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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’912Autori attivi: 7’419
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Impressioni
Le 31828 poesie pubblicate sull'argomento 'Impressioni' Poesie sulle impressioni |
Nella fertile Val del Montalbano,
tra Medìcee Ville e ombrosi parchi,
sorge un borgo di nome Carmignano,
che ha una semplice chiesa con degli archi
e un porticato in stile toscano.
Ma entrando nella chiesa da quei varchi,
in ùna
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Passeggio con il rumore
dei miei passi
dominando paure
nell’inquietudine del momento.
Quando nell’oltre della pace
si placherà il tramonto dell’anima
saprò dal vento
attingere sorrisi
e
spegnere ogni lacrima
testimone
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 | Ci sono vetrine bianche
nude e opache
lungo Corso Vittorio Emanuele.
Negozi vuoti
e sotto la vetrina
il barbone
ha paura dei nuovi zingari
sul Corso.
Ridono le ragazze
parlano degli amori
del professore di storia
della madre che non sa
di
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| Fosforescente
vestito rosso
bello sfolgorante
nel mare si tuffava,
il vento dipanava
mormorii delicati
là,
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Autunno ritorna
e suscita immagini di boschi
ammantati dalle prime brume,
fiabe di elfi e fate e cavalieri erranti,
e cime di monti affiorano da lattiginose nebbie
al timido spuntar del nuovo giorno.
Riappare Autunno
con echi di bambina
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Lamenti flebili di madri ribelli
di figli perduti da fatue manie
e fumi di ostentazioni vaneggiano
tra i flutti
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C’è un luogo dentro te
dove nascondi le bugie
ti somigliano davvero
il volto è proprio il tuo
e la voce ha il tuo timbro
non scalfiscono il sorriso
Non aggrediscono ma ingannano
ci puoi danzare o far l'amore
si vorrebbe
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| India |
02/10/2013 13:30 | 2558 |
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 | Guarda! - mi dici- e io osservo.
Natura intorno
repliche di azioni:
noi diversi?
So di certo dove le rane scompaiono
e quando...
Madri distanti spiano movimenti
tra l’asciutto e il verde di occasioni perse
non hanno mai offerto seni da
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 | Dal davanzale solitario
il mondo segnala la sua vita
nel passeggio scalpitante
di scarpine di bimbi scalcianti
e del morbido luccichio
sui seni delle mamme apprensive.
Il cigolio aritmico della bici
dell'anziana quotidiana
compra pane
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Nuda nell’anima, lasciati andare oltre il
mondo reale, ciglia bistrate, stanche,
pesanti si chiudono, per aprirsi ad
infiniti spazi ancestrali.
Insidie, trabocchetti in sguardi ammiccanti
e sornioni cercano di carpir il punto fatale
per
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Cosa io sia non saprei!
Forse una fabbrica di ricordi
che mutano le braccia in tenaglie invasate
mimetizzate ai rovi.
Mi penetra sino alle viscere
il grumoso nodo della matassa
che si districa nello schianto
delle confuse e interne mie lotte.
Odoro di
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Passan le nubi sulla Garisenda...
Lei guarda in alto... guarda gli Asinelli...
Rimembra triste, quando ai tempi belli,
si ergeva alta con la sua leggenda...
Quelle nubi, or sulla “Carisenda”,
vide Dante nell’Ade tra i flagelli,
lì
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Arriverà poi la notte
in quel vago sapore di stelle
che non sussurrano al cielo
E l'ombra cieca
di un breve stupore
fugge alla trama
Mentre il sogno si sveglia
fra le ciglia socchiuse
in un germoglio di luna
Penombra ed incanto
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Fisso un punto lontano all’aurora,
in un cielo color zafferano,
tra linee dorate e vermiglie
e il blu intenso del
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È quasi giorno,
la riverente luna
saluta il rosa del cielo
e torna al suo crepuscolo.
Irrompe l’alba
dall’assorto soffio
e con stille di rugiada
sommerge i distratti fiori.
