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Le 23870 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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 | Il volo d'amore.
Un desiderio,
di respiro infinito,
che rinasce
ogni volta dal nulla .
Delle ombre di seta
della vita
si riassaporano le prime cellule d'attimi,
si sugge quell'essenza
che circola e avvelena
ogni fibra d'essere,
e
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| Gocce notturne, versate sui fiumi
dei letti nascosti nel buio .
Gocce notturne, di gente piangente
dove l'uomo porta
la disperazione .
Sere di lava, infuocate nel marmo
e vulcani nervosi,
dove gocce notturne spengono .
Lussuria e avari a me
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| julia |
12/10/2013 19:57| 1073 |
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 | E respiro luce
di diamanti marini
incastonati nei raggi d'un tardo sole
e annuso l'aroma dei pini
soltanto vogliosa
di paragrafi ariosi
di piume nel petto,
come spine gentili
di rose tardive.
E m'appartiene
quell'orizzonte troppe volte
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Fra l'ultimo silenzio
il buio s'abbandona soffice.
In questo molle addio di trasparenze,
muove, se null'altro l'oscurità
dietro i vetri stesi delle ore
quando pazienti mani di giunco
fanno confessioni di stelle.
Finisce sempre
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 | Non è tempo,
di ali di diverso respiro.
Non muove piume,
spegnendosi sulla passatoia
di accesso
di una casa costruita in cielo.
Un traforo
di fosca ombra
nel tempo di luce
assottiglia l'immaginazione
limitandola
al
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| S'infrange su costoni di paura
l'onda del desiderio,
il tempo poco e svelto
passa e basta
non si volta, non saluta
e non contento arraffa
volti, sguardi, baci,
e i sogni accartocciati
li cestina negli anfratti
di una mente invasa
pronta a
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| Insisterai,
ad ogni palpito di piacere,
ad invocare il mio nome
alle vecchie e
alle giovani
fiamme, fino a farle
tremare.
Fino a farle spegnere.
Insisterai
ad inumidire la penna
sulla tua lingua piena di fiele.
Insisterai
a dirigere
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| Gocce lucenti di pioggia
calda e sensuale
esplodente ebbrezza
sulle tue labbra
rosse socchiuse
Il lieve zefiro dal salice invocato
in un momento muta in vento di fuoco
scrollando i rami riversi
deliziando la vita
Grave sprofonda
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 | Si eleva l'anima verso le brume
di un incedere guardingo...
rapace essenza in alto vola,
nel sogno or si palesa
e in amore invita.
Vibra di dubbi a iosa
la mente nella sua malia
per quel domani che al varco attende,
dove ancor non so... se
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 | Troppo stringe
quel nodo che serra
e occlude la gola.
Sintesi disperata
d’un evento
che imprevisto coglie.
Come gelida doccia
crudele infrange
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 | Succede
che la penna
incespichi
balbetti...
solitarie parole.
Inconsci residui...
Bruciano palpiti
sul giaciglio che arde.
Inseguendo
la tua voce,
una traccia...
nell'aria serale
emozioni...
danzano sulla musica,
ascoltando il
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| L’Autunno, il liquore è pronto.
Un succo di onde rosse
spumeggia sull’orlo del bicchiere.
E’ proprio caldo e sciropposo
dall’inconfondibile sapore,
s’addensa sulle labbra tonanti,
con quell'umile vapore.
Tra gli ulivi, la creta si
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 | L'ombre dei tigli rincorrevano il tuo volto
e certo non mi vedesti scrutarti
al tavolino del bistrot.
Indossavi qualcosa di corto
e la tua impazienza,
un'indocile ciocca a nasconderti un occhio,
diffidente pirata pronta alla difesa
un basco
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E s'imbroncia
quel ciel grigio fumo
che si veste di vento e di nembi
e a quei colli rimanda il rimbombo
che borbotta il furor di Nettuno.
E già crepita l'aria
e serpeggia
...e quel ciel che sul mare
lampeggia
sprona i gozzi al brusco
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| Vivì |
24/04/2012 17:20 | 4392 |
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La cicala del mattino frinisce
e mi sveglia su una tazzina di caffè
bisbigliando gracili parole su ascolti assonnati
di spettinati pensieri.
L'uscio s'apre al giorno con forzati ardori
che dissolverà la sera sui passi
di un
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Veleno a chiazze rosa pronto all'uso
un albero sussurra cose turche,
s'approccia col carretto e con la benda
va a benedire i vivi ancor per poco.
