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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973 |
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Impressioni
Le 31850 poesie pubblicate sull'argomento 'Impressioni' Poesie sulle impressioni |
Masticavi la notte per sputarne le stelle,
un sole giallo gola
che sbrana i campi maturi
e rovescia la terra nei polmoni.
Le tue mani
badili incandescenti
pettinano il vento fino a piegarlo
mentre le radici del mondo
arrampicate alle
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Il ferro della piazza si scioglie
in un sorso d’ombra,
laddove le colonne del secolo
mostrano le prime vene di ruggine.
La terra esige argini di cemento
e fiumi addomesticati
ma nell’ora della marea immobile
l’arte è una tempesta di sale.
È uno
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Nell’ora in cui la terra dormiva
di grafite e metallo
tu scendevi le scale dell’invisibile
con una lanterna fatta
di geometria cosmica.
Non dipingevi la carne
nè la foglia che cade
ma la linfa segreta
l’equazione d’ambra
che tiene insieme le
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il grido sfarfallante risuona la dolcezza delle viti
ad un passo dal sogno spezza il cuore del violino
un uomo scruta fisso l’orizzonte in attesa di un aere fischia la chitarra
tu che apri la madre nutrice dell’onda immortale
per amore soltanto per
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Non servono cieli per la mia ascesa
né vette da scalare oltre il meriggio.
Oggi l’estate sosta, un ingranaggio
che inchioda l’ora al picco della luce.
Depongo il peso, il ciottolo spezzato
delle aspettative, il ferro del dover essere,
e la fretta
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Muti pensieri
dentro corpi accovacciati
come dune sopra un palcoscenico di sabbia
vibrano al suono dell’arpa.
Anche
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carezze d’un trifoglio che risuona onde,
generoso fiore che scuoti il silenzio ardente,
spuma di un mare che spezzi il bacio di un alito di vento
ho seguito leggera la tua ombra fragorosa alga
sorrido la soglia di un filo tormento d’amore
soffia il
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Libertà
dell’eterno divagare
dove ognun
s’attinge a camminare
Agognata
è la sua benedizione
la cerchi da lontano
ma inutilmente tendi la mano
Eppur è tua!
Fragile e impetuosa
è il suo arbitrio a renderla famosa
Soli
in un tracciato perverso
a
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libero silenzio che diventa occhi vitrei un abisso profondissimo
muoio di un atteggiamento triste
l’amore drizza la promessa che snoda il profumo
dorme con i poveri gli ultimi con il profumo di vivere
mi hanno messo sotto i pioppi nel mio segreto
e
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Nel silenzio del tempio senza mura,
l’anima cerca un raggio tra le rocce,
mentre il pensiero, in cerca di misura,
svanisce come pioggia in poche gocce.
È un labirinto di specchi e di vento,
dove la fede è un’ancora sommersa;
nel
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il cielo vitreo porta l’infinito nei tuoi occhi
godo la vita che resta w sorrido e sorrido nel silenzio
ama il piccolo selvaggio che squarci i tormenti dei laghi
la porta delle nuvole entra nell’acquazzone bagnato delle gocce
porta della nuvola che
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Nel cerchio d’ombra
che la luna stende
il giorno tace.
Il leone piega
la criniera d’oro.
Un velo antico
sfuma la luce
inghiotte l’Ego
svela la cenere.
Passa la Nigredo
buio che purifica.
Ogni forma muore
per poter rinascere.
In questa
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 | S’apre nel buio il brillio stupendo
sopra un manto di stelle splendenti,
dardi di luci nel ciel sfreccian ardenti,
e la Luna esulta l’incanto vivendo.
L’anima è un sussulto in crescendo,
salta il cuor verso i guizzi lucenti
per catturar tutti
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L’alba è un incendio che non brucia i rami,
un bacio rosso sulla fronte al mondo;
Francesco scalzo annoda nuovi legami
tra il fango stanco e il cielo più profondo.
Egli sussurra ai petali del vento
che sono note d’uno spartito
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C’è un fremito antico
che abita la penombra del frassino,
un accordo sospeso
che la cetra regala al vento.