Invade ogni stanza
mentre la vita corre
e sempre tormenta
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 | Anfratti silenzi nudi di pioggia
dove il buio finisce
nei piaceri segreti
di una notte di mezza estate.
Curare l'anima sfidando il cielo
non sapendo che era gia tuo.
Il fiume scorre in mezzo alla vite
dell'universo cambiando pelle,
lasciando
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E già bussa...
ma con fare discreto
attende paziente
"tanto è lungo quel tempo a sopire".
Io l'avverto che avanza
in quel tocco screziato,
un accenno dorato
...un'erratica foglia
che danza col vento.
Io l'avverto
in
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| Vivì |
13/09/2012 18:25 | 5881 |
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Abbraccia il giorno
la luce perlescente
della dissolvenza lunare.
Erigo le vele
dell'anima stanca,
e mi lascio
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Vanno soffiando sillabe
come palloncini ambulanti
intanto
aprono finestre a giorno
tra i
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E caddero dal cielo aeroliti travestiti da pane
e stormi di uomini corsero a mangiare.
Da strappi di muri scaltri occhi di uccelli a sogguatare
la folgore di fiamme d'anime e delle loro brame.
Il folle che non cedette alla pania
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tremo la tua dolcezza purissimo silenzio ferito di dolore
esplodi questo corpo incatenato di buio
amami tutto sgranato immenso tra il nulla e l'addio
ticchettio d'un rosario vestito d'uomo
pallido viandante bucato dei chiodi d'una
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 | sta: come ingenuo biancastro cappellaio
la cima imperterrita di questo monte
c'è chi lo chiama madre
chi dimentica dell'odore d'origano
m'abbarbico sempre più in alto
sul più bello m'appare l'azzurro
sto: braccia
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| Rotolano facce rivolte al cielo plumbeo
si fermano sulle opposte
speranze aleatorie
nelle spugne imbevute d'aceto
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| Scende e traballa
tra scossoni impetuosi
e verdi montagne
che accostano
pur rimanendo alte.
Sembra planare su tetti rossi
che a migliaia
contar non puoi
e pare
vengano incontro.
Mistero la città
dall'alto percepita:
sogni e fiabe
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Il riverbero delle notti aveva respiro
in una di quelle tracce tremate al fiume
fra le ombre sbocciate quasi a nuvola
mentre ogni silenzio copriva l'orizzonte
Forme confuse sospese in piccole luci
e poi spente a scia di un tempo ignaro
sulle
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Labbra sorridenti
Al far dei giorni,
Confidenti d’amori segreti
Spasimi d’amore
Sono i compagni vostri.
Candide nudità
Di voluttà immensa.
Nella carne infusa
La permanenza provocante
Che baci di passione chiama.
Brama al cospetto
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Crudo il pensiero del dubbio
prende corpo e pungente ti mina,
in quella tua routine di certezze
e scalfisce profonde resistenze,
umilia quel tuo sobrio ideale
lasciandoti in terza fila a macerare.
Quel deciso colpo di coda
per mutar
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 | non accendo la luce questa sera: voglio stare al buio e avvolgermi nel mio cardigan
ha ancora il profumo del passato, quello del bel tempo e delle risa
avrei voglia di volare appoggiata come sto al vetro infreddolito di questa finestra...
non ho
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| Impavidi sorrisi galoppano
nelle corsie delle ore
massacrate da scorie contagiose
di idee da buttare
Sanno che vanno incontro
alla morte
Ma sanno anche che i soli
s’infilano pure nei budelli
di sorsi di buona volontà
Le notti aiutano
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Sei città di miracoli e di storia,
sei colei che del fiume ha fatto il mare:
la tua fortuna vien dal navigare,
ma un dì oscurata fu dalla Meloria.
Eppur quel che a te Pisa dà più gloria
è un prato da cui sembrano
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31828 poesie pubblicate sull'argomento Impressioni.
In questa pagina dal n° 13591 al n° 13620.
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