori il vento ed il cielo
Nell’aria si sente profumo di viole
Vieni finalmente e tutto colori
E nessuno più soffre di gelo nel cuore
Natura e armonia sono un bacio d’amore
Un sorriso argentino e un
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Sono pura e stolta come l’acqua
che si ferisce sulle rocce
per veder dove sbatte
morituro il suo corso
Ma se il muschio
mi accarezzerà
anche solo per un attimo
risgorgherò con tutta me stessa
stremata sì ma fiduciosa
quel che basta per
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Lo sguardo perduto nel vuoto
intenso e triste, in silenzio...
la malinconia del tempo passato!
I suoi occhi neri volti ancora
a cercar qualcuno
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Sussurrate dolcemente
il mio nome fra le ombre
- domani -
voglio essere ricordato
Per i sogni che ho ucciso
e per le parole fragili
che ho inciso nella terra
secca fra i germogli neri
Pronunciate a mezza voce
una preghiera dimenticata
perché
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Passata l’ora del dolore
che tutti risucchia nel suo vortice come piovra
e rende buoni generosi anime pie
si torna al vivere dei pugni chiusi
di ventose sberle di piogge impetuose
ognuno a seguire il suo binario
nel turbinio della corsa
l’occhio
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Cielo dalle mille coperte
vieni a me
affonda tra le sponde e il cuore.
Non ho mai fatto nulla che non fosse con te
ti offro
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 | Lettere...
Lettere lette e poi rilette
impolverate di malinconia
come polvere,
un soffio e vola via
son ricordi scritti a mano, attimi di giorni
amari e poi felici, mesi ed anni
son l’essenza di una vita
Lettere impolverate
conducono la
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 | Si sedettero
e lì
a guardarmi
a scrutarmi
non smisero.
Osservavano tutte le mie membra
persino il mio mantello
per loro era oltraggioso
e le parole poi
quel definirmi Dio
davvero non lo sopportavano.
Lacerate pure le mie vesti
e con esse la
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Di fiore in fiore
come un’ape
polline suggi
e, godendo,
giri e rigiri
cercando piacere
a tappezzarti gli occhi.
Pronto e costante
pungiglione
a cogliere delizie
e farne vanto,
amico il sole
che rinvigorisce,
sorella primavera
che regala
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Si resta per qualche ora
immuni dalle tracce
che feriscono il giorno
e in un bicchiere
Verso le parole
che non ho avuto mai
nei sogni in bianco e nero
ormai svaniti al tempo
Si trema per qualche nube
senza più pioggia
e rimando le
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Il nostro futuro è difronte a noi;
un soffio battente a seguire un sole
luminoso, rovente, che divora
col suo crepitio ogni cosa sul mondo.
L’inizio fu come una rosea luce
or lontana sul mio tenero volto;
e son del tutto certo d’aver chiesto
una
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Pastorella del Fortore
docile e garbata
porti al pascolo le pecorelle
sui verdi monti e la radura,
scendi verso il rivo,
serena e canticchiando
pria dell’alba vai,
al cinguettar lieve e armonioso
delle festose allodole.
Sarà la tua roccaforte
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Ho messo in un sacchetto
dei vocaboli a caso,
ho estratto a sorte
una poeMia
parlava del passato
che ora era estraneo,
io stessa ero estranea
su suolo straniero
e tutto era diverso
il cuore non faceva più rumore,
anche la pioggia
non
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Non sono i vestiti colorati
né la forma del tuo orgoglio
a nascondere i peccati che piano piano
arrivano alla gola
e nel parlare
l’evidenza è la tua immagine.
Meglio un fantasma
che l’idea del vivo
che mente alla pura fantasia
e nel tacere
il
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Mi difendo dalla luce come posso
e scelgo il silenzio
fra le mura di questa casa
che è come una prigione del cielo
Vivo tra le ombre
e quando scende la sera
respiro sul bordo del buio
quasi fossi un corvo dalle nere ali
Cerco il gelo
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Ti ho ascoltato vibrare gesto d’amore
cadere giù sulla piccola gota fiorita
dove il colore dei prati
mossi dagli uccelli chiassosi
tracciava chiara l’innocenza.
Le tue piccole mani paffute
lucenti e vispe di grano maturo
segnano qui proprio al
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Il più è il colore della porpora
Per non perdere la ragione
E confondersi
Mettersi in gioco, ancora amore mio letterato.
La cocciniglia è chiedere ancora
Per non rispondere alla ragione del fuoco
E cedere al dolore
Splendente e vivissimo come
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Il ritorno degli uccelli
solleva le radici al mondo
sale lieve
spolverando nuvole di piombo
attraverso il mondo
i primi tacchi chiassosi del giorno
tasti di un pianoforte sull’asfalto
il loro canto
rimbalza tra i rami
scheggiando il gelo
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| Mela |
26/03/2018 08:35 | 639 |
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Si riflette il mio sorriso
nella tua mano stretta
con timidezza residua
dal tempo temperata,
parole in fila ordinata
a dirti il meglio di ciò che posso
E più ti parlo e più ti parlerei
nel ritmo che brucia il tempo
di questo breve ritrovo
e
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Un nido di cigni
tra i rami degli occhi
e le spine delle mani:
lei lo chiamò
con la gola nella voce dei palmi,
lo chiamò con il nome scelto
al battesimo dei mari.
Lei lo cercò,
lei lo urlò, il suo suono
come eco racchiuso
tra il silenzio e i
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