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♦ Daniela Dessì | |
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Morte
Le 6908 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
Sull'orlo
di un precipizio
finire i miei giorni.
Ondeggiare leggero
tra irte rocce
Il vuoto
medito intento.
In un attimo intenso
rivivo il mio film
ripensare la mia vita
un solo scopo.
Lasciarsi andare
abbandonare
-amaro
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 | I giorni non hanno colore
Mi rifugio
nel buio della notte.
Brandello di vita felice
accarezzo nel sogno.
futile illusione!
La notte breve
cede il passo al giorno.
Son già desto,
la coscienza del domani
si impossessa di me.
Non ho
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| Ricordo un uomo...
occhi chiari
velati di tristezza;
Triestino gentile
innamorato dei monti,
d'una donna Ladina
che lo rapì al mare...
lei non era più
quando incrociai
quello sguardo
perduto nel tempo
nei ricordi del
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| E un giorno ti accorgi
Che interessante più non sei
Nessuno più di uno sguardo ti degna
E ciò che il
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| vivi tra le pieghe di un dolore antico
per giungere in inclemente volo
a fermar del nostro cuor l'incedere
aleggi come leggendario grido
su burattini senza percezion del filo
che distratta Parca andrà a recidere
inceduli al tuo
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| Memoria,
fumo nero
che prende la gola
brucia gli occhi...
l'ultimo Natale,
i tuoi passi stanchi
in dissolvenza muta
senza lieto fine.
Tornano quelle luci
d'allegria gridata;
tra mille banalità,
quel dolore che graffia.
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 | Volto disegnato da profondi
solchi, le rughe della vita,
occhi neri immensi, profondi
il cui sguardo incute rispetto
Alta la figura di quel vecchio saggio
dalla folta barba bianca
a cui mi rivolgo per aver conoscenza
del vivere e dell'universo
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 | Hanno illuso i tuoi sogni,
tradito i tuoi anni...
Non sei solo nel freddo,
sono stanchi i tuoi passi...
Una guerra non
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| Malko |
01/12/2008 13:39| 1084 |
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| E Thanatos passò.
Tacque anche il silenzio
al crudo e flebile tocco.
S'affacciano ai balconi,
cantano nei
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| Frange d'amore
Ciò che rimane
Di una storia perduta
Tra lamiere ed asfalto
Righe di gesso,
Gente curiosa
Una pozza di sangue
Nascerà un fiore
porterà il tuo nome...
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| Non resta nulla ora,
il buio è calato da troppo
e non ho più candele.
Dalla grotta esce lo spirito immacolato,
di nero vestito,
lo sguardo è torvo
ed il passo svelto,
non sembra esitare di fronte al mio gesto di sfida,
sa chi
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| Come cristalli
sul tuo viso brillavano
rugiada e lacrime,
desideri sopiti,
acerbi segreti,
lunghi silenzi
inghiottiti dal tempo.
Quel tempo
che, crudo come
gelo d'inverno,
il tuo verde esistere
e l'innocente grazia
con un soffio spense.
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| La fine nel letto che temevi
il silenzio che la malattia ti impone
mi guardi e rivedi il male che hai fatto
un uomo ti
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| Fra il tedio e la noia
immerso nel buio
senza conforto
detti un nome
al mio dolore:
mal di vivere
Un alone di
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| Willy |
26/11/2008 18:08 | 1126 |
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| tutto si ferma
divengo pianta
dalle foglie morte.
Tacito è lo spazio
affollato e nefasto,
uno di quelli
che guardo con l'arte.
Il suono delle corde
solenne risonanza.
Osservo il tempo distante,
non ne svelo traccie
riconducibili
ad un
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| contro l'onda si gettò di petto
irruente si sfiancò
era quello che aveva sempre detto
la mia fine il mare
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| schermo acceso monitor chiaro
la luce perfetta... morte in diretta
attraverso la rete la nera signora
a una giovane vita
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 | Passi incerti nell'attraversare
il fiume della paura
Occhi sbarrati scrutano silenti
i volti di chi nega lo sguardo
Non è la morte che fa stringere
i pugni ma vivere il suo abbraccio
Quell'istante temuto
in cui ogni muscolo
è
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| Dissociato
come in un gioco
complesso
in assenza di pretesi perché
occhi
sospesi
spuntano nel buio,
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| Nel mio nulla,
quando i giorni
immobili nel tempo
resteranno,
non voglio lacrime,
solo canti di gioia.
Del mio corpo
cenere sia
dispersa ai venti
come lo fu la vita mia.
Non recidete fiori,
lasciateli crescere
liberi di vivere.
Loro son
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| "mi dispiace, non c'è più nulla da fare"
come dietro un vetro
la voce arriva al cuore
ti accorgi in un istante che
non esiste tormento
non esiste problema
non esiste amor tradito
non esiste solitudine
non esiste
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| Il tuo nome ticchetta
come gocce alla finestra
in questo freddo novembre
di neve troppo acerba
Immerso nella vasca
fissando il soffitto
nel grigio di una domenica:
non lasciarmi andare...
Il neon agonizza
sul mio viso di vetro
mi frantumo
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| Polvere sdoppiata in particelle di neuroni.
Siamo cervelli incastonati da granelli di riso.
realtà avvelenate,
veleno.
Poison, poison!
Occhi anneriti da calci infuocati
scoppiano in nervi accavallati da cazzate.
Semplicemente odio!
Strade
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| Qualcosa di aguzzo
può spuntare l'inadeguatezza
che riveste una nudità selettiva.
I pensieri
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| Una rosa appassita sul selciato
ha attirato lo sguardo
mi sono ritrovata lì
in quel luogo d'afflizione
ove una rosa rossa
poggiai
sopra quattro assi
che abbracciavano
quel corpo di donna
tanto amato
colei
che aveva vissuto con me
attimi
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| Potresti mai arrivare tardi al tuo funerale?
La morte arriva all'ora più strana
inattesa, imprevista.
Stringe con la sua mano gelida la falce,
porta freddo e solitudine
tristezza e malinconia.
Avvolge con il mantello
buoni e cattivi,
ricchi
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| Mi abbandono languida
nelle braccia della morte.
E' il mio destriero
con il quale galoppo
nelle praterie
immense dei cieli,
dentro l'urlo del tuo nome .
E' colei che
così tante volte
mi ha baciato
con il suo soffio gelido
la carne
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 | Chi sono... cosa sono... cosa voglio...
sono una contraddizione vivente...
l'infinito in un vuoto...
l'immensità in
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 | Candide lenzuola
seta nera
Occhi vitrei
luminosi come luce di luna
penetrano membra e animo
scuotono i
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| Juornu e notte,
mi cunsuma vrascia 'mpiettu
core nivuru... tintu sbatta,
ccù vuce abbragata t'avviertu
aju 'ntisu campane a muortu.
Figlio
si canci vita, canci la tua sciorte,
sinnò u cunti, pue, li fai ccù ra morte.
Ca
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6908 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 5911 al n° 5940.
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