Intanto l'acqua al fuoco si spaventa
vien giù da sotto il turbinio fantasma,
urlar senza
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stelle diverse
senza albe dell'estate
a far da sogno (D)
Erano le ultime stelle dell'estate,
belle quanto basta per rimpiangere
riflessi di mare e timide risposte.
Pallide tracce di dimenticate ere
Poche luci dal distratto sguardo,
fatto
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 | Scintilla il ceppo
di nitido ardore,
gira lo spiedo
il fagiano muore,
plana su la caccia
lo storno in libertà
viene detta per la via
la fiaba che scamperà
all'inverno, ritorna
di anno ormai in anno,
le parole che sogna
il
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 | Un'onda anomala
si arrende alla sua sponda
indifferente lascia salpare
il suo destriero
muto ed indomabile verso la riva.
È solo un sogno
tra le indimenticabili giostre di colori
che si affacciano su assopite fantasie
pungono
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Su di un cielo d’ardesia blu cobalto,
la luce di un crepuscolo spettrale
si stempera dal basso verso l’alto,
creando un’atmosfera irreale.
Quel cielo così cupo dà risalto
a un’imponente croce con tre scale.
Le scale poste in quelle
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 | Passo disteso, fermo e misurato;
la morte raffigura mentre avanza.
È sua nutrice e lui la rappresenta
ed essa ha stima in lui che l'asseconda.
Terribile e spietato avanza il piede
che le orme della nera dama segue.
La lugubre signora,
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Tra echi e parole vi è sparso un pensiero
frammento irrisolto di un passo sospeso
Ed è la nota mancante in un filo di stelle
l'oblio sopravvissuto allo spazio del cielo
Ciò che non conosce chiarezza di sillabe
ma solo
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 | oscilla a tocchi alterni la betulla
sogna ancora di gelide notti insonni
a guardar bene il suo ramo destro
ci s'accorge degli abusi e delle sommosse
rare le foglie che ancor sospendono
voci di galera e pianti al sale
ma della criniera
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Ogni ruga del mio viso
è una pagina sfogliata
di un libro che non ha ancora
la parola fine.
E' mio questo libro
che vibra di vita
e ha voce
e implora di non esser calpestato
e ridotto a brandelli dall'indiffereza.
Con lievi carezze
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nero petalo
ricordo della morte
di un solo inverno (D)
La terra sarebbe sbocciata presto
ma ora il calore era un ricordo
ed un vento arido avrebbe soffiato
i colori e le stagioni della nostalgia
Qualche fiore morto alla memoria
di un sole
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Qualche speranza
al futuro volge
conoscer voglio;
tanta nebbia
avvolge i pensieri
tuoi, ancor più offusca
la speranza.
La voce è rotta sospesa
a quel filo di speranza,
sussurra ancora
del mal che l’affligge
e affoga e giunge al
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Sto provando a riavvolgere il nastro.
Prudente, in punta di piedi
rievocare quella ciocca di capelli
neri – impazienti –
compagni di viaggio silenziosi
- ma urlavano di urgenza
e le telefonate d’oltre confine
sottratte all’attenzione di lei
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Era l’alba dei miei giorni
e tu col sole in faccia
Apparivi vigoroso
e immortale
Per me è giunto il tramonto
(quel crepuscolo che mi concede
la dimensione del mio esistere)
Per te la sera
sera inoltrata e persa
troppo tardi ce ne
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| India |
06/10/2013 23:00 | 2309 |
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In questa domenica lacustre
dove ogni annegato
è lo specchio infedele di noi stessi
dove il presidente si rende socialmente utile
anche le mie ciglia s'arrendono
al tepore infantile del poter vivere
così
solo per il gusto un po'
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Rimango immobile
nel cono d'ombra
che mi attraversa.
Mi scava dentro voragini
che odorano di tempesta.
Mi soffermo nell'arcano punto cruciale.
Qui io tesso l'oro filato
che si accavalla all'io ignoto.
Sono primitiva.
Feconda.
Mi lascio andare nella
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S’affievoliva in quella domenica uggiosa
il significato di ogni parola detta.
Non poteva esistere un bagliore di speranza
per quel legame cerebrale, sacro e proibito.
Doveva rimanere inviolato,
a costo di essere vissuto nella vita
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| Alexis |
06/10/2013 14:17 | 1042 |
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23870 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 10951 al n° 10980.
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