Invisibile il legno,
invisibile la mano,
ma il suono si fa sostanza
luce densa che cola
tra le crepe del tempo.
Sulla pietra
dura e
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L’etere vibra in un abbraccio d’oro,
mentre il ruscello scioglie il suo monile;
nel coro del creato, immenso e umile,
si svela d’ogni vita il gran tesoro.
Tu, poverello, parli alla corrente,
chiami fratello il sole e la sua
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È un’alba d’ambra che respira piano,
tra i solchi d’ombra e il battito del sole;
maggio è un ricamo steso sul piano,
un sussurrare senza più parole.
Si fa cristallo il gelo del ricordo,
mentre il domani morde la sua mela;
è un canto teso, un
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Un sorriso per accaparrarsi la gioia
esplode in tutto il suo splendore
sa bene a cosa porta
quell’utile inutile mezzo che il cuore fa allargare
procurando quel tanto che allontani guai tristezze
che niente dovrebbero avere a che fare con
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vero adulto che spezzano l’onde silenziose dei violino
tu innamorato della vita fase eroica dei sogni smacchiati
1 gennaio favola di un silenzio garanzia di un umanità
ho ritrovato la vita nel fianco ferito della bellezza
destino coraggioso che
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Maggio è un incendio freddo che divampa
tra le dita screpolate del vecchio inverno,
un funambolo teso su un filo di seta
tra il gelo che sbiadisce e il sole che morde.
Ha il colore del corallo e del grano acerbo,
un’alba che non sa decidersi a
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ho sentito la neve dell’istante che mi ha rimesso i piedi nella terra,
prego le bellissime stelle che spezzano l’onda del violino,
1 gennaio verità di un attimo che piange la disperazione del silenzio
suona la mia assenza confini di un mondo che ho
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Comprendere il vero senso della vita
implica avere in noi stessi una pace tremenda
non sempre a portata di mano
lasciare al caso il momento è già qualcosa
per iniziare a sperare
confluendo in un cerchio non comune
quanto in noi
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Quando si dice essere di troppo
non sempre si sbaglia
se guardiamo con fiducia al passato
fotocopiandolo nel presente
modo d’essere alquanto sibillino
approfittando di sentimenti ogni volta più eccentrici
che spesso lasciano spazio
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Spezza l’argilla delle vecchie maschere,
scrosta il cemento di ogni convinzione;
per generare un sole devi piangere
dentro il frastuono di ogni tua tensione.
Scendi nel fondo, dove il buio è muto,
tra i detriti di un’infanzia
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Non parlerò
non dirò nulla
per ferire
o per aprire
le porte del cuore.
Non farò nulla
per ledere il tempo
o per indossare
maschere d’ombra
dove muore il giorno.
Non parlerò
non sussurrerò promesse
sarò la tomba
dei miei
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E’ un mezzogiorno di fiacca.
Il cielo si fa di un nero sempre più nero
traforato qua e là da lampi fra nubi represse,
da tuoni che squarciano il mondo, sulla terra bruciata
e sui tetti delle case sbiancate.
Rade gocce gonfie si schiacciano sulla
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 | La mia vita è il bagliore
d’una luce a ritroso
che scavalca i miei giorni
dai colori rifratti
di chi aggira i
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| Chiedersi se ne vale la pena
a volte diventa indispensabile
seppure con un pizzico di rimpianto
per quanto lasciato indietro
cercando di porre rimedio
magari all’insaputa di chi
non sarebbe capace di comprendere
riservando un posticino onde
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Spezza l’antico guscio d’abitudine,
quel gesso che raggela ogni tuo passo;
nel vuoto cerchi la tua solitudine,
scavando l’oro sotto il freddo sasso.
È un’eco che rintocca nel profondo,
un grido muto che non ha catene,
chi vuole nascere distrugge
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31850 poesie pubblicate sull'argomento Impressioni.
In questa pagina dal n° 61 al n° 90.
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Cara/o Giuseppe Mauro Maschiella,
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